Nei conflitti contemporanei, il campo di battaglia non è più soltanto fisico. Accanto alle operazioni militari tradizionali, si afferma con crescente forza una dimensione meno visibile ma altrettanto decisiva: quella cognitiva. È qui che si formano le percezioni, si costruiscono le narrative e si orientano le opinioni pubbliche, influenzando in modo profondo l’esito delle crisi internazionali.
Nel nuovo episodio de Il Punto Geopolitico, European Affairs accende i riflettori su questo scenario con un’intervista al Colonnello Marco Ferrara, Comandante del 28° Reggimento “Pavia”, l’unica unità della Difesa italiana specializzata nelle operazioni psicologiche. Un ambito che, nel contesto delle guerre ibride e multidominio, assume un ruolo sempre più centrale, fino a diventare elemento chiave per il successo delle operazioni militari moderne.
Le PsyOps, o comunicazioni operative, non si limitano a trasmettere informazioni: sono strumenti strategici progettati per generare effetti cognitivi su specifiche audience, intervenendo su percezioni, atteggiamenti e comportamenti. Attraverso l’analisi del contesto informativo e del sentiment delle popolazioni locali, queste attività consentono di costruire quella che viene definita “superiorità cognitiva”, un vantaggio competitivo che può rivelarsi determinante quanto la superiorità sul terreno.
Nel corso dell’intervista, il Colonnello Ferrara evidenzia come la comprensione delle narrative dominanti sia oggi essenziale per adattare le strategie comunicative e contrastare fenomeni di disinformazione e malinformazione. In un ecosistema informativo sempre più complesso, la competizione non riguarda solo il controllo dello spazio fisico, ma anche quello dello spazio informativo, dove la percezione della realtà può produrre effetti strategici concreti, anche in assenza di eventi tangibili.
Particolare attenzione è dedicata al tema della cognitive warfare, una delle evoluzioni più rilevanti della guerra contemporanea. Agendo direttamente sui processi mentali, questa forma di conflitto mira a influenzare il modo in cui individui e collettività interpretano la realtà, generando incertezza, dubbio e vulnerabilità. In questo contesto, la resilienza cognitiva diventa un elemento fondamentale, sia per il personale militare sia per le società nel loro complesso.
L’intervista offre inoltre uno sguardo sulle trasformazioni dell’addestramento militare nell’era digitale. Il 28° Reggimento “Pavia” si configura oggi come un polo formativo avanzato, capace di integrare dimensione umana e strumenti tecnologici, attraverso ambienti virtuali e sistemi basati su intelligenza artificiale. Un approccio che riflette l’evoluzione dei conflitti, sempre più influenzati dai social media e dalle dinamiche della comunicazione globale.
Comprendere la guerra delle percezioni significa, oggi, comprendere la natura stessa del potere nei conflitti contemporanei. Perché, come emerge chiaramente dall’analisi proposta in questa puntata, nel dominio ibrido conta sempre più ciò che le persone credono reale, anche più di ciò che accade realmente.
