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Roma

Dee Dee Brigdewater live alla Casa del Jazz

in CULTURA/MUSICA/PHOTOGALLERY by

Roma, 10 Luglio 2021

Alla vigilia della sua performace Dee Dee Bridgewater dichiara:

“Sono molto felice di essere di nuovo in Italia credo siano almeno due anni che non venivo qui.

Sono qui per un progetto speciale con musicisti italiani appena incontrati, Claudio Filippini al pianoforte e alle tastiere, Rosa Brunello al contrabbasso, Evita Polidoro alla batteria, Mirco Rubegni alla tromba, Michele Polga al sassofono tenore.

Ho deciso di provare per l’occasione qualcosa di nuovo e differente di fare un omaggio a Chick Corea con cui ho lavorato quando lui suonava insieme al bassista Stanley Clarke e quindi interpreterò canzoni che Clarke fece con Corea alcune composizioni di Corea e ho pensato che fosse anche bello includere altri compositori del mondo Jazz che io amo.

Farò quindi composizioni di Wayne Shorter, tre brani di Horace Silver, due canzoni di Thelonious Monk e una di Herbie Hancock.

La maggior parte del materiale non lo conoscevo e quindi il pubblico mi vedrà sul palco con i miei spartiti, così come anche i musicisti.

E’ una bella sfida per me perché credo che come individui dobbiamo costantemente sfidare noi stessi per mantenere le nostre menti attive e incrementare sempre di più la nostra creatività.

E’ un’avventura esaltante per me anche un po’ spaventosa. Spero di vedervi tutti alla Casa del Jazz di Roma uno dei miei luoghi preferiti.”

E le premesse non potevano che essere mantenute, in un’atmosfera caldissima Dee Dee Bridgewater ha allietato il pubblico romano con i brani di seguito riportati:

  • Sea Journey
  • Unexpected Days
  • Doodlin’
  • Round Midnight
  • Nica’s Dream
  • Long Time Ago
  • Song for My Father
  • Butterflyes Dreams
  • Blue Monk
  • Spain
  • Space Captain

Municipio IX, il quartiere Giuliano e Dalmata invaso dal degrado

in CRONACA/POLITICA by

Tutta Roma sta vivendo un particolare periodo di trascuratezza, in una condizione accentuata da certe superficialità dall’Amministrazione di Virginia Raggi.

Degrado, sporcizia e mancanza di manutenzione stradale sono temi molto sentiti nel quartiere Giuliano e Dalmata, che in queste ore sta combattendo anche con il gravissimo problema del crollo degli alberi nella propria zona. 

La zona che sorge tra l’Eur e la Laurentina, chiede maggiori attenzioni da parte dell’Amministrazione comunale: una richiesta dovuta, soprattutto per la valenza storica di questo quartiere negli scenari nazionali e della città di Roma. 

Causa sostenuta anche dalla Lega, che sul problema si è espressa attraverso Fabrizio Santori – dirigente regionale della Lega Lazio – e Alessandro Conte, esponente romano della Lega: “Chiediamo all’Amministrazione Raggi di intervenire in maniera urgente e risolutiva nel quartiere Giuliano-Dalmata, tra Eur e Laurentina nel IX Municipio di Roma, e ripristinare il decoro urbano che quest’area sembra aver perso, come denunciato più volte dai rappresentanti della Società di Studi Fiumani- Archivio Museo storico di Fiume e dalle associazioni territoriali Giuliano Dalmate.

Hanno proseguito gli i volti della Lega: “Il dissesto stradale ha raggiunto livelli di gravità talmente elevati da rappresentare un grave pericolo per gli automobilisti che rischiano continuamente incidenti lungo le vie del quartiere, e per gli anziani sempre più esposti a rovinose cadute con tutte le ripercussioni del caso in termini di infortuni e riabilitazione. In particolare, le vie d’accesso alla Piazza giuliani e dalmati sono al 90% precluse da tronchi d’albero caduti sulla sede stradale di via Reiss Romoli, dove la scarsa manutenzione del verde pubblico e il maltempo contribuiscono al dissesto dell’intera area. E tutto questo avvenuto ben prima delle bufere di questi giorni. Inoltre, i monumenti in ricordo dell’esodo giuliano-dalmata, una parte di storia della nostra Italia, versano in condizioni di degrado nonostante la raccolta fondi delle associazioni che da tempo attendono un intervento da parte dell’Amministrazione capitolina e degli uffici competenti“.

Hanno concluso Fabrizio Santori e Alessandro Conte: “La sindaca Raggi ha il dovere morale di restituire dignità a questo piccolo spicchio di Istria, Fiume e Dalmazia nella Capitale, onorandone la memoria attraverso il decoro urbano di un quartiere che ne ricorda la tragedia”.

Sinistra studentesca in piazza a Piramide, disagi per cittadini e studenti

in CRONACA/POLITICA by

Si è svolto quest’oggi il corteo della Sinistra studentesca a Roma, che ha manifestato questa mattina sotto la Piramide Cestia

All’evento numerose associazioni e liste studentesche provenienti dal panorama della sinistra giovanile romana, in un evento che queste realtà hanno ripetuto contemporaneamente anche in altre piazze sparse in tutta Italia attraverso i propri riferimenti nazionali

Le motivazioni della manifestazione sono state trovate nelle attuali politiche sul diritto allo studio e in quelle intraprese dal ministro Salvini, interpretate dagli studenti scesi in piazza come delle iniziative che non toccano minimamente le loro condizioni.

Nonostante per la situazione del diritto allo studio si sia parlato della difficile realtà legata all’edilizia scolastica e l’idea di scuola aperta anche ai meno abbienti, il corteo si è perso in connotazioni politiche troppo fuorvianti e distanti dalla condizione dei singoli studenti. E’ incomprensibile l’accanimento verso il decreto Scuole Sicure, specie se questo sta portando risultati evidenti all’interno di molte scuole in giro per l’Italia: tantissimi pusher sono stati stanati con il nuovo decreto, proibendogli di vendere droghe ai ragazzi che frequentano i singoli licei e istituti.

Il decreto Scuole Sicure si mette di traverso agli interessi di chi vorrebbe vendere morte o addirittura verso quei volti che vorrebbero usare i locali scolastici per fini non pedagogici o scolastici: pensiamo alle aule occupate nelle scuole per svolgere attività illecite o consumare droghe, oppure utilizzate come spazio per custodire armi o bastoni. 

Una manifestazione contraddittoria ci troviamo a osservare, specie quando evidenzia quei sistemi illeciti vicini all’estrema sinistra. 

Ma anche sul piano del diritto allo studio emergono delle forti contraddizioni, calcolando come numerosi problemi  si manifestano da anni piano romano, laziale e nazionale. Si pensi all’edilizia scolastica, dove numerosi plessi scolastici vivono uno stato di fatiscenza da tantissimi anni: tempo in cui si sono susseguiti governi e amministrazioni di centrosinistra, senza che queste istituzioni hanno mai portato interesse o risultati su queste difficili problematiche. 

Situazione analoga anche sull’idea della scuola più inclusiva verso le classi sociali più deboli, con queste che potremmo individuarle in quegli studenti provenienti dalle famiglie meno abbienti: anche qui i governi di Centrosinistra non hanno mai fatto nulla per abbassare il costo dei libri o trovare metodi d’acquisto alternativi ai testi scolastici (come potrebbero essere gli E-Book), come si sono disinteressati pure del costo per il rafforzamento della preparazione scolastica nei singoli studenti (ripetizioni, approfondimenti, corsi di lingua straniera).

Motivazioni ben esplicitate dalla Lega-Salvini Premier attraverso Fabrizio Santori e Alessandro Conte, che hanno condannato l’evento di Piramide: “La manifestazione organizzata dagli studenti, oggi 12 ottobre alla Piramide, mira a creare tensione e serve solo ad alimentare un clima di odio e di violenza verso le istituzioni e le forze dell’ordine. Ma c’è anche molto di più. Un vero e proprio attacco alle istituzioni e al ministro dell’Interno Matteo Salvini che viene additato, in un volantino distribuito illegittimamente addirittura dentro le classi dei licei romani, come colui che fa politiche xenofobe e campagne repressive solo per aver voluto un controllo contro lo spaccio di droga negli istituti scolastici“.

Hanno proseguito: “Sono inaccettabili le intenzioni degli organizzatori di mascherare dietro slogan antixenofobi e antifascisti la volontà di non far effettuate i controlli previsti dal progetto Scuole Sicure voluto dal ministero dell’Interno che prevede la presenza della polizia locale contro la spaccio di droga negli istituti superiori della Capitale. Vogliamo che la scuola sia aperta e accessibile a tutti per il suo processo di formazione culturale, e non che le aule diventino centri di indottrinamento politico di parte, con il solo risultato di penalizzare quei professori e quegli alunni che nelle scuole pubbliche non vogliono essere catechizzati da una certa sinistra“.

Hanno concluso Fabrizio Santori e Alessandro Conte: “Condanniamo fortemente queste manifestazioni contro una legge che tutela i giovani e combatte gli spacciatori che lucrano sulla pelle degli studenti che devono essere condannati senza esitazioni“.

 

 

Capannelle, furti e aggressioni nell’ippodromo, autori provenienti dal campo Rom

in CRONACA by

Ancora un atto di violenza ai danni di un operaio della società di gestione che e stato aggredito nell’area antistante il campo della barbuta.

Bastonato alle spalle e derubato del portafoglio mentre lavorava alla pista di allenamento che confina con il campo Rom.

Solo nei primi mesi del 2018 i danni procurati dai furti all’interno dell’ippodromo ammontano a più di centomila euro, cavi di rame dell’illuminazione, distruzione degli irrigatori per rubare l’ottone e poi il degrado continuo che il campo confinante genera ai bordi della pista di allenamento.

Costruito dalla giunta Rutelli, mantenuto da Veltroni e poi adeguato a stamdard di vivibilita da Alemanno, il campo della barbuta era stato attrezzato con casette mobili e completo di servizi, oggi il campo e visibilmente in condizioni precarie, alcune delle casette sono crollate o bruciate, le altre totalmente stravolte.

Ai bordi del campo ufficiale nel tempo si e creato un campo irregolare con costruzioni abusive spesso realizzate con il legno rubato proprio all’ippodromo. Cumuli di immondizia e di carcasse di auto bruciate fanno da contorno alle baracche, in vista ben riconoscibili anche contenitori di liquidi di dubbia provenienza oltre alla presenza confermata di amianto.

Sono ben visibile i tagli nella rete di confine che permettono a chiunque di entrare nell’ippodromo e a nulla valgono le continue riparazioni.

I danni provocati sono molto alti e costanti nel tempo, non sono serviti i costosi servizi di sorveglianza messi in campo e le molte denunce presentate alle autorità.

Il Campo della Barbuta avrebbe dovuto essere il primo tra quelli da sgombrare nella lista de sindaco Raggi, anche per i continui roghi tossici che vengono accesi nel campo per briciare gomme, auto, copertura dei cavi di rame, tanto che spesso l’aeroporto di Ciampino e costretto a sospendere le attività di volo.

La scelta del sindaco invece e andata al camping River forse perché più facile da sgombrate rispetto alla Barbuta dove gruppo etnici in lotta tra loro si contendono il poter sul campo, dove il censimento dei residenti non e stato possibile farlo perché nessuno si e preso in carico il lavoro, forse per pura di ritorsioni.

In questo contesto da anni l’Ippodromo vede crescere il degrado attorno al suo confine e spesso anche dentro visto che a volte i rifiuti vengono buttati anche sulla pista.

per quest’ultima aggressione ne il sindaco Ragfi nel la giunta ha espressi vicinanza al dipendente  malmenato.

una lupa, due bimbi e un colle

in CULTURA by

La capitale del mondo festeggia oggi i suoi primi 2.771 anni: Roma, così definita per la sua potenza e dimensione raggiunta durante il periodo dell’Impero Romano, la “Beatam urbem Romanam et invictam et aeternam” (città fortunata, invincibile ed eterna) di Tito Livio (Ab urbe condita, I sec.), meta da sempre ambita da tutto il mondo. Non a caso il detto “Tutte le strade portano a Roma”rispecchia sia la facilità sia il desiderio di raggiungerla almeno una volta nella propria vita. Diceva Giuseppe Garibaldi nel 1870: “Oh! Roma! Patria dell’anima! Tu sei veramente la sola! L’eterna! Al disopra d’ogni grandezza umana” (Clelia o Il governo dei preti).

Secondo il famoso racconto mitologico, Roma fu fondata da Romolo il 21 Aprile del 753 A.C., salvato da una lupa insieme al suo gemello Remo. Sviluppatasi strategicamente intorno al colle Palatino, si estese man mano agli altri colli Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio e l’Isola Tiberina. Alberto Angela, nel suo libro “Una giornata nell’antica Roma” (2007), la descrive come “in perenne espansione, da generazioni. Ogni imperatore l’ha abbellita con nuove costruzioni e nuovi monumenti, cambiando gradualmente il volto della città. A volte, invece, il suo volto è cambiato radicalmente, anche a causa degli incendi, molto frequenti. Questa continua trasformazione di Roma proseguirà per secoli, con il risultato di farla diventare già nell’antichità un bellissimo “museo” all’aperto di arte e di architettura“.

Fu Augusto a dare un nuovo volto a Roma, rendendola una città monumentale: “Ho trovato una città di mattoni, ve la restituisco di marmo” (cit. Svetonio in “Vite dei Cesari”, II sec.). Imperdibile a Roma una passeggiata nel cuore della storia, ai Fori, inaugurati nel 46 a.C. con la piazza voluta da Cesare e terminata da Augusto. Apre proprio oggi la nuova stagione per visitare i Fori dedicati ai due imperatori, accompagnati dai racconti dei VIAGGI NELL’ANTICA ROMA cura di Piero Angela e Paco Lanciano. Un’esperienza unica dove le pietre raccontano la storia della più grande metropoli dell’antichità con una ricostruzione, non priva di effetti speciali, fedele dei luoghi e della vita di allora, quando si contavano più di un milione di abitanti. Una cifra enorme se si pensa che Roma tornerà ad avere quel numero a metà del XX secolo. Oggi, con oltre 2.800.000 abitanti, Roma si attesta come il comune più popoloso d’Italia e in Europa il quarto dopo Londra, Berlino e Madrid.

Tornando all’antichità, a proposito di Cesare, reputato da alcuni storici il primo vero imperatore romano, per secoli si è ritenuto che soffrisse di epilessia, considerata all’epoca il «morbo sacro». Tuttavia, il riesame delle sue condizioni di salute a partire dal lavoro scientifico del medico paleopatologo dott. Francesco Maria Galassi, di cui si legge nel libro Julius Caesar’s Disease (2015), sta aprendo una nuova breccia negli studi sui suoi ultimi anni di vita. Come afferma lo stesso Galassi:

“Per lungo tempo gli storici hanno creduto Cesare epilettico. Lo studio dettagliato delle fonti antiche con un approccio filologico-clinico ha invece ribaltato la credenza. Solo Plutarco, storico greco, ritiene l’epilessia tratto caratteristico della vita di Cesare, mentre la fonte latina, Svetonio, parla di una malattia cesariana solo sul finire della vita dello stesso. Un’ipotesi cerebrovascolare nella forma di mini-ictus è molto più realistica e compatibile sia con l’età del soggetto (56 anni alla morte, avanzata per l’epoca) con il background di patologia cardiovascolare nella famiglia di Cesare (il padre ed un progenitore morirono improvvisamente senza alcuna spiegazione e la descrizione delle loro morti è quella tipica di una morte cardiaca improvvisa). La mattina delle Idi di Marzo Cesare era molto debole, in seguito ad un episodio patologico occorso durante la notte. Le fonti poi parleranno di presagi divini a causare un turbamento in Cesare e una esitazione se recarsi alla seduta del Senato, ma una spiegazione patologica è molto più concreta. Ma se Cesare non era epilettico, perché il mito della sua epilessia ha avuto tanto successo? Cesare – o Ottaviano dopo di lui – molto probabilmente, non potendo negare la malattia del dittatore, scelsero di diffondere la spiegazione epilettica perché l’epilessia all’epoca non era solo considerata una punizione divina ma una condizione associata a personalità geniali e eroiche”.

Dalla paleopatologia ci arrivano informazioni utili alla comprensione delle malattie e, a proposito dell’alimentazione degli antichi romani e dell’impatto sulla loro salute, l’esperto Francesco M. Galassi, intervenuto nel recente congresso nazionale di medicina e pseudoscienza CNMP 2018 tenutosi a Roma ai primi di aprile, riferisce come le patologie cardiovascolari fossero presenti anche nell’antichità:

“La società dell’Antica Roma, come anche quella greca e quella egizia, rappresenta un eccellente modello di studio delle malattie nell’antichità. A differenza della nostra, esistevano profonde differenze fra le classi sociali a livello di alimentazione, sebbene grano, olive ed olio d’oliva fossero consumate da tutte le componenti della società e contribuissero ad apportare un numero maggiore di calorie dietetiche. Le classi agiate, chiaramente, avevano una dieta ipercalorica e, quindi, in certa misura, paragonabile a quella della popolazione occidentale contemporanea. Questi regimi dietetici sicuramente avevano un ruolo importante nella genesi di patologie multifattoriali croniche tipiche dell’età avanzata, quali le malattie cardiovascolari. Le opere di Galeno e di Areteo di Cappadocia, per esempio, documentano con grande dovizia di particolari patologie cardiache, quali ictus e infarto cardiaco, o l’obesità. Le classi più svantaggiate, invece, soffrivano spesso di carenze nutrizionali, le peggiori delle quali potevano manifestarsi nell’età dello sviluppo”.

La storia ci lascia testimonianze di vite, costumi e usanze ma anche insegnamenti tuttora preziosi. Il periodo dell’antica Roma era caratterizzato da battaglie cruenti, come quelle raffigurate sull’Arco di Costantino, accanto al Colosseo, realizzato per onorare la vittoria dell’Imperatore Costantino su Massenzio, nella battaglia del 312 d. C. di Ponte Milvio. Una lezione importante della storia è quella che ricorda il ricercatore Francesco M. Galassi rispetto all’attuale dibattito sulle vaccinazioni nel suo recente volume “Un Mondo senza Vaccini? La vera storia” (2017):

“I nostri avi, compresi gli antichi Romani, vissero in un mondo in cui patogeni responsabili di gravissime e mortifere malattie infettive erano liberi di agire indisturbati. Le terapie dell’epoca erano risibili. Spesso, paradossalmente, era molto maggiore il numero di decessi cagionato dalle infezioni susseguenti alle ferite riportate in battaglia di quello derivante dai fendenti dei nemici. Non esistevano soprattutto i vaccini, che costituiscono de facto una cesura tra due mondi, un vero e proprio Vallo di Adriano tra due epoche. Noi siamo in grado di prevenire, ossia di bloccare alla fonte, molte di queste malattie. Rifiutare la vaccinazione e tornare a quel mondo è semplicemente folle. Studiare la storia invece ci fa capire di quale vantaggi gode la nostra società a livello medico”.

Augurando lunga vita a Roma, l’auspicio per chiunque passi per questa città eterna è di provare ciò che descrive Johann Wolfgang Goethe in “Viaggio in Italia” (1813-17): “Comincio a gustare anche le antichità romane. Storia, iscrizioni, monete, tutte cose di cui non volevo sentir parlare, ora mi si accalcano intorno. Come già m’è avvenuto per la storia naturale, mi succede anche qui: perché in questo luogo si riallaccia l’intera storia del mondo, e io conto d’esser nato una seconda volta, d’essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede in Roma“. Non soltanto un soggiorno di piacere ma anche una rinascita.

Cinzia Tocci

Cinzia Tocci
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