GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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kosovo - page 3

Kosovo criticizes the European Union’s policies on the liberalization of visas

BreakingNews @en/Policy di

Kosovo’s speaker of parliament, Kadri Veseli has addressed criticism against the policies of the European Union regarding the liberalization of visas. Kosovo criticizes the European Union’s policies on the liberalization of visas Veseli declared that Kosovo has met all the criteria set out in the guideline of the European Commission for the liberalization of visas.

Law on Trepca is constitutional, said the Constitutional Court in Kosovo

BreakingNews @en di

The Constitutional Court in Kosovo has refused the motion filed by the Serb List to evaluate the constitutionality of the law on Trepca, voted a week ago by the parliament of Kosovo. The court’s ruling says that the law on Trepca is constitutional in terms of its content and the procedures followed in voting it in parliament.

“Gli ultimi” – Un mondo di donne RAI STORIA (27/9/2015)

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Un mondo di donne – Gli ultimi

Una produzione Rai Cultura

Nel Kosovo, le vedove del villaggio Krushe raccontano come attraverso la solidarietà reciproca, sono risorte dalle ceneri di una guerra che le aveva private di tutto.

Per vedere la puntata clicca QUI .

mondo di donne 2

“Un mondo di donne” è il racconto corale che lancia un ponte tra presente e passato per cogliere affinità di valori tra alcune donne illustri del ‘900 e molte donne di oggi. In ogni puntata una figura di donna che ha lasciato il segno nel XX secolo fornisce lo spunto per raccontare tre storie di donne contemporanee, di paesi e culture diverse, che condividono con la prima lo stesso coraggio e passione nel portare avanti i propri progetti di vita ed emancipazione.
 Ogni lunedì alle 23 su RaiStoria.
La prossima puntata di Nawart Press sarà lunedì 12 ottobre sempre alle 22.46.
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“Gli ultimi” – Un mondo di donne RAI STORIA (27/9/2015)

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Un mondo di donne – Gli ultimi

Una produzione Rai Cultura

Nel Kosovo, le vedove del villaggio Krushe raccontano come attraverso la solidarietà reciproca, sono risorte dalle ceneri di una guerra che le aveva private di tutto.

Per vedere la puntata clicca QUI .

mondo di donne 2

“Un mondo di donne” è il racconto corale che lancia un ponte tra presente e passato per cogliere affinità di valori tra alcune donne illustri del ‘900 e molte donne di oggi. In ogni puntata una figura di donna che ha lasciato il segno nel XX secolo fornisce lo spunto per raccontare tre storie di donne contemporanee, di paesi e culture diverse, che condividono con la prima lo stesso coraggio e passione nel portare avanti i propri progetti di vita ed emancipazione.
 Ogni lunedì alle 23 su RaiStoria.
La prossima puntata di Nawart Press sarà lunedì 12 ottobre sempre alle 22.46.
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Reportage/La Via della Seta in 4 Puntate su Il Caffé – #1

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Reportage/La Via della Seta in 4 Puntate su Il Caffé – #1

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Nawart Press su RAI STORIA: Un mondo di donne

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAAppuntamento con Nawart Press e The Railway Diaries suFebrunyie Aykol, 26 anni e cristiana siriaca, co-sindaca di Mardin

RAI STORIA il 12 ottobre alle 22.46

The Railway Diaries: “Frontiere” – La casa prigione e la Sindaca di Mardin [Kosovo, Kurdistan turco]

Se volete rivedere la puntata dello scorso 21 settembre, Le Vedove di Krushe – Kosovo, cliccate QUI

prog rai storia

raistoria

a women's world

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Nawart Press su RAI STORIA: Un mondo di donne

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAAppuntamento con Nawart Press e The Railway Diaries suFebrunyie Aykol, 26 anni e cristiana siriaca, co-sindaca di Mardin

RAI STORIA il 12 ottobre alle 22.46

The Railway Diaries: “Frontiere” – La casa prigione e la Sindaca di Mardin [Kosovo, Kurdistan turco]

Se volete rivedere la puntata dello scorso 21 settembre, Le Vedove di Krushe – Kosovo, cliccate QUI

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Kumanovo vista da Belgrado

BreakingNews di

Cosa è successo il 9 e 10 maggio a Kumanovo? I fatti parlano di due giorni di scontri fra le forze dell’ordine macedoni e gruppi armati non meglio identificati durante i quali hanno perso la vita ventidue persone (8 agenti di polizia e 14 miliziani).

Oltre a questo non si sa molto altro, ecco dunque che gli avvenimenti si prestano a molteplici interpretazioni e possono avere diversi gradi di lettura. Un piano sicuramente interessante in base a cui analizzare tali avvenimenti, è quello offerto dallo sguardo della vicina Serbia, perchè qui molti osservatori non sembrano essere stati colti impreparati dai fatti di Kumanovo.

Il comandante dell’Agenzia Militare di Sicurezza serba Petar Cvetkovic, ad esempio, sostiene che gli agenti del servizio di sicurezza serbo avrebbero avvertito i loro omologhi macedoni in merito a possibili attacchi terroristici già nel mese di aprile, aggiungendo che i responsabili degli scontri di Kumanovo sarebbero dei terroristi albanesi già presenti in territorio macedone in quel periodo, e che le forze di polizia della FYROM avrebbero deliberatamente ignorato questi avvisi bollandoli come esagerazioni. Il militare, parlando dei due giorni di scontri, ha affermato che la maggior parte dei combattenti uccisi proveniva dal Kosovo e condivideva il progetto della creazione di un’unica entità politica albanese che includa le parti di Serbia, Macedonia, Montenegro e Grecia abitate da questo gruppo etnico.

Di “Albania Naturale” aveva del resto già parlato quattro anni fa l’ex ambasciatore serbo a Parigi Dusan Matkovic, avvertendo del pericolo della creazione di un’entità simile.

Durante queste settimane, alcuni giornali serbi hanno poi affermato che l’Occidente rifiuta di condannare gli attentatori kosovaro-albanesi di Kumanovo per convenienza politica, visto che si tratterebbe di cittadini di un Paese che lo stesso Occidente ha contribuito in maniera determinante a far nascere. Siti e quotidiani si sbizzariscono poi a montare le più svariate teorie del complotto, dove protagonista risulta essere un’élite politica albanese in grado d’influenzare le scelte degli Stati Uniti.

Al netto delle speculazioni resta però un ragionamento coerente che può essere fatto da Belgrado: se è confermata l’appartenenza dei combattenti uccisi alle fila dell’UCK (Esercito di Liberazione del Kosovo, i cui vertici sono al governo dello Stato), bisogna riconoscere che tale Stato utilizza mezzi terroristici per destabilizzare la vita politica di altri Paesi.

Tale ragionamento ha delle conseguenze sull’immagine rispettivamente della Serbia e del Mondo Occidentale:

Per quanto riguarda la Serbia, tutto ciò significa accreditarsi come un interlocutore serio e affidabile nella lotta al terrorismo internazionale, consentendole di puntare l’attenzione sui pericoli che corre la minoranza serba in Kosovo e Metohija, questione che sta a cuore a Belgrado.

Per il Mondo Occidentale invece, vorrebbe dire riconoscere che l’azione militare che ha svolto in questi luoghi nel 1999, ha contribuito allo sviluppo del terrorismo internazionale così come è avvenuto più recentemente per altri interventi armati.

Si tratta sicuramente di punti di vista, anche se di Kumanovo, per il momento, non si sa molto altro.

Gianluca Gerli

Costanza Spocci
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