Foto credits - Licenza Unsplash

Ue e Canada rafforzano l’asse transatlantico, Metsola: «Una tappa fondamentale del nostro cammino»

La visita di Mark Carney al Parlamento europeo arriva mentre Bruxelles punta a portare la relazione con Ottawa oltre il CETA. Sul tavolo difesa, commercio, energia, materie prime critiche, tecnologia e ricerca. Von der Leyen apre anche alla possibilità di un futuro status di “membro associato” per il Canada.

Un rapporto costruito sulla storia, ma destinato ad assumere un peso crescente negli equilibri geopolitici ed economici internazionali. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha accolto a Strasburgo il primo ministro canadese Mark Carney indicando nella cooperazione tra Unione europea e Canada uno degli assi sui quali rafforzare la rete delle alleanze di Bruxelles.

«L’amicizia tra l’Unione europea e il Canada affonda le radici nei nostri valori e nella nostra visione condivisi», ha dichiarato Metsola aprendo la seduta plenaria del 17 settembre dedicata all’intervento del premier canadese. La presidente ha richiamato la convinzione comune secondo cui europei e canadesi «sono sempre più forti quando lavorano insieme», indicando nella visita di Carney «un’altra tappa fondamentale» del percorso comune.

Una parte significativa dell’intervento è stata dedicata alla memoria dei legami tra le due sponde dell’Atlantico. Metsola ha ricordato il contributo delle forze canadesi nelle due guerre mondiali, dalle battaglie di Ypres, della Somme, di Passchendaele e di Vimy durante il primo conflitto mondiale fino allo sbarco in Normandia del 1944. Un richiamo utilizzato per collocare l’attuale avvicinamento politico in una relazione che precede di decenni la nascita delle istituzioni comunitarie.

Ma il passaggio centrale riguarda il futuro. Bruxelles e Ottawa stanno infatti lavorando per estendere la cooperazione ben oltre il tradizionale terreno commerciale. Metsola ha indicato esplicitamente difesa, commercio, energia, istruzione e ricerca tra i settori nei quali esistono margini per una maggiore integrazione.

Il processo ha già prodotto risultati concreti nel settore della sicurezza. Nel giugno scorso il Consiglio dell’Ue ha formalmente concluso l’accordo che consente alle imprese e ai prodotti canadesi di partecipare agli appalti previsti da SAFE, lo strumento europeo destinato a sostenere gli investimenti nella difesa. Il Canada è il primo Paese non europeo ammesso al meccanismo. L’intesa si inserisce nel percorso avviato con il partenariato Ue-Canada sulla sicurezza e la difesa sottoscritto nel giugno 2025.

Il salto politico è stato delineato il giorno precedente dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione. Bruxelles vuole trasformare il rapporto costruito intorno al CETA in una più ampia “Alliance for the Future”, concentrata su manifattura avanzata, tecnologie, integrazione delle basi industriali della difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche, cybersicurezza e sicurezza economica. Secondo la Commissione, gli scambi di beni tra Ue e Canada sono aumentati del 75% in meno di dieci anni dall’avvio del CETA.

Von der Leyen ha inoltre avanzato una proposta politicamente significativa: lavorare affinché il Canada possa diventare il primo “membro associato” dell’Unione europea. Si tratta di una prospettiva ancora da definire sul piano istituzionale e giuridico, ma che segnala l’intenzione della Commissione di sperimentare formule di integrazione più profonde con partner strategici esterni all’Europa.

Il confronto tra von der Leyen e Carney a Strasburgo ha ulteriormente precisato l’agenda. Tra i dossier discussi figurano materie prime critiche, capacità industriali della difesa, intelligenza artificiale e capacità di calcolo, sicurezza energetica, spazio, servizi finanziari, pagamenti e commercio digitale. I due leader hanno inoltre ribadito l’impegno sulla sicurezza transatlantica e il sostegno all’Ucraina.

La presenza di Carney nell’emiciclo assume così un significato che supera la dimensione cerimoniale. L’Unione europea sta cercando di costruire una rete più strutturata di partner affidabili in una fase segnata dalla guerra in Ucraina, dalla competizione tecnologica, dalla necessità di diversificare le catene di approvvigionamento e dalla crescente centralità della sicurezza economica.

Per il Canada, l’approfondimento dei rapporti con Bruxelles offre a sua volta la possibilità di ampliare gli spazi economici e strategici sull’altra sponda dell’Atlantico. Per l’Ue significa consolidare il rapporto con un Paese del G7 e della NATO dotato di importanti risorse energetiche e minerarie e di un’industria avanzata.

«Insieme possiamo aprire nuove prospettive», ha sintetizzato Metsola. Una formula che fotografa il passaggio in corso: dalla tradizionale amicizia euro-canadese verso una relazione più strutturata, nella quale commercio, sicurezza, industria e tecnologia tendono progressivamente a convergere in un’unica partnership strategica.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Dal Baltico al Mar Rosso, l’Italia rafforza la difesa su due fronti strategici

Next Story

Thales presenta HexaForce, l’intelligenza artificiale entra nel comando multidominio della Nato

GoUp