La società statunitense Saildrone rafforza la propria presenza nel mercato europeo della difesa con una rete industriale destinata alla produzione di unità navali senza equipaggio. L’azienda ha sottoscritto accordi nei Paesi Bassi, in Norvegia e in Polonia per costruire e sostenere operativamente i suoi droni di superficie, sempre più richiesti per la sorveglianza marittima e le missioni militari.
La decisione arriva mentre i Paesi europei della Nato stanno aumentando gli investimenti nella difesa. L’obiettivo è duplice: rafforzare la capacità di deterrenza nei confronti della Russia e dimostrare agli Stati Uniti di essere pronti ad assumere una quota maggiore degli oneri legati alla sicurezza dell’Alleanza Atlantica.
«Portare in Europa la produzione e le attività operative di Saildrone crea una capacità sovrana e duratura per i nostri clienti europei», ha dichiarato Robert Kleist, amministratore delegato di Saildrone Europe.
Gli accordi permetteranno alla società di costruire, schierare, gestire e assistere direttamente sul continente i propri unmanned surface vehicles, gli USV impiegati per raccogliere dati, pattugliare ampie aree marine e integrare sensori destinati alla scoperta di minacce in superficie e sotto il livello del mare. La localizzazione della produzione ridurrà inoltre la dipendenza dalle infrastrutture industriali statunitensi, un elemento sempre più rilevante nei programmi europei per la sicurezza.
Lo Spectre sarà costruito nei Paesi Bassi
Il cantiere Van der Valk Shipyard, nei Paesi Bassi, produrrà lo Spectre, la più grande unità sviluppata da Saildrone. Lungo 52 metri, il veicolo è stato progettato per trasportare sensori più pesanti, sistemi sonar e, in prospettiva, armamenti destinati ai clienti militari.
Le dimensioni e la capacità di carico collocano lo Spectre in una categoria diversa rispetto ai droni navali più piccoli utilizzati soprattutto per l’osservazione oceanografica. La piattaforma può infatti assumere compiti di sorveglianza prolungata, guerra antisommergibile e protezione delle infrastrutture critiche marittime.
Cavi per le telecomunicazioni, gasdotti, terminali energetici e impianti offshore sono diventati punti sensibili della sicurezza europea. Gli episodi registrati negli ultimi anni nel Mar Baltico e nel Mare del Nord hanno spinto i governi a cercare strumenti capaci di mantenere una presenza continua in mare senza impegnare permanentemente navi con equipaggio.
Surveyor prodotto in Norvegia, ali costruite in Polonia
La produzione europea riguarderà anche il Surveyor, drone di superficie lungo 20 metri destinato alle attività di sorveglianza. Le unità saranno realizzate negli stabilimenti di Umoe Mandal, in Norvegia, mentre Southern Spars costruirà in Polonia le strutture alari della piattaforma.
La distribuzione delle attività tra tre Paesi del continente delinea una filiera industriale europea integrata. Saildrone potrà così avvicinare la produzione ai potenziali clienti, assicurando tempi più rapidi per la consegna, l’addestramento degli operatori e la manutenzione.
L’espansione segna anche il passaggio dell’azienda da una tecnologia inizialmente associata alla ricerca oceanografica e alla raccolta di dati ambientali verso applicazioni militari sempre più avanzate. I droni di Saildrone, capaci di operare autonomamente per lunghi periodi, possono sorvegliare spazi marittimi estesi con costi inferiori rispetto all’impiego continuativo di unità navali tradizionali.
L’investimento di Lockheed Martin
La crescente dimensione militare del progetto è emersa con chiarezza nell’ottobre scorso, quando Lockheed Martin ha investito 50 milioni di dollari per equipaggiare il Surveyor con missili. Si tratta della prima integrazione di armamenti ad alta potenza sulle unità autonome prodotte da Saildrone.
Il programma apre la strada a una nuova generazione di piattaforme navali senza equipaggio, chiamate a svolgere non più soltanto compiti di osservazione e raccolta delle informazioni, ma anche missioni di deterrenza e combattimento. L’impiego di sistemi armati autonomi o semi-autonomi rimane tuttavia al centro di un confronto politico e giuridico, soprattutto per quanto riguarda le regole d’ingaggio e il controllo umano sull’uso della forza.
Saildrone aveva costituito la propria controllata europea nell’aprile 2025, sostenuta da un round di finanziamento da 60 milioni di dollari guidato dall’Export and Investment Fund of Denmark, il fondo statale danese EIFO. La società ha ora inaugurato a Copenaghen il proprio quartier generale europeo.
La scelta della capitale danese conferma la crescente centralità del Nord Europa nella sicurezza marittima della Nato. Mar Baltico, Mare del Nord e rotte artiche rappresentano ormai un unico spazio strategico, attraversato da infrastrutture energetiche e digitali decisive per il continente. È su questo teatro che Saildrone punta a trasformarsi da fornitore americano di tecnologia in un attore stabilmente inserito nell’industria europea della difesa.
