Il programma TERRA rappresenta una delle iniziative più ambiziose di Cassa Depositi e Prestiti per favorire lo sviluppo sostenibile e la sicurezza alimentare nei Paesi a basso e medio reddito. Grazie alla garanzia dell’Unione Europea, fino a 109,5 milioni di euro nell’ambito del Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile Plus (EFSD+) e della strategia Global Gateway, CDP può ampliare l’accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese agroalimentari in Africa e Turchia.
Questo meccanismo di de-risking consente di attivare nuove linee di credito e strumenti di garanzia a favore delle istituzioni finanziarie locali, riducendo il rischio percepito in un settore tradizionalmente considerato ad alta volatilità.
Ne parliamo con Paolo Lombardo, Direttore Cooperazione Internazionale allo Sviluppo di CDP, per capire come questa iniziativa possa generare filiere più resilienti, inclusione economica e impatti concreti sul tessuto imprenditoriale agroalimentare.
In che modo la garanzia dell’Unione Europea, fino a 109,5 milioni di euro, permette a CDP di ampliare concretamente l’accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese agroalimentari nei Paesi coinvolti dal programma TERRA
La garanzia dell’Unione Europea, fino a 109,5 milioni di euro, è uno strumento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Sostenibile Plus (EFSD+) nell’ambito della strategia Global Gateway. Grazie a questo meccanismo di de-risking, CDP può attivare nuove linee di credito e strumenti di garanzia a favore delle istituzioni finanziarie locali in Africa e Turchia. Queste risorse si tradurranno in prestiti alle micro, piccole e medie imprese agroalimentari, sia per capitale circolante sia per investimenti.
Il settore agroalimentare è considerato ad alto rischio per volatilità dei prezzi, shock climatici e cicli produttivi lunghi. La garanzia UE riduce il rischio sostenuto dalle banche locali, rendendo più appetibile il finanziamento e favorendo filiere resilienti, sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile.
Quali criteri utilizzerete per selezionare le istituzioni finanziarie locali e le imprese che beneficeranno delle nuove linee di credito e degli strumenti di garanzia previsti dal programma?
Le controparti saranno scelte in base a: solidità finanziaria e governance ; allineamento strategico con il Piano Mattei e il Piano CDP 2025–2027; presenza sul territorio e capacità di servire micro, piccole e medie imprese agroalimentari lungo la filiera; Esperienza con Development Finance Institutions, che indica affidabilità e conoscenza delle best practice.
Il settore agroalimentare nei Paesi a basso e medio reddito è spesso considerato ad alto rischio: quali strumenti di mitigazione saranno prioritari per CDP al fine di rendere più bancabili le MSME attive nelle catene del valore agricole?
CDP adotta un approccio integrato che combina la componente finanziaria con quella di Assistenza Tecnica, massimizzandone la complementarità:
Finanziario: linee di credito dedicate e strumenti di garanzia sui portafogli, riducendo dove possibile i collaterali richiesti.
Assistenza tecnica (FAO Investment Centre): supporto alle banche su strategie di investimento, gestione del rischio, analisi delle catene del valore e formazione sull’uso dei dati per valutare la solvibilità.
Questo approccio crea un ecosistema più solido e inclusivo, migliorando la bancabilità delle imprese e la resilienza delle filiere.
Come si integrano il ruolo catalitico di CDP e l’assistenza tecnica della FAO nel garantire che i finanziamenti concessi siano sostenibili, inclusivi e orientati a promuovere resilienza e sicurezza alimentare?
Il programma TERRA combina capitale e know-how: CDP mobilita risorse e riduce il rischio sostenuto dalle istituzioni locali; FAO rafforza le capacità delle banche con analisi delle filiere, metodologie per favorire la resilienza climatica e soluzioni che supportino l’inclusione economica delle categorie più svantaggiate. Il monitoraggio congiunto assicura trasparenza e valutazione approfondita dell’impatto socio-economico.
In quale orizzonte temporale vi aspettate che TERRA generi un impatto misurabile sul tessuto imprenditoriale agroalimentare di Africa e Turchia, e quali indicatori utilizzerete per valutarne l’efficacia?
Ci aspettiamo impatti misurabili entro 3–5 anni necessari a consentire la piena attivazione delle linee di credito, dell’attività di capacity building e l’utilizzo efficace dei finanziamenti da parte delle banche locali. I principali indicatori che utilizzeremo per valutare l’efficacia degli interventi si focalizzano su: Numero di imprese finanziate (con focus sulle imprese femminili) e volume di credito erogato; incremento dell’accesso al credito rispetto alla baseline; creazione di posti di lavoro (con focus sulle categorie più fragili, giovani e donne) e aumento del reddito medio delle imprese beneficiarie. Non guardiamo solo alla quantità di credito, ma all’impatto reale sulle economie locali.
