Il governo federale della Somalia ha annunciato la cancellazione di tutti gli accordi commerciali e di cooperazione in essere con gli Emirati Arabi Uniti, compresi quelli che coinvolgono istituzioni federali, entità affiliate e Stati membri federali operanti all’interno del Paese. La decisione, comunicata dalle autorità di Mogadiscio e rilanciata dall’agenzia di stampa nazionale Sonna, segna un deciso irrigidimento dei rapporti tra la Somalia e uno dei suoi principali partner regionali.
Secondo quanto riferito dal governo somalo, la scelta è maturata al termine di un’attenta valutazione dei recenti sviluppi politici e diplomatici. In una nota ufficiale, le autorità hanno fatto riferimento a rapporti considerati attendibili e a prove definite convincenti, che indicherebbero azioni giudicate dannose per l’indipendenza, l’unità nazionale e la sovranità politica della Somalia. Elementi che, secondo Mogadiscio, renderebbero incompatibile il mantenimento di accordi economici e commerciali con Abu Dhabi nelle attuali condizioni.
Alla base della rottura vi sono le crescenti tensioni legate alla questione del Somaliland, la regione settentrionale che si è proclamata indipendente nel 1991 ma che non è riconosciuta a livello internazionale come Stato sovrano. Nelle ultime settimane, il riconoscimento del Somaliland da parte di Israele ha riacceso forti sensibilità politiche a Mogadiscio, che considera il territorio parte integrante della Somalia. In questo contesto, secondo fonti somale, il ruolo degli Emirati Arabi Uniti sarebbe stato percepito come problematico e contrario agli interessi nazionali del Paese del Corno d’Africa.
A complicare ulteriormente il quadro vi sono anche notizie, non smentite ufficialmente, secondo cui gli Emirati avrebbero utilizzato il territorio somalo per agevolare la fuga di un leader separatista yemenita. Un’ipotesi che, se confermata, rafforzerebbe la convinzione del governo federale che alcune attività condotte da Abu Dhabi siano incompatibili con il rispetto della sovranità somala e del principio di non ingerenza negli affari interni.
Nel dare annuncio della decisione, il governo di Mogadiscio ha ribadito il proprio impegno a difendere l’integrità territoriale della Somalia e la sua unità nazionale, invitando al tempo stesso i partner internazionali a rispettare l’ordine costituzionale del Paese. Il messaggio è apparso come un chiaro avvertimento a tutti gli attori regionali coinvolti nel Corno d’Africa, un’area già segnata da forti fragilità politiche e da equilibri geopolitici complessi.
La cancellazione degli accordi con gli Emirati Arabi Uniti rappresenta un passo di rilievo anche sul piano economico. Negli ultimi anni, Abu Dhabi ha avuto un ruolo significativo in vari settori in Somalia, dalla logistica ai porti, fino alla cooperazione economica e alla sicurezza. La decisione di interrompere questi rapporti potrebbe avere ripercussioni non solo sulle relazioni bilaterali, ma anche sugli equilibri regionali e sugli investimenti nell’area.
Resta da capire quale sarà la reazione degli Emirati Arabi Uniti e se la rottura si tradurrà in un confronto diplomatico più ampio o se vi saranno tentativi di mediazione. Nel frattempo, il caso Somaliland continua a confermarsi come uno dei nodi più delicati della politica somala, capace di innescare tensioni non solo interne, ma anche con attori regionali e internazionali coinvolti negli equilibri del Corno d’Africa.
