Cooperative e lavoro, accordo UN.I.COOP.-UGL Terziario: produttività e innovazione per sostenere la crescita dei salari

L’intesa punta a rafforzare la contrattazione collettiva attraverso formazione, innovazione organizzativa e misurazione dei risultati. Previsti 71 percorsi formativi e un Bilancio della Produttività per valutare il valore generato dalle imprese e favorirne la condivisione con i lavoratori.

Collegare la crescita delle retribuzioni all’aumento della produttività, investendo sulle competenze e sull’innovazione dei processi aziendali. È questo l’obiettivo dell’Accordo Nazionale Quadro sottoscritto l’8 luglio 2026 da UN.I.COOP. e UGL Terziario, che introduce un modello di contrattazione collettiva orientato a coniugare la competitività delle imprese cooperative con il miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori.

L’intesa affronta una delle questioni strutturali del mercato del lavoro italiano: la difficoltà di sostenere una crescita stabile dei salari in settori caratterizzati da produttività contenuta e limitati margini di incremento delle retribuzioni. La risposta individuata dalle due organizzazioni passa attraverso un sistema che integra formazione professionale, innovazione organizzativa, indicatori di performance e strumenti di verifica dei risultati.

«La Federazione UGL Terziario ha dimostrato lungimiranza nel comprendere che, soprattutto nei settori caratterizzati da bassi livelli di produttività e retribuzioni contenute, il rafforzamento della contrattazione collettiva deve procedere insieme alla capacità di generare nuovo valore», ha dichiarato Lucia Dello Russo, presidente nazionale di UN.I.COOP.

Secondo Dello Russo, l’incremento delle retribuzioni richiede interventi capaci di incidere concretamente sull’efficienza delle imprese. «Per innalzare stabilmente i salari non basta rivendicare aumenti: occorre creare le condizioni affinché la formazione, l’innovazione organizzativa e la crescita della produttività si traducano in risultati misurabili e in un miglioramento concreto del trattamento economico complessivo dei lavoratori».

Una contrattazione legata ai risultati

Il modello delineato dall’accordo attribuisce alla contrattazione collettiva una funzione che va oltre la definizione dei trattamenti economici e normativi. L’obiettivo è individuare strumenti attraverso i quali i miglioramenti dell’organizzazione del lavoro possano tradursi in benefici economici per i dipendenti.

In questa prospettiva assume rilievo il Trattamento Economico Complessivo (TEC), che può essere valorizzato anche attraverso premi di risultato e misure di welfare, nel rispetto degli accordi applicabili.

«Abbiamo scelto di affrontare una questione decisiva per il futuro del lavoro, superando la contrapposizione tra crescita delle imprese e tutela salariale», ha spiegato Dello Russo. La contrattazione, secondo la presidente di UN.I.COOP., deve contribuire a generare nuovo valore e a definire le condizioni per distribuirne una parte attraverso il riconoscimento dei risultati raggiunti.

L’impostazione proposta richiede alle cooperative di adottare criteri di valutazione verificabili, capaci di distinguere gli investimenti effettuati dai miglioramenti effettivamente conseguiti. Un passaggio necessario per costruire meccanismi retributivi collegati a parametri oggettivi e condivisi.

Formazione e intelligenza artificiale: 71 percorsi per le cooperative

Uno degli strumenti operativi dell’accordo è il programma predisposto dal Centro Studi e Ricerca UN.I.COOP., che comprende 24 corsi trasversali e 47 percorsi specialistici, differenziati in funzione delle caratteristiche e delle attività delle imprese cooperative.

Il catalogo formativo interviene su diversi ambiti della gestione aziendale: dall’efficienza dei processi produttivi e organizzativi alle attività commerciali e distributive, fino alle competenze digitali, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, alla gestione dei dati e alla sostenibilità.

L’inserimento delle tecnologie emergenti tra le materie di formazione riflette la necessità di accompagnare le cooperative nei processi di trasformazione digitale. L’adozione di strumenti tecnologici, tuttavia, viene considerata parte di un percorso più ampio, che comprende la revisione delle procedure, l’aggiornamento delle competenze e la capacità di misurare gli effetti degli investimenti.

La formazione assume così una funzione direttamente collegata all’organizzazione del lavoro. Il suo valore non viene valutato esclusivamente attraverso il numero dei corsi erogati o dei partecipanti coinvolti, ma sulla base dei cambiamenti prodotti nell’attività aziendale.

Il Bilancio della Produttività per misurare il valore generato

Tra gli elementi più significativi dell’intesa figura l’introduzione del Bilancio della Produttività, uno strumento concepito per documentare gli interventi realizzati dalle cooperative e verificare i risultati ottenuti.

Il manuale tecnico allegato all’Accordo Nazionale Quadro definisce il riferimento operativo per individuare gli indicatori di produttività, applicare le metodologie di calcolo e valutare gli effetti delle iniziative adottate.

L’analisi può riguardare, ad esempio, la riduzione delle inefficienze organizzative, il miglioramento della qualità dei servizi, l’ottimizzazione dei processi e l’incremento della capacità produttiva.

Il Bilancio della Produttività dovrebbe consentire alle imprese di disporre di una documentazione utile a confrontare gli obiettivi iniziali con i risultati raggiunti, fornendo elementi per orientare le successive decisioni gestionali e contrattuali.

La disponibilità di indicatori verificabili rappresenta anche un presupposto per rendere più trasparente il rapporto tra performance aziendale e riconoscimento economico dei lavoratori.

Resta centrale, nell’applicazione concreta del modello, la capacità di individuare parametri adeguati alle diverse realtà cooperative, evitando che la misurazione della produttività si riduca a un adempimento formale.

Il confronto sul futuro delle relazioni industriali

L’accordo tra UN.I.COOP. e UGL Terziario si inserisce nel dibattito sul ruolo della contrattazione collettiva nell’affrontare il problema dei bassi salari e della stagnazione della produttività.

Per Dello Russo, il percorso avviato dalle due organizzazioni può rappresentare un riferimento per un confronto più ampio tra le parti sociali.

«Questa visione innovativa dovrebbe trovare una sempre maggiore disponibilità al confronto anche a livello confederale. Di fronte alla trasformazione del lavoro e alla necessità di affrontare strutturalmente il problema dei bassi salari, è importante che le organizzazioni rappresentative sappiano valutare con tempestività nuove soluzioni contrattuali».

La presidente di UN.I.COOP. invita quindi a considerare l’innovazione contrattuale come uno strumento per rafforzare le tutele e sostenere la capacità competitiva delle imprese.

La sfida riguarda soprattutto l’attuazione dell’accordo. La disponibilità di percorsi formativi, strumenti di misurazione e meccanismi premiali dovrà confrontarsi con le caratteristiche dimensionali, economiche e organizzative delle singole cooperative. Sarà l’effettiva applicazione di questi strumenti a determinare se il modello riuscirà a produrre incrementi di produttività e benefici retributivi duraturi.

«La strada da percorrere è chiara: investire nelle competenze, innovare l’organizzazione, misurare la produttività e creare le condizioni per condividere una parte del valore prodotto», ha concluso Dello Russo.

L’intesa propone dunque un percorso nel quale la crescita salariale viene sostenuta attraverso investimenti organizzativi e professionali, con l’obiettivo di trasformare i miglioramenti della produttività in risultati economici riconoscibili anche per i lavoratori.

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