Napoli, la sfida delle città intelligenti passa da dati, 5G e gestione dei grandi eventi

Alla Fondazione Banco di Napoli una nuova tappa de “Le città del possibile”, il progetto promosso da Fondazione Italia Digitale e WINDTRE. Al centro del confronto la trasformazione digitale dei servizi urbani, la sicurezza, il turismo e il ruolo dell’intelligenza artificiale nell’informazione.

Napoli si confronta con le opportunità della trasformazione digitale, partendo dalle esigenze di una città nella quale turismo, mobilità, attività portuali e grandi eventi richiedono una gestione sempre più coordinata. È questo il tema che ha accompagnato la tappa partenopea de “Le città del possibile. Mare, grandi eventi, sicurezza”, il ciclo di incontri promosso da Fondazione Italia Digitale e WINDTRE, ospitato negli spazi della Fondazione Banco di Napoli.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, imprese, università ed esperti per discutere come le infrastrutture digitali possano contribuire a migliorare l’organizzazione delle città. Un confronto che, nel caso di Napoli, assume una dimensione particolare per la presenza di un sistema urbano strettamente connesso alle attività marittime, aeroportuali e turistiche, nel quale la capacità di conoscere e interpretare i flussi di persone e merci rappresenta una risorsa per la pianificazione dei servizi.

La disponibilità di reti di nuova generazione, l’analisi dei dati e le applicazioni dell’intelligenza artificiale stanno infatti ampliando gli strumenti a disposizione delle amministrazioni pubbliche. Dalla mobilità alla sicurezza, fino all’organizzazione degli eventi che richiamano grandi concentrazioni di pubblico, la tecnologia può sostenere decisioni più tempestive e una migliore distribuzione delle risorse.

Dalla connettività alla gestione intelligente della città

Il confronto dedicato allo sviluppo urbano, intitolato “Napoli tra terra e mare: reti, flussi, turismo e patrimonio nell’era digitale”, è stato introdotto dagli interventi istituzionali di Emilio Di Marzio, della Fondazione Banco di Napoli, Francesca Chiocchetti, Public Affairs Director di WINDTRE, Teresa Armato, assessora al Turismo del Comune di Napoli, e Vincenzo Maraio, assessore alla Transizione Digitale della Regione Campania.

Alla tavola rotonda, moderata da Francesco Nicodemo, direttore editoriale di Fondazione Italia Digitale, hanno partecipato Valerio Di Pietro, assessore alla Transizione Digitale, Ugo Vestri dell’Autorità di Sistema Portuale, Stefania Matrone, Business Change Office Director e Ambassador dell’obiettivo Smart City di WINDTRE, Flavia Scandone di Aeroporti di Napoli e Salerno, Edoardo Imperiale di Campania DIH Rete Confindustria e Nicola Pasquino, docente dell’Università Federico II.

Al centro della discussione la necessità di superare una gestione frammentata dei sistemi urbani, favorendo una maggiore integrazione tra infrastrutture, servizi pubblici e operatori economici. Per una città come Napoli, caratterizzata dalla compresenza di importanti collegamenti portuali e aeroportuali, la conoscenza delle dinamiche territoriali può contribuire a individuare criticità e migliorare la programmazione degli interventi.

«La trasformazione digitale delle città non riguarda il futuro, ma è un processo già in corso», ha osservato Francesca Chiocchetti, sottolineando come reti, dati e connettività possano aiutare i territori a gestire mobilità, turismo e grandi eventi, migliorando la qualità dei servizi e l’attrattività urbana.

Secondo Chiocchetti, l’esperienza napoletana rappresenta anche un’occasione per rafforzare il confronto tra settore pubblico e privato, individuando soluzioni tecnologiche in grado di produrre risultati concreti nella vita quotidiana dei cittadini.

Il 5G Standalone e gli Analytics per governare i flussi urbani

Tra gli aspetti tecnologici affrontati durante l’incontro, particolare attenzione è stata dedicata alle potenzialità del 5G Standalone, l’architettura delle reti mobili di quinta generazione che utilizza un’infrastruttura centrale interamente 5G, e agli strumenti di analisi dei dati applicati alla gestione delle città.

L’impiego di queste tecnologie può offrire nuove possibilità per monitorare le dinamiche urbane, comprendere gli spostamenti delle persone e supportare l’organizzazione di eventi caratterizzati da un’elevata affluenza. Informazioni che, opportunamente elaborate, possono aiutare le amministrazioni a pianificare servizi di trasporto, accessibilità e sicurezza.

«Mettere la tecnologia al servizio delle persone significa trasformare connettività e dati in strumenti capaci di rispondere alle esigenze concrete dei territori», ha spiegato Stefania Matrone, evidenziando le applicazioni del 5G Standalone nella gestione dei grandi eventi e il contributo degli Analytics alla conoscenza delle dinamiche urbane.

Per WINDTRE, ha aggiunto Matrone, l’obiettivo è collaborare con i territori nella costruzione di modelli di sviluppo sostenibili, capaci di integrare innovazione tecnologica e necessità delle comunità.

La questione riguarda anche la capacità delle amministrazioni di utilizzare le informazioni disponibili per anticipare le esigenze della città. Il passaggio dalla raccolta dei dati alla loro interpretazione costituisce uno degli elementi centrali del modello Smart City: una trasformazione che richiede competenze, infrastrutture e collaborazione tra soggetti diversi.

Napoli tra turismo, logistica e sicurezza

La posizione geografica di Napoli e la relazione tra il tessuto urbano e le infrastrutture marittime hanno rappresentato uno dei principali fili conduttori della giornata.

Il coordinamento tra terra e mare assume un ruolo significativo nella gestione dei flussi turistici e logistici, soprattutto in occasione dei grandi eventi o nei periodi di maggiore affluenza. La possibilità di integrare informazioni provenienti da sistemi differenti può favorire una gestione più efficiente degli spostamenti e contribuire alla sicurezza degli spazi pubblici.

Per Francesco Nicodemo, la sfida consiste proprio nel creare un coordinamento tra le diverse componenti della città, utilizzando le tecnologie digitali per migliorare l’accoglienza e la vivibilità urbana.

Una prospettiva condivisa da Francesco Di Costanzo, presidente di Fondazione Italia Digitale, secondo il quale Napoli dimostra come connettività, analisi dei dati e innovazione possano offrire strumenti per affrontare la complessità delle aree metropolitane.

L’obiettivo del percorso “Le città del possibile”, ha spiegato Di Costanzo, è mettere in relazione reti e competenze, trasformando le esigenze del turismo e della logistica in occasioni di sviluppo sostenibile.

Intelligenza artificiale e giornalismo: il confronto sulle nuove responsabilità dell’informazione

La giornata si era aperta con un approfondimento dedicato al rapporto tra giornalismo e intelligenza artificiale, tema che coinvolge direttamente la qualità dell’informazione e le responsabilità professionali di chi produce contenuti.

Il panel “Giornalismo e la sfida dell’AI”, moderato da Raffaella Ferré, ha preso spunto dalla presentazione del libro Verosimile di Andrea Pennacchioli, pubblicato da Paesi Edizioni.

Insieme all’autore sono intervenuti Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, e Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.

Il confronto ha affrontato le conseguenze dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’ecosistema informativo, con particolare attenzione alle questioni deontologiche che accompagnano l’utilizzo di strumenti automatizzati nella produzione e nella diffusione delle notizie.

La capacità dei sistemi generativi di realizzare testi e contenuti verosimili pone infatti nuove questioni sulla verifica delle fonti, sull’attendibilità delle informazioni e sulla responsabilità editoriale. Temi che richiedono un aggiornamento delle competenze professionali e una riflessione sul ruolo del giornalista nei processi di trasformazione tecnologica.

La trasformazione digitale come progetto condiviso

Dall’incontro di Napoli emerge una visione della città intelligente nella quale la disponibilità di nuove tecnologie deve accompagnarsi alla capacità di utilizzarle attraverso politiche pubbliche, competenze e collaborazione tra istituzioni e imprese.

La connettività rappresenta la base tecnica di questo processo, ma il suo valore dipende dalle applicazioni che riesce ad abilitare: servizi urbani più efficienti, migliore conoscenza dei flussi, gestione della sicurezza e strumenti di supporto alle decisioni amministrative.

Per Napoli, il rapporto tra infrastrutture portuali, aeroporto, turismo e patrimonio urbano costituisce un terreno concreto sul quale sviluppare questa integrazione.

La tappa campana de “Le città del possibile” ha così riportato al centro del dibattito una questione che riguarda molte metropoli italiane: trasformare le opportunità offerte dall’innovazione digitale in servizi misurabili e accessibili, mantenendo le esigenze dei cittadini come riferimento delle scelte tecnologiche.

È su questa capacità di tradurre reti e dati in risultati per il territorio che si misurerà l’efficacia delle future politiche urbane.

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