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Centcom smentisce le notizie sulla USS Abraham Lincoln: «Nessun aumento delle intenzioni suicide»

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha smentito le notizie circolate nelle ultime ore su presunti decessi e un aumento dei casi di ideazione suicidaria tra il personale imbarcato sulla portaerei USS Abraham Lincoln, impegnata in Medio Oriente. «Nessun membro del personale a bordo della portaerei è deceduto», ha scritto il Centcom in un messaggio pubblicato su X. Il Comando ha precisato che l’unico incidente avvenuto il 3 agosto ha riguardato un marinaio caduto in mare, recuperato rapidamente e in sicurezza.

La dichiarazione arriva dopo che diverse testate avevano diffuso informazioni sulla presunta morte di sette marinai durante una rissa a bordo e su un peggioramento delle condizioni psicologiche dell’equipaggio. Il Centcom ha definito entrambe le ricostruzioni «false».

«La dilagante disinformazione sulla storica missione della Abraham Lincoln è un disservizio per i nostri uomini e le nostre donne in uniforme e per i loro cari», si legge nella nota. Il Comando americano non ha indicato l’origine delle informazioni contestate, limitandosi a denunciarne la diffusione da parte di diversi organi di stampa nelle ultime 48 ore.

A sostegno della propria posizione, il Centcom ha citato il tasso di rinnovo dell’arruolamento registrato sulla portaerei. Con l’84,4%, la USS Abraham Lincoln presenta uno dei livelli più elevati tra tutte le unità della stessa categoria in servizio nella Marina statunitense. Il dato viene utilizzato dal Comando per descrivere la tenuta dell’equipaggio dopo una missione particolarmente lunga e intensa.

I marinai e i Marines assegnati al gruppo d’attacco della portaerei hanno trascorso oltre 260 giorni in mare. Durante il dispiegamento sono stati effettuati circa 10 mila voli e impiegate 1,5 milioni di libbre di munizioni, equivalenti a circa 680 tonnellate.

Numeri che restituiscono la portata delle operazioni condotte dalla formazione navale statunitense e la pressione sostenuta dal personale. Secondo il Centcom, tuttavia, gli uomini e le donne del gruppo d’attacco rimangono «resilienti e determinati».

La smentita evidenzia anche il peso assunto dalla disinformazione nelle operazioni militari contemporanee. Le notizie sulla tenuta psicologica degli equipaggi e sulla sicurezza a bordo possono colpire il morale del personale, generare preoccupazione tra le famiglie e compromettere la percezione pubblica di una missione. Per questo Washington ha scelto di intervenire direttamente, fornendo dati operativi e respingendo le ricostruzioni circolate online.

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