In libreria: La Massoneria tra filosofia e pedagogia di Mario Donato Cosco per le edizioni Anicia

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L’ultimo lavoro del Prof. Mario Donato Cosco, dal titolo “La Massoneria tra filosofia e pedagogia” (Anicia, 2023), delinea un quadro ordinato e di immediata comprensione della realtà massonica,  caratterizzandosi anche come strumento per sottolineare i principi e i valori sostanziali della Libera Muratoria.

Atteso che puntualizza la storia, le finalità, la valenza formativa ed i riferimenti valoriali dell’Istituzione massonica, si rivolge, ad un tempo, al mondo massonico e a quello cosiddetto “profano”. Rispetto a quest’ultimo, in particolare, si configura come tentativo volto a rendere più intellegibili i temi che maggiormente hanno contrassegnato la comune riflessione sull’argomento. Ciò nella consapevolezza dell’impossibilità di analizzare ed illustrare, in un’opera di taglio informativo, la dimensione esoterica e spirituale, inerente a un Ordine iniziatico tradizionale qual è la Massoneria.

Dopo un’agile e felice sintesi sulle origini, il significato e gli sviluppi della Massoneria in Europa, indiscutibilmente apprezzabile risulta la puntualizzazione relativa alla Massoneria intesa come visione della vita.

Accurato e puntuale si rivela il capitolo dedicato agli “Interpreti”: funge da propedeutica calibratura filosofica per “aprire” il “discorso pedagogico”. L’autore passa in rassegna, attraverso scrupolosi e inequivocabili richiami alle opere, il pensiero di G. E. Lessing, J. G. Herder e J. W. Goethe, per il periodo storico compreso tra l’Illuminismo e il classicismo. Mentre G. E. Lessing auspica che un’élite di uomini, spiritualmente superiori, assumano la guida della società, per rimodellarla libera dalla violenza e dal dispotismo e identifica questa élite proprio nella Massoneria; J. G. Herder coltiva il sogno di salvare l’umanità attraverso l’educazione, con il richiamo alla mutua assistenza ed all’amore per il raggiungimento dell’umana felicità. J. W. Goethe, a sua volta, affida, tra l’altro, alla sua famosa poesia, “Che cos’è la Massoneria” l’essenza iniziatica della Massoneria, declinata in atteggiamenti e comportamenti quotidiani.

Ritenendo quella di J. G. Fichte una dottrina massonica fondamentale, l’autore riserva al padre dell’Idealismo tedesco una trattazione a parte, circostanziata e molto dettagliata: emerge con chiarezza la concezione del filosofo sull’istituzione massonica. Fichte affida al “dotto”, educatore dell’umanità, la missione di guidare la società sul sentiero dell’elevazione culturale e spirituale; mentre nelle “Lezioni” che costituiscono la sua “Filosofia della Massoneria” formalizza la sua ipotesi filosofica sull’Istituzione iniziatica.

Per concludere l’esame della dimensione filosofica della Massoneria, l’autore rivolge la sua attenzione verso l’età contemporanea. Si sofferma, in particolare, a considerare il contributo di J. R. Kipling e di G. Di Bernardo. Il primo declina la sua concezione massonica disseminandone i riferimenti tra le sue numerose opere letterarie; il secondo riprende il sentiero filosofico sull’essenza della Massoneria strutturandolo in un’opera specifica.

L’ultimo capitolo del testo, il più corposo, è dedicato alla “Pedagogia della Massoneria”. Prendendo le mosse dall’esame dei concetti di formazione umana e educazione, Mario D. Cosco procede con un singolare e innovativo parallelismo tra Pedagogia e Massoneria. Non trascura, altresì, un’analisi del ruolo giocato dalla Massoneria nel processo di definizione del Sistema scolastico italiano negli anni post-unitari fino all’avvento del Fascismo. 

Molto utile e apprezzabile rimane, infine, la tematizzazione conclusiva: l’autore s’intrattiene a considerare e “spiegare” le ragioni storiche, le matrici religiose e le motivazioni etico-politiche dell’attuale percezione sociale della Massoneria. Illuminanti, in particolare, sono le pagine finali dedicate ai chiarimenti concettuali.

Si tratta di un testo reso ancor più interessante, per un verso, dalla capacità di sintesi che innerva di equilibrio l’intera trattazione; per altro verso, per il linguaggio scorrevole e, sotto alcuni aspetti, accattivante, che nasconde una profonda padronanza degli argomenti, di volta in volta, affrontati. Infine, non si può sottacere l’onestà intellettuale che informa di sé tutta la ricerca e l’originalità di alcune tesi.

L’ultima segnalazione va riservata alla ricca bibliografia, che la lettura del testo conferma realmente esplorata e assimilata, dimostrando così, ulteriormente, il valore considerevole del saggio. Il saggio non vuole offrire risposte, ma suscitare curiosità e sollecitare ulteriori approfondimenti personali calibrati sulla sensibilità e sugli interessi personali del lettore.

Bookreporter Settembre

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