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European Affairs Magazine

Frank Gambale and All Star Band

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Roma, 12 Aprile 2022

L’attesa è stata tanta ma alla fine ci siamo, uno dei più importanti chitarristi jazz/rock-fusion è a Roma con il suo Sweeping Across Europe Tour 2022 accompagnato da altrettanti importantissimi musicisti, Jerry Leonide alle tastiere, Hadrien Feraud al basso e Gergo Borlai alla batteria ovvero la sua All Star Band.

Da sottolineare è che il Cross Roads si conferma un punto di riferimento oltre che per artisti di casa nostra, anche per artisti di fama internazionale e così come da tradizione anche questa sera. Un plauso quindi va sicuramente a Valerio e allo staff dirigenziale che mantiene alto il nome del Live Club di Roma.

Inizia il concerto che si apre con un classico, No Neck Louie, il giusto brano per scaldare “i diti” come dice lui intrattenendo il pubblico tra un brano e l’altro, in un comprensibilissimo ed amabilissimo Italiano.

Qualsiasi brano del repertorio del grande artista australiano non è ovviamente banale ma viene magistralmente assecondato dalla band e tutti sembrano fondersi nelle armonie esaltando le singole straordinarie qualità. Come consuetudine nel jazz, piccoli assoli elettrizzano il pubblico presente in sala, dalle rullate di cassa e la capacità di inserire dei blast beat forsennati nelle singole battute da parte di Borlai, agli unisono con Gambale da parte di Feraud, ai tocchi magici delle tastiere da parte di Leonide che non fanno rimpiangere nemmeno il mitico Brian Hauger. 

Certo le influenze di Gambale che lo hanno da sempre ispirato sono evidenti, dal sound a volte molto vicino a Steely Dan, ai fraseggi jazz che ricordano i trascorsi nella band del suo mentore Cick Corea, che saluta con affetto durante la serata e a cui dedica un brano concludendo la presentazione con ….everywhere you are!

I ‘diti’ volano sui manici delle delle innumerevoli chitarre a disposizione di Gambale, a conferma, sempre che ce ne fosse stato bisogno, dell’immensa bravura del maestro australiano, così come volata è la serata che si chiude con un richiestissimo bis e che lascia nei presenti un’elettrizzante voglia di buona musica.

Ghemon – Scritto nelle stelle

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Roma Auditorium PdM – 12.09.2020

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Un cantautore a tutto tondo, rapper ma non solo, melodico, tra pop e soul, questo è Ghemon, al secolo  Gianluca Picariello, che si presenta all’auditorium dopo il lungo periodo di assenza dettato dal lockdown.
Scritto nelle stelle, il suo ultimo album, è ovviamente la colonna sonora della serata, accompagnata da i suoi maggiori successi tra cui Rose viola, il brano disco d’oro, che lo ha visto protagonista a Sanremo nel 2019. Una commovente dedica a Willy Monteiro, il ragazzo tragicamente scomparso nei giorni scorsi a cui, l’artista campano, dedica il brano Un’anima.
Insomma, un’ora e mezza di ottima musica, la cui scaletta che riportiamo di seguito è accompagnata da una performantissima band composta da Giuseppe Seccia alle tastiere, Vincenzo Guerra alla batteria,  le coriste Valentina Gnesutta e Arya DelgadoFabio Brignone al basso e Filippo Cattaneo Ponzoni alla chitarra.
Una bella serata di musica alla Cavea dell’Auditorium, ma d’altra parte era “Scritto nelle stelle”.

Ghemon scaletta:
1.  Questioni di principio
2.  K.O.
3.  Adesso sono quì
4.  Buona stella
5.  Quando imparerò”
6.  Cose che non ho saputo dire
7.  Cosa resta di noi
8.  Inguaribile e romantico”
9.  Rose viola
10. Due settimane
11. Pomeriggi svogliati
12. Criminale emozionale
13. In un certo qual modo
14. Un’anima
15. Champagne
16. Un vero miracolo
17. Fuori luogo ovunque
18. Nessuno vale quanto te
Encore

19. In un certo qual modo
20. Quassù
21. Magia nera
22. Un temporale

(Pregalleria Ghemon)



Francesca Michielin – Spazi Sonori

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Civitavecchia Summer Festival – 14.08.2020

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Inizia accompagnandosi con l’Harmonium Indiano, la serata di Francesca Michielin al Civitavecchia Summer Festival (La Vecchia Estate), una serata lunga un’ora e mezza circa, per presentare il suo Spazi Sonori Tour e ripercorrere i maggiori successi della sua carriera arricchiti da nuovi arrangiamenti. Ad accompagnare la cantautrice di Bassano del Grappa, il polistrumentista Francesco Arcuri ed Ernesto Lopez alle percussioni.

Buona la risposta di pubblico, considerando anche il fatto che il concerto era gratuito. Uniche norme da seguire, la prenotazione obbligatoria per garantire gli idonei distanziamenti di legge e l’uso obbligatorio della mascherina anche se l’arena era ovviamente all’aperto.

Apre la serata Mox, nome d’arte di Marco Santoro, emergente cantautore romano, album d’esordio “Figurati l’amore” del 2018 e che nell’occasione presenta il suo progetto “L’aria il cielo il coperto il sereno” tramite le tappe del “In solo tour”, 5 live acustici dedicati al nuovo EP e la cui ultima tappa è stata proprio Civitavecchia.

Francesca Michielin scaletta:
1.   Riserva naturale
2.   Be my Husband
3.   Comunicare
4.   Fotografia
5.   Bolivia
6.   Yo no tengo nada
7.   Leoni
8.   Le vie ensemble
9.   25 febbraio
10. L’amore esiste
11. Distratto
12. Monolocale
13. Albero/Galassie/Star trek
14. Battito di ciglia
15. Tropicale
16. Cheyenne
17. Io non abito al mare
18. Nessun grado di separazione
19. Vulcano
Encore:
20. Canto libero/The man/Magnifico

(Pregalleria Francesca Michielin)



Al McKay’s Earth, Wind e Fire Experience – Rock in Roma

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Roma – Ippodromo delle Capannelle – 03.07.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Fra pochissimi giorni sarà passato un anno esatto dal concerto degli Earth, Wind e Fire o meglio la versione Experience guidata da Al McKay unico rappresentante e chitarrista della famosissima e numerosissima band di cui fu componente dal ’73 all’80.

Non abbiamo avuto modo di pubblicare l’articolo nei giorni appena successivi allo spettacolo, tenutosi per il Roma in Rock e lo facciamo ora, visto tra l’altro, che purtroppo il COVID-19 ha costretto l’organizzazione della manifestazione ad annullare l’edizione del 2020 dando appuntamento ai tantissimi estimatori, direttamente all’estate del 2021. A tale proposito apriamo un’altro filone legato proprio alla manifestazione del 2019 con una serie di concerti mai pubblicati, vi consigliamo quindi di rimanere sintonizzati su queste frequenze. 

Earth, Wind e Fire, una band che ha fatto la storia della disco tra gli anni ’70 e gli anni ’80. Più di 40 anni di carriera che arriva fino al 2016, anno della scomparsa del suo fondatore Maurice White. Il ventennio ’70-’80 quello di maggior successo, ma non solo, nella loro lunga attività hanno venduto circa 90 milioni di dischi, ricevuto 20 nomination ai Grammy Awards di cui 6 vinti, ottenuto 12 nomination agli American Music Awards vincendoli 4 volte. Nel 1995 hanno ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame di Los Angeles e nel 2000 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

Successi famosissimi, conosciuti sicuramente da tutti anche dai più giovani e riproposti dalla Experience, come September, Boogie Wonderland, Let’s Grove, Fantasy o After the Love Has Gone, hanno rallegrato la serata dei “purtroppo” pochi intervenuti.

Bravissimi tutti, ovviamente dalle voci alla sezione percussiva, per non parlare di quella fiati, fondamentali per il sound funky-soul della band, peccato, probabilmente il nome altisonante per i più datati, era meno conosciuto tra i giovani di quanto si poteva e si doveva attendere.

Band – Al McKay’s Allstars:
Al McKay – leader and guitar
Tim Owens – vocals
DeVere Duckett – vocals
Claude Woods – vocals
Freddie Flewelen – bass guitar
Ben Dowling – keyboards
David Iwataki – keyboards
Anthony Beverly – drums
David Leach – percussion
Ed Wynne – saxophone
Luis Gonzales – trumpet
Omar Peralta – trumpet
Shaunte Palmer – trombone

(Pregalleria)



Il muro del canto/Colle der fomento – Brutti sporchi e cattivi

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Roma – Auditorium Parco della Musica – 16.02.2020

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Ne avevo sentito parlare ma non conoscevo “Il muro del canto” ne tanto meno il “Colle der fomento” e non immaginavo minimamente una sala Santa Cecilia, la più grande dell’Auditorium PdM di Roma, colma di fan dei due gruppi che hanno ballato e cantato i pezzi che via, via si sono succeduti in scaletta nello spettacolo “Brutti Sporchi e Cattivi”.
 Un evolversi dello spettacolo un po particolare, come affermano anche i protagonisti della serata, quasi a sconsacrare il prestigio della location, di consuetudine più formale ed asettica.

Concerto diviso in due tempi, non considerando i bis, nel primo protagonisti Il muro del canto, gruppo romano sulla breccia da circa 10 anni e con 4 album all’attivo che ha ravvivato la musica popolare romana proponendo un genere denominato “combat folk” un misto tra folk e rock, molto coinvolgente, caratterizzato dalla profonda voce di Daniele Coccia, dalle intro dei brani narrate da Alessandro Pieravanti che è anche il percussionista della band.
Completano il gruppo Ludovico Lamarra al basso, Eric Caldironi chitarra acustica, Franco Pietropaoli alla chitarra elettrica, e Alessandro Marinelli fisarmonica e tastiere, ospiti della serata Andrea Ruggiero violino e Roberto Angelini con la sua slide guitar.

Secondo tempo condotto invece dal Colle der fomento, gruppo rap, anch’esso romano ed ancora più longevo, essendo sulla cresta dell’onda da ben 25 anni, gruppo composto Danno, Masito e DJ Baro, tra i pionieri del hip hop italiano, insieme a loro anche  Dj Craim con il quale hanno realizzato l’ultimo album.
Diversi gli ospiti della band che si succedono sul palco, da Kaos one a Alien Dee per finire con la tromba di Roy Paci. Tutto da vivere il bis che ha visto le due band intrecciarsi ed unirsi nella rivisitazione di alcuni brani presi da entrambi i repertori, per chiudere con “Il cielo su Roma” della band rap.



(Pregalleria)



Banco del Mutuo Soccorso – Transiberiana…. Il viaggio continua

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Roma – Auditorium Parco della Musica – 31.01.2020

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

No, non credo di essere di parte solo perché è stato uno dei primi gruppi che ho seguito ed amato fin dagli anni 70, ma questa sera mi gira per la testa un pensiero che mi accompagna fin da subito la fine del concerto, mi ripeto, “questa sera ho ascoltato musica”, non a caso, le stesse parole dette da una fan a Tony D’Alessio (voce del gruppo), che amabilmente si intrattiene a fine spettacolo come da tradizione dei componenti di questo fantastico gruppo.

BMS, una band progressive da sempre, di genere e di fatto, ed il concerto di questa sera non fa eccezione. Non un concerto solo per promuovere il nuovo album Transiberiana, ma un modo per ripercorrere i 50 anni e più di carriera assieme ai tanti fan che in questa piazza sono più numerosi che nelle altre.

Lo ribadisce Vittorio Nocenzi che assieme al fratello Gianni, presente in sala, fonda il gruppo agli inizi degli anni 70, lo ribadisce a colpi di aneddoti sulla nascita di alcuni brani, lo ribadisce con il ricordo dei compianti compagni di viaggio, scesi dal treno in corsa ma sempre presenti, lo ribadisce chiacchierando con il pubblico proponendo dei fuori programma che confermano la sua estrazione classica ed il grande spessore musicale che lo contraddistingue, come quando esegue il “Preludio XII” in FA minore di J.S. Bach, scusandosi per utilizzare un pianoforte digitale anziché uno più consono a coda.

Dicevamo, commozione e standing ovation per la dedica ed il ricordo di Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese, componenti mai dimenticati e simboli perenni di questo gruppo. Sublime “capitan” Vittorio, come bravissimi i suoi attuali compagni di viaggio, non è per nulla semplice dover sostituire due icone come Francesco e Rodolfo, ma loro alla fine, ci riescono egregiamente confrontandosi con i pezzi storici che hanno reso famoso il gruppo in tutto il mondo.

E così scorrono velocemente, in un concerto dal gusto rievocativo, oltre a pezzi tratti da Transiberiana come Eterna e L’imprevisto, le note di Moby Dick, Canto di Primavera, R.I.P., Traccia ed altri indimenticabili successi per finire con l’intramontabile “Non mi rompete”, nell’encore di chiusura.

Un boato di meritatissimi applausi accompagna alla fine del concerto i saluti della band, perché si signori, questa sera, abbiamo ascoltato musica e chi è stato presente lo ha capito.

Banco del Mutuo Soccorso:
Vittorio Nocenzipianoforte, tastiere e voce
Filippo Marchegianichitarra elettrica
Nicola Di Giàchitarra ritmica
Marco Capozibasso
Fabio Morescobatteria
Tony D’Alessiovoce

(pregalleria)



Redwood la band cantautorale – Canzoni quasi d’amore

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Roma – Cross Roads – 17.01.2020

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea

Con questo articolo, apriamo un altro filone nella rubrica Cultura-Musica di EA, ovvero quello dedicato alle cover band.
Daremo spazio alle band appartenenti all’area romana ma non solo, abbiamo infatti già visto il grande successo della PFL (Pink Floyd Legend) anche a livello nazionale ed internazionale e che abbiamo tra l’altro già recensito lo scorso anno.

Esiste infatti, fortunatamente aggiungiamo, una bella realtà viva ed in continuo fermento, la quale sempre più spesso oltre a proporsi come “cover” di grandi gruppi, ha un suo personale ed inedito repertorio da presentare ed è il caso del gruppo di cui vi parleremo in questo articolo.
 

Ma partiamo prima dalla location, il “Cross Roads”, che è una delle realtà più attive tra i live club presenti sulla piazza di Roma, ottima cucina, ottima birra, ma soprattutto ottima musica, magistralmente scelta e voluta dalla direzione artistica condotta da Massimo e Valerio Aversano. Da questo locale sono passati, negli anni, tantissimi artisti di livello mondiale come ad esempio Steve Lukather, Napoli Centrale, BMS, Frank Gambale, Earth Wind & Fire, Mike Stern per citarne solo alcuni ma anche tante cover band di assoluto prestigio come ad esempio gli Astra, gli Abbacadabra, i dYesis e tanti altri, a fattor comune, la volontà della direzione di proporre al proprio pubblico, sempre e comunque musica di altissimo livello.

I protagonisti di turno che questa volta sono i “Redwood la band cantautorale” con il loro spettacolo “Canzoni quasi d’amore”, non è la prima volta che li ascolto dal vivo e devo dire che presa di coscienza e maturità si rafforzano di volta in volta, d’altra parte stiamo parlando di validissimi elementi, con anni di gavetta ed un background di tutto rispetto.
Nascono come cover band di “Fabrizio De André” con particolare attenzione per gli arrangiamenti, soprattutto quelli relativi al periodo di collaborazione con la PFM, per poi proporsi con brani di Guccini ed infine anche con i propri inediti, che poi inediti non sono, perchè da questi nasce il loro primo album “Valgelli live“.

Abbiamo avuto modo di chiedere al gruppo di spiegarci le origini, dal nome alla scelta del genere musicale, ed ecco cosa ci hanno risposto:
EA: Da dove proviene il nome del gruppo ed in quale genere musicale sentite di collocarvi?
RW: REDWOOD è il nostro progetto musicale, il profilo prettamente artistico di Luis (Luis Almasi fondatore del gruppo), ed anche il suo alter ego, questo perché “REDWOOD la band cantautorale” non è solo il nome di una band ma un concetto, REDWOOD vuol dire sequoia e ci piace da sempre il senso, il significato di unire l’idea di un albero al colore rosso: il colore del cuore, della passione e della libertà.
Le sequoie sono alberi estremamente longevi, con profonde radici (la nostra terra) e alti fusti protesi al cielo (i nostri sogni), nelle nostre composizioni emerge lo stesso profondo amore per la musica d’Autore, le nostre canzoni sono la sintesi di una continua ricerca volta a ripercorrere e rinnovare con estremo rispetto la grande tradizione cantautorale italiana che Ë una delle vene più˘ preziose nella miniera delle Arti di questo mondo.
EA: …. ed il titolo del vostro album?
RW: “Valgelli” è un concept album ambientato tra le montagne della Valtellina, non a caso le origini di Luis, con i vigneti ed in particolare i torrenti, appunto i “valgelli”, nei pressi di un paese su cui all’improvviso piombò una frana. Era il 22 Maggio 1983….

Insomma, un album tutto da ascoltare come è da ascoltare la loro interpretazione delle muse ispiratrici, Faber e Guccini, una gran bella realtà che consigliamo, a chi ne avrà occasione, di andare quanto prima a sentire dal vivo.

La band:
Luis Almasi – voce e chitarra
Gianni Campanella – batteria
Gabriele Centofanti – basso
Marco De Santis – pianoforte, tastiere
Andrea Moriconi – chitarre, mandolino
Carmine Soprano – violino

(Pregalleria)



Galen Weston 4ET

in CULTURA/MUSICA/PHOTOGALLERY by


Roma – Elegance Cafè – 01.11.2019

Live report, pregalleria e galleria fotografica di Claudio Enea
Live report, pregallery and photo gallery by Claudio Enea

Ricordi nel cassetto – Memories in the drawer

Articoli mai pubblicati ma che meritano di esserlo anche se in ritardo, fosse non altro per le gallerie fotografiche prodotte, iniziamo con Galen Weston, ospite del nostro paese nell’anno passato.

Articles that have never been published but deserve to be late, was nothing else for the photo galleries produced, let’s start with Galen Weston, guest of our country in the past year.


E’ arrivato in Italia, il talentuoso chitarrista canadese Galen Weston, in un tour che lo ha visto toccare diversi paesi europei tra cui il nostro con ben 6 date previste.

Alla prima di Roma, siamo stati ovviamente presenti e piacevolmente colpiti dalla bravura, oltre che dell’asso nord americano, anche di tutta la band composta da Lukas Kytnat al basso, Michel Medrano Brindis alla batteria, Matt Horner alle tastiere e Richard Underhill al sax alto.
Galen con la sua “Strato” gialla e la sua band, si stanno ritagliando spazi sempre più importanti nel panorama jazz-rock fusion mondiale. Inizialmente influenzato dai sui idoli tra cui Mike Stern, Eric Johnson, Steve Vai, Galen trova la sua strada in un genere che spazia tra il il jazz, il rock e la fusion, coadiuvato da ottimi strumentisti come quelli che lo accompagnano in questo tour. Ovviamente la fa da padrone l’ultimo album dal titolo “The space between”, che sta ricalcando il successo del primo “Plugged in”.
Una piacevole serata in un ambiente molto intimo come l’Elegnace cafè, il pubblico apprezza le sonorità di questo stupendo disco e la simbiosi palpabile tra i componenti della band, dove emergono i duetti tra Galen ed il sax di Richard Underhill, i dolci e tecnici passaggi del pianoforte di Matt Horner e la convincente accoppiata della sezione ritmica composta da Lukas Kytnar e Michel Medrano.

Ogni tanto fa bene uscire dagli stadi e trovarsi a “contatto” diretto con la musica.

A presto ragazzi e alla prossima in Italia.


The talented Canadian guitarist Galen Weston, arrived in Italy on a tour that saw him touch several European countries including ours where 6 dates are scheduled.

At the premiere of Rome, we were obviously present and pleasantly impressed by the skill, as well as the North American ace, also of the whole band composed by Lukas Kytnat on bass, Michel Medrano Brindis on drums, Matt Horner on keyboards and Richard Underhill on alto sax.
Galen with his yellow “Strato” and his band, are carving out more and more important spaces in the world jazz-rock fusion scene. Initially influenced by his idols, including Mike Stern, Eric Johnson, Steve Vai, Galen finds his way into a genre that ranges from jazz, rock and fusion, assisted by excellent instrumentalists like those who accompany him on this tour. Obviously is becoming very popular the last album “The space between”, which is following the success of the first “Plugged in”.
A pleasant evening in a very intimate environment like the Elegnace cafe, the public appreciates the sounds of this wonderful record and the palpable symbiosis between the band members, where the duets between Galen and Richard Underhill’s sax emerge, the sweets and technicians Matt Horner’s piano passages and the convincing pairing of the rhythm section composed by Lukas Kytnar and Michel Medrano.

Sometimes it is good to get out of the stadiums and find yourself in direct “contact” with the music.

See you soon guys and see you soon in Italy.

(Pregalleria – Pregallery)



C.A.B.A.R.È.

in COMUNICATI STAMPA/CULTURA by


Calderone Artistico Burlesco Anarchico Rigorosamente Eclettico

Venerdì 17 gennaio 2020 –  ore 21 – biglietto 5 euro

C.A.B.A.R.È. è uno spettacolo di arte varia, sempre in divenire e con una buona dose di imprevedibilità, condito da artisti di stagione, rigorosamente biologici e a kilometro zero.

Un varietà-laboratorio aperto a tutti gli artisti che abbiano voglia di sperimentare nuovi numeri, rispolverare vecchi cavalli di battaglia assopiti nel baule, o semplicemente passare una serata a giocare a contatto con il pubblico.

Circensi, acrobati e giocolieri si alternano, proponendo le proprie specialità, accompagnate da una piccola orchestra comica (la Red Nose Band) che fa da ambasciatrice e “padrona di casa”.

Un multiforme presentatore introduce gli ospiti tessendo una drammaturgia fatta di personaggi che ritornano, piccoli tormentoni, storie marginali allo spettacolo centrale, che vengono portate avanti e trovano un epilogo tra un numero e l’altro. Tutto condito da un’atmosfera di Grande Varietà. 

C.A.B.A.R.È. è uno spettacolo pensato, organizzato e messo in scena da un collettivo di artisti multidisciplinare (clown teatrale, teatro comico, giocoleria, circo contemporaneo, musica dal vivo…) che lavora assieme da circa dieci anni.

Il nucleo centrale è composto da La Compagnia della Settimana Dopo (clown teatrale, musica dal vivo), Daniele Spadaro (clown teatrale, fantasista) e Nicola Macchiarulo (clown teatrale, giocoleria).

Il collettivo ha cominciato, alcuni anni fa, una ricerca incentrata sulla riscoperta del teatro di varietà, la rivista ed il cabaret comico, rielaborandoli in chiave contemporanea pur mantenendone il carattere popolare e di forte ecletticità.

Da questa ricerca sono scaturite svariate rappresentazioni in spazi estremamente diversi tra loro per caratteristiche sceniche e tecniche (teatri, piazze, chiostri, cortili…) che hanno portato il collettivo ad avere una grande esperienza in merito alla messa in scena di varietà in qualunque contesto.Lo spettacolo è organizzato da ATCL Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio in collaborazione con LAZIOCrea

Spazio Rossellini
via della vasca navale 58 – Roma
info@spaziorossellini.it
www.spaziorossellini.it
Cell 3452978091
La biglietteria apre nei giorni di spettacolo alle ore 19.00 – domenica ore 15.00

IO, FABRIZIO E IL CIOCORÌ

in COMUNICATI STAMPA/CULTURA by


De André, un ritratto di prima mano

Di Flavio Brighenti
con Flavio Brighenti e Carmen Giardina

Musiche eseguite dal vivo da:
Raffaela Siniscalchi: voce
Gabriele Coen: sax soprano, clarinetto
Mario Rivera: basso acustico
Stefano Saletti: bouzouki, oud, chitarra

Regia:
Carmen Giardina

“Io, Fabrizio e il Ciocorì”, spettacolo ispirato a Fabrizio De André nel connubio fra teatro di narrazione e canzone d’autore, arriva a Roma sabato 18 gennaio allo Spazio Rossellini di via della Vasca Navale. Sul palco, insieme all’autore Flavio Brighenti, che cura la narrazione con la regista Carmen Giardina, interagisce una formazione musicale che comprende Raffaela Siniscalchi (voce), Gabriele Coen (fiati), Mario Rivera (basso) e Stefano Saletti (corde).

“Io, Fabrizio e il Ciocorì” rappresenta un viaggio inedito e per certi versi sorprendente nel mondo del Maestro genovese attraverso vent’anni di incontri, musica, aneddoti e confidenze.
Il racconto si snoda attraverso le tante interviste – e i coloriti retroscena che spesso le hanno accompagnate – che l’autore, Flavio Brighenti, ha realizzato dal gennaio del 1979, durante il tour di Faber con la Premiata Forneria Marconi, fino al febbraio del 1998, nel corso dell’ultimo tour del maestro genovese, successivo alla pubblicazione dell’album “Anime salve”.

Gli articoli, pubblicati in prevalenza dal quotidiano Il Lavoro, poi da la Repubblica e il settimanale Musica!, rappresentano però semplicemente la rampa di lancio della narrazione, che si srotola lungo il filo rosso del rapporto che si instaurò fra il giornalista e il cantautore.

“Io, Fabrizio e il Ciocorì” gioca su una cifra stilistica netta e dichiarata, virando sul versante ironico e “leggero” del rapporto, così come è maturato tra i due, ben al di là dei rispettivi ruoli professionali.
Riflessioni, battute, semplici confidenze alimentano costantemente il percorso narrativo, con la piccola e trasparente ambizione di raccontare un’epoca dove l’arte, non solo la musica, e così pure il giornalismo, privilegiavano l’esperienza e l’iniziativa individuale anziché attingere all’immenso catino virtuale e frastornante della tecnologia.

“Io, Fabrizio e il Ciocori” non rappresenta una celebrazione né tanto meno una beatificazione di De André – che di certo non ne ha bisogno – ma offre semplicemente una chiave differente e affettuosa per fare luce su di lui sotto il profilo umano prima che artistico.

La sfilata dei personaggi evocati è assortita: da Vasco Rossi a Papa Wojtyla, da Beppe Grillo a Guy Debord, da Ray Charles ad Arthur Rimbaud, da Mauro Pagani a Renato Curcio, da Ivano Fossati a Carlo Marx, fra i tanti, oltre naturalmente ai volti familiari: Dori Ghezzi, i figli Cristiano e Luvi, il fratello Mauro.

La regia dello spettacolo è affidata alla genovese Carmen Giardina, attrice, sceneggiatrice e regista di larga esperienza che sul palco, insieme a Flavio Brighenti, presta la voce a Faber: “De André era unico e inimitabile, al suo confronto chiunque si presterebbe a paragoni che vogliamo evitare”, spiega Brighenti, “allora ho voluto che a interpretarlo fosse una donna, anche e soprattutto per rendere omaggio all’universo femminile che Fabrizio ha cantato con inarrivabile sensibilità umana e poetica”.

La narrazione musicale, che corre tra alcune tra le più amate canzoni di De André, è affidata al quartetto composto da Stefano Saletti, Gabriele Coen, Mario Rivera (provengono tutti e tre dalla Banda Ikona, e sono protagonisti in proprio di molti altri progetti), con la voce straordinaria di Raffaela Siniscalchi. I quattro artisti hanno realizzato un album con le proprie personalissime rivisitazioni dei brani di Faber intitolato “Ho visto Nina volare” di imminente uscita.“Io, Fabrizio e il Ciocorì”, che nella sua prima versione è stato ospite per due sere dell’Auditorium di Strada Nuova di Genova nell’ottobre 2017 – sul palco con l’autore c’erano Laura Monferdini, Vittorio De Scalzi ed Edmondo Romano – va in scena con il patrocinio morale della Fondazione De André.

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Claudio Enea
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