Tomaso Veneroso è un manager che incarna il vero spirito del “fare”: italiano, friulano, cinquantenne, oggi CEO di AMCAST, leader nel settore minerario con sedi tra Stati Uniti e Canada. La sua carriera è un viaggio che parte da Udine e approda a New York, passando per cantieri, università e sale riunioni in mezzo mondo. Non teme di sporcarsi le mani, convinto che teoria e pratica debbano camminare insieme. In questa conversazione a ruota libera Veneroso ci racconta la sua visione su scuola, lavoro, emigrazione, il sogno americano, la gestione dei ruoli di manager, marito e padre, e le sfide globali tra dazi e sostenibilità. Una storia di disciplina, perseveranza e passione, con un messaggio chiaro: non smettere mai di studiare e non mollare mai.
Da anni ci conosciamo e decidiamo di andare a ruota libera: scuola, studio, lavoro, esperienza personale, situazione USA dopo l’arrivo di Trump, dazi, sogno americano, gestione dei ruoli di manager–marito–padre.
Modello scolastico italiano vs americano?
Tomaso, padre di 4 figli, conosce bene entrambi. In America non esistono interrogazioni orali: solo test scritti. Questo limita l’abilità di presentare, spiegare, argomentare. Manca anche la componente storico–umanistica: si privilegia la tecnica e il pragmatismo. Dall’Italia invece riconosce la solidità del metodo: docenti eccellenti, materie difficili ma affascinanti (Analisi 2 e 3, Geometria, Fisica). Persino un corso di topologia, allora astratto, gli ha dato spunti per innovazioni nelle geometrie dei materiali antiusura. Qui nasce il suo consiglio: non separare mai studio e lavoro, affiancare teoria e pratica e non temere errori.
Quando si smette di studiare?
Risposta secca: mai. Prima inizi a lavorare e mai finisci di studiare. Nel settore tecnologico non esiste una fine: aggiornarsi è un obbligo per restare connessi alla realtà.
Emigrazione: fuga di cervelli o scelta?
La sua non è fuga, ma volontà di esplorare, diventare un fuoriclasse, costruirsi un futuro. Non l’emigrante “con la valigia di cartone” del dopoguerra, a cui va massima riconoscenza.
Gli incentivi fiscali al rientro? Insufficienti. La vera soluzione sarebbe creare in Italia un ambiente talmente attraente da far tornare i talenti senza trucchi. Riconosce però che gli studenti italiani nel mondo brillano: segno del valore della nostra scuola.
Trump, dazi e America oggi?
Tomaso è diretto: Trump sta facendo ciò che aveva promesso. Metodo più da casinò che politico, ma questa è l’America. I presidenti passano, ma resta il Paese della meritocrazia: se sei bravo, in 24 ore apri una società, vendi e fatturi. That is it.
Da Udine a New York: oggi sei CEO AMCAST. Come concili tutto?
AMCAST è leader nel settore minerario e impegnata nella riduzione della CO₂ nella frantumazione e raffinazione. Uffici a New York, Montreal, Toronto, Philadelphia. Tomaso coordina 30 manager, viaggia 200 giorni l’anno, 4–5 voli a settimana.
Come si conciliano manager–marito–padre?
«Si fa. Non facile, ma si fa.» Disciplina: sveglia 4:45, allenamento, colazione, lavoro. Fondamentale la moglie, Stephanie, canadese, partner anche nel progetto AMCAST (parte del gruppo FAR). I quattro figli: Sabrina laureata in biologia, verso la scuola di medicina; Alex e Beatrice, scuola elementare e liceo; Max, Allievo Ufficiale – Guardiamarina (Midshipman) – del programma NROTC (Naval Reserve Officers’ Training Corps) della Marina Militare Americana (U.S. Navy) presso la New York Maritime Academy, equivalente al percorso degli Ufficiali della Marina Militare Italiana, iscritto a Ingegneria Meccanica. Sacrifici e rinunce? Parte del “family pack”. Nel weekend si sta insieme, finché poi ciascuno prenderà la propria strada.
La ricetta per studenti e futuri CEO?
- Studio e formazione continua
- Esperienza reale, senza paura di sporcarsi le mani
- Sognare in grande ma con obiettivi concreti
- Disciplina e perseveranza
- non mollare mai
- e un augurio in friulano: Mandi– che Dio ti protegga
Marco Macorigh – New York
