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Mike Dawes Live al “Let it Beer” per l’unica tappa romana del suo tour solista

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Dopo aver aperto il concerto del chitarrista australiano Tommy Emmanuel già lo scorso all’Auditorium Parco della Musica di Roma, finalmente il prodigio inglese del fingerpicking, Mike Dawes, torna nella capitale per l’ultima tappa italiana del suo tour da solista.

La location scelta per questo suo one man show, stavolta, è quella più intima e ristretta del pub “Let it Beer”, in zona Tiburtina, che già sul suo palco ha visto esibirsi artisti del calibro di Neil Zaza e David Ellefson.

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Un’artista di nome Ilaria al Monk

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Sul palco del Monk Club la cantautrice romana di origine sarda Ilaria Argiolas ha presentato al pubblico della capitale il suo album ‘M’hanno chiamato Ilaria’ interamente prodotto da Fonoprint Studios.

Ilaria è autrice e interprete dei suoi brani che nascono prima di tutto dai testi che narrano di storie di vita su cui viene calata e adattata la musica, che l’artista ama definire di genere “rock romano”.

Nel corso dello scorso anno sono arrivati per lei anche importanti riconoscimenti quali il Festival della Canzone d’Autore DisCanto e Musicultura.

Sul palco insieme a Ilaria anche due ospiti di eccezione quali Mariella Nava ed Edoardo De Angelis.

La scaletta del concerto
Via vai
Orietta
Le cose più belle
Io er core ce l’ho a destra
Il pescatore
Odio amore
Nuda come gli angeli
Famo l’amore
Spalle al muro con Mariella Nava
Pe fa la vita meno amara
I prosperi de Roma
Vorrei guaritte io
Haia haia
Lella con Edoardo De Angelis
La mia borgata

Le immagini della serata

L’energia magnetica dei Kirlian Camera strega l’Orion Arena di Ciampino

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Nati nel 1980, da un’idea di Angelo Bergamini, pioniere della scena synthpop italiana,  i Kirlian Camera ritornano ancora una volta ad ammaliare il loro pubblico, e fanno tappa all’Orion Arena di Ciampino.

La serata è freddissima ed i presenti, parecchi abbigliati in abiti dal sapore dark gotico, arrivano nel locale come affamati di calore ed energia.

Pochi minuti di ritardo ed ecco che le loro aspettative vengono esaudite. I Kirlian Camera appaiono sul palco ed iniziano a suonare con tutta la loro grinta. Il loro sound nel corso degli anni si è evoluto, partendo da sonorità new wave, per passare attraverso il synth pop, il dark wave, il post-industrial e l’ambient.

Elena Alice Fossi, vocalist carismatica, col suo arrivo negli anni novanta ha introdotto anche una vena neofolk internazionale, ed il concerto che adesso i Kirlian Camera presentano ai loro fan raccolti all’Orion, rappresenta una commistione di brani vecchi e nuovi, fra cui spiccano anche alcuni inediti mai suonati dal vivo.

L’energia che scorre nella sala è palpabile, e se è vero che della Kirlian Camera da cui il gruppo prende il nome si diceva che avesse il potere di fotografare l’aura delle persone, e permettere di distinguerne i diversi colori, viene da pensare che la fotografia Kirlian di questa serata produrrebbe un quadro davvero vibrante, variegato e coloratissimo.

La band non si risparmia, la Fossi si protende verso il suo pubblico, Mia M. Wallace al basso affascina con le sue movenze e i suoi riff magnetici. La chimica fra le due, Angelo Bergamini e Alessandro Comerio è perfetta, il sound è travolgente, a tratti ipnotico e mai scontato.

Un concerto davvero singolare per un gruppo che sembra non stancarsi mai di sperimentare in nuove direzioni. Una serata per chi ha voglia di lasciarsi ancora sorprendere e trascinare guidare lungo binari musicali inaspettati.

 

Festa grande per Giancane al Monk

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Giancane torna a casa, sul palco del Monk, che tante volte lo ha già ospitato, per un’occasione veramente speciale: il compleanno del suo primo EP, “Carne”, che quest’anno festeggia ben dieci anni.

Giancane, al secolo Giancarlo Barbati, invita il suo pubblico a quella che di fatto è una grande festa collettiva di due giorni più che un semplice live. Scalette diverse per le due serate, tanti musicisti fra gli ospiti, come Andrea Ruggiero al violino e il rapper Kento nella prima, e  Galoni ed Alessandro Pieravanti del Muro del Canto nella seconda.

Il padrone di casa non si risparmia un momento, trascina i presenti, fa ballare e saltare e condisce lo show con il suo humour tutto romano. Si diverte e fa divertire, annullando la distanza fra palco e platea, e trasformando le due serate in un party travolgente, carico di allegria.

Più di tre ore di musica per entrambi i concerti e, tanti i pezzi suonati, da cover come “Lunedì”e “Riderà”, passando dai classici “Vecchi di merda”, “Hogan blu”e “Una vita al top”, fino ad arrivare ad “Ipocondria”, “Disagio”, “Come stai”e tanti tanti altri. Una kermesse musicale lunghissima che tuttavia sembra volare via in un attimo, tanta è l’energia vitale che proviene dal palco e si spande come un balsamo sulla folla.
Un compleanno davvero indimenticabile per chiunque abbia avuto la fortuna di essere presente, e un modo meraviglioso per iniziare anche le feste di Natale con la giusta carica intonando tutti in coro “Buon compleanno Gesù”.

Qui sotto la scaletta della serata del 22 Dicembre:

Ma tu no

Pecora

Ciao sono Giancane

Riderà

Lunedì

La vita

Il mio migliore amico

Vorrei essere te

Hogan blu

Limone

Non dormo più

Come stai

Papà Francesco

Disagio

Ipocondria

Slib

Siupm

Voglio Morire

Pare che dorme

Vecchi di merda

Uvat

Neanche per sbaglio

Tuttucha

Sarni

Dragostea Dinitei/ L’amour toujour

Buon compleanno Gesù

La stessa estate

 

 

We Will Rock You: il musical teatrale con i successi dei Queen al Teatro Olimpico

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Uno degli spettacoli più rappresentati al mondo, il musical “We will rock you”, è tornato ieri sera a Roma al Teatro Olimpico nella prima delle due serate, di questa nuova edizione applauditissima da un pubblico entusiasta.

Scritto dal comico e scrittore britannico Ben Elton insieme a due grandissimi della rock band dei Queen, ovvero Roger Taylor e Brian May, lo spettacolo ha fatto registrare 35.000 presenze in 30 repliche nella prima parte del tour 2023.

Lo spettacolo non è, come potrebbe apparire, un musical sui Queen, né sulla loro storia,  ma bensì, pur nella leggerezza dello show, un inno ad un sogno comune di un mondo diverso possibile, fuori dalle omologazioni, dal controllo dei pochi sui tanti e dall’accentramento del potere.
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E’ (ancora) il nostro genere Willie Peyote

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Ha fatto tappa a Roma, all’Orion di Ciampino, il tour invernale che porta Willie Peyote nei principali club italiani, organizzato da Magellano Concerti.

Affollato come non mai, il club sembra essere l’habitat più giusto per i brani di Willie, che richiedono una certa intimità con il pubblico, con i loro testi irriverenti, e che allo stesso fanno muovere qualche passo grazie ai ritmi rap, funk e pop.

A dieci anni da “Non è il mio genere, il genere umano”, Willie fa il punto sulla situazione, dai suoi esordi a oggi, con il “Non è (ancora) il mio genere” club tour.

Parte dagli esordi, quindi, e, come in un cerchio che si chiude perfettamente, cita il titolo dell’album e contemporaneamente una frase dal brano UFO (Non è ancora il mio genere, scrivilo sulla lapide) che riassume quanto dissenso, quanta voglia di non sottostare alle regole e ai dettami della società, ci sia ancora nella penna del nostro Willie Peyote.

Amore invece per i giochi di parole, l’ironia e l’intelligenza, di cui si serve per porre domande su questioni sociali e personali, che dipingono una realtà diversa da quella che a volte vogliamo vedere.

Starà al pubblico poi scegliere se cercare di darsi delle risposte o proseguire con leggerezza, passando oltre il significato e limitandosi ai ritmi accattivanti e ai sorrisi amari che molti dei suoi brani riescono a strapparci.

Il genere non è solo quello umano, ma anche quello musicale. Dai suoi esordi come rapper atipico, lontano quindi da certi stereotipi, passando per pop, indie, cantautorato, sicuramente vanta la giusta dose di questi ingredienti nel suo stile atipico, senza appartenere fedelmente ad alcun genere o etichetta precisa.

È decisamente rap/hip hop old school la matrice dei brani, nel loro parlare crudo e scandito e nei testi taglienti, ma c’è molto altro. Accompagnato da un’eccellente band composta da batteria, tastiere, chitarra e trombone, si intravedono scorci di rock, venature indie, suoni pop e ritmi funk.

La scaletta è ampiamente dedicata all’Album “Non è il mio genere (il genere umano)”, e non mancano naturalmente i suoi manifesti del disincanto sentimentale come “La tua futura ex moglie”, “Ottima scusa”, del disagio sociale delle nostre generazioni, come “Io non sono razzista ma”, “I cani”, la sanremese “Mai dire mai”, “C’era una vodka” e molte altre dal suo esteso repertorio, inclusa “Aglio e Olio” di Fulminacci.

Willie Peyote ha il dono di sbatterci in faccia verità dolorose, facendoci sorridere e toccando i tasselli vacillanti delle nostre abitudini mal radicate.

È un esempio rassicurante di come la musica, e il rap/urban in particolare, abbiano l’opportunità di comunicare con un numero elevato di persone, e siano in grado di farlo in modo profondo, intelligente, e tutt’altro che pesante o noioso.

In mezzo alla scaletta un breve omaggio al concittadino Paolo Conte con “Vieni via con me”, e un accenno al riff di chitarra di “Do I wanna know” degli Artic Monkeys, a sottolineare l’eclettismo e la professionalità di Willie Peyote e di tutta la band. Questa sera oltre alle capacità tecniche hanno dimostrato energia, ottima padronanza del palco, empatia con il pubblico e tanta sincerità, confermandoci che Wille Peyote, decisamente, è (ancora) il nostro genere.

 

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IRAMA RKOMI – NO STRESS

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Dopo l’uscita del joint album No Stress, gli artisti multiplatino Irama & Rkomi condividono il palco per il No Stress Tour, la tournée nei palasport prodotta e organizzata da Vivo Concerti.


Giovanissimi, hanno entrambi all’attivo una serie d traguardi ineguagliabili in termini di ascolti, e data l’amicizia e le passate e proficue collaborazioni hanno pubblicato un album insieme, anticipato dal singolo di grande successo Hollywood.

 

Ed è proprio con questo brano che si apre la serata al Palazzo dello sport di Roma, scatenando l’entusiasmo del pubblico che esplode in un boato di gioia.

 

Giochi di luce e proiezioni sul palco grandissimo che i due condividono con coriste, chitarra, basso, batteria e pianoforte a coda. Lo show è diviso in quattro parti e inizia con alcuni estratti da No Stress interpretati dal patinatissimo Irama insieme al fido compare Rkomi, a cui segue la celebre “5 gocce”, in cui quest’ultimo compariva in feat.

 

Un breve video mostra alcuni momenti di backstage e scene di vita in tour di Irama, annunciando la parte in cui si esibirà da solo, surfando abilmente sull’onda di tutti gli stili musicali che ha cavalcato negli anni.

 

Stessa cosa per il più arruffato, sia visivamente che per l’approccio stilistico, Mirko, in arte Rkomi, che delizia i fan in delirio con le sue hit come “Maleducata”, “10 ragazze” “Partire da te”. Sportivo, scattante, si giostra da sempre con vari generi musicali, passando con agilità dal rap al pop rock, con lo sguardo sperduto del bambino e il sorriso grande di chi è a suo agio sul palco.

 

Non mancano le sorprese, i due affrontano insieme i loro brani più celebri (e sanremesi) “Insuperabile” e “Ragazza dal cuore di latta”, si mescolano con la folla, cambiano pelle come cambiano d’abito, per la gioia delle fan più scatenate sottopalco che cantano a squarciagola su ogni singola nota.

 

Si chiude in bellezza con “Luna piena” e il nuovissimo singolo “Sulla pelle” che conferma il grande successo di questo sodalizio artistico in cui Irama e Rkomi, entrambi amanti degli anagrammi (hanno scelto il nome d’arte anagrammando i propri nomi di battesimo) si completano musicalmente, vocalmente e visivamente, moltiplicando la notorietà di cui già godevano da solisti.

 

Piccola nota di merito, durante l’esibizione Rkomi scivola sul palco, ma lo show deve andare avanti e si rialza, come se niente fosse, mostrando la giusta attitudine di reazione alle avversità. Come a dire: No stress.

 

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Il Tour di Ligabue “Dedicato a noi” a Roma

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Dopo il grande successo del concerto allo Stadio Olimpico dello scorso luglio, Ligabue è tornato ad esibirsi a Roma, questa volta sul palco del Palazzo dello Sport.

Uno show in una bellissima cornice di pubblico per l’evento sold-out, con fan più o meno giovani che hanno seguito lo spettacolo con un forte entusiasmo e partecipazione.

Sul palco con la sua band storica, in un’intesa consolidata garanzia di successo, il rocker di Correggio ha presentato il suo ultimo album, dal titolo “Dedicato a Noi”, che è anche il titolo  del tour che lo sta portando lungo tutta la penisola.

Ovviamente non è mancata anche l’esecuzione dei brani di successo che lo hanno reso famoso e così amati dal suo pubblico, quali “Certe notti”, “Urlando Contro il Cielo”, “Bar Mario” e “Piccola stella senza cielo”, solo per citarne alcuni.

Il Liga anche questa volta ha riproposto le sue caratteristiche indelebili nello scenario della musica italiana di questi ultimi decenni, ovvero i suoi marchi di fabbrica quali il timbro di voce inconfondibile, i suoi stivali a punta e i suoi gilet.

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Roberto Bettacchi
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