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Redazione

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Jean-Paul Nerrière nomina l’italiana Monica Perna sua erede nella diffusione del Globish

ECONOMIA di

  L’ingegnere informatico francese Jean-Paul Nerrière, manager dell’IBM USA, ha nominato Monica Perna sua erede nella diffusione della lingua da lui creata. Alla fine del ‘900 Nerrière coniò il termine Globish. Con Globish si indica una variante di inglese parlata della maggior parte della popolazione mondiale, inoltre, è molto più semplice e immediata rispetto a quella di cui nei fanno uso i madrelingua inglese.

 L’attenzione nei confronti di questa lingua arriva anche in Italia grazie alla English Coach Monica Perna, che s’interessa a tale lingua sin da giovane. Questo accadeva perché, tra stranieri, si parlava un inglese più diretto, semplice e lineare, grammaticalmente e foneticamente corretto, ma molto più immediato e comprensibile a chiunque.

 L’ex dirigente dell’IBM ha individuato, infatti, un vocabolario di appena 1500 parole alla base del Globish rendendola una lingua davvero alla portata di tutti. Oggi, la lingua è compresa da un’alta percentuale della popolazione mondiale; una lingua in espansione grazie anche alla stessa Perna, che seguendo le orme del suo maestro, si è resa conto di come a Dubai, città in cui risiede, si parlasse un inglese alternativo rispetto a quell’originale.  Osservazione che l’ha portata a trasferirsi negli Emirati Arabi e a fondare qui AUGE International Consulting, l’accademia online in cui attraverso il metodo AUGE, esperienziale ed immersivo, insegna al mondo il Globish.

La fondatrice del metodo Auge ha dichiarato di essere emozionata durante il passaggio di testimone, una pesante eredità che le conferirà l’occasione di proseguire la sua attività, in Europa e nel mondo intero, per promuovere questa lingua franca. A margine dell’incontro Monica Perna ha dichiarato: “E’ stato bellissimo e stimolante trascorrere quasi due ore in compagnia di Nerrière, perché oltre ad essere il fondatore di quella variante di inglese che io stessa promuovo nei miei insegnamenti, ha una biografia straordinaria. Incontrare una persona di tale calibro almeno una volta nella vita e poter ricevere consigli preziosi è un grande onore e privilegio!”. Nerrière entusiasta della sua erede spera che con Monica Perna possano realizzarsi quei progetti di cui lui non era riuscito a mettere in atto.

“ BREVE RIFLESSIONE SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA & SVILUPPO SOSTENIBILE”

ECONOMIA di

 

 

L’articolo di oggi vuole essere una breve riflessione sulla tematica di stretta attualità della transizione energetica, a partire dai temi trattati dall’interessante e recente convegno dal titolo “Transizione energetica & Sviluppo sostenibile” organizzato da EUSOLAG European Solar AG e che ha visto la presenza di relatori sul tema tra i più qualificati esperti internazionali.

Il convegno che ha avuto luogo lo scorso 19 ottobre, si è tenuto nei saloni secenteschi di Palazzo Falletti a Roma e ha avuto anche la sponsorship di importanti partners come AM ADVISOR, Serendipity Capital, ESG Portal e Global Wealth Planning – Independent Multi Evolved Family Office.

 

 

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Figura1- Il convegno in Palazzo Falletti

 

 

E’ stato un incontro qualificato e approfondito di esperti ambientali, economici e finanziari che hanno analizzato i vantaggi e gli scenari nazionali ed internazionali della transizione energetica, che rappresenta un’occasione unica per iniziare a cambiare anche il paradigma economico e sociale del nostro pianeta.

Tra i relatori intervenuti tra gli altri al convegno citiamo con piacere: Mario Antonio Scino (Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Maria Siclari (Presidente  Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), Letizia Macrì (VicePresidente ESG European Institute), Ivan Sirakov (Presidente Eusolag), Giovanni Padula (Generale B. Guardia di Finanza), Alessandro Toschi (CEO AM Advisor), Karim Sghaier (Direttore Capital Market Eusolag).

Il convegno è stato organizzato per dare delle prime risposte importanti alle tematiche e problematiche del settore dell’energia, rese ancora più attuali dalla pesante crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina.

Tematiche del settore energia strettamente legate a quelle della sostenibilità ambientale, la cui sempre maggiore consapevolezza ha dato impulso a politiche nazionali ed europee volte ad un’economia più sostenibile e rispettosa della salvaguardia dell’ambiente.

In tal senso l’Unione Europea ha ampliato le proprie ambizioni in materia di clima per il 2030, spingendo ad una riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990, al fine di raggiungere la neutralità carbonica prevista entro il 2050.

Traguardo del raggiungimento delle Zero Emissioni nel 2050 per il quale, come affermato da più relatori nel corso del convegno, occorrerà investire a livello globale peer ciascun anno la cifra ragguardevole di almeno 9.200 miliardi di $.

E se consideriamo che nel 2021 sono state investite a livello globale circa 1.300 miliardi di $, è facile concludere che sarà necessario per il futuro per raggiungere il traguardo di cui sopra incrementare il budget degli investimenti di ben circa 7 volte e da qui l’importanza della funzione di volano della finanza green (altro tema centrale dibattuto nel corso del convegno) per il raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni CO2 a livello globale.

In tale contesto le energie rinnovabili pulite, economiche e altamente performanti rappresentano certamente la risposta necessaria e inevitabile, per scongiurare la minaccia alla stessa sopravvivenza del genere umano e sono diventate una componente irrinunciabile per un’economia sostenibile e più forte e per una transizione energetica sana ed efficace.

Pertanto il futuro non solo a livello europeo vedrà progressivamente la produzione elettricità realizzata con un mix energetico sempre più alimentato da fonti rinnovabili, come unica strada per un sistema energetico veramente pulito.

In particolare Karim Sghaier, direttore Capital market di Eusolag European Solar ha portato in tal senso, nel corso del convegno, come esempio di strada virtuosa da percorrere quello che è stato in modo sorprendente realizzato dalla Grecia, che in 5 anni è diventata del tutto autosufficiente nella produzione di energia.

 

 

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                                        Figura 2 – Karim Sghaier Direttore Capital Market Eusolag

 

Infatti la Grecia è di fatto già oggi indipendente e autonoma da un punto di vista energetico, grazie agli enormi investimenti realizzati in fonti rinnovabili, solare in primis.

Dicevamo traguardo sorprendente realizzato da un paese come la Grecia negli scorsi anni in grave difficoltà economica, conseguentemente ai piani di austerità e alla ristrutturazione del debito e che come l’Italia ha sofferto a causa della pandemia Covid.

Grecia che però è stata in grado di attrarre capitali dall’estero e attuando nel contempo decisioni politiche importanti in tema di energia ha realizzato tutte le potenzialità che offrono le tecnologie delle energie rinnovabili e soprattutto del fotovoltaico, diventando come detto indipendente e autonoma sul piano energetico, con zero emissioni CO2 e con costi contenuti di produzione dell’energia.

L’Italia come evidenziato nel corso del convegno, essendo anch’essa una terra ugualmente ricca di esposizione solare, sarebbe in grado realizzare un progetto simile a quello portato a termine in questi anni dalla Grecia, purchè si attuassero anche da noi a livello governativo e di sistema paese le medesime politiche energetiche e finanziarie virtuose del paese ellenico.

Certamente quanto sopra darebbe sollievo al nostro Paese tormentato dall’aumento vertiginoso delle bollette oltre che consentire di garantire la sostenibilità ambientale della nostra produzione di energia elettrica e con essa una maggiore cura della salute dei nostri cittadini. 

La guerra in Ucraina in tal senso facendo esplodere la crisi energetica, ha reso urgente e strettamente necessario la realizzazione di quanto sopra anche da parte del nostro paese.

Italia che secondo quanto affermato da molti investitori professionali internazionali presenti al convegno se si realizzassero le condizioni politiche e finanziarie di cui sopra, potrebbe seguire in tutto e per tutto l’esempio virtuoso della Grecia in campo energetico e vedere nel nostro paese un nuovo fenomeno di vero e proprio “Golden Solar Rush”.

Per finanziare la realizzazione di progetti finalizzati alla sostenibilità ambientale sono già disponibili in tal senso gli strumenti finanziari ad hoc dei Green bond ovvero le cosiddette obbligazioni verdi.

Proprio come le classiche obbligazioni i Green bond sono titoli di debito pensati appositamente, per finanziare progetti finalizzati alla sostenibilità ambientale, in primis per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre l’Italia come affermato da più relatori nel corso del convegno tra fondi PNRR, Fondi Strutturali e residui di altri Fondi Europei scaduti ma ancora capienti, risulterà beneficiaria di circa 390 miliardi di euro per i prossimi 5 anni.

Fondi di finanziamento importanti che come nel caso di quelli del PNRR hanno fra le loro mission prioritarie proprio la rivoluzione verde e transizione ecologica. 

Ma per cogliere fino in fondo tali importante opportunità di finanziamento (vedi PNRR e strumenti green bond) e anche ambientali (vedi notevole esposizione solare del nostro paese) e per effettuare completamente la transizione energetica verso le rinnovabili anche per l’Italia sarà necessario realizzare come detto adeguate politiche energetiche e finanziarie ma anche sanare alcuni anomalie e ritardi del nostro sistema paese.

Ad esempio il preoccupante fenomeno delle frodi finanziarie, che come argomentato da Giovanni Padula, Generale di Brigata della GdF citando il fatto che i controlli effettuati  dalla GdF sulla correttezza delle procedure in ambito dei bonus edilizi (ex 110 in primis, nati proprio per migliorare l’efficientamento energetico degli immobili del nostro paese) ha permesso di scoprire fino a dicembre 2021 un grave fenomeno di truffe per oltre 10 miliardi di euro di fatture false ( dei quali 6 mld bloccati, ma 4 mld di euro purtroppo gia’ liquidati).

Infine circa il 90% delle imprese italiane (micro, PMI e Grandi) risulta essere ancora non in linea con i parametri ESG e questo può’ mettere seriamente a rischio la loro possibilita’ di intercettare i fondi messi a disposizione dal PNRR, Garanzia SACE
e Bandi Regionali e Comunitari non solo per la transizione energetica ma anche per lo sviluppo e crescita delle stesse imprese.

Alessandro Toschi, amministratore delegato di AM Advisor e consigliere di ESG Portal piattaforma digitale che fornisce un servizio online di rating ESG alle PMI, ha poi concluso, spiegando che ”per le imprese piccole, medie o grandi, adottare politiche Esg costituirà sempre più un’attività imprescindibile in un’ottica della loro pianificazione finanziaria a medio-lungo termine.

 

 

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                                               Figura 3 – Alessandro Toschi CEO di AM Advisor

Anche alla luce del fatto che rispettare i criteri ESG sarà fondamentale per le imprese per avere accesso con successo e alle migliori condizioni sia al mercato dei capitali che a quello dei finanziamenti bancari.

Questo perché sin da ora ad esempio i principali fondi di venture capital e private equity nei loro criteri di selezione degli investimenti da finanziare privilegiano in via preferenziali le imprese in linea con il rispetto dei criteri ESG, perché tale condizioni non solo garantiscono nel tempo la loro sostenibilità ambientale e sociale e una corretta governance ma di conseguenza anche quella finanziaria.

Allo stesso modo le nuove linee guida Eba sulla Concessione del Credito ha concluso lo stesso Alessandro Toschi impongono alle banche di incorporare i fattori ESG e i rischi ad essi associati con un approccio olistico, nelle loro procedure di valutazione del rischio credito, ai fini della concessione di finanziamenti bancari alle imprese.

E’ possibile consultare il video integrale dell’evento qui: https://lnkd.in/dSkYrsVs

Franco Tallarita (Responsabile comunicazione AM Advisor – società di consulenza strategica focalizzata nel Management Consulting ed esperta nei settori del Fintech, Corporate Finance ed ESG – https://amadvisor.it/)

Guido Massimiano (Senior Analyst iFINTECH – la new company di consulenza innovativa https://www.ifintech.it/)

Il ministro Crosetto vola in Qatar e incontra il ministro degli esteri e i militari impegnati nell’operazione “Orice”

ESTERI di
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Oggi il ministro della difesa Crosetto ha incontrato il vice primo ministro e il ministro degli affari esteri qatarioti. Nel lungo colloquio, si è discusso sulle relazioni bilaterali che legano i due Paesi e anche della sicurezza riguardante la regione.

 Il ministro, successivamente, si è recato nella base militare di Al Qaqaa dove ha incontrato i militari del contingente impegnato nell’operazione “Orice”. A loro ha voluto rivolgere un messaggio di apprezzamento, da parte sua e di tutta la nazione: “gli italiani sono fieri del vostro lavoro e di come state rappresentando la nostra Nazione. Ho ricevuto parole di grande apprezzamento per il vostro operato e la vostra competenza, frutto della professionalità acquisita dalle Forze Armate nelle Missioni di Pace”.Il ministro ha potuto assistere a una dimostrazione delle capacità espresse dal contingente italiano, terrestre e navale, riguardo la difesa e la sicurezza.

 Ieri, il ministro della difesa qatariota, Khalid bin Mohammed Al-Attiya, si è congratulato, con il ministro Crosetto, per l’operato svolto dai militari italiani e per l’appoggio fornito dall’Italia. A margine del colloquio Crosetto ha affermato: “un rapporto antico, quello tra Italia e Qatar, che prosegue per rafforzare la collaborazione nel campo della difesa e della sicurezza”.

Le forze armate italiane, che partecipano alla missione bilaterale per supportare le forze armate del posto per la sicurezza dei mondiali di calcio, si sono presentate con un contingente di 560 uomini (appartenenti all’Esercito, alla Marina Militare, all’Aeronautica e all’Arma dei Carabinieri) assieme a 46 mezzi terrestri, un mezzo navale e un elicottero. Le task force italiane sono due, una terrestre e una marittima, comandate rispettivamente dal generale di brigata Giuseppe Bossa e il capitano di fregata Emanuele Morea. Il Qatar, in occasione della manifestazione, ha costituito una Task Force di circa 5.000 uomini, a cui si aggiungono i contingenti militari internazionali. Oltre a quelle italiane, sono mobilitate anche forze militari di altri Paesi, tra cui Francia, Pakistan, Regno Unito, Stati Uniti e Turchia. 

Canada-Italy Forum on AI 2022

AMERICHE di

L’area di Montreal è tra i poli geografici mondiali specializzati sull’IA e la Camera di Commercio Italiana in Canada organizza dal 2019 il business forum Italia-Canada sull’IA con l’obiettivo di favorire interlocuzioni tra diversi soggetti in Italia e Canada per creare progetti congiunti e opportunità di business, di ricerca, di lavoro.

L’edizione 2022 del Forum Italia-Canada sull’IA ed accessibile anche online, è dedicata alla Cybersecurity: policy maker, esperti, ricercatori, manager di imprese leader di mercato e di piccole imprese si confronteranno il 22 e 23 novembre con l’obiettivo di condividere visioni, esperienze, buone pratiche e di identificare possibili collaborazioni. Presente anche un’apertura sul mondo (e sul ruolo) delle startup.

Ambasciata d’Italia in Canada, Consolato generale italiano a Montreal, Ministero degli Esteri, Regione Emilia-Romagna, ART-ER, Agenzia ICE e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale sono partner del Forum 2022.

Tra i temi-chiave che saranno affrontati al Forum Italia Canada sull’Intelligenza Artificiale-Cybersecurity. “Sono aspetti di una tale importanza per il futuro della nostra società e di una tale complessità che nessuna azienda, nessuna università e nessun singolo Paese può pensare di affrontare e risolvere da solo. Il bello dello scambio di idee, soprattutto tra Paesi amici, è che ciascuno uscirà arricchito dalla conferenza e da tutte le ricadute che ne deriveranno”, commenta Michele Colajanni, professore di cyber security all’Università di Bologna e tra i protagonisti del Forum.

Oltre quaranta gli speaker del Forum. Tra questi, Roberto Baldoni (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), Sami Khoury (Head Canadian Center for Cybersecurity), Steve Waterhouse (Assistant Deputy Minister, Information Security and Cybersecurity Ministère de la Cybersécurité et du Numérique). I diversi interlocutori partecipanti al Forum porteranno i propri punti vista, testimonianze, storie, nelle tre sfere di interesse: istituzionale, accademico, aziendale.

“Che l’intelligenza artificiale sia un settore chiave per la nostra economia e, più in generale, per la nostra società, è chiaro a tutti”, commenta Andrea Ferrari, ambasciatore d’Italia in Canada. “È un settore in cui dobbiamo investire, per affrontare la sfida della transizione digitale. La sicurezza informatica è oggi una “infrastruttura” di cui tutti abbiamo bisogno, soprattutto nell’attuale scenario internazionale. Il Business Forum sull’A.I. è tra le migliori occasioni per approfondire la collaborazione in questi ambiti e per continuare ad arricchire il legame tra I talia e Canada nel 75° anno dell’instaurazione formale delle relazioni diplomatiche,” conclude Ferrari.

Le visiteur du futur” di Francois Descraques 

SOCIETA' di

In anteprima italiana al Science+Fiction Festival di Trieste, proiettato a ruota subito dopo The Thing, abbiamo modo di scoprire con piacere il primo lungometraggio del regista francese emergente François Descraques, che è uscito quest’anno in Francia, il 18 agosto. Stiamo parlando di Le Visiteur du Futur o The Visitor From The Future: una commedia distopica, esilarante e divertente, ambientata in un mondo tutt’altro che confortevole, popolato da personaggi deliranti, tratta dall’omonima webserie dello stesso Descraques. Leggi Tutto

A #FORUMAutoMotive Anomalya, la super car made in Tuscany

INNOVAZIONE di

Il bolide 100% italiano sarà in esposizione all’evento in programma il 24-25 ottobre a Milano.

La passione per le due, quattro e più ruote è da sempre elemento propulsore delle iniziative di #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore in programma il prossimo 24-25 ottobre a Milano presso l’Enterprise Hotel, interamente trasmesso in streaming sulla pagina Facebook: https://www.facebook.com/forumautomotive.   

A rappresentare in modo eccezionale la passione per l’auto in questa edizione sarà la supercar 100% italiana Anomalya, che potrà essere osservata e toccata con mano nella sala che ospiterà i dibattiti tra gli esperti del mondo della mobilità e che sarà presentata da Sly Soldano.

Anomalya nasce da un’idea trentennale di Sly Soldano, Samuele Pasquinucci e Luca Sabatelli, maturata quattro anni fa nella sua straordinaria Sly Garage Factory. In questa realtà di Capannori, vicino a Lucca, lavora quotidianamente con vetture di alto calibro e marchi molto importanti quali Ferrari, Porsche, Bentley. Anomalya nasce dall’esigenza di creare una supercar in grado di riscoprire la vera essenza nell’essere e non nell’apparire, costruita su misura per il divertimento dei gentlemen-driver.

In essa è racchiuso tutto ciò che la tecnologia moderna permette per migliorare stabilità, handling e piacere di guida, ma senza alcun tipo di “filtro” o “bugia”.

Le sue principali caratteristiche:

  • il peso è di 1.080 chili
  • la velocità massima è di 270 km/h;
  • l’accelerazione 0-100 km/h viene coperta in 4.4 secondi
  • il piacere di guida incommensurabile.

Anomalya è, come dice il nome stesso, un’auto anomala, che letteralmente significa “non conforme”, non conforme cioè a tutti quegli stereotipi che spesso vengono proposti come politicamente corretti. 

Clicca qui per il programma completo

Di Anna Tulimieri

Acos, Patanè: “Trasporti oltre la sufficienza, siamo sulla strada giusta”

CRONACA di

Eugenio Patanè, Assessore alla Mobilità di Roma Capitale in una nota sostiene: “La fotografia dell’Agenzia capitolina per il controllo della qualità dei servizi pubblici, nel primo anno dell’amministrazione Gualtieri, mette in evidenza una percezione di miglioramento da parte dei romani, con il trasporto pubblico che si attesta oltre la sufficienza”.

“I voti ottenuti in questo report – prosegue Patanè – rappresentano per noi un buon punto di partenza importante con l’obiettivo di raggiungere presto i livelli del 2007, quando il giudizio sul trasporto pubblico era nettamente migliore. La valutazione dei romani ci racconta da un lato che c’è ancora molto lavoro da fare, dall’altro che abbiamo intrapreso la strada giusta. Il voto dato dai cittadini supera la sufficienza, infatti, per tutte e quattro le voci di indagine:

  • 6,5 per i taxi;
  • 6,4 per le metropolitane;
  • 6,2 per bus e tram
  • 6,1 per la sosta sulle strisce blu.

Con i primi tre servizi che registrano una crescita rispetto agli anni 2020 e 2021. Sono segnali che ci danno grande fiducia soprattutto perché ottenuti nonostante le difficoltà iniziali e la drammatica situazione ereditata relativa a tutte le infrastrutture di trasporto – armamento tranviario, metropolitane e impianti di traslazione – e riguardante le aziende, con Atac in concordato preventivo e Roma Metropolitane in liquidazione”. 

“Siamo certi pertanto – conclude Patanè – che questo è soltanto un punto di partenza e che la situazione da qui in avanti continuerà a migliorare, considerando che della gran parte del lavoro fatto in questo primo periodo i cittadini non hanno e non possono avere percezione immediata, in quanto si tratta di provvedimenti, appalti, opere, interventi, acquisto mezzi, che vedranno la luce nei prossimi mesi, ma soprattutto nei prossimi anni”. 

Di Anna Tulimieri

 

BLUE PLANET ECONOMY EXPOFORUM 2022

INNOVAZIONE di

Dal 19 al 21 ottobre Fiera Roma accende i riflettori su sfide e soluzioni verso una transizione sostenibile dell’economia marittima del Mediterraneo

Il bacino marittimo del Mediterraneo come scrigno di potenzialità cruciali, terreno di sfide ambientali economiche e sociali imprescindibili, specchio del futuro stesso dell’ecosistema marino globale. È questo il focus geo-economico di BLUE PLANET ECONOMY EXPOFORUM 2022 (https://www.blueplaneteconomy.it/en/), la manifestazione fieristica organizzata da Fiera Rome e da MAR – Marine Activities and Research Association, in programma presso i padiglioni della fiera capitolina dal 19 al 21 ottobre. La partecipazione è gratuita previa registrazione.

Sfide e soluzioni verso una transizione sostenibile dell’economia marittima del Mediterraneo: il forum affronta i trend-topic più attuali della Blue Economy nell’unica declinazione possibile, quella dell’innovazione verso la piena sostenibilità. Dopo la prima edizione, nata in piena pandemia e completamente digitale, l’appuntamento 2022, finalmente in presenza, sceglie temi e settori target che seguono le linee guida degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030: innovazione e crescita nei settori dell’economia costiera, energia, mobilità e trasporti, risorse ittiche benessere e biotecnologie, cantieristica e diporto, sistemi turistici costieri, istruzione, formazione e professioni legate all’economia blu.

L’obiettivo principale di questa seconda edizione di BLUE PLANET ECONOMY EXPOFORUM – illustra Fabio Casasoli, Amministratore unico di Fiera Romaè individuare le aree di innovazione e di potenziale sviluppo dell’economia del mare, guardando a tutti gli attori, in special modo alle imprese, per fornire la piattaforma ideale per lo scambio di nuove idee di business e di interconnessione. Il mare è fattore strategico per molte attività economiche: il valore aggiunto prodotto dalla Blue Economy europea ammonta a 218 miliardi di euro, con circa 5 milioni di occupati, in Italia sfiora i 47,5 miliardi di euro, pari al 3% del totale dell’economia italiana. Le aziende hanno sempre più chiara la potenzialità economica che un necessario approccio sostenibile alle risorse del mare comporta, e proprio per promuovere ulteriormente lo sviluppo sostenibile, a febbraio scorso il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la legge sulla Blue Economy. Un provvedimento che mette a sistema diversi settori, dalla formazione all’ambiente, e, con una dotazione finanziaria di 1,8 milioni di euro, rappresenta uno strumento importante per tutelare e valorizzare le attività e le risorse collegate a mare, fiumi, laghi e alle coste del territorio laziale, promuovendo occupazione qualificata, ricerca, innovazione, investimenti e creazione di nuove imprese giovanili e femminili”.

La manifestazione, organizzata con il supporto di Regione Lazio e Camera di Commercio di Roma, ha come target e protagonisti i trasversali rappresentanti della filiera della blue economy: PMI e industrie, network di operatori,istituzioni nazionali e internazionali, associazioni di categoria, università e centri di ricerca, investitori e venture capital, fondazioni, ONG e terzo settore.

Le tre giornate di manifestazione propongono ai partecipanti un articolato programma di conferenze (https://www.blueplaneteconomy.it/en/programme-2022/), coordinato e promosso dal Comitato Tecnico-Scientifico del forum 2022, formato dalla comunità delle istituzioni e delle organizzazioni dei settori connessi all’evento e presieduto da Roberto Morabito, Direttore del Dipartimento Sostenibilità Enea. Innovazione e Sostenibilità, Transizione ecologica e sociale, Rinnovabili, Sistemi turistici costieri, Logistica e Trasporti, Formazione e Lavorosono i temi attorno ai quali si sviluppano la sessione plenaria, gli eventi collaterali e i workshop.

La principale missione di Enea è supportare il Sistema-Paese nella transizione verso economie e sistemi di produzione e consumo più sostenibili, decarbonizzati e circolari – spiega il Presidente del Comitato scientifico Roberto Morabito-. In quest’ottica, da subito abbiamo aderito con entusiasmo all’idea di fare un forum annuale con respiro internazionale ma molto centrato sul bacino del Mediterraneo, il luogo in cui le due grandi sfide globali del secolo – quella al cambiamento climatico e quella per l’uso efficiente delle risorse – avranno nei prossimi anni gli impatti peggiori. L’idea è quindi quella di riuscire ogni anno a far convergere dal maggior numero possibile di Paesi rivieraschi mediterranei imprese, comunità scientifica, istituzioni che assieme riflettano su come affrontare la transizione ecologica a livello del Mediterraneo. Lo facciamo in questa edizione del BLUE PLANET ECONOMY EXPOFORUM con una serie di sessioni tecniche che rappresentano bene l’approccio migliore che possiamo avere, un approccio integrato e transdisciplinare, che metta assieme tecnologie, metodologie, governance e science diplomacy”.

Integrati in maniera trasversale nelle categorie principali dell’evento, il forum 2022 promuoverà la discussione su temi orizzontali come la creazione di progetti innovativi profondamente radicati nel “core” della Blue Economy. I progetti presentati costituiranno nell’evento allo stesso tempo vetrina e volano, un nuovo “melting pot” per nuove idee e contributi, con la partecipazione di attori ad ogni livello.

In particolare i workshop sono dedicati alla formazione (20 ottobre, dalle 10 alle 12) e al turismo (21 ottobre, 11.00-13.00). Il primo, finalizzato a fare luce attraverso le testimonianze di rappresentanti di istituzioni pubbliche e private, mondo accademico e industriale sulle nuove professioni, carriere e opportunità nell’ambito della Blue Economy, è occasione per creare incontri, intravedere orizzonti comuni e individuare sinergie tra mondo della formazione e mondo del lavoro del settore. Il secondo approfondisce il tema del turismo sostenibile costiero, analizzando, tra modelli e best practice nazionali e internazionali, la possibilità di creare una Blue Route nazionale, che comprenda la costa del Lazio, interconnessa a un sistema di percorsi tematici. E questo con l’idea di favorire l’incontro e la collaborazione di soggetti istituzionali e privati che intendono dare vita ad un percorso originale capace di mettere in relazione location ed eccellenze di terra, di mare ed anche sommerse che possono essere scoperte e visitate, anche con grande facilità, da molteplici target di utenza.

Per tutti e tre i giorni di manifestazione verranno ripetuti, al mattino e al pomeriggio, i laboratori – gratuiti e aperti a tutti – dedicati alla comunicazione dei temi relativi alla blue economy: comunicazione  digitale, costruzione dei prodotti audiovisivi ambientali e culturali,  podcast e comunicazione radiofonica, tecnologia e innovazione, selezione del personale e orientamento per gli studenti.

 “L’intento – commenta Massimo Castellano, presidente di MAR e co-organizzatore della manifestazione è quello di stimolare una relazione forte fra mondo della ricerca, imprese, istituzioni, operatori del sistema culturale e della formazione, per individuare percorsi e progettualità capaci di incidere realmente sul processo di sviluppo del nostro Paese e del nostro territorio regionale. L’idea portante continua a essere quella di valorizzare le diverse filiere produttive secondo logiche di sostenibilità ed inclusione sociale, guardando alle migliori pratiche internazionali, ma anche alle eccellenze e ai giovani talenti che devono essere guidati e formati in ambienti professionali e stimolanti. Una sfida nella sfida che continueremo ad accettare e rilanciare, perché crediamo fermamente che la svolta economica debba necessariamente essere accompagnata da nuove energie e competenze”.

Di Anna Tulimieri

 

Auto elettrica: costi elevati, scarsa conoscenza e confusione nei consumatori frenano la svolta nel nostro Paese

ECONOMIA di

Una nuova instant survey di Areté misura la reale propensione per la mobilità elettrica e la fiducia degli italiani nel raggiungimento degli obiettivi di mobilità “full electric” al 2035.

I costi delle auto elettriche disponibili sul mercato vengono oggi percepiti ancora come troppo elevati da gran parte degli italiani, complice anche l’incertezza economica legata allo scenario di crisi internazionale. La confusione e la scarsa conoscenza da parte dei consumatori delle caratteristiche e delle differenze tra le diverse tecnologie ne frenano una più ampia diffusione nel nostro Paese.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Vendita di solo auto elettriche dal 2035, cosa ne pensano gli italiani?” condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di ottobre per indagare sul campo, a 6 mesi di distanza da una precedente simile ricerca, la conoscenza e la propensione alla mobilità elettrica e capire, al contempo, cosa pensano gli italiani degli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 per la decarbonizzazione.

In calo la propensione all’elettrico, nonostante, chi lo prova, lo apprezza.

Le ragioni che guidano la scelta elettrica restano principalmente quella economica (51%) e quella ambientale (32%). Tra gli “scettici” verso i veicoli alla spina prevalgono la sfiducia verso l’autonomia delle batterie (temuta da oltre metà del campione) e la diffidenza verso la tecnologia.

Da sempre uno dei temi chiave quando si parla di elettrico è il costo delle vetture: quanto sono disposti a pagare gli italiani per avere un’auto elettrica? La risposta è meno di 30mila euro, un dato che offre una spiegazione chiara del perché la diffusione di questi veicoli stenti ancora a decollare nel nostro Paese.

Elettrico ed ibrido, regnano indecisione e confusione

I motivi della scarsa diffusione di questi veicoli non risiedono solo nel loro elevato costo. L’instant survey ha misurato la conoscenza di queste vetture da parte degli italiani. Quanti realmente conoscono il loro funzionamento, le modalità di ricarica, i quantitativi di emissioni prodotte, i loro costi di gestione e l’autonomia? Complessivamente a regnare sono ancora l’incertezza e la confusione. Nonostante i forti investimenti operati dalle Case automobilistiche nella promozione di questi veicoli, 6 italiani su 10 ammettono di non conoscere le differenze tra le diverse tecnologie ibride (MHEV, HEV, PHEV) e l’elettrico. Ma non solo:

  • il 61% degli intervistati non è al corrente del fatto che i motori ibridi presentino significative differenze a seconda della tipologia (full, mild e plug-in)
  • il 40% pensa che tutte le vetture ibride ed elettriche siano auto a emissioni zero
  • il 47% reputa che si possa ricaricare l’auto elettrica direttamente alla presa della corrente senza alcuna modifica al contratto della luce, né installazioni di apparecchiature particolari
  • il 47% pensa che tutte le ibride siano in grado di percorrere almeno 50 km viaggiando in modalità elettrica. Senza contare che gran parte degli intervistati, interrogati sui tempi e sulle modalità di ricarica delle vetture elettriche e sui costi di gestione, ammette di non sapere.

FIT for 55, metà degli italiani pensa che l’obiettivo della mobilità solo elettrica non sarà centrato

Quasi la metà degli italiani (45%) ritiene che lo scenario fissato dagli obiettivi del FIT for 55, stando ai quali dal 2035 si venderanno soltanto vetture totalmente elettriche, non si realizzerà. Elevato costo dell’energia elettrica, scarsità dei punti di ricarica e assenza di un cronoprogramma definito di attività che dovrebbero accompagnare la transizione spingono oltre 4 italiani su 10 a dubitare che l’obiettivo sarà centrato.

I dati della nuova survey testimoniano un significativo interesse per le auto elettrificate”, sottolinea Massimo Ghenzer – Presidente di Areté, “cui però non corrisponde un adeguato aumento della conoscenza circa le caratteristiche di questi prodotti. A prevalere è ancora la confusione che genera incertezza nella scelta del veicolo più adatto alle proprie esigenze. Serve oggi un nuovo sforzo da parte delle Case automobilistiche per riuscire a comunicare in modo efficace le nuove motorizzazioni e, contestualmente, è necessario fare chiarezza su alcuni aspetti critici, come i punti di ricarica, il costo della ricarica, la reale durata delle batterie e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Solo così si potrà superare lo scetticismo che ancora avvolge alcune tematiche chiave per questo mercato”.

Di Anna Tulimieri

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