Dietro le quinte del Regno del Marocco: il ruolo strategico dei servizi segreti nel contesto internazionale.

“Il Marocco è il guardiano della sicurezza nella regione. Se la sicurezza del nostro Paese è minacciata, lo è anche quella del mondo intero.” Le parole di Re Hassan II risuonano ancora oggi con un tono solenne e quasi profetico. In un mondo segnato dai conflitti in Ucraina e Gaza, dalle tensioni nel Mar Rosso e dalla ristrutturazione degli equilibri post-Guerra Fredda, il Marocco si conferma un attore strategico in grado di influenzare i destini di Europa, Africa e Medio Oriente.

Secondo il Morocco World News, dal 2002 le autorità marocchine hanno smantellato circa 200 cellule terroristiche e arrestato più di 2.000 sospetti. Questi dati evidenziano non solo l’efficacia dell’azione interna, ma anche la capacità del Paese di affrontare minacce transnazionali, proteggendo i propri confini e collaborando con partner sia africani sia europei.

La posizione geografica del Regno lo rende inoltre un punto strategico per flussi migratori, traffici illeciti e minacce terroristiche. In questo contesto, Rabat si è affermata come un partner affidabile per chi opera tra Europa e mondo arabo. La sua influenza non deriva da ambizioni di proiezione globale, ma dalla capacità di combinare sicurezza interna, diplomazia e intelligence.

Le principali agenzie che costituiscono l’ossatura della sicurezza nazionale sono tre:

–  la DGST (Direzione Generale per la Sorveglianza del Territorio) che si occupa della sicurezza interna, con un focus su terrorismo e criminalità organizzata;

– la DGED (Direzione Generale per gli Studi e la Documentazione), che ha il compito di raccogliere informazioni oltre i confini nazionali, monitorando gli sviluppi politici, economici e di sicurezza nella regione e identificando minacce internazionali

che potrebbero incidere sulla stabilità del Paese.

– il BCIJ (Bureau Central d’Investigations Judiciaires) è la forza operativa incaricata di condurre indagini su terrorismo, traffici e corruzione, proteggendo anche infrastrutture critiche.

Queste agenzie cooperano strettamente in un contesto sempre più complesso, segnato dalla multipolarità e dall’azione crescente di non state actors (attori non statali) come network terroristici e organizzazioni criminali. L’intelligence marocchina ha combinato con successo tecnologie avanzate e human intelligence, riservando particolare attenzione alle aree desertiche.

Questi territori, caratterizzati da scarsa visibilità operativa e da un’elevata densità di attività irregolari, rappresentano zone d’ombra dove la raccolta di informazioni sul campo ha permesso di identificare e smantellare numerose minacce terroristiche.

Oltre alla sicurezza, il Marocco gioca un ruolo crescente anche in ambito economico e energetico.

La crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina ha inoltre portato il Marocco a giocare un ruolo di primo piano anche sul fronte economico. Grazie ai suoi impianti solari nel Sahara e ai progetti di idrogeno verde, il Regno può, senza dubbio, contribuire alla diversificazione energetica europea.

Inoltre, con il ritiro francese da Mali e Niger, il Marocco si propone come mediatore naturale tra i governi locali, le organizzazioni regionali e gli attori internazionali, promuovendo stabilità e cooperazione nel Sahel.

Le sue operazioni di intelligence non solo proteggono i confini nazionali, ma creano una cintura di sicurezza estesa dal Maghreb al Golfo di Guinea, limitando l’influenza di Russia e Cina e favorendo la cooperazione con l’Occidente.

Il Marocco dimostra che la forza non si misura soltanto in termini di capacità militari o risorse materiali, ma anche attraverso la capacità di connessione, la stabilità interna e la diplomazia intelligente. La sua posizione geografica, la strategia energetica e l’efficienza dei servizi di intelligence rendono il Regno un interlocutore imprescindibile per Europa, Africa e Medio Oriente, capace di incidere con discrezione ma con risultati concreti.

Mariele Angelis, Middle East and North Africa Analyst

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