GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

Author

Carmelo Cutuli

Carmelo Cutuli has 21 articles published.

Carmelo Cutuli è un professionista esperto nel campo della comunicazione e delle relazioni istituzionali con una consolidata esperienza internazionale.

Presentazione di Confassociazioni Australia al Senato

EVENTI di

Su iniziativa del Sen. Francesco Giacobbe, Segretario della 9a Commissione Permanente del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), si terrà il prossimo 22 febbraio (ore 10:30), presso la Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica la presentazione di Confassociazioni Australia. 

All’incontro, parteciperanno il Sen. Giacobbe, parlamentare eletto nella circoscrizione estera Africa, Asia, Oceania, Antartide, Angelo Deiana, Presidente di CONFASSOCIAZIONI e Carmelo Cutuli, Vicepresidente di Confassociazioni International con delega ai rapporti con Nord America e Australia ed il Presidente di Confassociazioni Australia, l’Avv. Giovanni Patti.

L’Italia e l’Australia sono collegati da vincoli storici e condividono significative relazioni commerciali in diversi settori, con un consistente flusso di esportazioni dall’Italia all’Australia che supera i 4 miliardi di euro. Entrambe le economie altamente sviluppate del G20, Australia e Italia attualmente vantano un buon livello di interazione commerciale e, soprattutto, ampie prospettive di miglioramento. Tuttavia, la pandemia da COVID-19 ha determinato una significativa contrazione degli scambi tra i due paesi nel periodo 2020-2021. Nonostante ciò, i valori degli scambi sono aumentati costantemente, raggiungendo i 4,443 miliardi di euro nel 2021 e i 5,818 miliardi di euro nel 2022. Sebbene le importazioni di beni australiani in Italia abbiano registrato un raddoppio nel 2022 rispetto al 2021, il saldo commerciale rimane significativamente a favore dell’Italia, con 4,7 miliardi di euro di esportazioni nel 2022.

Tutte le iniziative – ha dichiarato il Sen. Francesco Giacobbe  che permettono la promozione d’Italia nel mondo sono benvenute e importanti perché di interesse strategico per il nostro Paese. Per quanto riguarda l’Australia, poi, ci sarebbero mille motivi per promuovere l’intensificazione dei rapporti bilaterali, fra questi tre in particolare: la popolazione di origine italiana in Australia rappresenta circa il 5% della popolazione totale; l’Australia può rappresentare il gateway naturale per espandere la presenza italiana nell’Indo-Pacifico;  l’interesse dell’Australia per i Paesi europei è elevato, infatti il governo federale sta negoziando un Free Trade Agreement con l’UE. La presenza di Confassociazioni in Australia va nella direzione di intensificare i rapporti fra Italia e Australia e sono certo che essa metterà il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il mio in bocca al lupo va al presidente della sezione Australia, Giovanni Patti,  buon lavoro.

Il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Angelo Deiana ha dichiarato “L’inaugurazione del branch Australia di Confassociazioni sottolinea l’impegno della nostra Confederazione nel valorizzare il contributo delle comunità italiane all’estero. L’apertura di questa nuova sede testimonia la volontà di rafforzare la rete globale di Confassociazioni, con l’obiettivo di diventare una confederazione di associazioni professionali a livello internazionale. Stiamo lavorando alla costituzione di altri branch esteri, consapevoli del grande potenziale delle comunità italiane nel mondo. Vogliamo creare nuove opportunità di scambio e collaborazione tra i professionisti e le imprese dei vari Paesi in cui siamo presenti.”

Carmelo Cutuli, Vicepresidente di Confassociazioni International con delega al Nord America ed Australia, ha aggiunto. “Auguro buon lavoro al Presidente Giovanni Patti e a tutto il team di Confassociazioni Australia per questo nuovo ed entusiasmante progetto. L’apertura di un branch in Australia rappresenta una tappa fondamentale per la crescita internazionale di Confassociazioni, Italia ed Australia sono unite da vincoli storici e da solidi rapporti commerciali. Sono certo che Confassociazioni Australia, forte della professionalità del suo team, saprà creare nuove sinergie tra i professionisti e le imprese dei due Paesi, favorendo lo scambio di competenze ed esperienze”.

Ritengo, – ha evidenziato il Presidente di Confassociazioni Australia, Giovanni Patti – che le solide relazioni tra l’Italia e l’Australia abbiano notevolmente contribuito a determinare un legame molto forte tra i due Paesi. Italia e Australia condividono una lunga storia di amicizia e cooperazione, ne è prova anche la numerosa e molto ben integrata comunità italiana in Australia. Confassociazioni è impegnata attivamente nel rafforzare questi legami attraverso la promozione del Made in Italy, l’organizzazione di iniziative volte a favorire scambi commerciali e culturali tra i due Paesi, nonché nel rendere le rispettive comunità sempre più partecipi delle opportunità che si presentano in Australia e/o in Italia. È mio sincero auspicio, come presidente di Confassociazioni Australia, che le relazioni tra Italia e Australia possano continuare a svilupparsi trovando anche degli ulteriori strumenti di integrazione e cooperazione che possano ulteriormente rafforzare un legame già ben solido”.

Il Branch australiano di Confassociazioni rientra nella strategia di internazionalizzazione di CONFASSOCIAZIONI (Pres. Angelo Deiana) e Confassociazioni International (Pres. Gianni Lattanzio) e si unisce agli altri branch internazionali: Canada (Pres. Paolo Quattrocchi); Spagna (Pres. Ercole Rovida); UAE (Pres. Guido Sperzaga); UK (Pres. Stefano Potortì); USA (Pres. Claudio Frasca).

Siamo certi – conclude Deiana – che il branch Australia saprà dare un contributo prezioso alla promozione della cultura e dell’imprenditoria italiana. Auguriamo buon lavoro al Presidente Patti e a tutto il team, certi che questa nuova realtà saprà valorizzare le competenze e le eccellenze della comunità italiana in Australia”.

I lavori dell’incontro saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube del Senato della Repubblica (https://webtv.senato.it). L’accesso alla sala – con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima. Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo. I giornalisti e gli ospiti devono accreditarsi scrivendo a: ferdinando.manzo@senato.it 

5 domande a Germana Lo Sapio su AI, PA e Policy-making

Innovation di

Germana Lo Sapio è una giurista con una carriera diversificata che include esperienze come giudice amministrativo, penale e civile, giurista d’impresa e consigliere giuridico ministeriale. La sua passione per l’impatto del digitale affonda le radici nella prima esperienza lavorativa. Il suo percorso le ha permesso di approfondire le sfide normative legate allo sviluppo delle tecnologie innovative e dell’intelligenza artificiale.

Se dovesse indicare le priorità fondamentali, a livello di policy-making, nell’affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale in Italia, da quali inizierebbe?

L’AI è una tecnologia digitale complessa, è nata nei laboratori di ricerca ma ha risvolti applicativi concreti in tutti i settori. Occorrerebbe concentrarsi su entrambi questi profili: incentivare le quote – ancora basse in Italia – dei laureati STEM, sostenendo la ricerca scientifica, ma attivando collaborazioni con le MPI che sono l’ossatura dell’economia italiana. Occorre fare rete, tra impresa, università, laboratori di ricerca, poli di eccellenza. Creare delle AI Valley in zone che magari hanno anche potenzialità turistiche inesplorate.

Molti osservatori stanno ponendo l’accento sulla eXplainable AI. Ritiene anche lei che questo tipo di approccio possa limitare l’effetto “black-box” aumentando la consapevolezza umana di ciò che avviene all’interno di una elaborazione algoritmica?

La ricerca di XAI dovrebbe controbilanciare il fenomeno della black box, che effettivamente rischia di limitare l’uso e quindi i benefici dell’AI soprattutto in settori della pubblica amministrazione in cui sono in gioco diritti fondamentali: istruzione, sanità, giustizia. Qui non conta solo cosa, ma anche come. E senza comprensione e spiegazione di come sulla base dei dati si arrivi a certi risultati, non ci può essere tutela. Bisogna però trovare un equilibrio, un trade-off tra efficienza e spiegabilita. D’altra parte anche per le decisioni umane, non si pretende di conoscere nel dettaglio tutti i passaggi sinaptici che fanno i cervelli. Basta una spiegazione che sia ragionevole e verificabile, magari con l’ausilio dei Large Language Model addestrati per gli specifici domini.

Un utilizzo combinato di AI e Blockchain potrebbe, a suo avviso, limitare l’uso indiscriminato delle tecnologie intelligenti?

La combinazione tra tecnologie digitali fa parte del loro DNA. Sono destinate ad arricchirsi reciprocamente. La stessa AI viene utilizzata per aumentare le prestazioni dei sistemi di AI. Si propagano così, innovazioni a catena, basti pensare a tutto il campo crescente della biotecnologia potenziata da AI che promette di dare risposte a malattie ancora incurabili ma solleva anche questioni etiche e, per alcuni, esistenziale su come sarà un ‘essere umano’ potenziato da AI. L’uso indiscriminato non credo possa dipendere dalla combinazione in astratto di tecnologie, ma da come i sistemi vengono progettati, addestrati su quali dati, sviluppati, applicati nei contesti specifici e per quali scopi, benefici o meno. Conta forse di più come si combinano in concreto le competenze diverse nel rapporto uomo-macchina e i ruoli che ciascuno ha lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi di AI.

Ritiene possibile una “P.A. aumentata” che punti essenzialmente al potenziamento dei servizi e processi della PA attraverso le prerogative offerta dall’AI, anziché la mera sostituzione di forza lavoro umana con le macchine?

Non solo possibile, auspicabile. C’è ancora molto spazio di miglioramento nella progettazione ed erogazione dei servizi e delle prestazioni, anche nella loro personalizzazione, prima che possa temersi una sostituzione della forza lavoro nella pubblica amministrazione. Bisognerebbe però partire da una effettiva analisi del fabbisogno, orientando i processi mettendosi nell’ottica dei cittadini e non in quella di dover inseguire la tecnologia magari più innovativa: occorre riflettere su dove utilizzarla, per quali obiettivi, come adattare l’organizzazione, come garantire il monitoraggio continuo, come evitare o mitigare i rischi? Soprattutto come formare adeguatamente i dipendenti che devono sentirsi ‘assistiti’ non sostituiti. Accompagnare la rivoluzione digitale nella pubblica amministrazione è la sfida più difficile dei prossimi anni, sapendo che la resistenza al cambiamento è uno dei bias naturali degli esseri umani. Ci sono molto progetti già oggi. Forse occorrerebbe condividerne anche le criticità tra tutte le PA, perché siamo ancora in una fase sperimentale. Questo è l’anno zero, ma correrà veloce.

L’AI sta polarizzando l’attenzione pubblica ma in molti contesti sociali e lavorativi il digital divide è ancora forte. Stiamo rischiando forse di alimentare un ulteriore scollamento tra le fasce sociali? Come faremo a garantire una transizione realmente inclusiva e sostenibile?

Il digital divide rischia di aumentare, non solo tra fasce sociali, ma anche tra zone territoriali, o tra le stesse pubbliche amministrazioni. La formazione è una risorsa chiave, si parla sempre più di AI Literacy in tutte le strutture organizzative, scuole comprese. È necessario acquisire da parte di tutti la consapevolezza che la diffusione di tecnologie con ‘un certo livello di autonomia’ cambia il modo di lavorare, di relazionarsi, di produrre, cambia l’ambiente in cui viviamo. Ma offre anche grandi opportunità di inclusione: ad esempio i Large Language Model (di cui ChatGPT è solo l’esempio più noto) possono rendere più facilmente comprensibili o tradurre in diverse lingue le decisioni amministrative o creare applicazioni di supporto per i bambini disabili nelle scuole. È sempre una questione di governance, di direzione, che spettano (ancora) agli human being e non ad AI.

Intelligenza artificiale: il libro di De Felice e Race stimola il dibattito sul “Mondo nuovissimo”

LIBRI di

L’intelligenza artificiale sta rapidamente trasformando la nostra società e sollevando interrogativi profondi sul futuro dell’umanità. Il nuovo libro “Il mondo nuovissimo. Dialoghi su etica e intelligenza artificiale” di Fabio De Felice e Roberto Race edito da LUISS, con prefazione di Vincenzo Paglia, affronta questi temi complessi attraverso una serie di dialoghi tra i due autori.

De Felice, ingegnere ed imprenditore digitale, e Race, giornalista ed esperto di corporate communication, mettono a confronto le loro competenze complementari per analizzare luci e ombre delle tecnologie emergenti. I dialoghi spaziano dalle opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nella medicina, nell’istruzione e nell’economia circolare ai rischi per il lavoro, la privacy e l’equità sociale.

Gli autori trattano con rigore, ma in modo divulgativo, questioni etiche fondamentali come la responsabilità umana rispetto alle scelte delle macchine, il tracciamento dei dati personali e i potenziali bias degli algoritmi. Offrono anche proposte concrete per un approccio etico all’innovazione, che metta al centro il bene comune.

De Felice e Race coniugano ottimismo sulle possibilità aperte dal progresso tecnologico e realismo critico di fronte ad effetti collaterali problematici. Il libro contribuisce ad arricchire il dibattito pubblico sull’impatto sociale dell’intelligenza artificiale, stimolando una riflessione attenta e non ideologica. Una lettura illuminante per comprendere la portata della rivoluzione in atto e il ruolo di ciascuno nel plasmarne gli esiti.

Nasce Confassociazioni Sardegna, Galleri alla guida

BreakingNews di

Cresce il radicamento nazionale di Confassociazioni con la nascita di Confassociazioni Sardegna. A capo della nuova divisione Giulio Galleri, come annunciato dal Presidente di Confassociazioni Angelo Deiana sul sito di Confassociazioni.

Galleri intende favorire nuove opportunità di business e investimento tra gli associati e le imprese sarde, puntando a creare collegamenti con scenari nazionali e internazionali. L’obiettivo principale è rivolgersi al business locale e alle eccellenze produttive della Sardegna, creando una piattaforma unificante attraverso la rete di imprese.

Insieme a Galleri, nel team di Confassociazioni Sardegna altri giovani professionisti e imprenditori sardi: Roberto Mulas come Segretario e Vice Presidente agli Affari Generali, Francesca Correddu Vice Presidente ai Rapporti con la Pubblica Amministrazione, Federico Pili Vice Presidente al Turismo e Artigianato, Marco Desogus Vice Presidente al Commercio e Industria, Salvatore Saiu Vice Presidente a Università, Ricerca e Innovazione, Adriana Pili Vice Presidente a Cultura e Pari Opportunità, Simona Muntoni Vice Presidente ad Ambiente e Territorio, Gianpaolo Vidili Vice Presidente alla Sanità.

Il Presidente Deiana augura buon lavoro alla nuova branch sarda, auspicando una forte collaborazione con le altre sedi di Confassociazioni in Italia e nel mondo. L’obiettivo comune è supportare le imprese e lo sviluppo economico dei territori. “La comprovata esperienza e competenza professionale del neo presidente della branch sarda – ha proseguito Deiana – unita alla sua reputazione di elevata qualità hanno spinto alla creazione della branch sarda scindendola da quella del Lazio, presieduta egregiamente da Franco Savastano. L’obiettivo manifestato da Galleri è favorire nuove opportunità di business e investimento tra gli associati e le imprese locali, nonché assicurare il massimo collegamento con scenari nazionali e internazionali tramite lo sviluppo di nuove partnership commerciali e imprenditoriali”.

Presentato a Giarre il libro “Catania: un viaggio nel barocco” di Antonio Grasso

EVENTI di

Si è svolta ieri, presso il Salone degli Specchi del Palazzo di Città di Giarre, la presentazione del volume “Catania: un viaggio nel barocco” del saggista Antonio Grasso, edito da Algra Editore. L’evento, che ha visto una nutrita partecipazione di pubblico, ha visto la presenza dell’autore.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Leonardo Cantarella, dell’Assessore alla Cultura Tania Spitaleri, dell’Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo Giuseppe Cavallaro e del Presidente della V Commissione Consiliare Istruzione, Cultura, Beni Culturali e Ambiente Vincenzo Silvestro, l’architetto Giuseppe Marano, Consigliere dell’OAPPC di Catania e Referente dell’Ufficio Speciale Restauro e Centri Storici, ha presentato e moderato l’incontro con l’autore.

Il libro di Antonio Grasso racconta la storia e descrive le meraviglie architettoniche e artistiche del barocco catanese, soffermandosi in particolare su piazza Duomo, via Vittorio Emanuele II e via Garibaldi. Attraverso una scrittura fluida e ricca di dettagli, l’autore guida il lettore in un affascinante viaggio tra chiese, palazzi e monumenti, illustrandone origini, peculiarità e curiosità.

Nel corso della presentazione, Antonio Grasso ha dialogato con il pubblico spiegando genesi e contenuti del volume, frutto di una approfondita ricerca negli archivi e di sopralluoghi sul campo. L’incontro si è concluso con un ricco dibattito durante il quale l’autore ha soddisfatto le curiosità dei presenti, confermando l’importanza di diffondere la conoscenza del patrimonio artistico e culturale delle nostre città.

Antonio Grasso presenta il suo libro “Catania: un viaggio nel Barocco” al Salone degli Specchi del Palazzo comunale di Giarre

LIBRI di

Il libro “Catania: un viaggio nel Barocco” di Antonio Grasso, sarà presentato giovedì 21 dicembre alle ore 17.30 presso il Salone degli Specchi di Palazzo di Città (Via Callipoli, 81) a Giarre, in provincia di Catania. 

L’evento vedrà la partecipazione di importanti personalità istituzionali della città, tra cui il Sindaco di Giarre, Leonardo Cantarella, l’Assessore alla Cultura, Tania Spitaleri, l’Assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo, Giuseppe Cavallaro, e il Presidente della Commissione Consiliare Istruzione, Cultura, Beni Culturali e Ambiente, Vincenzo Silvestro.
Il libro di Antonio Grasso, appassionato saggista e studioso del patrimonio artistico siciliano, rappresenta un’opera di grande rilevanza per tutti gli amanti dell’arte barocca e della storia di Catania. Attraverso una dettagliata ricerca e una narrazione avvincente, l’autore ci guida in un viaggio emozionante tra le meraviglie architettoniche della città etnea.”Catania: un viaggio nel Barocco” è un’opera che si distingue per la ricchezza di dettagli e per l’approccio meticoloso di Antonio Grasso nell’esplorare la storia e l’arte barocca di Catania.
Il libro, edito da Algra Editore, offre una prospettiva unica sulle opere architettoniche e artistiche che caratterizzano Piazza Duomo, Via Vittorio Emanuele II e Via Garibaldi, trasportando il lettore in un’epoca di splendore e bellezza. La presentazione del libro sarà moderata dall’architetto Giuseppe Marano, consigliere dell’OAPPC CT e referente dell’Ufficio Speciale Restauro e Centri Storici dell’OAPPC CT. Marano, esperto nel campo del restauro e della conservazione del patrimonio, contribuirà a una riflessione approfondita sulle opere barocche catanesi e il loro impatto sulla città.

Il Sequestro del Marò: a Catania la presentazione dell’ultimo lavoro di Massimiliano Latorre

LIBRI di

Venerdì 17 novembre alle ore 16:00 presso il Castello Ursino in Piazza Federico di Svevia 21 si terrà la presentazione del libro “Il Sequestro del Marò” dell’autore Massimiliano Latorre.

L’evento, completamente gratuito e aperto al pubblico, vedrà la partecipazione dell’autore e di relatori di spicco che approfondiranno i diversi aspetti legati a questa intricata vicenda: l’Avv. Enrico Trantino – Sindaco di Catania, il Sen. Salvo Pogliese – Senatore della Repubblica, l’Avv. Alessandro Gravante Ph.D – Senior Partner di Giambrone & Partners, l’Avv. Giovanni Patti LL.M. – Partner di Giambrone & Partners e l’Avv. Massimiliano Giammusso – Presidente movimento culturale Avanguardia.

La discussione sarà moderata dalla giornalista Katia Scapellato e permetterà di analizzare i risvolti politici, giuridici e personali del celebre caso dei Marò, offrendo spunti di riflessione e approfondimento.

Sud, il capitale che serve: presentato alla SVIMEZ il nuovo libro di Carlo Borgomeo

LIBRI di

E’ stato presentato presso la l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ) l’ultimo libro Carlo Borgomeo “Sud, il Capitale che serve”, per le edizioni Vita e Pensiero. All’incontro sono intervenuti, insieme all’autore, Gian Paolo Manzella (vice presidente della Svimez), Marco Sarracino (segretario metropolitano del Partito Democratico di Napoli), Luca Bianchi (direttore della SVIMEZ), Gaetano Quagliariello (presidente della Fondazione “Magna Carta”), Carlo Borgomeo (presidente della Fondazione Con il Sud), Adriano Giannola (presidente della SVIMEZ).

Il divario tra Nord e Sud del paese è una questione complessa che affonda le proprie radici nella storia d’Italia. Benché negli ultimi decenni si siano fatti passi avanti, permangono differenze sostanziali in termini economici e sociali che frenano la crescita del Meridione e dell’intera nazione. É urgente un cambio di paradigma che guardi oltre il mero assistenzialismo e scommetta sulle potenzialità ancora inespresse del Sud, coinvolgendo istituzioni, imprese e società civile.

In tal senso, sottolinea Carlo Borgomeo nel suo volume “Sud, il Capitale che serve”, è necessario investire sul capitale sociale, inteso come insieme di relazioni, reti e fenomeni di partecipazione attiva che rafforzano il senso di comunità. Si tratta di valorizzare il terzo settore, il welfare di prossimità, la collaborazione pubblico-privato: asset strategici per modernizzare e rendere più competitivo il Meridione. Le esperienze virtuose esistono e stanno crescendo, ma vanno rese sistemiche all’interno di un disegno organico di rilancio. Questa prospettiva può integrarsi efficacemente con l’attuazione del PNRR e con il dibattito sull’autonomia differenziata. Per quanto riguarda il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è essenziale riuscire a investire le ingenti risorse previste puntando anche su progetti dal forte impatto sociale, radicati nei bisogni specifici dei territori. Le amministrazioni locali, specie nel Mezzogiorno, vanno sostenute per recuperare gap amministrativi e competenze tecniche necessarie a non perdere l’occasione storica del PNRR.

Al contempo, la questione dell’autonomia differenziata va affrontata nel rispetto del principio costituzionale di solidarietà: esaltare le peculiarità dei territori non deve tradursi in una deriva centrifuga che acuisca le divisioni. La sfida è declinare diversità e sussidiarietà in una visione inclusiva, senza penalizzare le aree più fragili del Paese come il Sud. Le opportunità offerte dal PNRR e dalla nuova centralità del Mediterraneo possono essere la leva per un rilancio del Mezzogiorno, a patto di superare pigrizie e immobilismi e di scommettere su innovazione, competenze e creatività. In tale prospettiva, un ruolo cruciale spetta alle nuove generazioni, che sono la linfa del cambiamento: investire su istruzione, cultura, ricerca, creazione d’impresa giovanile nel Meridione significa costruire il futuro. Naturalmente, presupposto imprescindibile è un impegno lungimirante della politica, che abbandoni logiche clientelari e di breve respiro per elaborare una visione strategica di crescita del Sud e dell’Italia intera. Solo unendo idealità e concretezza, spirito critico e capacità progettuale, cura del sociale e rilancio economico, si potrà vincere la sfida dello sviluppo equo e sostenibile.

Il Mezzogiorno ha pagato a caro prezzo errori storici e la marginalità geopolitica durante la guerra fredda, ma possiede energie umane, culturali e imprenditoriali preziose. La vera ricchezza sta nella sua società, nei giovani, nel dinamismo delle realtà sociali e produttive. È da qui che bisogna partire per un nuovo Meridione che sia volano di progresso per l’Italia intera. Con pragmatismo e spirito di concordia, è possibile ridurre il divario secolare tra le due anime del Paese. La sfida è epocale, ma per vincerla occorre guardare al futuro senza nostalgie né rassegnazione. Il Sud può farcela, se l’Italia saprà scommettere su se stessa.

La violenza in un ‘click’: nelle librerie l’ultimo lavoro di Carmela Mento e Francesco Pira

LIBRI di

“La violenza in un ‘click'” di Carmela Mento e Francesco Pira, per Franco Angeli editore, affronta il tema delicato e purtroppo sempre più attuale del revenge porn, ovvero la diffusione online non consensuale di immagini o video intimi. Il testo analizza questo fenomeno da diversi punti di vista: sociologico, psicologico e giuridico.

Gli autori descrivono le alterazioni nelle relazioni di coppia che possono portare a simili atti di vendetta, approfondendo pratiche diffuse come il sexting e le conseguenze psicologiche per le vittime, tra cui senso di vulnerabilità, vergogna, depressione e perfino tendenze suicide.

Viene poi delineato il profilo psicologico sia della vittima che dell’autore del revenge porn, evidenziando come quest’ultimo agisca per sadismo, rivalsa o bisogno di attenzioni.

Dal punto di vista giuridico, il volume analizza la nuova fattispecie di reato introdotta dal Codice Rosso per contrastare il fenomeno, le pene previste e i legami con altri reati simili.

Nel complesso si tratta di un’analisi accurata e molto utile per comprendere un fenomeno purtroppo in crescita, offrendo chiavi di lettura e spunti per una prevenzione a livello educativo e sociale. Un testo prezioso per psicologi, sociologi, operatori del settore e per tutti coloro che desiderano approfondire l’argomento.

Celebrazione del Beato Rosario Livatino all’Arciconfraternita di S.M. Odigitria dei Siciliani a Roma

EVENTI di

L’Arciconfraternita di S.Maria Odigitria dei Siciliani in Roma, Primicerio Mons. Renzo Giuliano, ha celebrato, lo scorso 27 ottobre, il ricordo del Beato Rosario Angelo Livatino.

Nel corso dell’incontro, la professoressa Carmelina Chiara è intervenuta sul tema “Il messaggio del Beato Rosario Angelo Livatino” condividendo con il pubblico la profonda spiritualità e l’esempio di vita di questa figura significativa per la comunità siciliana e per l’intera Chiesa.

“Per i credenti, – ha testimoniato la professoressa Chiara. – il Beato Livatino incarna il messaggio del Vangelo vissuto nella concretezza di scelte radicali. Per i laici, è modello di rettitudine e fedeltà ai propri doveri. La sua eredità costituisce un faro di speranza per le nuove generazioni, che ancora oggi guardano alla sua testimonianza come fonte di ispirazione. Il sorriso mite e gli occhi limpidi di quel ragazzo con la toga, nella foto che lo ritrae appena quarantenne, continueranno a scrutare le coscienze di quanti credono nella dignità umana e nella forza redentrice della verità e dell’amore.”

“Oltre che magistrato, – ha continuato – Livatino era infatti un fervente cattolico. La fede impregnava ogni aspetto della sua esistenza: dalla messa quotidiana prima di recarsi in ufficio, alla devozione mariana, fino allo studio approfondito dei documenti del Concilio Vaticano II. Proprio in questi scritti il giudice ragazzino trovava ispirazione per coniugare il rigore del diritto con la misericordia evangelica. La sua figura segna così la possibilità di una sintesi feconda tra sfera spirituale e temporale, tra l’aspirazione alla santità personale e l’impegno per la giustizia sociale.”

“A trent’anni dalla morte, – conclude – l’esempio di Rosario Livatino è più vivo e attuale che mai. In una società spesso dominata da egoismi e particolarismi, egli ricorda che è possibile scegliere la via più difficile dell’onestà e del bene comune.

A margine dell’intervento della professoressa Chiara, il Primicerio dell’Arciconfraternita, Mons. Renzo Giuliano, ha ricordato agli intervenuti il fortissimo impegno profuso a gennaio al fine di ospitare nella Capitale la “Peregrinatio Livatino”, che ha portato a Roma la reliquia del Beato Livatino e che ha riscosso un notevole interesse da parte delle istituzioni e dei cittadini.

Al termine dell’incontro, una Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da don Riccardo Scorsone. Durante la messa, il Coro Psallite Sapienter, guidato dal Maestro Angelo Coccia, che hanno accompagnato i fedeli nel momento di riflessione e preghiera.

Carmelo Cutuli
0 £0.00
Vai a Inizio
×