L’esercito governativo siriano ha conquistato la città di Tabqa, snodo strategico nella Siria orientale, segnando un nuovo avanzamento nella sua offensiva contro le forze curdo‑guidate a est del fiume Eufrate. L’operazione, condotta nella provincia di Raqqa, assume un peso decisivo perché Tabqa ospita la principale diga che regola il flusso dell’acqua verso sud, in direzione delle aree controllate dalle Forze democratiche siriane (SDF). Controllare la città significa dunque avere in mano un’infrastruttura energetica e idrica fondamentale, oltre a una base aerea considerata cruciale per le operazioni militari nella regione.
Secondo un giornalista dell’Associated Press presente sul posto, numerosi residenti sono usciti dalle loro abitazioni per accogliere l’arrivo delle truppe governative, sventolando la bandiera siriana. Le SDF avevano strappato Tabqa all’Isis nel 2017, durante la campagna che portò allo smantellamento del cosiddetto Stato islamico, allora esteso su buona parte della Siria e dell’Iraq.
Le prime ore successive alla riconquista sono state segnate da accuse reciproche. I media statali siriani sostengono che le forze curde, prima di ritirarsi, avrebbero fatto saltare un ponte nella città per rallentare l’avanzata delle truppe governative. Il governo ha inoltre accusato l’SDF di aver giustiziato prigionieri all’interno di una struttura detentiva locale. Le forze curde hanno respinto con fermezza queste affermazioni, spiegando di aver trasferito i detenuti altrove per metterli in sicurezza e denunciando a loro volta che l’edificio della prigione sarebbe stato colpito dalle forze governative.
Per sostenere la propria versione, l’SDF ha diffuso un breve video registrato all’interno della prigione, dove si vedono uomini armati in abiti civili che sequestrano munizioni abbandonate. La persona che filma commenta a voce alta: «Abbiamo liberato la prigione di Tabqa!». Nel filmato non compaiono corpi di persone uccise, elemento che contraddice quanto affermato da Damasco ma non chiarisce del tutto la dinamica degli eventi.
La riconquista di Tabqa potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri nella regione, già segnata da anni di tensioni tra il governo centrale e le forze curdo‑guidate. L’avanzata dell’esercito siriano verso est apre nuovi interrogativi sul futuro dei territori controllati dalle SDF e sul fragile equilibrio costruito dopo la sconfitta dello Stato islamico. Resta ora da capire se questo episodio darà origine a nuovi negoziati o a un’ulteriore escalation militare lungo l’asse che attraversa il cuore della Siria nord‑orientale.
