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European Affairs Magazine

La staffetta in bicicletta in ricordo delle vittime del massacro delle Fosse Ardeatine

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“Domenica come le staffette partigiane. In bicicletta contro il fascismo, le guerre, il patriarcato.
Per la democrazia, la pace, la libertà. Per i diritti, la solidarietà, il lavoro, l’eguaglianza.”

Così recita il comunicato che ha annunciato lo svolgimento, la scorsa Domenica, di una staffetta ciclistica davvero speciale. Ad ottant’anni dal massacro delle Fosse Ardeatine, in cui, il 24 Marzo 1944, per mano dei nazisti, morirono ben 335 persone, tra civili, prigionieri, politici, ebrei e militari, il mondo della cultura vuole ricordare quelle vittime innocenti e riaffermare ancora una volta l’opposizione ferma ad ogni forma di violenza.

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Roma Città Libera – XXIX giornata della memoria della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di mafia

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21 Marzo 2024. A Roma è finalmente primavera, e un sole meraviglioso accoglie tutti coloro che hanno scelto di partecipare al raduno organizzato da Libera per celebrare la XXIX Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime innocenti di mafia.

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Una chiacchierata al pub con Mike Dawes

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È una fredda serata di fine Febbraio a Roma, e nella penombra di un pub di periferia, il “Let it Beer”, abbiamo avuto la fortuna di scambiare due chiacchiere con Mike Dawes. Il prodigioso chitarrista inglese si trova di passaggio nella capitale per la data romana del suo tour europeo solista. Noi lo abbiamo incontrato pre-concerto, ed il giovane musicista ha gentilmente accettato di raccontarci del suo nuovo tour, della sua musica, dei suoi sogni e delle sue chitarre.

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Festa grande all’Orion con i Marlene Kuntz per il trentennale di Catartica

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Incredibile pensare che siano già trascorse tre decadi da quando i Marlene Kuntz, con l’uscita dell’album “Catartica”, hanno segnato una pietra miliare del panorama musicale italiano.
La band di Cuneo torna ora con un tour celebrativo del trentennale di questo disco straordinario, e fa tappa a Roma, all’Orion Club, per regalare al suo pubblico una serata densa di emozioni.

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Mike Dawes Live al “Let it Beer” per l’unica tappa romana del suo tour solista

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Dopo aver aperto il concerto del chitarrista australiano Tommy Emmanuel già lo scorso all’Auditorium Parco della Musica di Roma, finalmente il prodigio inglese del fingerpicking, Mike Dawes, torna nella capitale per l’ultima tappa italiana del suo tour da solista.

La location scelta per questo suo one man show, stavolta, è quella più intima e ristretta del pub “Let it Beer”, in zona Tiburtina, che già sul suo palco ha visto esibirsi artisti del calibro di Neil Zaza e David Ellefson.

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Tropea: belli come ribellione

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Forti della recente uscita del loro primo album in sei anni di carriera, i Tropea si sono esibiti al Wishlist di Roma i 23 febbraio, per il Serole tour 2024, organizzato da BPM Concerti, che li sta portando nei club di tutta la penisola. Terzo concerto nel giro di un mese di un artista uscito dai talent, dopo Matteo Alieno e Stunt Pilots, i Tropea sono sufficientemente lontani da quella ventata di fama portata dal passaggio televisivo e ci presentano uno show personale, originale, in cui si divertono, e sono sinceri e credibili sotto ogni punto di vista.

La scaletta riprende la quasi totalità del loro nuovo album “Serole”, uscito da poco per Peermusic Italy e Artist First, oltre ad alcuni dei brani che hanno contribuito a farli conoscere sin dal loro esordio.

Malgrado la pioggia che scende generosa su Roma, il locale è pieno di aficionados che cantano ogni nota, e con cui la band interagisce piacevolmente. Nonostante le dimensioni ridotte del palco non permettano loro tutta la libertà di esprimersi anche nei movimenti, rimediano scendendo tra il pubblico a più riprese o facendolo sedere a terra per una toccante Which One. Oltre alla voce, a certe armonie nostalgiche e orecchiabili, all’aria scanzonata con cui affrontano testi e immaginario del gruppo, è sicuramente la sincerità con cui compongono, suonano e si donano senza riserve nei loro live ad aver facilitato la costruzione di un seguito di fans sempre crescente. Anche se speravamo nella partecipazione di Marco Castello in Tu credi che, è stato il pubblico a intonare la canzone insieme ai Tropea creando uno dei momenti più magici della serata. E sebbene ci sia mancata la cover di Luna dei Verdena, che sembrava essere ormai entrata di diritto nel loro repertorio live, ci siamo consolati con l’omaggio ai sempre più attuali CCCP, con Curami e ci siamo scatenati sui loro  singoli Cringe Inferno, Gallipoli e Ribellione.

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Lucio Corsi: la realtà di chi sa ancora sognare

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LUCIO CORS ORION 26 GEN 24

Lucio Corsi si è affermato sulla scena del nuovo cantautorato per il suo stile originale che mescola rock d’autore a sonorità folk, ricamando canzoni surreali che lo rendono altamente riconoscibile nel panorama musicale attuale. E’ infatti un autore e un musicista dalla poetica unica, che porta omaggio in modo riconoscibile alla musica che lo ha influenzato e che gli si è cucita addosso come gli abiti di scena.

Apprezzato dal grande pubblico dopo l’esordio nel 2015 con il disco “Altalena Boy / Vetulonia Dakar” e l’uscita nel 2017 di “Bestiario Musicale”, è nel 2020 con “Cosa faremo da grandi?” – prodotto da Francesco Bianconi e Antonio Cupertino per la Sugar Music – che il cantautore viene consacrato tra le più interessanti personalità musicali della sua generazione, nonché pioniere del genere ‘cantautorato glam’.

Ogni suo concerto è un incanto e ne abbiamo avuto la conferma anche questa sera all’Orion. Una scaletta consacrata prevalentemente all’ultimo album “La gente che Sogna”, che ha incluso anche i brani più significativi delle opere precedenti. Un attacco potente e rock, con le magnifiche chitarre di Freccia Bianca, per poi perdersi nella poesia di Amico Vola Via e La gente che sogna. Il brano che dà il titolo all’album e che ottimamente riassume l’arte di Lucio Corsi, eterno bambino, Pierrot stralunato, folletto Glam, che dal suo canale radio spaziale illumina il mondo della sua visione pura e incantata. In un’epoca in cui la moda e il consenso volgono lo sguardo altrove, le canzoni di Corsi sono un tuffo nella bellezza più vera.

Se la sua unicità è evidente, altrettanto lo sono le sue influenze, che questa sera ha omaggiato con “20th Centur Boy” e un accenno di “Cosmic Dancer” dei T-Rex e un vero e proprio tributo a Ivan Graziani con “Dottor Jekyll e Mr Hyde”, la splendida “Scappo di Casa” e “Monna Lisa”. Un menestrello arrivato dritto dal futuro sulla sua navicella popolata di poesia e animali incantati, ci riporta al passato di cui abbiamo bisogno. E ci si scalda il cuore a vedere il giovane pubblico intonare canzoni di generazioni a cui non appartengono, regalate al loro sguardo curioso da artisti che ne trasmettono l’eredità.

Eravamo già rimasti stregati da Lucio Corsi e la sua ottima squadra di musicisti allo Spring Attitude (vedi articolo QUI), questo ennesimo viaggio sul suo pianeta ci ricorda perché amiamo tanto la musica e ci invita a guardare il mondo e la vita coi suoi occhi, rendendo tutto, di colpo, migliore.

 

Tosca, omaggia Napoli con “D’altro canto” all’Auditorium Parco della musica

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Più che come un  semplice concerto, questo di Tosca, si presenta in realtà come una serata tra amici, con tanta musica, certo, ma anche tantissime risate, aneddoti, e chiacchiere scherzose.
D’altronde nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il palcoscenico è arredato come un grande ed accogliente salotto. I colori caldi del divano e del tavolino rosso, le luci soffuse della lampada da soggiorno, tutto invita idealmente il pubblico in sala ad accomodarsi in quell’ambiente dai toni familiari per ascoltare quello che l’artista ed i suoi ospiti hanno preparato per l’occasione.

“D’altro canto – Napoli” è solo il primo di una serie di concerti che la cantante romana, ora in residenza artistica all’Auditorium, ha in programma a Roma per questo 2024.
Il primo è dedicato alla città di Napoli, alle sue tradizioni, alla musica, alle tante contaminazioni culturali che le appartengono e la rendono unica, ma non soltanto.
Assieme ad un gruppo scelto di ospiti, invitati dalla cantante romana a partecipare a questa serata conviviale, si discute di immagini stereotipate ed etichette, a volte poco lusinghiere, spesso ingiustamente assimilate al ritratto della capitale partenopea. Accompagnata da Raiz, Serena Rossi, Peppe Servillo e Peppe Barra, Tosca smantella ogni pregiudizio, per svelare il cuore della Napoli vera, mettendone a nudo l’anima verace, pulsante ed appassionata.

Tanta tanta musica quindi, ed un calore familiare ed avvolgente che si sprigiona in tutta la sala. Il pubblico ascolta il un silenzio raccolto e rispettoso, quasi temesse di spezzare l’incanto del momento, per poi farsi trascinare senza poter resistere dalle travolgenti sonorità della musica napoletana.

L’idea per “D’altro canto” è nata da un progetto radiofonico in collaborazione con Radio 3. Un progetto a cui Tosca ha sempre tenuto molto, e di cui racconta:

 «Ho dedicato estrema cura a quella che doveva essere solo una trasmissione radiofonica su RaiRadio3, in seguito è nato un disco e da cosa nasce cosa si è arrivati a una serie di eventi a Officina Pasolini. Ora è il momento di queste serate speciali»

Quella a cui abbiamo avuto il piacere di poter assistere, è stata senza dubbio una serata speciale ed unica. Non vediamo l’ora adesso di scoprire cosa ci riserveranno le successive, in programma per la primavera.

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Chiara Lucarelli
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