Svanisce il progetto del “Califfato” in Siria

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L’ultima città siriana controllata dallo stato islamico, Albu Kamal, è stata liberata dall’esercito siriano alleato alle milizie libanesi di Hezbollah e le forze di mobilitazione popolare dell’Iraq.

Albu Kamal, situata al confine est con l’Iraq, è stata riconquistata: tale avvenimento rappresenta la cacciata dello Stato Islamico nel territorio siriano e il fallimento della costituzione del “Califfato” proclamato da Al-Baghdadi nel 2014.

L’esercito siriano e i suoi alleati stanno ora combattendo contro le ultime milizie dell’IS nel deserto nella parte est del paese. Ufficiali statunitensi hanno stimato che erano presenti nella città tra i 2500 e i 3500 militanti dello Stato Islamico, alcuni dei quali si presume si siano dispersi nel deserto nella zona ad est ad ovest del fiume Eufrate. Intanto, a quanto riportato dall’Osservatorio britannico per i Diritti Umani in Siria, l’esercito del governo siriano e le truppe alleate stanno setacciando la città.

La coalizione nazionale siriana delle forze dell’opposizione e della rivoluzione hanno denunciato l’ingresso nel territorio siriano delle forze di mobilitazione popolare irachene come una violazione della sovranità della Siria. Il riferimento è in particolare dovuto al fatto che le forze militari in questione sono parte dell’installazione militare dell’Iraq.

Infine l’agenzia stampa dell’IS, Amaq, ha fatto circolare un video girato nelle periferie della città di Albu Kamal. Nel video un combattente ISIS denuncia il fallimento delle forze governative siriane, nonostante l’appoggio dell’aviazione russa, sullo sfondo intanto si assiste ad una battaglia tra militanti ISIS e le forze siriane. Come risposta l’agenzia stampa siriana, SANA, riporta quanto detto dal Ministro della Difesa russo Sergei Shoign, che si congratula con “gli eroi” dell’esercito siriano per aver liberato la città.

 

 

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