GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Civitavecchia nuovo ponte tra Mediterraneo e Mar Nero

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INAUGURATO IN CITTÀ IL NUOVO CONSOLATO ONORARIO DI GEORGIA

Inaugurato il nuovo consolato onorario della Georgia, Il sindaco Ernesto Tedesco: «Da Civitavecchia un esempio di rilancio internazionale per l’Italia dopo la crisi provocata dal Covid»

Una buona notizia che può rappresentare un esempio virtuoso per le prospettive di rilancio economico dell’Italia dopo le grandi difficoltà provocate dalla crisi del Covid 19: è stato inaugurato il nuovo Consolato onorario di Georgia a Civitavecchia che sarà retto dalla console onoraria Michaela Reinero. Presenti alla cerimonia la viceministra degli Affari Esteri di Georgia, KhatunaTotladze, l’ambasciatore di Georgia in Italia, KonstantineSurguladze, il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco, i rappresentanti del corpo diplomatico e delle autorità locali.

La viceministra georgiana ha dichiarato che la decisione del suo governo riflette la forte volontà di sviluppare intensi rapporti tra i due Paesi e di rafforzare le relazioni politiche, economiche e sociali bilaterali: «Crediamo fermamente che la Console Onoraria di Georgia a Civitavecchia contribuirà a rafforzare ulteriormente le relazioni e sostenere la determinazione ad esplorare le opportunità di accordi reciprocamente vantaggiosi» ha detto la viceministra che si è congratulata con la sig.ra Reinero.

L’Ambasciatore Surguladze ha osservato che Civitavecchia «sarà un riferimento importante per la comunità georgiana e un ottimo collegamento per attività commerciali e culturali tra i due Paesi e anche per le aziende italiane che intendono lavorare con la Georgia».

Per il sindaco di Civitavecchia Ernesto Tedesco «l’apertura del consolato onorario di Georgia nella nostra città è una ragione di orgoglio. Civitavecchia sta ritagliandosi uno spazio adeguato alla sua storia di punto di riferimento nel Mediterraneo. Dal punto di vista culturale, economico e di scambi può avere risvolti di carattere internazionale. La presenza di viceministro e ambasciatore gratifica un ruolo che compete a Civitavecchia e può aiutarci a uscire dalle prospettive troppo strette imposte dalla pandemia, guardando con fiducia al futuro dopo la crisi aperta dal lockdown».

La Console onoraria, dott.ssa Reinero, parla e scrive quattro lingue ed è laureata in Scienze Politiche con indirizzo politico internazionale. Esperta di Geopolitica, ha una formazione accademica specialistica nei Diritti Umani. Tra le sue esperienze professionali, ha partecipato a numerose missioni imprenditoriali internazionali. «Ringrazio il governo georgiano per questaprestigiosa nomina» ha commentato, «che onorerò con grande impegno e dedizione. Ringrazio il sindaco di Civitavecchia per l’accoglienza in questa splendida città e mi congratulo per il suo operato. Ringrazio le altre autorità di Civitavecchia qui presenti. Auspico stretti rapporti e collaborazione con tutte loro».

Italia e Georgia ristabilirono relazioni diplomatiche l’11 maggio del 1992, dopo il crollo dell’Urss. L’Italia, in linea con la politica dell’Unione Europea, assicura al Paese il proprio appoggio nel suo percorso di avvicinamento alle strutture europee ed euro-atlantiche. Le relazioni UE-Georgia sono inquadrate nella Politica di Vicinato, che dal 2009 ha conosciuto un importante salto di qualità, facendo della Georgia uno dei Paesi di punta della PEV. L’Italia e la Georgia intrattengono da tempo solide relazioni economiche, sia a livello istituzionale che imprenditoriale, facilitate anche dall’entrata in vigore, nell’ottobre del 2014, dell’Accordo di Associazione comprensivo di DCFTA tra l’Unione europea e la Georgia. Dal punto di vista commerciale, l’Italia è il quarto partner europeo della Georgia e il decimo mondiale. Le aziende italiane che operano in Georgia sono in costante crescita, e potranno ricevere un impulso formidabile dall’apertura del Consolato Onorario a Civitavecchia.

Breve riflessione sulla conciliazione vita lavoro del mondo femminile

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L’articolo di questa settimana. sulla conciliazione vita lavoro, con particolare focus sulla gestione della maternità delle lavoratrici, è basato anche sull’esperienza dello scrivente, nell’ambito di un progetto realizzato in una primaria banca.

E’ indubbio che la maternità rappresenta un evento, sia a livello individuale che sociale, di enorme importanza, che coinvolge anche la dimensione lavorativa delle lavoratrici madri.

Si sottolinea infatti che a livello sociale la maternità è statisticamente il principale motivo di abbandono del lavoro, del perdurare dell’inattività dopo un licenziamento e del lavoro sommerso femminile.

Infatti dopo la pausa per la maternità spesso nelle aziende le donne non ritrovano il proprio posto di lavoro o sono costrette ad accettare un cambio di ruolo in azienda.

In questo contesto le lavoratrici madri hanno necessariamente bisogno di ricevere da parte delle aziende: sostegno, aggiornamento professionale, momenti di confronto con i propri superiori, ma soprattutto informazioni e consulenza da parte delle direzioni risorse umane.

Il presente documento vuole delineare, in tal senso, un possibile modello di intervento da parte delle direzioni risorse umane a sostegno dell’occupabilità e reinserimento lavorativo delle lavoratrici madri.

Le donne possono infatti all’interno delle aziende vivere nella situazione di maternità un contesto di disagio caratterizzato dalle criticità riportate dalla figura seguente:

Figura 1 – criticità lavoratrici madri

In una prima approssimazione i possibili interventi delle direzioni risorse umane a sostegno delle lavoratrici madri possono riguardare le seguenti aree di attività principali e fondamentali:

  • Iniziative dedicate alla gestione integrata della maternità in azienda e al reinserimento professionale delle lavoratrici mamme;
  • Consulenza e formazione sui temi della flessibilità organizzativa e del work-life balance.

In questa fase della loro vita lavorativa le lavoratrici madri hanno necessità di ricevere da parte dell’azienda e dalle direzioni risorse umane sostegno nelle modalità illustrate sopra, per affrontare non solo le problematiche legate alla loro carriera ma anche al tema della conciliazione lavoro/famiglia.

L’obiettivo delle direzioni risorse umane, dunque, deve essere quello di fornire un supporto e delle facilitazioni, non solo per il reinserimento nel contesto lavorativo delle risorse, ma anche per la gestione di tutte le fasi collegate all’evento della maternità.

Il supporto alle donne in maternità di cui sopra si dovrà necessariamente estendere anche ai Manager e Responsabili, che gestiscono delle risorse in maternità, in modo da creare un contesto favorevole per il loro reinserimento in azienda.

Come già affermato dunque il tema del reinserimento delle risorse in maternità nel contesto lavorativo è in collegamento strettamente, con quello della conciliazione lavoro/famiglia e in generale del welfare aziendale.

In questo contesto assume valore centrale la funzione di servizio delle Direzioni Risorse Umane anche come punto di mediazione fra le esigenze aziendali, delle strutture organizzazione e quelle delle donne in maternità e come attivatore delle soluzioni idonee a conciliare la loro vita lavorative e familiare.

Un possibile modello per il reinserimento delle risorse in maternità potrà prevedere i seguenti servizi e azioni da parte delle Direzioni risorse umane:

  • Servizi alla risorsa durante la maternità
  • Consulenza per il rientro in azienda: Bilancio professionale e riorientamento nel ruolo
  • Consulenza e Welcome Back Training al momento rientro in azienda
  • Monitoraggio risultati rientro in azienda della risorsa
  • Agevolazioni per la conciliazione vita lavoro.

Ma vediamo ora nel concreto quale potrebbe essere i servizi di assistenza per le donne durante la maternità e al rientro nel mondo lavorativo aziendale:

SERVIZI DURANTE LA MATERNITA’:

  • Consegna alla risorsa di un Maternity Kit, ad hoc, con informazioni e linee guida per la migliore gestione del periodo di maternità;
  • Consulenza alla risorsa nel corso della Maternità sui diritti previsti dalla normativa e sulla gestione degli adempimenti connessi;
  • Informazione via e-mail e/o telefono alla risorsa sull’evoluzione organizzativa, normativa e gestionale del contesto aziendale;
  • Disponibilità per la risorsa durante la maternità di corsi on line, in particolare sulle tematiche di leadership, work-life balance etc.

CONSULENZA E FORMAZIONE PER LE DONNE IN MATERNITA’ AL RIENTRO IN AZIENDA

  • Consulenza e assistenza alla risorsa per l’employability (occupabilità) e l’eventuale riorientamento lavorativo (coaching, formazione, job rotation);
  • Consulenza e assistenza a supporto del Manager, che gestisce la risorsa per il suo reinserimento professionale e l’eventuale riorientamento;
  • Definizione del Bilancio professionale e analisi dei fabbisogni formativi della risorsa;
  • Welcome Back Training formativo alla risorsa per l’aggiornamento delle competenze necessarie al reinserimento lavorativo;
  • Percorsi di coaching individuale quando è necessaria un riallineamento con l’azienda e il proprio ruolo.

MONITORAGGIO DALLE LAVORATRICE MADRE A REINSERIMENTO AVVENUTO

  • Valutazione con il responsabile della Risorsa della possibilità di concedere eventuali agevolazioni (esempio part time)
  • Monitoraggio da parte delle Risorse Umane del percorso di reinserimento e colloqui gestionali periodici con la risorsa
  • Valutazione a 4 o 6 mesi dal rientro, il livello di soddisfazione della neo-mamma e dell’azienda, e l’eventuale ri-orientamento del percorso professionale.

 

AGEVOLAZIONI PER LA CONCILIAZIONE VITA LAVORO PER LE LAVORATRICI MADRI.

Infine le Direzioni Risorse Umane a completamento delle azioni illustrate ai punti precedenti potranno prevedere l’erogazione di agevolazioni per le lavoratrici madri come illustrato dalla figura seguente:

Figura 2 – agevolazione per le lavoratrici madri

FORMAZIONE E COACHING PER LE LAVORATRICI MADRI

Il percorso formativo di sostegno al reinserimento delle lavoratrici madri nel contesto lavorativo potrà prevedere più aree tematiche:

  • Organizzazione e Processi;
  • Relazionale e comunicazione;
  • Benessere e life work balance;
  • tecnica e procedurale.

La formazione potrà essere erogata con modalità diversificati (aula, e-learning, affiancamento on the job, coaching, autoformazione etc).

Il percorso prevederà dopo l’erogazione un momento di follow up per la verifica dell’apprendimento e dell’avvenuto aggiornamento delle competenze alle esigenze del ruolo dopo il reinserimento della lavoratrice madri nel contesto aziendale e lavorativo, così come illustrato dalla figura seguente.

Figura 3 – formazione alle lavoratrici madri

Infine va sottolineato che con l’intervento del legislatore, e quindi con la Legge n. 81/2017, si è congegnata una disciplina del lavoro agile ovvero il cosiddetto smart working, introducendo modalità di esecuzione c.d. flessibile della prestazione lavorativa subordinata, volta proprio a rendere possibile una conciliazione fra lavoro e vita personale, applicabile come strumento di agevolazione e flessibilità anche alle lavoratrici madri.

Ma non è questa la pagina per trattare del modello di lavoro flessibile in smart working, che sarà oggetto di un prossimo articolo.

Concludiamo che il modello di reinserimento delle donne madri nei contesti lavorativi delineato nel presente articolo si inquadra nei nuovi compiti delle aziende di garantire la conciliazione vita lavoro dei propri dipendenti e delle donne in particolare, delineando un modello di welfare aziendale che deve integrarsi e in futuro essere sussidiario a quello offerto storicamente dallo stato.

Ma anche il tema del welfare aziendale è complesso e importante e sarà oggetto di un futuro articolo.

Guido Massimiano

Danitacom, la Camera di Commercio Italiana in Danimarca inaugura la Sede di Roma

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Riconoscendo l’importanza di essere presenti quotidianamente sul territorio Italiano, Danitacom, la Camera di Commercio Italiana in Danimarca ha aperto una  sede a Roma. La nuova sede, posizionata nel centralissimo quartiere Ludovisi, al numero civico 35, è vicina ai quartieri generali di Assocamerestero, l’associazione di riferimento per tutte le Camere di Commercio italiane all’estero.

Danitacom si propone come punto di riferimento per tutte le aziende e le istituzioni italiane interessate ad espandere la propria attività in Danimarca, offrendo altresì il supporto agli investimenti danesi nel mercato italiano.

L’apertura dalla filiale italiana è stata celebrata, Il 19 novembre 2021, con un aperitivo a tema scandinavo tenutosi presso la sede di un partner storico della Camera, ADVANT Nctm, ed è stata un’occasione importante per discutere di internazionalizzazione e promozione del Made in Italy nel mondo. Tra i partecipanti all’evento, oltre al Consiglio di Amministrazione della Camera, tra cui il Presidente Avv. Jan Snogdal e l’Avv. Federico Manili (ADVANT Nctm), erano presenti alcuni tra gli stakeholders e partner istituzionali e privati che, durante gli anni, hanno partecipato e creduto nel progetto Danitacom.

Tra i partecipanti anche il Segretario generale di Assocamerestero, Dott. Domenico Mauriello, e rappresentanti del Ministero Economico dello Sviluppo, Danish Trade Council, CCIAA di Roma, della Maremma e Tirreno, CNA nazionale, Simest e Unindustria Lazio.

In occasione dell’evento del 19 novembre sono stati festeggiati anche i primi 10 anni di attività di Danitacom. La Camera di Commercio Italiana in Danimarca, infatti, è stata fondata nel 2010 ad Aarhus dall’ex presidente Henning Holmen Møller e dall’attuale presidente Jan Snogdal. Agli inizi contava un solo dipendente, l’attuale segretario generale Chiara Dell’Oro Nielsen. Nel 2015 è stata ufficialmente riconosciuta come Camera di Commercio Italiana all’Estero dal MISE e, nel 2017, ha trasferito gli uffici a Copenaghen. Oggi, Danitacom conta un organico di 20 dipendenti, tra l’Italia e la Danimarca, che operano suddivisi in tre dipartimenti: Progetti, HR e Amministrazione.

L’assistenza offerta dalla Camera di Commercio Italiana in Danimarca nel corso degli anni è diventata sempre più specifica e offre, ad aziende e istituzioni, sevizi che includono:

  • Promozione del “Made in Italy”, con particolare attenzione ai settori tradizionali come l’enogastronomia, il turismo e la moda; e settori innovativi come l’edilizia e la meccanica.
  • Assistenza alle aziende, tramite la creazione di soluzioni su misura per le aziende italiane che vogliono entrare nel mercato danese o espandere il loro business in Danimarca.
  • Assistenza HR e amministrazione, grazie a due dipartimenti dedicati a supportare concretamente le aziende nello svolgimento di tutte le pratiche di amministrazione del personale in Danimarca, adempimenti fiscali e gestione amministrativa.
  • Partecipazione e leadership in progetti europei, creando partnership con enti pubblici e privati, che prevedono l’elaborazione di piani di sviluppo aziendale all’insegna dell’innovazione.

Breve riflessione sul reddito di cittadinanza

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L’articolo di questa settimana ha per tema una breve riflessione sul reddito di cittadinanza, quale strumento di lotta alla povertà; strumento sul quale in questo ultimo anno si è sviluppato una fortissima polemica, non solo fra i partiti ma anche all’interno della società civile ed economica.

Certamente il reddito di cittadinanza deve essere considerato come una forma di sostegno temporaneo del reddito delle persone in difficoltà economica e strettamente collegato all’ avviamento al lavoro di quest’ultimi, dopo che abbiano fruito azioni di politiche attive del lavoro (ad esempio la formazione) da parte dello stato.

Perché come diceva il premio nobel per l’economia Samuelson, oramai più di 50 anni fa, le politiche di sostegno e i sussidi alla disoccupazione si giustificano eticamente e socialmente, solo a condizione che sia sempre incentivato e conveniente per i lavoratori trovarsi un’occupazione stabile di lavoro.

In questo senso per tale ragione la fruizione del reddito di cittadinanza deve essere, come già sottolineato, sempre accompagnata dalle gestione di politiche attive verso i fruitori di tale strumento, che consentano di raggiungere attraverso l’azione dei centri impiego i seguenti risultati

  • Favorire l’incontro fra l’offerta di lavoro e la domanda di impiego sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo;

 

  • Rappresentare uno strumento di orientamento per i lavoratori disoccupati per la scelta delle professioni e dei mestieri più ricercati dalle imprese (vedi nuove professionalità emergenti);

 

  • Rappresentare uno strumento per garantire la formazione di quelle competenze e skill dei lavoratori, necessari, per accedere alle offerte di lavoro delle imprese e in particolare professionalità emergenti.

In tal senso il mondo del lavoro è in continua evoluzione nell’era internet, che da un lato vede il declino di vecchie professionalità legate all’old economy e dall’altro la formazione di nuove professionalità emergenti quali ad esempio quelle legate al mondo digitale.

Inoltre è un dato acclarato che accanto al fenomeno della disoccupazione strutturale persiste anche quello delle numerose aziende che non riescono a trovare per le loro esigenze di manodopera qualificata, lavoratori con le competenze e professionalità da loro richieste; in particolar modo proprio per le professioni legate al mondo digitali.

Quindi si ribadisce il concetto che per affrontare la tematica della lotta alla disoccupazione è necessario un approccio non solo quantitativo ma anche qualitativo e legato alla formazione nei lavoratori di quelle   competenze e skill, collegate alle professionalità effettivamente richieste dal mercato.

Il sostegno del reddito di cittadinanza alle persone in difficoltà economica deve quindi essere temporaneo e collegato all’ adesione del lavoratore, agli strumenti di orientamento e riqualificazione professionale offerti dai centri impiego.

Per far questo sarà necessario propedeuticamente non solo incrementare i centri impiego (oggi in un numero insufficiente rispetto alle esigenze del mondo del lavoro), ma anche riqualificarne il personale, assumendo nel contempo anche professionalità specifiche e direttamente dal mercato ( ad esempio i famosi navigator), dotandole di tutti gli strumenti (ad esempio banche dati offerte di lavoro ma anche della professionalità necessaria), per svolgere il loro fondamentale lavoro di incontro fra domanda e offerta lavoro.

Così come avviene ad esempio con i centri impieghi dei paesi anglosassoni, dove infatti la disoccupazione è ha solo natura fisiologica e non ha carattere strutturale, ovvero riguardando solo le persone, che per una serie di motivi non sono in cerca di lavoro.

Confimea Imprese: Micro-pmi, pronto Documento programmatico per il Governo

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Da Gubbio, dove in questi giorni si sono riuniti gli Stati generali di Confimea Imprese, il Presidente nazionale Roberto Nardella dichiara: “Siamo una realtà giovane, che vuole candidarsi a rappresentare le forze produttive del Paese e favorire progetti e investimenti a lungo termine. L’Italia è il Paese che cresce meno in Europa, per via dello squilibrio tra Stato e mercato, tra sistema pubblico e mondo imprenditoriale.

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Come applicare nella società civile, economica e politica la privacy

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Il tema dell’articolo di questa settimana è come applicare la privacy nella nostra società civile, economica e anche politica, tema di stretta attualità nella moderna società basata sul valore dell’informazione.

Ma pur avendo nelle mie attività consulenziale sviluppato in moderne aziende e enti pubblici diversi progetti di implementazione di sistemi della privacy, il mio approccio al tema non sarà tecnico (non vorrei annoiare con nozioni troppo tecniche), ma strettamente sociologico sui comportamenti da tenere per la gestione corretta della privacy, che garantisca un equilibrio fra interesse del cittadino alla riservatezza e interessi dei vari stakeholders (aziende, PA, associazioni, scuola, partiti) ha gestire le informazioni così necessarie ai processi della moderna economia.

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