Emergenza polmonite infantile in Afghanistan

in CRONACA by

Crescono vertiginosamente i casi di polmoniti infantili e di grave malnutrizione. A dicembre 135 bambini sono morti negli ospedali sovraccarichi o lungo la strada per raggiungerli. Quasi il 60% di coloro che non hanno potuto ottenere assistenza sanitaria ha dichiarato di non avere soldi per pagarla.

Per l’Organizzazione il crollo dei servizi sanitari è una delle conseguenze dirette del congelamento delle risorse globali e della sospensione degli aiuti allo sviluppo, che stanno soffocando il sistema sanitario. Save the Children – che continua ad operare con le cliniche mobili e distribuendo aiuti – chiede alla comunità internazionale di sbloccare finanziamenti vitali. 

I casi di polmonite sono in aumento in Afghanistan, uccidendo i bambini che non possono accedere alle strutture sanitarie. A dicembre 135 bambini sono morti negli ospedali sovraccarichi o lungo la strada per raggiungerli, la maggior parte dei quali lottando per respirare a causa della malattia. Lo denuncia una nuova rilevazione di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini e per garantire loro un futuro, che ha evidenziato come a dicembre 2021 più della metà (55%) delle famiglie intervistate che avevano bisogno di assistenza sanitaria nei tre mesi precedenti non erano state in grado di ottenerla. Dall’indagine effettuata è emerso che la metà dei genitori intervistati ha affermato che i propri figli hanno avuto la polmonite nelle due settimane precedenti. Quasi il 60% di coloro che non hanno potuto ottenere assistenza sanitaria ha dichiarato di non avere soldi per pagarla. Il 31% degli intervistati ha detto che visiterebbe una clinica solo se si trattasse di una malattia pericolosa per la vita.

La polmonite infantile sta crescendo nel mezzo di una crisi alimentare che sta devastando il sistema immunitario dei giovani. Il collasso del sistema sanitario, derivato in gran parte dal congelamento delle risorse finanziarie e dal ritiro degli aiuti, ha un costo mortale per i bambini afghani.

Un medico di un ospedale nel nord del Paese ha affermato di non aver mai visto così tanti casi di polmonite infantile e grave malnutrizione. I bambini ricoverati stanno in due, tre o anche quattro su uno stesso letto. Il dottore ha riferito a Save the Children che a dicembre 135 bambini erano morti in ospedale o mentre vi si stavano recando, la maggior parte dei quali lottava per respirare a causa della polmonite e 40 erano gravemente malnutriti. Se i bambini malnutriti fossero arrivati all’ospedale, quasi certamente sarebbero sopravvissuti, ha affermato.

Wazhma è una bambina di nove anni, che vive con la sua famiglia in un villaggio alla periferia di Kabul, dove molti hanno perso il lavoro e i genitori non mangiano per sfamare i propri figli. Wazhma si è ammalata, con febbre alta e tosse continua che la lasciavano con difficoltà a respirare. I suoi genitori hanno provato i rimedi casalinghi ma non hanno funzionato. Sapevano che doveva andare in ospedale ma non potevano permetterselo. Il padre di Wazhma, Samir, ha dovuto chiedere un prestito a un amico. “Se non ci avesse dato i soldi, non sono sicuro che Wazhm sarebbe sopravvissuta. Stava lottando per respirare, era spaventoso. Molti bambini qui hanno freddo per la maggior parte della giornata e, di conseguenza, si ammalano gravemente, a causa delle temperature gelide e dell’impossibilità di riscaldare le nostre case”.

In ospedale Wazhma aveva bisogno di ossigeno per aiutarla a respirare, ma i medici hanno potuto darglielo solo per 30 minuti perché erano a corto di bombole. Stavano curando fino a tre bambini ammassati su uno stesso letto.

Wazhma ha detto: “Mi sentivo molto male, dormivo continuamente e non riuscivo a muovermi. Mi sentivo accaldata, stanca e spaventata. Ho avuto difficoltà a respirare”.

Con le medicine e l’ossigeno, per quanto limitato, Wazhma alla fine si è ripresa, ma molti bambini in Afghanistan non hanno questa possibilità.

Anche prima dell’ultima crisi, in Afghanistan la polmonite era responsabile del decesso di più di un bambino su cinque sotto i cinque anni, questa malattia nel mondo uccide più bambini di qualsiasi altra.

Le cliniche mobili di Save the Children viaggiano in aree remote per fornire assistenza sanitaria vitale.

“I casi di polmonite aumentano ogni giorno, il numero di pazienti che arrivano nelle nostre cliniche è aumentato di due o tre volte negli ultimi mesi. Non hanno nessun altro posto dove andare. È molto peggio dell’anno scorso. A volte ci sono centinaia di madri e bambini che aspettano quando arriviamo. Non possono permettersi il cibo e il calore di cui hanno bisogno per rimanere in salute. Malnutrizione e polmonite sono una combinazione mortale – ha dichiarato il Dr. Sadat*,Team Leader di una clinica sanitaria mobile di Save the Children.  “I bambini con polmonite grave hanno una tosse forte e il loro torace si alza e si abbassa rapidamente mentre lottano per respirare. I loro volti cambiano: si gonfiano e si scuriscono. Vediamo troppi bambini così. Ogni giorno ne  mandiamo diversi in ospedale per l’ossigeno e le cure di emergenza. Di recente, uno non è sopravvissuto. Ho chiamato sua madre per controllarlo e lei ha detto che era morto. È la peggiore sensazione immaginabile. Non possiamo curare tutti, siamo sopraffatti. Abbiamo bisogno di più apparecchiature come pulsossimetri e nebulizzatori. E possiamo essere solo in un posto alla volta. Ci sono tante altre famiglie malate là fuori. Rimango sveglio la notte pensando ai bambini che non possiamo raggiungere”.

La grave crisi economica dell’Afghanistan minaccia di lasciare più del 95% della popolazione in condizioni di povertà. La valutazione di Save the Children ha rilevato che il costo era il più grande ostacolo all’assistenza sanitaria.

Le cliniche in tutto il Paese sono state costrette a chiudere poiché non c’è più denaro per pagare i salari degli operatori sanitari. Per Save the Children il crollo dei servizi sanitari è una delle conseguenze dirette del congelamento delle risorse globali e della sospensione degli aiuti allo sviluppo, che stanno soffocando il sistema sanitario. Quando i bambini malati hanno bisogno di cure, trovano solo porte chiuse e farmacie vuote. L’Organizzazione umanitaria chiede alla comunità internazionale di sbloccare i finanziamenti vitali per il Paese.

Nel 2021 le cliniche sanitarie mobili di Save the Children in Afghanistan hanno condotto quasi 375.000 controlli e curato più di 12.000 bambini per malnutrizione. L’Organizzazione umanitaria sta distribuendo contanti, vestiti invernali e carburante alle famiglie in alcune delle zone più colpite per aiutarle a stare al caldo e a nutrirsi durante il rigido inverno.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*