GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Ottimi i dati della produzione libraria 2021, stabile il numero di lettori

ECONOMIA di

Nel 2021 sono aumentati sia i titoli pubblicati (+11,1% sul 2020) sia le tirature (+11,7%), mentre un editore su tre dichiara un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente. Il numero di lettori si mantiene in linea con quello dell’anno precedente con un valore pari al 40,8%. Il 69,2% dei lettori legge solo libri cartacei, il 12,1% solo e-book o libri on line, lo 0,5% ascolta solo audiolibri mentre il 18,2% utilizza più di un supporto per la lettura (libro cartaceo, digitale, audiolibro).

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Jean-Paul Nerrière nomina l’italiana Monica Perna sua erede nella diffusione del Globish

ECONOMIA di

  L’ingegnere informatico francese Jean-Paul Nerrière, manager dell’IBM USA, ha nominato Monica Perna sua erede nella diffusione della lingua da lui creata. Alla fine del ‘900 Nerrière coniò il termine Globish. Con Globish si indica una variante di inglese parlata della maggior parte della popolazione mondiale, inoltre, è molto più semplice e immediata rispetto a quella di cui nei fanno uso i madrelingua inglese.

 L’attenzione nei confronti di questa lingua arriva anche in Italia grazie alla English Coach Monica Perna, che s’interessa a tale lingua sin da giovane. Questo accadeva perché, tra stranieri, si parlava un inglese più diretto, semplice e lineare, grammaticalmente e foneticamente corretto, ma molto più immediato e comprensibile a chiunque.

 L’ex dirigente dell’IBM ha individuato, infatti, un vocabolario di appena 1500 parole alla base del Globish rendendola una lingua davvero alla portata di tutti. Oggi, la lingua è compresa da un’alta percentuale della popolazione mondiale; una lingua in espansione grazie anche alla stessa Perna, che seguendo le orme del suo maestro, si è resa conto di come a Dubai, città in cui risiede, si parlasse un inglese alternativo rispetto a quell’originale.  Osservazione che l’ha portata a trasferirsi negli Emirati Arabi e a fondare qui AUGE International Consulting, l’accademia online in cui attraverso il metodo AUGE, esperienziale ed immersivo, insegna al mondo il Globish.

La fondatrice del metodo Auge ha dichiarato di essere emozionata durante il passaggio di testimone, una pesante eredità che le conferirà l’occasione di proseguire la sua attività, in Europa e nel mondo intero, per promuovere questa lingua franca. A margine dell’incontro Monica Perna ha dichiarato: “E’ stato bellissimo e stimolante trascorrere quasi due ore in compagnia di Nerrière, perché oltre ad essere il fondatore di quella variante di inglese che io stessa promuovo nei miei insegnamenti, ha una biografia straordinaria. Incontrare una persona di tale calibro almeno una volta nella vita e poter ricevere consigli preziosi è un grande onore e privilegio!”. Nerrière entusiasta della sua erede spera che con Monica Perna possano realizzarsi quei progetti di cui lui non era riuscito a mettere in atto.

“ BREVE RIFLESSIONE SULLA TRANSIZIONE ENERGETICA & SVILUPPO SOSTENIBILE”

ECONOMIA di

L’articolo di oggi vuole essere una breve riflessione sulla tematica di stretta attualità della transizione energetica, a partire dai temi trattati dall’interessante e recente convegno dal titolo “Transizione energetica & Sviluppo sostenibile” organizzato da EUSOLAG European Solar AG e che ha visto la presenza di relatori sul tema tra i più qualificati esperti internazionali.

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Smart working e scuola: l’esperienza di un’insegnante

Senza categoria/Varie di

Con l’avvento del Covid-19, la vita di molti lavoratori italiani è indubbiamente cambiata. Per alcuni lo smart working è arrivato come un fulmine a ciel sereno, per altri era già prassi consolidata. Se nei giorni scorsi abbiamo visto come un’azienda privata ha affrontato la riorganizzazione del lavoro prima e dopo il lockdown, ora il nostro interesse si sposta nel settore pubblico, con un occhio di riguardo alla Scuola

«Vorrei mantenere tra il 30 e il 40 % dei dipendenti pubblici in smart working anche nel post-Covid». A parlare così è Fabiana Dadone, ministro della Pubblica Amministrazione che ha intenzione di allargare la possibilità di  lavorare ancora fuori dall’ufficio a tutti e non solo ai genitori con figli minori di 14 anni, come già previsto nel Decreto “Cura Italia”. 

Intanto altre novità arrivano dall’orizzonte scuola, dove la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha parlato di una possibile ripartenza delle lezioni in presenza per settembre. 

Si tratterà comunque di un rientro graduale. Dal canto loro, gli insegnanti hanno deciso di scendere in piazza in 16 città definendo la didattica a distanza improponibile per il prossimo anno scolastico. 

Marianna Cinti, docente di Lettere

«Ritengo necessario tornare sui banchi a settembre, se questa didattica ha funzionato parzialmente in emergenza con classi già ben avviate, credo che non possa assolutamente accadere con quelle nuove, in cui membri e docenti ancora non si conoscono tra loro» afferma Marianna Cinti, titolare della cattedra di Lettere nella Scuola Media “Nardi” di Porto San Giorgio (FM). 

«Mi riferisco per esempio alle classi iniziali di ogni ordine e grado. Credo sia impossibile pensare di potere affrontare un percorso scolastico iniziale per l’infanzia, nella primaria, nella secondaria di primo grado e di secondo grado a distanza. Ritengo che per i più piccoli questa didattica non possa proprio funzionare. La scuola è socialità, stare insieme»  precisa. 

Le lezioni on line

Professoressa Cinti, come vi siete organizzati?

«Da soli e subito. Ci siamo rimboccati le maniche. Fortunatamente io e  altri colleghi avevamo già portato le nostre classi su piattaforme digitali da 4 anni, per cui è stato un lavoro in continuità. Eravamo già in regola  con liberatorie e quant’altro perché già in 1^ media avevamo regolarizzato l’iscrizione attraverso un modulo che la piattaforma  “We School” fornisce ai minori. Per cui, alcune classi sono partite subito, poi in accordo con la Dirigente Scolastica, i docenti che come me fanno parte del team digitale, hanno aiutato gli altri che non utilizzavano la piattaforma nelle loro classi. È stato formulato un nuovo orario delle lezioni, alternandoci tra mattina e pomeriggio»  

Le problematiche riscontrate

Ci sono state difficoltà? 

«Sì, sono emerse comunque sin dai primi giorni, perché, nonostante molti ragazzi sapessero già lavorare con gli esercizi e avessero confidenza con la piattaforma, i problemi sono emersi  con la connessione e soprattutto con i diversi strumenti da cui si può accedere alle videolezioni. 

La cosa più triste è che una didattica di questo accentua le disparità sociali. Nei casi in cui lo studente è stato seguito dalla famiglia, soprattutto se piccolo, il percorso è proseguito regolarmente. Quando non è stato così, è stato più difficile seguire tutti come quando si era in aula»  

Le soluzioni proposte

L’Istituto ha provato a risolvere queste problematiche?

«Per ovviare a queste mancanze, ha provveduto a fornire dei device ai ragazzi che non erano presenti alle videolezioni e a fornire aiuto per la connessione. Nonostante tutto, però permangono delle difficoltà» 

Quali?

«La più grande riguarda l’impossibilità di guardarsi negli occhi e di percepire da uno sguardo ciò che non va, ciò che hanno capito e che invece devi approfondire. Manca quel tipo di contatto che solo la didattica in presenza può dare. Per cercare di essere più vicini ai ragazzi abbiamo creato gruppi WhatsApp con docenti e alunni e devo dire che lì si riesce a comunicare e chiarire in modo più efficace e tempestivo» 

Per i ragazzi disabili quali modalità avete attuato? 

«Hanno seguito le lezioni con noi e l’insegnante di sostegno. In più hanno delle lezioni individuali. Siamo riusciti, grazie alla collaborazione dei genitori a seguirli bene e farli partecipare attivamente»

Le perplessità di chi va e di chi resta

Gli alunni di terza media come stanno vivendo questo momento?

«Sono disorientati e spaesati. Per diverso tempo, per l’esame si sono susseguite notizie diverse e contrastanti»

Ritorno sui banchi: che ne pensa della proposta di avere metà alunni in aula e metà collegati da casa?

«I problemi si moltiplicherebbero in questo modo. Certo, il primo punto da rivedere è la formazione di classi meno numerose, ma su questo noi docenti non possiamo fare molto» . 

 

Libia: la Conferenza di Berlino e il ruolo dell’Unione europea

EUROPA di

La Conferenza di Berlino sulla Libia ha riunito i partner regionali e internazionali più influenti nell’attuale fase cruciale della crisi libica. I partecipanti, Paesi ed Organizzazioni, hanno raggiunto un accordo su 55 punti e su una sua applicazione rapida.

I risultati della Conferenza di Berlino

Dopo 4 ore di colloqui, è stata presentata una dichiarazione condivisa in cui i partecipanti si sono impegnati ad astenersi da qualsiasi misura e da qualsiasi ulteriore sostegno militare alle parti “sul territorio e sopra il territorio della Libia, a partire dall’inizio del cessate il fuoco”. I presenti hanno poi ribadito il proprio impegno ad astenersi dalle “interferenze nel conflitto armato e negli affari interni della Libia” in virtù del fatto che “solo un processo politico libico e guidato dalla Libia può mettere fine al conflitto e portare una pace duratura”. 16 partner, tra Paesi ed Organizzazioni internazionali, hanno votato a favore di un embargo sulle armi proposto dalle Nazioni Unite che dovrà essere monitorato con maggiore attenzione rispetto al passato.

Lo scopo è quello di facilitare un processo di pace nell’ambito di un conflitto civile, in corso ormai da anni, caratterizzato da una complessità dovuta alla pluralità delle parti coinvolte.

Al tavolo dove si sono riuniti tutti i Paesi UE ed extra UE che hanno dato la propria approvazione alla dichiarazione finale sono mancati i due leader libici Fayez al-Sarraj e Khalifa Haftar, la cui partecipazione alla Conferenza è stata frutto di negoziazioni ed accolta con favore dalla comunità internazionale. Sembra che i due leader libici abbiano nominato i membri della commissione militare “5+5” che, secondo il piano di azione United Nations Support Mission in Libya-Unsmil, dovrebbe avere il compito di monitorare il cessate il fuoco e stabilire la linea degli schieramenti.

L’Unione europea e la crisi libica

Quanto al ruolo dell’Unione europea, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e l’Alto rappresentante/Vicepresidente della Commissione Josep Borrell hanno rilasciato una dichiarazione comune, in cui hanno ribadito che l’unica soluzione sostenibile alla crisi in Libia sono gli sforzi di mediazione guidati dalle Nazioni Unite, che mettono al centro i bisogni di tutto il popolo libico. I due, a nome dell’Unione, hanno dichiarato di sostenere “l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale della Libia, nell’interesse della stabilità e della prosperità della regione, che sono importanti anche per l’Europa”.

L’Unione Europea è soprattutto interessata a porre fine al conflitto nel timore che la crisi peggiori e che diventi “una seconda Siria”, come affermato dal Ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas. Anche in Europa però si manifestano interessi contrastanti: l’Italia, che ha sempre avuto un peso importante nella questione libica, sostiene al-Serraj, ma da vari mesi ha perso molta della sua influenza; la Francia si è legata a Haftar, per interessi economici ed energetici, nonché nella speranza di riuscire a contrastare i gruppi terroristici in Libia e nei paesi limitrofi. Nel frattempo, la Grecia protesta per non essere stata invitata a Berlino, minacciando di porre il suo veto alle iniziative dell’Unione sulla Libia.

 

Riunione straordinaria del Cops sulla Libia

In seno all’Unione è stata convocata una riunione straordinaria del Comitato Europeo per la Politica e la Sicurezza (Cops) sulla Libia. Si inizierà, così, a lavorare sul mandato del Consiglio per la rimodulazione dell’Operazione Sophia, che dovrà essere profondamente rivista per indirizzarla sul monitoraggio efficace dell’embargo di armi dell’ONU, non solo via mare ma anche via aria ed auspicabilmente via terra. L’Operazione Sophia, congiuntamente ad una proposta per una missione di peacekeeping in Libia, sarà un punto ricorrente nell’agenda del Cops. L’Alto rappresentante dell’Ue Jospe Borrell ha auspicato, infatti, che entrambe le iniziative siano pronte per il Consiglio Affari esteri dell’Ue che si terrà il 17 febbraio.

Le dichiarazioni

“Ho parlato dell’attuazione dei risultati della Conferenza di Berlino col Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres e gli ho rivolto un invito a partecipare presto alla riunione dei commissari, al fine di discutere una stretta collaborazione tra la Commissione Ue e l’Onu” queste le parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter.

“L’Unione europea si sta attrezzando per attuare i risultati della conferenza di Berlino. Siamo pronti a mobilitare le nostre risorse dove sono maggiormente necessarie” questo è quanto affermato, invece, dal Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in una dichiarazione. “A breve termine- ha affermato- il nostro contributo consisterà nel riflettere sul modo più efficace di monitorare il rispetto del cessate il fuoco e il rispetto dell’embargo sulle armi”.

“La conferenza di Berlino ha funzionato” – ha dichiarato, infine, su Twitter il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli- “La dichiarazione ha trovato il consenso della comunità internazionale per dare pace alla Libia. Ruolo chiave dell’Unione europea quando agisce unita. Adesso la parola passa ai leader dei due fronti libici”.

 

Trilateral meeting in Moscow between Iran, Russia and Turkey

BreakingNews @en di

Iran’s Deputy Foreign Minister Hossein Jaberi Ansari and his Russian and Turkish counterparts held a trilateral meeting in Moscow on the latest developments in war hit Syria and the upcoming peace talks attended by Russian Foreign Minister Sergei Lavrov, focused on the arrangements made for the Syrian peace talks due to be held in Astana on January 23.

Next National Assembly meeting might take place near Valencia (Carabobo)

BreakingNews @en di

President of the National Assembly Julio Borges along with other members of Parliament to Fuerte Paramacay visited the Deputy Gilber Caro who’s held by the Bolivarian Intelligence Service (Sebin) in its structure near Valencia( state of Carabobo) since Wednesday. Borges did not exclude the possibility that the next National Assembly meeting will take place in the city of Valencia, so that the whole Parliament will be able to express the closeness to Caro for his detention.

Ricardo Lagos proclaimed as presidential candidate by Party for Democracy

BreakingNews @en di

The Party for Democracy (PPD) today voted its candidate for the presidential elections of 2018. At the voting session, participated by 400 councilors who have chosen unanimously, the 92.6% of the vote was for the former President Ricardo Lagos, who was confronting Deputy Jorge Tarud. The President of the PPD Gonzalo Navarrete expressed satisfaction for the results of the voting. Now Lagos must face the candidates of the other parties who are forming the coalition “Nueva Mayoría” before he can be an official candidate in the presidential elections of 2018.

On a scale ranging from 0 to 5, Russia is considered a level 5 danger

BreakingNews @en di

A survey reveals that, contrary to those that have been the voting choices, the majority of Americans see Russia today as a greater danger than at the beginning of the election campaign. A sample containing both Democrats and Republican voters reveals that the perception of dangerousness of Russia in the electorate increased from 76% in March 2015 up to 82% today, more precisely the 84% of Democrats and 82% of Republicans see in Russia a danger level 5, on a scale ranging from 0 to 5, behind only to North Korea, which is considered to level 5 from 86% of the sample. The results show how to the story of cyber-espionage against the DNC at the hands of Russian agents has increased the feeling of fear towards Russia in the electorate.

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Redazione
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