La Corea del Nord ha attaccato duramente il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, definendolo “ipocrita” dopo le sue dichiarazioni a Washington sul futuro della penisola coreana. Durante la sua recente visita negli Stati Uniti, Lee aveva affermato che l’alleanza tra Seoul e Washington si sarebbe rafforzata nel momento in cui fosse stato avviato “un percorso verso la denuclearizzazione, la pace e la coesistenza”. Da quando ha assunto l’incarico lo scorso giugno, il presidente sudcoreano aveva più volte espresso l’intenzione di migliorare le relazioni con Pyongyang, nonostante la minaccia rappresentata dal programma nucleare nordcoreano.
Le parole pronunciate a Washington, tuttavia, hanno suscitato la reazione immediata di Pyongyang. Attraverso l’agenzia ufficiale, la leadership nordcoreana ha accusato Lee di rivelare la sua “vera natura di oppositore” e di nutrire “sogni ingenui”. L’idea stessa di denuclearizzazione, ha affermato la nota, sarebbe paragonabile a “cercare di catturare una nuvola che fluttua nel cielo”.
Le tensioni verbali tra le due Coree confermano la persistente distanza tra gli obiettivi di Seoul e la linea intransigente di Pyongyang, in un contesto già segnato da continui test missilistici e da una crescente competizione geopolitica nell’area indo-pacifica.
