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CULTURA

La cultura italiana in tutte le sue forme dalla letteratura al cinema, dalla scultura al teatro

“Recital Cante Flamenco”. Il flamenco torna al teatro Tordinona.

CULTURA/PHOTOGALLERY by

Il teatro Tordinona riprende la manifestazione “Perle. Rassegna di musica e danza” e per ripartire sceglie una serata dedicata al flamenco.

Josè Salguero al cante e Matteo D’Agostino alla chitarra i protagonisti dello spettacolo in cartellone per la rassegna ideata da Francesca Stocchi e Paolo Monaldi, due eccezionali interpreti di una espressione musicale andalusa addirittura iscritta nell’elenco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

Le fotografie della serata sono di Giulio Paravani.

Achille Lauro – Unplugged Live in Theatres

Auditorium Parco della Musica – Roma 26.01.2023

Undici date di cui le prime due di Roma sold-out questo il tour che vede protagonista Achille Lauro. Dopo averlo ammirato nell’estate romana 2022, torna l’istrionico artista di casa in un format più intimo ma non per questo meno coinvolgente l’Unplugged Live in Theatres. Accompagnato dalla sua band composta dalla violoncellista Sara Volpiana che apre il concerto e da Riccardo Castelli alla chitarra, il compositore Gregorio Calculli al pianoforte, mellotron, chitarra acustica, Marco Lanciotti alla batteria, Nicola Iazzi al basso e Amudi Safa alla seconda chitarra, ripropone i suoi successi recenti e passati e immancabilmente l’ultima fatica ovvero il singolo “Che sarà”.

Di seguito la scalettta della serata e la nostra galleria fotografica:

Set List
Intro V2
Che sarà
1969
Come me
Femmina
Intro + bam bam twist
Non ricordo
Foxy
Solo noi
Domenica
Cenerentola
Ora e per sempre
Lost for life
Stripper esc
Me ne frego
Cadillac
Maleducata
Intro piano + Marilu
Zucchero
Ascensore per l’inferno
A un passo da Dio
16 Marzo
Intro + Rolls Royce

Encore
Rolling Stones
C’est la vie

Il duo Santi Francesi live

Alessandro De Santis e Mario Francese, ovvero il duo Santi Francesi, si sono esibiti ieri sera a Roma sul palco del Largo Venue, sold-out per l’occasione, proseguendo nel loro tour italiano.

Con la partecipazione al talent Amici di Maria De Filippi la band ha pubblicato brani quali Lei, Costenzo e Vaniglia.

Ora dopo la recente vittoria nell’ultima edizione di X-Factor, con il singolo Non è poi così male la giovane band si sta facendo apprezzare sempre più dal pubblico, consolidando il proprio successo.

Il concerto si è aperto con Giovani Favolosi, il brano con il quale il duo si è aggiudicato il primo posto nell’edizione 2021 di Musicultura, per poi proseguire con Bianca, un brano del loro primo lavoro discografico, Tutti Manifesti, uscito nel 2019.
Un viaggio percorso tra brani più e meno recenti che si è concluso proprio con il brano Non è così male.

Sul palco con Mario e Alessandro, anche il batterista Davide Buono, che ha fatto parte insieme a loro della band che si chiamava “The Jab” (“Il Colpo”).

La scaletta del concerto
Giovani favolosi

Bianca
Buttami giù

Creep
Ti voglio
Medicine
Interludio
Vaniglia
Pagliaccio
Signorino
Spaccio
Elena
Cartapesta
California
Ragazzo di strada
Non è così male

La galleria delle immagini

“RICREAZIONE” DEL FOTOGRAFO MARCO LANZA IN MOSTRA ALLA NOEMA GALLERY

NOEMA GALLERY – VIA BU MELIANA 4, ROMA DAL 26 GENNAIO AL 25 FEBBRAIO 2023

Noema Gallery a Roma dà il via alla stagione espositiva 2023 con la nuova mostra fotografica “Ricreazione” di Marco Lanza a cura di Chiara Dall’Olio, visitabile dal 26 gennaio al 25 febbraio.

Il progetto espositivo di Marco Lanza, nato dall’acquisto di migliaia di fotografie vernacolari sciolte, si è sviluppato con l’osservazione di ogni singola immagine. Dalle fotografie color seppia di una vacanza in montagna ai momenti millimetrici di padre e figlia, dagli scatti di una conferenza a eventi familiari o sportivi, questi materiali coprono un lungo periodo, dal 1920 al 1970 circa.

Seguendo le linee della nuova selezione, Lanza ha tagliato le fotografie attraverso una mascherina di plexiglas rettangolare o quadrata e ricomponendole, ha ricavato nuove opere, letteralmente estratte dagli originali.

Una rilettura che agisce sulla materia modificandola per sempre. Una ricreazione che si compie sia sulla parte selezionata che su quella che resta, apparente scarto che diviene un’opera aperta, dotata di infinite possibilità interpretative. Alcune stampe sono invece presentate integre, ma sovrapposte.

In questi quadri la stratificazione della materia fotografica rimanda alla storia con la “s” minuscola, alle storie famigliari, di cui si percepisce solo la superficie.

Ogni fotografia della mostra “Ricreazione” è quindi il segno di una storia, di un momento passato, che non sarà più e che si ammanta di una patina di nostalgia.

Come scrive la curatrice del progetto Chiara Dall’Olio “Le composizioni seguono i criteri e i passaggi che l’artista ha percorso: grandi tableau in cui i dettagli che hanno colpito il suo occhio, dopo essere stati ritagliati, sono stati mescolati e ricomposti, creando un’armonia visiva di grande equilibrio. Solo avvicinandosi si colgono i soggetti e ci si può perdere nella contemplazione delle piccole foto, immaginandosi storie o chiedendosi come sarebbe stata la fotografia completa.

Il taglio infatti, crea una pluralità di oggetti autonomi, dotati di una nuova estetica e di nuove possibilità interpretative che Lanza lascia esplorare all’osservatore”.

Marco Lanza ha partecipato all’ultima edizione di Paris Photo – una delle fiere fotografiche più importanti al mondo – dove tutte le sue opere sono state acquisite da collezionisti di settore, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, tanto da arrivare sulle pagine del noto quotidiano Le Monde che ha dedicato un lungo articolo al suo lavoro e alle gallerie che hanno portato in fiera lavori nati da immagini di cui non si conosce l’autore. Stampe ritrovate nei mercati delle pulci o negli scatoloni passati di mano in mano attraverso traslochi e eredità, fotografie acquistate per poco denaro e poi, una volta lavorate e
organizzate in un progetto organico, riproposte per l’occasione in fiera come oggetti da collezione, proprio come le opere originali di Marco Lanza. La fotografia vernacolare e la sua reinterpretazione stanno vivendo un nuovo revival tra collezionisti e galleristi, acquisendo un ruolo di primo piano nel
mercato dell’arte internazionale. A conferma di questo forte interesse a livello mondiale, Marco Lanza sarà, dopo la mostra alla Noema Gallery, uno degli artisti della fiera The Photography Show a New York (dal 30 marzo al 2 aprile 2023) organizzata da AIPAD, alla quale parteciperà con la galleria parigina SIT DOWN.

In mostra alla Noema Gallery il visitatore potrà ammirare un certo numero di “ricreazioni” originali, pezzi unici in varie dimensioni, incorniciati, in formato medio/grande e in altri formati più piccoli. Inoltre saranno presentate delle rielaborazioni digitali stampate in fineart in edizione limitata.

MARCO LANZA
Marco Lanza, fotografo, nasce a Firenze e intraprende gli studi universitari a Bologna, presso il DAMS. A partire dagli anni Ottanta svolge la sua attività in Italia e all’estero. La sua esperienza fotografica ha un forte sviluppo durante il soggiorno lavorativo in Australia, dove opera per un anno, collaborando con agenzie e redazioni internazionali. Da qui si aprono ulteriori opportunità professionali che lo portano a realizzare servizi fotografici in molti paesi.

Parallelamente coltiva l’attenzione per i linguaggi artistici ed espone le proprie opere in varie mostre fra cui Westzone Gallery-Londra 2001, Metropolitan Museum of Art-New York 2003, Galleria Zucchi-Milano 2005, Galerie im Einstein-Berlino 2007, Musèe Maillol-Parigi 2010, Macro-Roma 2013.

Alcuni suoi lavori sono pubblicati su The Sunday Times, Colors, Die Zeit, Harper’s, Creative Review. Nel 2005 fonda, assieme al fratello musicista Saverio Lanza, il gruppo artistico multimediale Pastis. A partire dal 2006 avvia il progetto “Depositi”, a cui si affianca la collaborazione con Luca Farulli. Ha pubblicato due libri: “The Living Dead. Inside the Palermo Crypt” (Westzone Publishing 2000), “Velature” (Greta Edizioni 2015).
www.marcolanza.it

NOEMA GALLERY
La galleria d’arte creata nel 2013 a Milano da Maria Cristina de Zuccato e Aldo Sardoni con l’intento di far conoscere e promuovere la cultura della fotografia contemporanea d’autore, traghettandola oltre il circuito di intenditori e appassionati, nel 2022 ha aperto la sua sede permanente nella Capitale, nello storico rione romano di Prati.

Una galleria-laboratorio con l’allure artigiana e informale della boutique artistica di quartiere – per un archivio di scatti raccolto in venti metri quadri incastonati nella Città Eterna, tra lo scenario sontuoso del Vaticano e l’anima popolare dei mercati rionali del Trionfale – che però rivolge e allunga lo sguardo verso il mondo. Uno spazio espositivo dalle linee essenziali – con le pareti dipinte di bianco assoluto e i pochi complementi d’arredo dallo stile minimalista – che è però pronto a rimodularsi di volta in volta, esposizione dopo esposizione, al servizio di immagini e progetti artistici firmati da una scuderia di diciotto fotografi di razza, fortemente diversi tra loro ma legati da una profonda matrice culturale comune.
www.noemagallery.com


INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: Ricreazione
DI: Marco Lanza
A CURA DI: Chiara Dall’Olio
DOVE: Noema Gallery, Via Bu Meliana 4, Roma
OPENING: 26 gennaio 2023 ore 18.00
QUANDO: Dal 26 gennaio al 25 febbraio 2023
ORARI:
Lunedì 15:30 – 20:00
Dal martedì al venerdì 10:30 – 13:00 e 15:30 – 20.00
Sabato 10:30 – 13:00 e su appuntamento
INGRESSO LIBERO

CONTATTI:
SITO: https://www.noemagallery.com/
MAIL: noemagalleryroma@gmail.com
FACEBOOK: https://www.facebook.com/noemagallery
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/noemagallery/
UFFICIO STAMPA
CULTURALIA DI NORMA WALTMANN

051 6569105 – 392 2527126
info@culturaliart.com | www.culturaliart.com
Facebook: Culturalia | Instagram: Culturalia_comunicare_arte
Linkedin: Culturalia di Norma Waltmann | Youtube: Culturalia

L’Associazione culturale M’Arte festeggia 14 anni di successi!

L’Associazione culturale M’Arte (cultura per muovere l’arte) il 22 gennaio scorso ha festeggiato il suo 14° compleanno nella splendida cornice della Fondazione Venanzo Crocetti, in via Cassia 492, in grande stile come sempre.

Photo credit di Giovanni Williams e Cinzia Cerrone

L’ associazione nasce, nel 2009, dalla volontà di un gruppo di amici di spinti dalla necessità di vedere concretizzato un nuovo movimento culturale, apolitico e apartitico, che sperimenti e ricerchi l’Eccellenza nelle Arti come nelle Scienze, nella Pittura come nella Scultura, e ancora nella Letteratura e nella Musica e in tutte quelle attività umane che riproducano il reale o il fantastico nelle migliori forme espressive e con tutte le tecniche e tecnologie possibili per contribuire fattivamente a far riconoscere, e quindi a perseguire ed assimilare, i Valori fondanti della nostra millenaria società.

Photo credit di Giovanni Williams e Cinzia Cerrone

A far da cornice a questa fucina di idee e di iniziative ci sono le meravigliose sculture bronzee di Venanzo Crocetti custodite e valorizzate all’interno della nostra prestigiosa sede. Partiti in 9, l’associazione oggi conta oltre 150 soci, e in questi quattordici anni di attività oltre 600 eventi, tra presentazioni di libri, convegni, conferenze, concerti ma anche attività ricreative e sociali, gite fuori porta, visite guidate ed escursioni enogastronomiche.

Dal 2020 ha istituito il premio M.Arte, giunto alla 4° edizione. Priorità dell’associazione è il rapporto umano; “abbracciare” i soci è una delle prerogative.

Per la bella serata un appetitoso piatto di pasta e un brindisi per festeggiare tutti insieme i grandi traguardi ma non solo! Nel corso della serata è stata protagonista la musica dal vivo con il gradito ritorno del percussionista Oreste Sbarra con la vocalist Loredana Maiuri e Sandro Mambella alle tastiere.

Tra gli ospiti anche il senatore Maurizio Gasparri

Photo credit di Giovanni Williams e Cinzia Cerrone

Molto soddisfatti della serata sono stati la presidentessa Roberta Di Casimirro e il suo vice Gianfranco Spiezia, che danno appuntamento a tutti al prossimo evento di M.Arte

Naska Rebel Unplugged Tour

Nella cornice del Teatro Studio Borgna, dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, Naska nome d’arte di Diego Caterbetti, nato a Civitanova Marche, classe 97, ha presentato il Tour acustico, accompagnato da Carlo Capobianco e Lorenzo Buso alle chitarre e Gabriele Montanari al Violoncello.

Un concerto intimo, dove Diego ha raccontato la sua storia la sua voglia di musica che lo ha portato a Milano, con mille difficoltà ma con un obiettivo ben preciso, arrivare al successo.

Ed il successo conquistato ha prodotto un vastissimo numero di fan, che lo seguono in tutti i suoi concerti sempre sold out, ed è per questo che Naska li coccola, interagisce con loro, li invita sul palco a cantare insieme a lui.

La Scaletta della serata:

  • Rebel
  • Tu Che Ne Sai
  • Pasta col tonno (gag)
  • Spezzami il Cuore
  • 7 su 7
  • A Letto sveglio
  • Mamma Non Mi Parla
  • California
  • Polly
  • Miss u (cover Blink 182)
  • Horror
  • Vaffanculo Per Sempre
  • Settembre
  • O mi uccidi
  • Welcome
  • Cattiva

Le prossime date del Tour:

24 gennaio 2023 Teatro Rossini – Civitanova Marche
26 gennaio 2023 Cinema Teatro Maffei – Torino
27-28 gennaio 2023 Hall – Padova

‘La chiave’ al Teatro Tor Bella Monaca


Con l’adattamento e la regia di Tiziana Biscontini è andato in scena in questi giorni al Teatro Tor Bella Monaca lo spettacolo ‘La chiave’, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Jun’ichiro Tanizaki, romanzo diventato popolare anche grazie a Tinto Brass che lo portò sul grande schermo nel lontano 1983.

Le interpretazioni di Rosmunda D’Amico e Fausto Cassi hanno dato vita sul palcoscenico ai coniugi Alberto e Iris.

Lui un signore maturo, feticista, ansioso di esplorare nuovi orizzonti sessuali con la giovane moglie.
Desideri carnali che Alberto è incapace di confessare alla moglie e che descrive e raccoglie nel suo diario nascosto in un cassetto chiuso a chiave.

Lei donna passionale che non riesce a soddisfare le proprie pulsioni con il marito che non ha mai amato.
I due annotano i loro desideri nascosti su un diario. La donna trovando la chiave del cassetto di Alberto leggerà il suo diario scoprendo quelle verità.

Ambientata nell’era fascista, ‘La chiave’ è una storia di sesso torbida e dai risvolti tragici, concludendosi con la morte di Alberto, ma allo stesso tempo piena di ironia.

La galleria delle immagini

MUTA-MORFOSI di e con Sara Lisanti al Teatro T

Alle spalle di Porta Portese, in una piccola traversa a due passi dal Tevere, si trova il piccolo Teatro T. Open space, ma anche teatro e laboratorio artistico, recentemente questo spazio ha presentato al pubblico romano la singolarissima e suggestiva body performance di Sara Lisanti: MUTA-MORFOSI.
Pochi elementi scenografici: un bozzolo, due terrari in legno, una bambola rivestita di pelle di rettile, scaturiti dalla creatività dell’artista stessa, ad accompagnare la performance incentrata sul tema della metamorfosi individuale.
Ad introdurre l’azione performativa vera e propria, in apertura, le letture poetiche di Giangiacomo della Porta, il quale, attraverso il trittico di componimenti intitolato La nave dei folli (parte 1, 2 e 3), introduce lo spettatore ai temi del cambiamento e della mutazione, utilizzando la metafora di una nave in viaggio verso l’ignoto, in fuga dal presente, e alla ricerca di un futuro diverso.

MUTA-MORFOSI, body performance di 55 minuti circa, racconta dunque il tema della metamorfosi individuale, assimilandolo al processo di muta del mondo rettile e rappresentandolo in scena attraverso le sue varie fasi.
Lo spettacolo, può essere descrittivamente suddiviso in tre momenti: HI, AHI, I. Di saluto, di dolore, di conquista. Parole graficamente inserite all’interno della performance per fornire una sorta di mappa interpretativa agli spettatori.


Nella prima fase (fase HI) l’ artista è racchiusa all’interno di un bozzolo di tessuto, che ricorda quello di una crisalide. Man mano che il processo di mutazione e crescita inizia a compiersi, il bozzolo si schiude e la performer, in quella che è la seconda fase (fase HI), riallacciandosi metaforicamente al mondo rettile, si rinchiude nel terrario della propria sofferenza.
All’interno del terrario, come i rettili, la protagonista cresce, muta, si spoglia di strati di pelle, abitandone ogni volta di nuovi, per poi abbandonarli ed assumerne altri ripartendo infine da un ideale punto zero: punti di partenza e di arrivo continui, accompagnati ogni volta da sofferenza e travaglio.
Dopo questa seconda fase della mutazione, in uno stadio ormai a metà tra rettile e umano, la Lisanti esce dal terrario, strisciando per raggiungere uno specchio dal quale si alzerà infine in piedi, come assumendo una nuova forma, per poi farsi dipingere interamente da una truccatrice, in un bodypainting totale che si conclude con una colata color oro sulla fronte. Rituale dai toni battesimali, che ancora una volta riporta al tema di una nuova vita, di una rinascita in forma “altra”, questa volta gioiosamente colorata e brillante.
Nella fase conclusiva infine (fase I), l’artista si avvicina al proprio alter ego scenico, una bambola adulta, ricoperta di una vera e propria muta di un rettile. Anche la bambola esce dal suo proprio terrario, come fosse la proiezione dell’artista, e la voce off dell’autrice, accompagna gli spettatori con un monologo conclusivo, spiegando la cura di cui necessita ogni fase di muta, ogni nuova pelle, ogni transeunte dimora delle varie mutazioni individuali.


La performance di Sara Lisanti coinvolge lo spettatore in un viaggio altamente simbolico ed emozionante. I movimenti fluidi dell’artista danno vita alle varie fasi della rappresentazione in maniera estremamente convincente, trasmettendo emozioni, travaglio, ma anche gioia nella rinascita e amore soffuso. Uno spettacolo veramente particolare, che ben si sposa con le parole introduttive del poeta Giangiacomo Della Porta, e si conclude, nel suo essere una rappresentazione di MUTA-MORFOSI, con un unico, ben preciso manifesto vocale dell’artista stessa. La Lisanti comunica con naturalezza estrema attraverso il movimento, l’espressività, la creazione artistica, e forse per questo, in chiusura, sceglie di affidare la sua voce ad un registratore, invece di recitare in scena, trasformando anche la sua voce in simbolo ed in un certo senso in un artificio scenico.
Performance bellissima, coraggiosa e densa di significati. Assolutamente da non perdere.

𝘿𝙤𝙥𝙥𝙚𝙡𝙜𝙖̈𝙣𝙜𝙚𝙧 – 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶𝗮 𝗔𝗯𝗯𝗼𝗻𝗱𝗮𝗻𝘇𝗮/𝗕𝗲𝗿𝘁𝗼𝗻𝗶

Il doppio, la dualità come differenza, l’opposto che dà origine al mistero: questo lavoro parla e dà forma soprattutto all’incontro tra i corpi dei due interpreti, Francesco Mastrocinque, attore con disabilità, appartenente all’esperienza del Laboratorio Permanente di Nerval Teatro e Filippo Porro, danzatore.

Il progetto presenta anche la “prima volta” di una collaborazione tra due nuclei artistici differenti, che si incontrano nel solco tra arte e diversità, portando reciprocamente la propria esperienza e poetica della scena che, pur nella lontananza del segno, si alimenta e sviluppa attraverso la medesima sensibilità e passione.

Fin dai primi giorni abbiamo cercato di cogliere nello sguardo dei due interpreti, soprattutto un riconoscersi e attraverso questa reciproca ri-conoscenza, restare in ascolto di questa loro fase germinale. È seguito poi, diremmo in maniera naturale e quasi esclusivamente autogestito da loro stessi, uno sviluppo simbiotico dell’azione fino ad arrivare alla solitudine e al groviglio di arti e luce, di suoni e silenzi; il tutto attraverso un processo di relazione quasi esclusivamente somatico.  

Un ossimoro in danza, un tentativo di svelare, tra sapiente ignoranza e disarmonica bellezza, il doppio viso della sfinge: due corpi diversi che cercano sulla scena l’origine della possibilità di esistere, una dirompente vitalità e un candore disarmante, attraverso l’astrazione della realtà che diventa visione. 

Due corpi uguali che si riconoscono e non smettono l’abbraccio, il mandala, la cellula che li lega. Due esseri primi, primati, ai loro primi passi; tra evoluzione e involuzione, scelgono l’inesistente “voluzione”: uno stare vicini senza l’andare. Senza il destino forzoso del crescere e del diminuire.

Un percorso di gesti, sguardi; piccole, grandi tenerezze; beffardi e spietati tradimenti.  Sempre in un precario equilibrio: funamboli, sospesi tra vita e morte, tra ascesi e caduta. Nel mezzo: le loro forme, colte nella fragilità dell’inestinguibile enigma della sospensione.

Estratto dal comunicato stampa

Le fotografie dello spettacolo “𝘿𝙤𝙥𝙥𝙚𝙡𝙜𝙖̈𝙣𝙜𝙚𝙧” della Compagnia Abbondanza/Bertoni in scena al Teatro Palladium di Roma per la manifestazione di Orbita Spellbound Centro Nazionale di Produzione della Danza sono di Giulio Paravani.

Il Muro del Canto live al Monk

La band romana Il Muro del Canto è tornata nella capitale dopo il lungo tour estivo di presentazione del loro ultimo album, dal titolo “Maestrale”.

Il nuovo album segue, a quattro anni di distanza il precedente lavoro “L’amore mio non more”, con il quale la band si è distinta nel panorama della musica indipendente nazionale.

Questo proseguimento del tour, in questo nuovo anno, consolida la dimensione live della band che nel corso degli ultimi anni si è esibita in oltre 400 concerti sui palcoscenici italiani.

In questo ultimo lavoro Il Muro del Canto continua il proprio percorso evolutivo ed artistico, contraddistinto anche nel linguaggio utilizzato dove continua ad essere presente il dialetto romanesco anche in questi ultimi brani.

Ospite della serata l’attore romano Edoardo Pesce, che insieme alla band, ha interpretato sul palco alcuni pezzi tra cui un riarrangiamento di Tanto pe’ cantà di Ettore Petrolini poi diventata il cavallo di battaglia dell’indimenticabile Nino Manfredi.

I componenti del gruppo
Daniele Coccia Paifelman (voce)
Alessandro Pieravanti (voce narrante e batteria)
Eric Caldironi (chitarra acustica)
Ludovico Lamarra (basso elettrico)
Franco Pietropaoli (chitarra elettrica)
Alessandro Marinelli (fisarmonica)

La scaletta del concerto
La luce della luna
Cenere e carbone
Madonna delle lame
Canzone allagata
Quanno scenne la notte
Cometa
L’uomo in nero
Domani

L’amore mio non more
7 vizi Capitale
Chi mistica mastica
Ginocchi rossi
Pretenzioso

Tanto pe’ cantà
Prima de tutto
Controvento
Lasciame stà
Reggime er gioco

L’anima de li mejo
Il canto degli affamati
Ciao core

La vita è una
Te possino dà tante cortellate
Peste e corna

La galleria delle immagini

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Roberto Bettacchi
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