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Romania, nuova violazione dello spazio aereo: F-16 in volo sul Danubio

Una nuova incursione aerea ha interessato nella notte lo spazio della Romania, mentre la NATO condanna le recenti violazioni attribuite alla Russia lungo il fianco orientale dell’Alleanza. Due caccia F-16 romeni sono decollati per sorvegliare l’area del delta del Danubio, al confine con l’Ucraina.

L’allarme è scattato nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Alle 1.27 i radar del ministero della Difesa romeno hanno rilevato cinque bersagli aerei sopra la zona ucraina di Izmail, città portuale ripetutamente colpita dagli attacchi russi contro le infrastrutture sul Danubio. Tre minuti più tardi, il Centro nazionale militare di comando ha attivato le procedure previste.

La popolazione del settore settentrionale della contea di Tulcea ha ricevuto un messaggio attraverso il sistema di allerta nazionale Ro-Alert. Dalla base aerea 86 di Borcea sono quindi decollati due F-16 dell’Aeronautica romena, incaricati di controllare lo spazio aereo e seguire l’evoluzione della minaccia.

Secondo la ricostruzione fornita da Bucarest, una delle tracce radar ha attraversato il confine circa due chilometri a sud di Pardina. Il bersaglio è rimasto nello spazio aereo romeno per una decina di minuti, seguendo il braccio di Chilia del Danubio, per poi dirigersi nuovamente verso l’Ucraina. L’uscita dal territorio nazionale è stata rilevata circa 13 chilometri a sud-ovest di Chilia Veche.

Poco dopo sono state segnalate esplosioni sul lato ucraino del confine. L’allerta è terminata alle 2.42. Il ministero della Difesa romeno non ha precisato la natura del bersaglio né ne ha attribuito ufficialmente la responsabilità. Ha però assicurato che la situazione resta sottoposta a un «monitoraggio permanente» e che le strutture alleate vengono aggiornate in tempo reale.

L’incidente si inserisce in una sequenza di incursioni che sta accrescendo la pressione sui sistemi di sorveglianza e difesa aerea dei Paesi NATO confinanti con l’Ucraina. Missili, droni o frammenti di ordigni sono già entrati in diverse occasioni nello spazio aereo di Romania e Polonia durante le operazioni russe contro obiettivi ucraini.

Il Consiglio del Nord Atlantico ha condannato le recenti violazioni dello spazio aereo alleato attribuite a Mosca. La portavoce della NATO, Allison Hart, ha riferito che gli Stati membri hanno denunciato le «azioni sconsiderate» della Russia, espresso solidarietà ai Paesi coinvolti e confermato il sostegno all’Ucraina.

Tra gli episodi esaminati figura quello avvenuto il 30 luglio in Polonia, durante una vasta offensiva aerea russa contro diverse città ucraine, comprese alcune località vicine al territorio NATO. Un missile da crociera russo Kh-101 armato sarebbe entrato nello spazio aereo polacco prima di precipitare in un campo nei pressi di Tarnawa-Kolonia, nella provincia orientale di Lublino.

L’impatto ha prodotto un cratere largo circa dieci metri e profondo cinque. Le abitazioni più vicine si trovavano a circa due chilometri e non sono state segnalate vittime.

La NATO ha ribadito l’intenzione di rafforzare la sicurezza del fianco orientale, incrementare le capacità di deterrenza e consolidare le difese aeree degli Stati membri. Le ripetute incursioni, anche quando durano pochi minuti o avvengono durante attacchi diretti contro l’Ucraina, aumentano infatti il rischio di incidenti e impongono agli Alleati tempi di reazione sempre più ridotti.

L’episodio sul Danubio conferma la vulnerabilità di un’area nella quale il confine tra territorio ucraino e spazio NATO corre per lunghi tratti lungo il fiume. Una linea sottile, esposta alle conseguenze dirette della guerra e diventata uno dei punti più sensibili della sicurezza europea.

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