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ECONOMIA

Jean-Paul Nerrière nomina l’italiana Monica Perna sua erede nella diffusione del Globish

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  L’ingegnere informatico francese Jean-Paul Nerrière, manager dell’IBM USA, ha nominato Monica Perna sua erede nella diffusione della lingua da lui creata. Alla fine del ‘900 Nerrière coniò il termine Globish. Con Globish si indica una variante di inglese parlata della maggior parte della popolazione mondiale, inoltre, è molto più semplice e immediata rispetto a quella di cui nei fanno uso i madrelingua inglese.

 L’attenzione nei confronti di questa lingua arriva anche in Italia grazie alla English Coach Monica Perna, che s’interessa a tale lingua sin da giovane. Questo accadeva perché, tra stranieri, si parlava un inglese più diretto, semplice e lineare, grammaticalmente e foneticamente corretto, ma molto più immediato e comprensibile a chiunque.

 L’ex dirigente dell’IBM ha individuato, infatti, un vocabolario di appena 1500 parole alla base del Globish rendendola una lingua davvero alla portata di tutti. Oggi, la lingua è compresa da un’alta percentuale della popolazione mondiale; una lingua in espansione grazie anche alla stessa Perna, che seguendo le orme del suo maestro, si è resa conto di come a Dubai, città in cui risiede, si parlasse un inglese alternativo rispetto a quell’originale.  Osservazione che l’ha portata a trasferirsi negli Emirati Arabi e a fondare qui AUGE International Consulting, l’accademia online in cui attraverso il metodo AUGE, esperienziale ed immersivo, insegna al mondo il Globish.

La fondatrice del metodo Auge ha dichiarato di essere emozionata durante il passaggio di testimone, una pesante eredità che le conferirà l’occasione di proseguire la sua attività, in Europa e nel mondo intero, per promuovere questa lingua franca. A margine dell’incontro Monica Perna ha dichiarato: “E’ stato bellissimo e stimolante trascorrere quasi due ore in compagnia di Nerrière, perché oltre ad essere il fondatore di quella variante di inglese che io stessa promuovo nei miei insegnamenti, ha una biografia straordinaria. Incontrare una persona di tale calibro almeno una volta nella vita e poter ricevere consigli preziosi è un grande onore e privilegio!”. Nerrière entusiasta della sua erede spera che con Monica Perna possano realizzarsi quei progetti di cui lui non era riuscito a mettere in atto.

“ BREVE RIFLESSIONE SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA & SVILUPPO SOSTENIBILE”

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L’articolo di oggi vuole essere una breve riflessione sulla tematica di stretta attualità della transizione energetica, a partire dai temi trattati dall’interessante e recente convegno dal titolo “Transizione energetica & Sviluppo sostenibile” organizzato da EUSOLAG European Solar AG e che ha visto la presenza di relatori sul tema tra i più qualificati esperti internazionali.

Il convegno che ha avuto luogo lo scorso 19 ottobre, si è tenuto nei saloni secenteschi di Palazzo Falletti a Roma e ha avuto anche la sponsorship di importanti partners come AM ADVISOR, Serendipity Capital, ESG Portal e Global Wealth Planning – Independent Multi Evolved Family Office.

 

 

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Figura1- Il convegno in Palazzo Falletti

 

 

E’ stato un incontro qualificato e approfondito di esperti ambientali, economici e finanziari che hanno analizzato i vantaggi e gli scenari nazionali ed internazionali della transizione energetica, che rappresenta un’occasione unica per iniziare a cambiare anche il paradigma economico e sociale del nostro pianeta.

Tra i relatori intervenuti tra gli altri al convegno citiamo con piacere: Mario Antonio Scino (Capo di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), Maria Siclari (Presidente  Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), Letizia Macrì (VicePresidente ESG European Institute), Ivan Sirakov (Presidente Eusolag), Giovanni Padula (Generale B. Guardia di Finanza), Alessandro Toschi (CEO AM Advisor), Karim Sghaier (Direttore Capital Market Eusolag).

Il convegno è stato organizzato per dare delle prime risposte importanti alle tematiche e problematiche del settore dell’energia, rese ancora più attuali dalla pesante crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina.

Tematiche del settore energia strettamente legate a quelle della sostenibilità ambientale, la cui sempre maggiore consapevolezza ha dato impulso a politiche nazionali ed europee volte ad un’economia più sostenibile e rispettosa della salvaguardia dell’ambiente.

In tal senso l’Unione Europea ha ampliato le proprie ambizioni in materia di clima per il 2030, spingendo ad una riduzione di almeno il 55% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990, al fine di raggiungere la neutralità carbonica prevista entro il 2050.

Traguardo del raggiungimento delle Zero Emissioni nel 2050 per il quale, come affermato da più relatori nel corso del convegno, occorrerà investire a livello globale peer ciascun anno la cifra ragguardevole di almeno 9.200 miliardi di $.

E se consideriamo che nel 2021 sono state investite a livello globale circa 1.300 miliardi di $, è facile concludere che sarà necessario per il futuro per raggiungere il traguardo di cui sopra incrementare il budget degli investimenti di ben circa 7 volte e da qui l’importanza della funzione di volano della finanza green (altro tema centrale dibattuto nel corso del convegno) per il raggiungimento dell’obiettivo delle zero emissioni CO2 a livello globale.

In tale contesto le energie rinnovabili pulite, economiche e altamente performanti rappresentano certamente la risposta necessaria e inevitabile, per scongiurare la minaccia alla stessa sopravvivenza del genere umano e sono diventate una componente irrinunciabile per un’economia sostenibile e più forte e per una transizione energetica sana ed efficace.

Pertanto il futuro non solo a livello europeo vedrà progressivamente la produzione elettricità realizzata con un mix energetico sempre più alimentato da fonti rinnovabili, come unica strada per un sistema energetico veramente pulito.

In particolare Karim Sghaier, direttore Capital market di Eusolag European Solar ha portato in tal senso, nel corso del convegno, come esempio di strada virtuosa da percorrere quello che è stato in modo sorprendente realizzato dalla Grecia, che in 5 anni è diventata del tutto autosufficiente nella produzione di energia.

 

 

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                                        Figura 2 – Karim Sghaier Direttore Capital Market Eusolag

 

Infatti la Grecia è di fatto già oggi indipendente e autonoma da un punto di vista energetico, grazie agli enormi investimenti realizzati in fonti rinnovabili, solare in primis.

Dicevamo traguardo sorprendente realizzato da un paese come la Grecia negli scorsi anni in grave difficoltà economica, conseguentemente ai piani di austerità e alla ristrutturazione del debito e che come l’Italia ha sofferto a causa della pandemia Covid.

Grecia che però è stata in grado di attrarre capitali dall’estero e attuando nel contempo decisioni politiche importanti in tema di energia ha realizzato tutte le potenzialità che offrono le tecnologie delle energie rinnovabili e soprattutto del fotovoltaico, diventando come detto indipendente e autonoma sul piano energetico, con zero emissioni CO2 e con costi contenuti di produzione dell’energia.

L’Italia come evidenziato nel corso del convegno, essendo anch’essa una terra ugualmente ricca di esposizione solare, sarebbe in grado realizzare un progetto simile a quello portato a termine in questi anni dalla Grecia, purchè si attuassero anche da noi a livello governativo e di sistema paese le medesime politiche energetiche e finanziarie virtuose del paese ellenico.

Certamente quanto sopra darebbe sollievo al nostro Paese tormentato dall’aumento vertiginoso delle bollette oltre che consentire di garantire la sostenibilità ambientale della nostra produzione di energia elettrica e con essa una maggiore cura della salute dei nostri cittadini. 

La guerra in Ucraina in tal senso facendo esplodere la crisi energetica, ha reso urgente e strettamente necessario la realizzazione di quanto sopra anche da parte del nostro paese.

Italia che secondo quanto affermato da molti investitori professionali internazionali presenti al convegno se si realizzassero le condizioni politiche e finanziarie di cui sopra, potrebbe seguire in tutto e per tutto l’esempio virtuoso della Grecia in campo energetico e vedere nel nostro paese un nuovo fenomeno di vero e proprio “Golden Solar Rush”.

Per finanziare la realizzazione di progetti finalizzati alla sostenibilità ambientale sono già disponibili in tal senso gli strumenti finanziari ad hoc dei Green bond ovvero le cosiddette obbligazioni verdi.

Proprio come le classiche obbligazioni i Green bond sono titoli di debito pensati appositamente, per finanziare progetti finalizzati alla sostenibilità ambientale, in primis per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre l’Italia come affermato da più relatori nel corso del convegno tra fondi PNRR, Fondi Strutturali e residui di altri Fondi Europei scaduti ma ancora capienti, risulterà beneficiaria di circa 390 miliardi di euro per i prossimi 5 anni.

Fondi di finanziamento importanti che come nel caso di quelli del PNRR hanno fra le loro mission prioritarie proprio la rivoluzione verde e transizione ecologica. 

Ma per cogliere fino in fondo tali importante opportunità di finanziamento (vedi PNRR e strumenti green bond) e anche ambientali (vedi notevole esposizione solare del nostro paese) e per effettuare completamente la transizione energetica verso le rinnovabili anche per l’Italia sarà necessario realizzare come detto adeguate politiche energetiche e finanziarie ma anche sanare alcuni anomalie e ritardi del nostro sistema paese.

Ad esempio il preoccupante fenomeno delle frodi finanziarie, che come argomentato da Giovanni Padula, Generale di Brigata della GdF citando il fatto che i controlli effettuati  dalla GdF sulla correttezza delle procedure in ambito dei bonus edilizi (ex 110 in primis, nati proprio per migliorare l’efficientamento energetico degli immobili del nostro paese) ha permesso di scoprire fino a dicembre 2021 un grave fenomeno di truffe per oltre 10 miliardi di euro di fatture false ( dei quali 6 mld bloccati, ma 4 mld di euro purtroppo gia’ liquidati).

Infine circa il 90% delle imprese italiane (micro, PMI e Grandi) risulta essere ancora non in linea con i parametri ESG e questo può’ mettere seriamente a rischio la loro possibilita’ di intercettare i fondi messi a disposizione dal PNRR, Garanzia SACE
e Bandi Regionali e Comunitari non solo per la transizione energetica ma anche per lo sviluppo e crescita delle stesse imprese.

Alessandro Toschi, amministratore delegato di AM Advisor e consigliere di ESG Portal piattaforma digitale che fornisce un servizio online di rating ESG alle PMI, ha poi concluso, spiegando che ”per le imprese piccole, medie o grandi, adottare politiche Esg costituirà sempre più un’attività imprescindibile in un’ottica della loro pianificazione finanziaria a medio-lungo termine.

 

 

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                                               Figura 3 – Alessandro Toschi CEO di AM Advisor

Anche alla luce del fatto che rispettare i criteri ESG sarà fondamentale per le imprese per avere accesso con successo e alle migliori condizioni sia al mercato dei capitali che a quello dei finanziamenti bancari.

Questo perché sin da ora ad esempio i principali fondi di venture capital e private equity nei loro criteri di selezione degli investimenti da finanziare privilegiano in via preferenziali le imprese in linea con il rispetto dei criteri ESG, perché tale condizioni non solo garantiscono nel tempo la loro sostenibilità ambientale e sociale e una corretta governance ma di conseguenza anche quella finanziaria.

Allo stesso modo le nuove linee guida Eba sulla Concessione del Credito ha concluso lo stesso Alessandro Toschi impongono alle banche di incorporare i fattori ESG e i rischi ad essi associati con un approccio olistico, nelle loro procedure di valutazione del rischio credito, ai fini della concessione di finanziamenti bancari alle imprese.

E’ possibile consultare il video integrale dell’evento qui: https://lnkd.in/dSkYrsVs

Franco Tallarita (Responsabile comunicazione AM Advisor – società di consulenza strategica focalizzata nel Management Consulting ed esperta nei settori del Fintech, Corporate Finance ed ESG – https://amadvisor.it/)

Guido Massimiano (Senior Analyst iFINTECH – la new company di consulenza innovativa https://www.ifintech.it/)

Auto elettrica: costi elevati, scarsa conoscenza e confusione nei consumatori frenano la svolta nel nostro Paese

ECONOMIA di

Una nuova instant survey di Areté misura la reale propensione per la mobilità elettrica e la fiducia degli italiani nel raggiungimento degli obiettivi di mobilità “full electric” al 2035.

I costi delle auto elettriche disponibili sul mercato vengono oggi percepiti ancora come troppo elevati da gran parte degli italiani, complice anche l’incertezza economica legata allo scenario di crisi internazionale. La confusione e la scarsa conoscenza da parte dei consumatori delle caratteristiche e delle differenze tra le diverse tecnologie ne frenano una più ampia diffusione nel nostro Paese.

Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “Vendita di solo auto elettriche dal 2035, cosa ne pensano gli italiani?” condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di ottobre per indagare sul campo, a 6 mesi di distanza da una precedente simile ricerca, la conoscenza e la propensione alla mobilità elettrica e capire, al contempo, cosa pensano gli italiani degli obiettivi fissati a livello europeo al 2035 per la decarbonizzazione.

In calo la propensione all’elettrico, nonostante, chi lo prova, lo apprezza.

Le ragioni che guidano la scelta elettrica restano principalmente quella economica (51%) e quella ambientale (32%). Tra gli “scettici” verso i veicoli alla spina prevalgono la sfiducia verso l’autonomia delle batterie (temuta da oltre metà del campione) e la diffidenza verso la tecnologia.

Da sempre uno dei temi chiave quando si parla di elettrico è il costo delle vetture: quanto sono disposti a pagare gli italiani per avere un’auto elettrica? La risposta è meno di 30mila euro, un dato che offre una spiegazione chiara del perché la diffusione di questi veicoli stenti ancora a decollare nel nostro Paese.

Elettrico ed ibrido, regnano indecisione e confusione

I motivi della scarsa diffusione di questi veicoli non risiedono solo nel loro elevato costo. L’instant survey ha misurato la conoscenza di queste vetture da parte degli italiani. Quanti realmente conoscono il loro funzionamento, le modalità di ricarica, i quantitativi di emissioni prodotte, i loro costi di gestione e l’autonomia? Complessivamente a regnare sono ancora l’incertezza e la confusione. Nonostante i forti investimenti operati dalle Case automobilistiche nella promozione di questi veicoli, 6 italiani su 10 ammettono di non conoscere le differenze tra le diverse tecnologie ibride (MHEV, HEV, PHEV) e l’elettrico. Ma non solo:

  • il 61% degli intervistati non è al corrente del fatto che i motori ibridi presentino significative differenze a seconda della tipologia (full, mild e plug-in)
  • il 40% pensa che tutte le vetture ibride ed elettriche siano auto a emissioni zero
  • il 47% reputa che si possa ricaricare l’auto elettrica direttamente alla presa della corrente senza alcuna modifica al contratto della luce, né installazioni di apparecchiature particolari
  • il 47% pensa che tutte le ibride siano in grado di percorrere almeno 50 km viaggiando in modalità elettrica. Senza contare che gran parte degli intervistati, interrogati sui tempi e sulle modalità di ricarica delle vetture elettriche e sui costi di gestione, ammette di non sapere.

FIT for 55, metà degli italiani pensa che l’obiettivo della mobilità solo elettrica non sarà centrato

Quasi la metà degli italiani (45%) ritiene che lo scenario fissato dagli obiettivi del FIT for 55, stando ai quali dal 2035 si venderanno soltanto vetture totalmente elettriche, non si realizzerà. Elevato costo dell’energia elettrica, scarsità dei punti di ricarica e assenza di un cronoprogramma definito di attività che dovrebbero accompagnare la transizione spingono oltre 4 italiani su 10 a dubitare che l’obiettivo sarà centrato.

I dati della nuova survey testimoniano un significativo interesse per le auto elettrificate”, sottolinea Massimo Ghenzer – Presidente di Areté, “cui però non corrisponde un adeguato aumento della conoscenza circa le caratteristiche di questi prodotti. A prevalere è ancora la confusione che genera incertezza nella scelta del veicolo più adatto alle proprie esigenze. Serve oggi un nuovo sforzo da parte delle Case automobilistiche per riuscire a comunicare in modo efficace le nuove motorizzazioni e, contestualmente, è necessario fare chiarezza su alcuni aspetti critici, come i punti di ricarica, il costo della ricarica, la reale durata delle batterie e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Solo così si potrà superare lo scetticismo che ancora avvolge alcune tematiche chiave per questo mercato”.

Di Anna Tulimieri

Nuovo appuntamento con #FORUMAutoMotive il 24 e il 25 ottobre

ECONOMIA di
Quale ricetta metterà in campo il nuovo Governo per rispondere alla tempesta perfetta che sta travolgendo l’automotive? Come sta evolvendo l’offerta dei concessionari e delle Case costruttrici e che ruolo giocheranno i car maker cinesi? Crisi energetica, “bollette impazzite”, nuovi equilibri geopolitici che si materializzano, le elezioni per il rinnovo del Parlamento UE nel 2024: che impatto avrà tutto questo su tempi e modalità della transizione all’elettrico?

A queste domande proverà a dare risposte concrete il nuovo appuntamento con #FORUMAutoMotive, il serbatoio di idee e centrale di dibattiti sui temi della mobilità a motore, che torna a Milano il 24-25 ottobre. L’evento si terrà presso l’Enterprise Hotel di Milano e sarà interamente trasmesso in streaming sulla pagina Facebook di #FORUMAutoMotive.  

Come da tradizione saranno due le giornate di lavori: la prima (24 ottobre, dalle ore 16.00, solo in diretta streaming), come nelle precedenti edizioni, sarà dedicata al confronto tra gli esponenti della filiera della mobilità, con un focus specifico sul mondo dei concessionari alle prese con una vera e propria rivoluzione in atto. Ad aprire i lavori saranno Pierluigi Bonora, giornalista e Promotore di #FORUMAutoMotive, e Dario Pennica, giornalista e Promotore di Non Smog Mobility, che con gli interventi di alcuni tra i maggiori dealer di tutto il territorio nazionale animeranno il dibattito sul momento di storico cambiamento vissuto dal settore. Nel talk show dal titolo “Concessionari, cambia tutto: mancano le auto e l’italiano è più povero” gli interlocutori approfondiranno anche l’evoluzione dei consumi di mobilità degli italiani e le differenze di richieste e possibilità economiche che si registrano nelle diverse aree del Paese.

Toccherà poi alla società di consulenza AlixPartners, con Dario Duse, neo Country Leader Italia, illustrare i dati dell’ultimo aggiornamento annuale al Global Automotive Outlook sugli scenari vissuti dal mercato dell’auto italiano mondiale alla luce dell’attuale situazione economica e geo-politica.

Pierluigi Bonora, insieme a Geronimo La Russa, Presidente dell’Automobile Club Milano e di ACI Infomobility, introdurranno poi gli interventi dei rappresentanti della filiera della mobilità (autotrasporto, concessionari, auto, noleggio e alimentazioni) che, per la prima volta dalla formazione del nuovo Governo, avranno l’opportunità di avanzare, in un evento pubblico, la propria piattaforma di richieste urgenti per riportare l’industria della mobilità al centro dello sviluppo del Paese. 

Il giorno successivo (25 ottobre, ore 9.00 – 13.00, in presenza* e in diretta streaming) saranno tre i talk show che si alterneranno nel corso della mattinata. Dopo il saluto iniziale di Pierluigi Bonora toccherà a Toni Purcaro, Chairman DEKRA Italia, Executive Vice President DEKRA Group – Head of Region CEEME, assegnare il Premio “DEKRA Road Safety Award”, giunto alla quinta edizione.

Nel primo talk della mattinata, “Italia, fucina di start-up automotive: i protagonisti, le idee, il futuro”, moderato dal giornalista Luca Talotta, con lo sguardo rivolto al futuro e all’innovazione, si incontreranno imprenditori e manager di start-up impegnati nell’innovazione tecnologica a bordo delle quattro ruote per confrontarsi sugli scenari della mobilità dei prossimi anni. Un focus specifico riguarderà l’avanzamento, non senza difficoltà, del processo di infrastrutturazione della rete di ricarica elettrica lungo le strade della nostra penisola.

A pochi giorni dalla chiusura del Salone di Parigi che per la prima volta avrà visto la presenza di diversi brand cinesi, #FORUMAutoMotive riporterà poi l’attenzione sui cambiamenti in atto nell’offerta di nuovi veicoli sul mercato nazionale ed europeo, che registra ormai quote crescenti nelle mani dei costruttori orientali. Al talk “Come cambia l’offerta in Italia. Cinesi pronti all’invasione”, moderato dal giornalista Umberto Zapelloni, prenderanno parte manager di Case automobilistiche, aziende del settore e primari gruppi di importatori di veicoli provenienti anche dai Paesi orientali.

Il tema della transizione verso l’elettrico e i conseguenti impatti economici, sociali ed energetici saranno approfonditi nell’ultima tavola rotonda (“Imprese automotive tra riconversione all’elettrico e bollette impazzite”) di giornata: l’incontro, coordinato dal giornalista Pierluigi Bonora, vedrà protagonisti rappresentanti delle associazioni datoriali (Federmeccanica e ANFIA) e i leader delle principali sigle sindacali (FIM-UILM-FIOM), che si soffermeranno anche su come l’attuale crisi energetica potrebbe influire sulle modalità e sui tempi di questo passaggio storico. La sessione vedrà collegamenti in diretta con operai impegnati in impianti della filiera automotive situati sul territorio nazionale.

In chiusura si terrà il faccia a faccia sulle tematiche dell’autotrasporto tra Pierluigi Bonora e l’Executive Vice President DEKRA Group Toni Purcaro il quale esporrà un’importante e attesa novità per il comparto.

Per gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti che si registreranno all’evento anche attraverso la piattaforma SIGeF la partecipazione darà diritto a 4 crediti formativi (l’evento è disponibile sulla piattaforma con il titolo “Automotive”).

Tutte le informazioni sull’evento sono disponibili sul sito www.forumautomotive.eu e sulla pagina Facebook  https://www.facebook.com/forumautomotive/.

*Per evitare assembramenti in sala, sarà disponibile un numero limitato di posti in presenza. Per quanti si accrediteranno successivamente all’esaurimento di tali posti, sarà possibile seguire i lavori sulla pagina Facebook.

Di Anna Tulimieri

 

Mexedia nomina direttore commerciale Giovanni Mannarino

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Nell’annunciare la nomina di Giovanni Mannarino come direttore commerciale della tech company quotata in Francia sul listino Euronext Growth Paris, diventata da maggio Società Benefit, Paolo Bona, il COO di Mexedia, ha dichiarato :“L’arrivo di Giovanni Mannarino è un ulteriore tassello per la crescita di Mexedia, la sua esperienza ci dà la possibilità di rafforzare la nostra strategia commerciale”.

Mexedia, che ha chiuso il 2021 con un fatturato consolidato di 131,8 milioni e 7 milioni di EBITDA, ha da poco pubblicato degli highlights relativi al primo semestre 2022, confermando un trend di crescita che registra 83 milioni dì fatturato e 4 milioni di EBITDA. La Tech Company offre soluzioni innovative e strumenti avanzati racchiusi in un unico ecosistema tecnologico integrato per consentire alle aziende di gestire tutte le attività di comunicazione con i clienti.
Mannarino – spiega – avrà il compito di lavorare alle integrazioni delle società che stiamo acquisendo puntando sul cross selling di servizi prima venduti in maniera separata tra loro.”
Mexedia ha annunciato a settembre l’acquisizione di Phonetime e Matchcom, rafforzando così la sua presenza negli Stati Uniti e Sud America.

“La partnership con Phonetime e Matchcom ha radici solide nel tempo. Già da mesi stiamo lavorando con i team delle aziende acquisite per generare sinergie importanti sia in termini di efficientamento dei costi che di investimenti e di cross selling commerciale, contribuendo così alla crescita della società. Nel 2022 prevediamo un ulteriore incremento delle marginalità con una crescita prospettica di circa il 15% che porterà l’azienda a superare gli 8 milioni di EBITDA.”

Mannarino viene da importanti esperienze nel settore. Tra il 2012 e il 2014 è stato Business Innovation & Development Manager di Abramo Customer Care, realtà con sedi a Roma, Tirana e Rio De Janeiro, dal 2014 al 2020 direttore generale di Abramo Deutschland seguendo il mercato tedesco e tra il 2020 e il 2022 direttore commerciale della svizzera Spitch AG per il mercato Italiano.
Sono entusiasta- dichiara Mannarino- di entrare a far parte di Mexedia. L’innovazione introdotta da piattaforme come la nostra sono alla base dello sviluppo agile che il mercato sta aspettando.”

 

Di Anna Tulimieri

Mise, 80 milioni per realizzare nuove case delle tecnologie emergenti

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E’ stato pubblicato, il 30 settembre, in Gazzetta ufficiale il decreto del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che stanzia 80 milioni di euro per la realizzazione di nuove Case delle tecnologie emergenti sul territorio nazionale, dopo quelle già avviate nelle città di Torino, Roma, Bari, Prato e l’Aquila.

“Con il rifinanziamento della misura puntiamo a sostenere gli imprenditori dell’innovazione favorendo la creazione e la riqualificazione di aree sul territorio in cui insediare spazi altamente digitali dove sarà possibile rafforzare le sinergie tra il mondo della ricerca e il tessuto produttivo” – dichiara il ministro Giorgetti.

I progetti potranno essere presentati dai Comuni collegati alla rete banda ultralarga che, in partenariato con Università, Centri di ricerca e imprese, avranno l’obiettivo di sviluppare programmi di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico verso Start-up e PMI, basati sull’utilizzo della Blockchain, Intelligenza Artificiale, Internet of things, Crypto Asset, il 6G e le tecnologie quantistiche.

Il Ministero pubblicherà prossimamente il provvedimento che stabilisce i criteri e le modalità di presentazione delle domande. Alla nuova selezione non potranno partecipare le città già vincitrici dei precedenti bandi.

Di Anna Tulimieri

La cabina per fototessera DEDEM compie sessant’anni.

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Festeggia l’anniversario siglando l’accordo con Pininfarina per celebrare il made in Italy e diventare ancora più iconica e rifarsi il look. Le cabine per fototessera, pezzi di storia del nostro Paese che dal 1962 fotografano le facce degli italiani e sono parte integrante della nostra geografia urbana, hanno ancora molto da raccontare e festeggiano il sessantesimo compleanno con un accordo con Pininfarina, per diventare ancora più iconiche e celebrare il Made in Italy e l’eccellenza italiana. Leggi Tutto

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