La Russia non avrebbe più una retrovia strategica al riparo dagli attacchi ucraini e dipenderebbe sempre più dal sostegno militare della Corea del Nord. Lo ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky nel discorso serale del 10 agosto, dopo una riunione con i vertici delle Forze armate e dei servizi di sicurezza dedicata alle operazioni in profondità.
A sostegno della sua valutazione, Zelensky ha rivendicato l’attacco contro un’infrastruttura dell’industria petrolifera a Tobolsk, in Siberia, a oltre 2.500 chilometri dall’Ucraina. «Ora questa regione è alla portata dei nostri attacchi», ha dichiarato, annunciando nuove operazioni e una ridefinizione delle priorità militari per agosto.
Il presidente ucraino ha inoltre sostenuto che Mosca stia preparando il dispiegamento di un ulteriore contingente nordcoreano e abbia già ricevuto nuovi missili balistici da Pyongyang. Nei giorni scorsi aveva stimato tra 30 mila e 50 mila uomini la possibile consistenza delle nuove forze destinate alla Russia.
Secondo Kiev, la cooperazione tra Mosca e Pyongyang rappresenta una minaccia che supera i confini del conflitto ucraino. L’impiego sul campo consentirebbe infatti alla Corea del Nord di perfezionare missili e altri sistemi d’arma, acquisendo esperienza operativa e correggendone le vulnerabilità.
Zelensky ha quindi chiesto agli alleati di rafforzare la difesa aerea dell’Ucraina. Impedire che la guerra diventi un banco di prova per gli armamenti nordcoreani, ha avvertito, significa contenere un pericolo destinato altrimenti a coinvolgere anche Giappone, Corea del Sud, Filippine e altri Paesi dell’area asiatica.
