Dalla memoria storica alle migrazioni, dalle inchieste al realismo magico e ai sentimenti: cinque categorie per raccontare la ricchezza della narrativa breve italiana. I racconti finalisti trovano spazio sulle pagine del mensile Bookreporter Magazine e saranno presto raccolti in una pubblicazione digitale disponibile nell’app della rivista.
Ci sono storie che hanno bisogno di centinaia di pagine per prendere forma e altre che riescono a racchiudere un intero universo narrativo in poche battute. Un personaggio, un ricordo, una scelta improvvisa, un episodio della Storia o un sentimento rimasto inespresso possono diventare il punto di partenza di un racconto capace di lasciare un segno nel lettore. È questa la scommessa culturale di “Orizzonti di parole”, il concorso letterario dedicato ai racconti brevi inediti promosso da Bookreporter Magazine e dall’Associazione Roma 3000, che sabato 17 ottobre 2026 ha celebrato i propri vincitori nella cornice della Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi” di Udine.
La cerimonia ha concluso un percorso iniziato con la selezione delle opere e proseguito con la presentazione dei finalisti e la pubblicazione dei racconti sulle pagine del magazine. Un progetto editoriale che ha scelto di accompagnare gli autori oltre il momento della premiazione, offrendo alle loro storie un’occasione concreta di incontrare i lettori. La prima edizione ha raccolto cinquanta opere, distribuite tra cinque categorie: Inchieste, Narrativa storica, Realismo magico, Romance contemporaneo e Storie di emigrazione. Dieci i racconti arrivati alla fase finale, cinque i premi assegnati e altrettante le menzioni d’onore della Giuria.
Dalla Camera dei Deputati a Udine: il percorso del concorso
Il cammino di “Orizzonti di parole” aveva vissuto un momento significativo già il 16 giugno, quando i dieci finalisti erano stati presentati alla Camera dei Deputati, alla presenza dell’onorevole Nicola Carè e di alcuni componenti della Giuria. Un appuntamento che aveva portato la narrativa breve all’interno di uno dei luoghi simbolo della vita istituzionale italiana, riconoscendo alla scrittura un ruolo nella costruzione della memoria collettiva e nella rappresentazione delle trasformazioni sociali. A Udine, quattro mesi dopo, il percorso è arrivato alla proclamazione dei vincitori.
A moderare la cerimonia è stato Alessandro Conte, direttore di Bookreporter Magazine e presidente dell’Associazione Roma 3000. All’incontro hanno partecipato Margherita Susanna, consigliera del Comune di Udine; Antonella Fiaschi, presidente dell’Associazione Scrittori FVG; Silvia Cavalsassi, scrittrice, blogger e componente della Giuria; e Luca Quarin, scrittore e membro della Giuria.
La manifestazione ha offerto l’occasione per riflettere sul valore del racconto breve, una forma letteraria che richiede precisione, capacità di sintesi e attenzione alla costruzione narrativa. In poche pagine, ogni elemento deve trovare una propria funzione: i personaggi, i dialoghi, il ritmo e soprattutto il finale, spesso chiamato a modificare la prospettiva con cui il lettore ha interpretato l’intera vicenda.
I racconti premiati: cinque modi di interpretare la narrativa contemporanea
Le cinque categorie hanno consentito alla Giuria di confrontarsi con linguaggi e generi molto differenti. Il risultato restituisce un panorama narrativo nel quale convivono memoria storica, osservazione della realtà, immaginazione, relazioni umane e storie di identità.
Inchieste: Emanuela Lievore e il racconto “Non odiare”
Il premio per la categoria Inchieste è stato assegnato a Emanuela Lievore, autrice di Non odiare.
Il racconto si inserisce in una sezione che invita gli autori a confrontarsi con la realtà, con i conflitti e con le contraddizioni della società. Il titolo introduce un tema di particolare forza: il rapporto con l’odio e la possibilità di sottrarsi alla sua logica.
La narrativa breve, quando affronta questioni di questa natura, può diventare uno strumento di interrogazione morale. Non è necessario costruire una lunga ricostruzione per mettere il lettore di fronte a una scelta o a una contraddizione. A volte è sufficiente un episodio, una voce narrante o un gesto per aprire domande che vanno oltre la vicenda raccontata.
Nella stessa categoria ha ottenuto una menzione d’onore Gippo Bignozzi, autore di La mia mamma, un racconto costruito attorno a una voce narrante e al rapporto con una figura materna, attraverso una prospettiva che accompagna il lettore verso una diversa interpretazione della storia.
Narrativa storica: Silvio Piergallini, tra Togliatti, Bartali e un cinema di paese
Il premio per la Narrativa storica è stato assegnato a Silvio Piergallini, autore del racconto Togliatti, Bartali e il cinema di Garrufo. È una storia che prende le mosse da uno dei momenti più delicati della giovane Repubblica italiana: il 14 luglio 1948, quando Palmiro Togliatti viene ferito in un attentato all’uscita da Montecitorio. Il Paese attraversa ore di tensione. Gli scioperi e le manifestazioni si moltiplicano, mentre dalla Francia arrivano le notizie delle imprese di Gino Bartali al Tour de France. La vittoria del campione toscano entrerà nella memoria popolare come uno degli episodi simbolici di quella stagione. Piergallini sceglie però di raccontare la Storia da una prospettiva insolita, spostando l’azione lontano dai palazzi della politica, fino a Garrufo, piccolo centro della provincia italiana. Qui entra in scena Ulderico, soprannominato “Gambadilegno”, protagonista di un’impresa improbabile: trasformare alcuni ambienti del paese in una sala cinematografica. Il cinema diventa il centro della vita collettiva. Attorno alle proiezioni si muovono il parroco, la maestra, gli abitanti del paese, con le loro curiosità, i pregiudizi e le piccole rivalità quotidiane. L’equivoco tra una pellicola destinata agli adulti e il cinegiornale dedicato a Bartali innesca una situazione comica che richiama, per ritmo e caratterizzazione dei personaggi, la tradizione della commedia all’italiana.
Il merito del racconto sta nella capacità di intrecciare la dimensione pubblica degli avvenimenti con quella privata e popolare. La Storia non rimane sullo sfondo: entra nelle case, nelle conversazioni e nei luoghi di ritrovo, diventando parte della vita quotidiana.
La menzione d’onore della categoria è stata attribuita a Luca Lombardi, autore di Quando si fermarono anche le lacrime, dedicato al terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009.
Qui il registro cambia completamente. La tragedia viene raccontata attraverso la memoria personale, gli oggetti rimasti nelle abitazioni e il rapporto doloroso con i luoghi perduti. Il terremoto diventa una frattura nella biografia individuale, oltre che nella storia di una comunità. I due racconti mostrano quanto la narrativa storica possa utilizzare strumenti differenti: l’ironia e la coralità nel primo caso, la testimonianza e l’intimità nel secondo.
Realismo magico: Emanuele Tuminelli e “La signora del quarto piano”
Il premio per il Realismo magico è stato assegnato a Emanuele Tuminelli, autore di La signora del quarto piano.
Il racconto appartiene a un genere che occupa una posizione particolare nella letteratura: quello in cui la realtà quotidiana convive con elementi inattesi, misteriosi o apparentemente inspiegabili.
Il realismo magico non coincide necessariamente con il fantastico tradizionale. La sua forza consiste spesso nell’introdurre qualcosa di straordinario in un ambiente familiare, senza interrompere la naturalezza della narrazione. È il lettore a dover decidere quanto di ciò che incontra appartenga alla realtà e quanto invece all’immaginazione.
La figura evocata dal titolo, una donna identificata attraverso il piano di un edificio, richiama uno spazio ordinario e riconoscibile. È proprio questa vicinanza alla quotidianità a rendere interessante il territorio letterario nel quale si colloca l’opera.
La menzione d’onore della categoria è stata attribuita a Giuseppe Curcurù, autore di Il giorno in cui il professor Valeri diventò un punto.
Già il titolo propone una trasformazione impossibile, introducendo il lettore in una dimensione narrativa nella quale l’assurdo può diventare una chiave per osservare la condizione umana.
Romance contemporaneo: Silvio Piergallini e “Mirella, Anna e la Spider”
Per la categoria Romance contemporaneo, il riconoscimento è stato assegnato a Silvio Piergallini, autore di Mirella, Anna e la Spider.
Il titolo mette in relazione due figure femminili e un’automobile, suggerendo una storia nella quale personaggi, relazioni e un oggetto fortemente evocativo possono contribuire a costruire l’intreccio.
Il romance contemporaneo è un genere che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico ampio e trasversale. La sua evoluzione ha progressivamente ampliato i confini della tradizionale storia sentimentale, lasciando spazio a protagonisti complessi, rapporti familiari, conflitti generazionali e scelte personali.
Il racconto breve rappresenta una sfida particolare per chi affronta questa forma narrativa. Il tempo a disposizione è limitato e i rapporti tra i personaggi devono essere delineati rapidamente, attraverso dialoghi, situazioni e dettagli capaci di restituire emozioni senza appesantire la storia.
La menzione d’onore è stata conferita a Emanuela Baldassarri, autrice di Perfetta troppo…, un titolo che richiama il tema delle aspettative, dell’immagine di sé e del rapporto tra perfezione e autenticità.
Storie di emigrazione: Aida Rita Del Missier e “Foto di famiglia en el campo”
La categoria Storie di emigrazione ha premiato Aida Rita Del Missier, autrice di Foto di famiglia en el campo.
Il titolo contiene già due elementi significativi: la fotografia, oggetto attraverso il quale si conservano i ricordi, e l’espressione spagnola en el campo, che richiama un contesto linguistico e culturale diverso da quello italiano.
La memoria familiare occupa un posto centrale nella letteratura dell’emigrazione. Fotografie, lettere, documenti e racconti tramandati tra generazioni diventano spesso gli strumenti attraverso i quali ricostruire una storia personale e collettiva.
L’emigrazione italiana ha prodotto un patrimonio di esperienze che attraversa continenti e generazioni. Partire ha significato cambiare
lingua, abitudini e prospettive, senza necessariamente interrompere il rapporto con il luogo d’origine.
La sezione dedicata alle migrazioni è stata una delle più partecipate del concorso, raccogliendo contributi legati anche alle comunità italiane all’estero. La menzione d’onore è stata attribuita ad Anna Tarantello, autrice di L’ultima festa. Il riconoscimento conferma l’attenzione riservata dal concorso alle narrazioni che affrontano il rapporto tra appartenenza, memoria e cambiamento.
Le cinque menzioni d’onore: valorizzare le voci della narrativa breve
La Giuria ha scelto di affiancare ai cinque premi altrettante menzioni d’onore, riconoscendo il valore di opere che hanno raggiunto la fase finale del concorso. I riconoscimenti sono stati assegnati a Gippo Bignozzi per La mia mamma, Luca Lombardi per Quando si fermarono anche le lacrime, Giuseppe Curcurò per Il giorno in cui il professor Valeri diventò un punto, Emanuela Baldassarri per Perfetta troppo… e Anna Tarantello per L’ultima festa. L’assegnazione delle menzioni risponde alla volontà di non limitare il concorso alla proclamazione dei vincitori, ma di riconoscere il lavoro degli autori e dare visibilità a una selezione più ampia di opere. I dieci racconti finalisti compongono così un percorso letterario attraverso generi, sensibilità e registri differenti.
La Giuria: otto professionisti della scrittura e della cultura
La selezione delle opere è stata affidata a una Giuria composta da otto professionisti del giornalismo, della letteratura e della comunicazione culturale. Presieduta da Alessandro Conte, direttore di Bookreporter Magazine, la Giuria ha visto la partecipazione di Anna Mazzone, Silvia Cavalsassi, Cesare Protettì, Fabrizio Borni, Luca Quarin, Marco Macorigh e Venceslav Soroczynski. Il lavoro di valutazione ha attraversato generi differenti, richiedendo attenzione alla qualità della scrittura, alla costruzione delle storie e all’originalità delle proposte narrative. La varietà delle competenze presenti nella Giuria ha consentito di affrontare la selezione da prospettive culturali diverse, valorizzando sia gli aspetti propriamente letterari sia la capacità dei racconti di entrare in relazione con il presente.
Il lavoro di valutazione ha attraversato generi differenti, richiedendo attenzione alla qualità della scrittura, alla costruzione delle storie e all’originalità delle proposte narrative. La varietà delle competenze presenti nella Giuria ha consentito di affrontare la selezione da prospettive culturali diverse, valorizzando sia gli aspetti propriamente letterari sia la capacità dei racconti di entrare in relazione con il presente.
Dal concorso alla pubblicazione: i racconti sulle pagine di Bookreporter Magazine
Uno degli elementi che caratterizzano “Orizzonti di parole” è la scelta di accompagnare il concorso con un progetto editoriale dedicato alle opere finaliste. I racconti sono pubblicati sul mensile Bookreporter Magazine, all’interno di uno spazio dedicato alla narrativa breve e alla valorizzazione degli autori. La pubblicazione consente alle opere di raggiungere un pubblico più ampio, superando i confini della competizione letteraria e inserendosi in un percorso di lettura e approfondimento. Per Bookreporter, il progetto rappresenta un’estensione della propria attività editoriale. Accanto alle recensioni, alle interviste agli scrittori e agli approfondimenti sul mondo dell’editoria, il magazine offre spazio alla narrativa originale, contribuendo alla diffusione di nuove voci. Il concorso assume così una dimensione che va oltre la premiazione: i testi entrano nel catalogo dei contenuti della rivista e diventano parte di un patrimonio editoriale accessibile ai lettori.
Presto una raccolta digitale nell’app di Bookreporter
Il percorso editoriale proseguirà con una nuova iniziativa: una raccolta dei racconti finalisti di “Orizzonti di parole” sarà presto disponibile nell’app di Bookreporter. La pubblicazione digitale riunirà le opere selezionate in un’unica raccolta, offrendo ai lettori la possibilità di scoprire le diverse categorie e confrontare stili, temi e linguaggi narrativi. La scelta di utilizzare anche l’app risponde all’obiettivo di rendere la narrativa breve accessibile attraverso strumenti di lettura contemporanei. Il formato digitale si presta particolarmente al racconto, che può essere letto in tempi contenuti senza rinunciare alla complessità della costruzione letteraria. Per gli autori rappresenta un’ulteriore opportunità di diffusione delle proprie opere; per i lettori, l’occasione di conoscere scrittori e storie che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti editoriali tradizionali. I dettagli sulla disponibilità della raccolta saranno comunicati attraverso i canali ufficiali di Bookreporter Magazine.
Una rete di associazioni e partner per promuovere la cultura
La prima edizione del concorso è stata realizzata grazie alla collaborazione tra Associazione Roma 3000, Bookreporter Magazine, Associazione Scrittori FVG, ERAPLE Friuli Venezia Giulia, Associazione Giornalisti 2.0 ed European Digital Communication Association, con Prima Notizia 24 in qualità di media partner. Una rete che ha messo in relazione il mondo dell’editoria, il giornalismo, l’associazionismo culturale e la comunicazione digitale. La collaborazione ha contribuito a costruire un progetto capace di svilupparsi attraverso appuntamenti pubblici, pubblicazioni editoriali e iniziative di promozione della lettura. La scelta di Udine per la cerimonia conclusiva ha rappresentato un’occasione di incontro con il territorio del Friuli Venezia Giulia, valorizzando il contributo delle associazioni locali alla diffusione della cultura letteraria.
Orizzonti di parole guarda al 2027
La cerimonia di Udine ha segnato la conclusione della prima edizione, ma anche l’avvio di una nuova fase. “Orizzonti di parole” tornerà nel 2027, proseguendo il proprio impegno nella promozione della narrativa breve e nella valorizzazione degli autori. Le modalità di partecipazione, il calendario e le categorie della prossima edizione saranno annunciati attraverso Bookreporter Magazine e i canali ufficiali degli organizzatori. Nel frattempo, il percorso dei racconti premiati continuerà sulle pagine del mensile e attraverso la futura raccolta digitale. Perché il risultato più significativo di un concorso letterario non si esaurisce con la consegna di un premio. Comincia quando una storia raggiunge un lettore, suscita una domanda, riporta alla memoria un’esperienza o apre una prospettiva inattesa.
È in quel momento che le parole trovano davvero il proprio orizzonte.







