La Colombia: tra l’alleanza e il debito

Il 28 agosto il ministro delle Finanze colombiano, Miguel Gómez Martínez, diceva che il governo non avrebbe cercato un accordo con il FMI per sostenere l’aggiustamento dei conti. Il 27 settembre il presidente Abelardo De La Espriella ha annunciato in un discorso alla nazione di aver ordinato al ministero delle Finanze di aprire le conversazioni con il Fondo Monetario Internazionale. In un mese, la Colombia è passata dall’esclusione dell’accordo alla trattativa: il nuovo governo è arrivato promettendo austerità, riduzione della spesa e una svolta nella sicurezza, ma a poche settimane dall’insediamento, Bogotá sta discutendo di un possibile sostegno finanziario. Non esiste ancora un accordo, ma i colloqui sono già iniziati e una delegazione del ministero delle Finanze è attesa a Washington. Il dato centrale è il deterioramento delle prospettive fiscali, dato che il bilancio colombiano per il 2027 ammonta a circa 635 trilioni di pesos, ma il piano finanziario aggiornato fotografa, in assenza di correzioni, un deficit potenziale del 9% del PIL e un debito netto al 66%. Il solo servizio del debito arriverebbe a circa 155 trilioni di pesos. Il fabbisogno di finanziamento del governo nel 2026 supera i 10,5 miliardi di dollari, mentre le necessità di collocamento del debito nel 2027 potrebbero raggiungere livelli molto superiori alle precedenti stime. Questa crisi parte però da molto lontano: il FMI aveva già segnalato nel 2025 il deterioramento della posizione fiscale colombiana e, nello stesso anno, Bogotá aveva cancellato la Flexible Credit Line del Fondo, uno strumento di protezione dagli shock esterni.

Il problema diventa così politico: chi pagherà l’aggiustamento? De La Espriella ha promesso disciplina di bilancio, ma contemporaneamente vuole aumentare le capacità di sicurezza, modernizzare le forze armate, combattere il narcotraffico e sostenere la crescita. Il governo dovrà quindi conciliare riduzione della spesa, servizio del debito e protezione degli annunciati programmi sociali. La futura riforma fiscale, insieme alla cosiddetta Rescue Law, sarà decisiva, così come sicuramente sarà decisiva la capacità del presidente di farla approvare dal Congresso.

Rendimenti dei titoli di Stato, spread, costo delle nuove emissioni, andamento del peso e giudizi delle agenzie di rating diranno se la pressione fiscale rimarrà una questione interna ai conti pubblici o se diventerà anche una questione di fiducia degli investitori: il FMI potrebbe così rappresentare anche uno strumento per ricostruire credibilità e ottenere condizioni migliori.

La crisi economica interna allo stato colombiano incrocia la geopolitica perché, nelle stesse settimane in cui vieni aperto il dossier finanziario con il FMI, il governo punta a ridefinire parti del proprio rapporto con gli USA. La visita di Marco Rubio,  il nuovo piano di sicurezza colombiano e l’ingresso della Colombia nello Shield of the Americas hanno rafforzato la dimensione strategica della relazione bilaterale. L’organizzazione riguarda, oltre alla sicurezza interna e regionale, la protezione delle catene di approvvigionamento e dei minerali critici. Sarebbe comunque assai prematuro sostenere che esista un nesso diretto tra queste due vicende.

La coincidenza è però curiosa: se Bogotá dovesse ottenere assistenza finanziaria mentre rafforza la cooperazione militare ed economica con Washington, la Colombia potrebbe diventare un caso emblematico della nuova intersezione fra sicurezza, finanza e risorse strategiche nelle Americhe.

In questo quadro, però, è importante comprendere che tipo di posizionamento prenderà la Cina: Pechino è un partner economico molto importante per Bogotá e la nuova traiettoria colombiana non cancella automaticamente commercio, investimenti e rapporti infrastrutturali tessuti in precedenza.

La domanda non è quanto denaro potrà servire alla Colombia, ma capire quale modello economico e strategico emergerà dalla necessità di reperirlo: se la crisi fiscale sarà soltanto una parentesi di aggiustamento oppure se contribuirà ad avvicinare più saldamente la Colombia nell’architettura economica e di sicurezza promossa dagli USA, con tutti i presumibili obblighi che ne deriveranno.

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