Dal monitoraggio delle risorse idriche alla gestione di frane, incendi e alluvioni, fino al controllo delle infrastrutture critiche e degli illeciti ambientali. Dal 1° ottobre sono disponibili 18 servizi geospaziali articolati in 109 prodotti. Per il programma nazionale di Osservazione della Terra si apre una nuova fase.
ROMA – Non più soltanto satelliti, immagini e grandi quantità di dati raccolti dallo spazio. Con l’avvio dei primi servizi geospaziali destinati alla Pubblica Amministrazione, IRIDE compie un passaggio decisivo: trasformare l’Osservazione della Terra in uno strumento operativo per conoscere il territorio, prevenire i rischi e supportare le decisioni delle istituzioni.
Dal 1° ottobre il Marketplace di IRIDE mette infatti a disposizione degli utenti istituzionali 18 servizi geospaziali, articolati in 109 prodotti, capaci di integrare dati satellitari, informazioni territoriali e modelli di analisi. Le applicazioni spaziano dalla tutela ambientale alla gestione delle emergenze, dalle risorse idriche alla sicurezza delle infrastrutture.
Una nuova infrastruttura nazionale per l’Osservazione della Terra
IRIDE è l’infrastruttura nazionale di Osservazione della Terra di proprietà dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con l’ASI utilizzando risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, integrate dal Piano Nazionale Complementare.
Il percorso verso la piena operatività era già entrato in una fase importante il 1° luglio scorso, con l’apertura del Marketplace agli utenti istituzionali nazionali e il progressivo passaggio del programma sotto la gestione operativa dell’ASI.
È proprio questo elemento a rendere significativo il passaggio del 1° ottobre: la Space Economy italiana prova a spostare il proprio baricentro dalla disponibilità dell’infrastruttura alla capacità di produrre servizi concretamente utilizzabili dalla Pubblica Amministrazione.
Dall’acqua alle frane: osservare il territorio dallo spazio
Il sistema integra informazioni provenienti da missioni satellitari differenti, selezionate in funzione delle applicazioni. Per controllare la qualità delle acque costiere vengono utilizzate, ad esempio, le osservazioni dei satelliti europei Copernicus Sentinel-2 e Sentinel-3, attraverso le quali è possibile monitorare parametri come clorofilla, solidi sospesi e torbidità.
Un altro campo particolarmente rilevante riguarda i movimenti della superficie terrestre. In questo caso entrano in gioco le osservazioni radar dei satelliti argentini SAOCOM e della costellazione italiana COSMO-SkyMed, dell’ASI e del Ministero della Difesa. Secondo quanto illustrato dall’Agenzia, SAOCOM garantisce la copertura nazionale, mentre COSMO-SkyMed permette osservazioni più frequenti su determinate aree.
L’obiettivo è individuare e seguire nel tempo deformazioni del terreno associate a frane, terremoti e fenomeni di origine naturale o antropica. Le stesse capacità possono essere impiegate per controllare aree franose, patrimonio culturale e infrastrutture critiche.
Siccità, clima e isole di calore
L’Osservazione della Terra può diventare anche uno degli strumenti con cui affrontare gli effetti sempre più complessi dei cambiamenti ambientali.
IRIDE comprende servizi dedicati alle risorse idriche, con il monitoraggio della siccità, della disponibilità e qualità dell’acqua e dello stato della vegetazione. Nelle aree urbane sarà invece possibile analizzare il fenomeno delle isole di calore, individuando le zone maggiormente esposte.
A questi strumenti si aggiungono prodotti dedicati alla qualità dell’aria, ai gas serra e a variabili climatiche come temperatura delle superfici, precipitazioni, neve, nuvole e radiazione solare, oltre al monitoraggio di metano e anidride carbonica.
Satelliti al servizio della gestione delle emergenze
Particolarmente significativa è la componente dedicata alle emergenze. I servizi IRIDE potranno essere attivati su richiesta in occasione di incendi, alluvioni, terremoti, fenomeni meteorologici estremi e tsunami.
Le informazioni satellitari potranno contribuire a delimitare rapidamente le aree interessate, valutare i danni subiti da edifici e infrastrutture e, nel caso delle alluvioni, stimare anche la profondità dell’acqua.
In questo scenario il valore del dato spaziale non risiede soltanto nell’immagine ottenuta dall’orbita, ma nella velocità con cui quell’immagine può essere elaborata, combinata con altre informazioni e restituita a chi deve assumere decisioni sul territorio.
Dallo spazio anche il contrasto agli illeciti ambientali
C’è poi un settore che amplia ulteriormente il campo di applicazione di IRIDE: l’Environmental Intelligence.
I servizi comprendono il monitoraggio degli insediamenti umani e applicazioni capaci di individuare e seguire nel tempo accumuli di rifiuti potenzialmente illeciti e scarichi nei corpi idrici. Informazioni che possono quindi affiancare le attività di controllo e di tutela ambientale svolte dalle amministrazioni competenti.
Il satellite diventa così parte di un sistema di conoscenza del territorio che può mettere in relazione osservazioni ripetute nel tempo e analisi geospaziali, permettendo di riconoscere anomalie e cambiamenti difficilmente rilevabili attraverso i soli controlli a terra.
Una filiera industriale italiana dei servizi geospaziali
La partita di IRIDE riguarda anche la crescita della filiera nazionale della Space Economy. La gestione operativa del Service Segment è affidata a Planetek Italia ed e-GEOS, alla guida dei rispettivi raggruppamenti industriali. Partecipano inoltre Also Space, CMCC, SAM scrl, Serco Italia e TeamDev.
È un aspetto centrale perché la disponibilità di satelliti rappresenta soltanto una componente dell’economia dello spazio. Una quota crescente del valore si concentra infatti a valle: nell’elaborazione dei dati, nelle piattaforme digitali e soprattutto nella costruzione di applicazioni capaci di rispondere a esigenze concrete di amministrazioni, imprese e territori.
Il debutto dei 18 servizi non rappresenta, peraltro, il punto di arrivo del programma. L’offerta è destinata ad ampliarsi progressivamente con nuovi prodotti e ulteriori servizi geospaziali.
Per IRIDE comincia quindi una fase diversa. La sfida non è più soltanto costruire una capacità nazionale di Osservazione della Terra, ma trasformare lo spazio in un’infrastruttura quotidiana di governo del territorio. Dalla previsione di un rischio alla valutazione dei danni dopo un’emergenza, dal controllo dell’acqua alla sicurezza delle infrastrutture, il dato satellitare entra sempre più direttamente nei processi decisionali pubblici. Ed è proprio su questa capacità di trasformare i dati in servizi che si giocherà una parte importante del valore economico e strategico della nuova Space Economy italiana.
