IV Plenaria conferenza permanente CGIE, Italiani all’estero veri ambasciatori del made in Italy, ma serve coordinamento

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Gli italiani all’estero sono gli ambasciatori ideali del made in Italy e dell’italianità. È quanto emerge con unanimità da tutti gli interventi della seconda giornata di lavori della IV Plenaria conferenza permanente, Cgie, Stato, Regioni e Province autonome, in corso a Roma fino a domani.

“Essere qui riuniti è già significativo di un grandissimo successo – ha commentato\ Michele Schiavone, Segretario generale CGIE – Consiglio Generale Italiani all’Estero. Mentre ci sono tante limitazioni e gran parte del mondo è bloccato, noi siamo qui a ragionare su come dare continuità alle politiche per gli italiani all’estero. C’è bisogno di una profonda revisione e di  ritrovare stimoli e creare con dizioni per delle legislazioni attuali che abbiano una visione anche futura”.

Nell’intervento del ministro del Turismo Massimo Garavaglia  è stato sottolineato come “i nostri connazionali fuori dall’Italia rappresentano una enorme possibilità di riscoprire il grande patrimonio di bellezze italiane non sufficientemente valorizzate e messo a reddito dal turismo, che si concentra sulle mete più note. Proprio le radici – ha spiegato il Ministro – consentono di riscoprire questa Italia minore, che è minore solo perché meno conosciuta. Questo è un tema su cui lavorare”.

Proprio in quest’ottica – ha illustrato il ministro plenipotenziario Stefano Nicoletti – “il ministero degli Esteri ha lanciato la campagna di nation branding beIT con un investimento di 50 milioni di euro su 26 paesi, i primi 20 per destinazione dell’export italiano e altri sei dove vediamo un alto potenziale, una campagna valoriale che avrà anche una fase dedicata a promuovere  settori produttivi italiani meno noti”.

La necessità di un coordinamento saldo per promuovere efficacemente il made in Italy nel mondo è stata ribadita dal senatore Vito Petrocelli, presidente della commissione affari esteri del Senato. “È fondamentale fare sistema – ha sottolineato -, coordinare il più possibile le attività, e in questo il ruolo del Parlamento è semplice: fare da coordinamento fra le comunità e la rappresentanza governativa. Porteremo avanti questo lavoro con il nuovo Cgie, con la consapevolezza che possiamo essere il vero legame fra chi vive e lavora all’estero e la rappresentanza di governo che nel ministro degli Esteri ha il presidente del Cgie stesso”.

Ha evidenziato l’importanza della circolazione tra paesi dei giovani in un mondo così globalizzato il ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, che ha specificato che “il punto è come poi riuscire a ri-accoglierli nel nostro paese, rendendolo attrattivo per loro”.

“Come Cgie dobbiamo vigilare – ha commentato in conclusione il Segretario generale Schiavone – che con una concertazione forte tra tutti gli attori in partita – Governo, Parlamento, Regioni e tutte le altre realtà che si occupano di italiani all’estero – si faccia il massimo per tutelare i diritti di chi per le ragioni più diverse lascia l’Italia. Questo è il nostro compito”

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