Anima senza tempo, Alberto Fortis è un artista poliedrico e profondo, capace di fondere musica, poesia e scrittura in un unico flusso creativo. Cantautore e musicista autodidatta, si è sempre distinto per la sua ecletticità e il suo spirito libero, affermandosi come uno degli esponenti più significativi del cantautorato italiano.
Ieri sera, cinque anni dopo la sua ultima esibizione a Roma, è salito sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Ad aprire la serata, una splendida introduzione con le parole di Fortunato D’Amico, collaboratore di Michelangelo Pistoletto, interpretate dalla gallerista Beatrice Burati Anderson e dal giornalista Alessandro Ferrucci.
A seguire, è stato proiettato il video integrale del suo brano più recente, “Shopping con Alanis“, prima di cambiare atmosfera e immergerci nella magica intimità dell’esibizione.
Il concerto ci ha riportato indietro nel tempo, a un periodo in cui il pop commerciale era affiancato da testi ricchi di poesia e impegno sociale. Alberto Fortis, in versione piano e voce, ha toccato profondamente il cuore di un pubblico affezionato e caloroso, che ha risposto con entusiasmo e rispetto alla carrellata dei brani più significativi della sua lunga carriera.
Un susseguirsi di emozioni è stato suscitato dalla sequenza ininterrotta di pezzi come “Milano e Vincenzo“, “La nena del Salvador“, “Nuda e senza seno“, “Il duomo di notte” e “Fragole infinite“.
Immersi tra i brani più iconici della sua scaletta, sia passati che presenti, non sono mancati omaggi, come la splendida “Merry Christmas Mr Lawrence” di Ryūichi Sakamoto, “In my life” dei Beatles, e le sue interpretazioni di “One” degli U2 e di “Angelitos Negros”.
Vestito in bianco e con le caratteristiche scarpe alate, Alberto emanava un’aura mistica, da solo sul palco, illuminando la sala con la sua carismatica presenza. Le parole e i messaggi importanti che ha condiviso al microfono hanno reso l’esperienza ancora più intensa.
Una carriera atipica, iniziata nel 1979 e proseguita fino ad oggi come una lunga e affascinante esplorazione artistica, costellata da collaborazioni con figure illustri come George Martin, il maestro produttore dei Beatles, Claudio Baglioni, Franco Califano, Roberto Vecchioni, Biagio Antonacci, Carlos Alomar e la Premiata Forneria Marconi. E non è finita qui: ha avuto anche l’opportunità di aprire i concerti di leggende della musica mondiale come James Brown e Bob Dylan, consolidando la sua posizione nell’olimpo dei grandi musicisti.
Nonostante il successo che lo ha accolto all’inizio degli anni ’80, periodo di trionfo commerciale e critico, la sua natura sperimentale e il desiderio di esplorare nuove sonorità lo hanno portato su una strada di continua ricerca musicale. A volte un artista di nicchia, lontano dalle mode passeggere, ma sempre apprezzato dalla critica, Fortis ha visto il suo omonimo album di debutto entrare nella classifica dei 100 migliori dischi italiani della storia, stilata dalla rivista Rolling Stone.
Fortis non è solo un artista, ma un intellettuale della scena culturale contemporanea, come dimostrano la sua passione per la scrittura e il suo impegno come regista di video musicali. Questi sono stati proiettati durante il concerto, sia in sottofondo che integralmente, quasi come piccoli film, a cui Alberto stesso ha assistito seduto ai piedi del pubblico.
La sua abilità nel coniugare la bellezza musicale con l’introspezione poetica e la sua continua ricerca di nuove forme espressive lo rendono una figura unica e originale nel panorama musicale e culturale italiano. In questo concerto per voce, piano, armonica e percussioni, ha dimostrato come la sua arte, pur nella maturità, conservi una freschezza ineguagliabile. Personale, potente e immediatamente riconoscibile, la sua è una delle voci più autentiche e significative, dotata di una notevole estensione che controlla con una padronanza straordinaria. Grande musicista, come evidenziato dalle note tinte di malinconia, rabbia, blues e gospel, che sono emerse dal tocco delle sue mani magre sui tasti del pianoforte, arricchite da armonica e tamburelli. Un autore capace di trascendere le mode, rimanendo fedele alla propria visione artistica, e che ci ha ricordato quanto la musica possa essere un mezzo potente e immediato per veicolare poesia e messaggi importanti, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo.
In conclusione, il video omaggio alla città di Venezia e una manciata di canzoni, belle e dolorose come solo Fortis sa creare, tra cui la splendida e immortale “La sedia di Lillà“.
Al microfono, prima di uscire di scena, Alberto ci ha ricordato che la nostra essenza infantile può essere una risorsa e un’arma contro il cinismo che ci circonda. E che la nostra vita e l’arte non sono merce da immettere sul mercato, ma fiori pronti per essere colti da chi sa riconoscerli.
E noi speriamo di poter cogliere di nuovo, presto, il fiore dell’essenza di questo splendido artista.
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