Criminalità organizzata, la nuova strategia dell’UE per rafforzare la lotta e la cooperazione

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La Commissione europea non rallenta la sua lotta alla criminalità organizzata: il 12 aprile, la Commissaria per gli Affari interni ha partecipato all’evento di presentazione dell’ultima relazione dell’Europol sulla valutazione della minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata e dalle forme di criminalità nell’UE. Contestualmente, il 14 aprile, la Commissione ha pubblicato una nuova strategia quinquennale per rafforzare la cooperazione nell’UE e per potenziare gli strumenti digitali nelle indagini. La strategia pubblicata dalla Commissione UE si basa proprio sulla relazione dell’Europol, copre il periodo 2021-2025 e fa parte del lavoro dell’UE per rafforzare la sicurezza europea.

La relazione dell’Europol

L’Ufficio europeo di polizia (Europol) è l’agenzia di contrasto dell’Unione europea che aiuta gli Stati membri dell’UE a combattere le forme gravi di criminalità internazionale e terrorismo. Ogni quattro anni, si analizza la minaccia delle reti criminali, in particolare quelle che commettono atti di violenza, corruzione e riciclo, e si prepara una relazione che guiderà l’attività congiunta delle autorità di contrasto europee nel quadro della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità fino al 2025.

In particolare, la relazione pubblicata dedica attenzione agli attacchi informatici, ai reati contro le persone – dalla tratta di essere umani a fini di sfruttamento lavorativo al traffico dei migranti e la criminalità ambientale – e si concentra anche sull’impatto della pandemia di Covid-19 sul panorama criminale europeo. Si tratta di una valutazione che segue un’analisi dettagliata della minaccia di criminalità organizzata che affronta l’UE e fornisce importanti informazioni agli operatori, ai responsabili delle decisioni e agli Stati membri in generale. È un documento lungimirante che valuta i cambiamenti a medio-lungo termine nel panorama della criminalità organizzata, identifica i principali gruppi criminali e descrive quali fattori danno forma alla criminalità grave. In definitiva, fornisce una panoramica dello stato attuale delle conoscenze sulle reti criminali e sulle loro operazioni sulla base dei dati forniti all’Europol dagli Stati membri.

La strategia della Commissione europea

Il lavoro pubblicato dalla Commissione europea parte dal presupposto che la criminalità organizzata e le forme gravi di criminalità sono una grave e persistente minaccia alla sicurezza dei cittadini europei. La strategia presentata dalla Commissione europea è volta a definire gli strumenti e le misure da adottare nei prossimi anni per smantellare i modelli economici e le strutture delle organizzazioni criminali a livello transfrontaliero. In particolare, si mira a rafforzare la cooperazione tra le autorità di contrasto e le autorità giudiziarie per combattere le strutture della criminalità organizzata, eliminare i proventi di reato e rispondere prontamente agli sviluppi tecnologici.

Dallo studio dell’Europol emerge come i gruppi della criminalità organizzata presenti in Europa siano coinvolti in attività quali il traffico di stupefacenti, i reati organizzati contro il patrimonio, frodi, traffico di migranti e tratta di esseri umani. La strategia della Commissione definisce gli strumenti e le misure da sviluppare entro il 2025 per smantellare il modello operativo delle organizzazioni anche a livello transfrontaliero.

Gli obiettivi previsti

La strategia della Commissione UE prevede molteplici importanti obiettivi. In primo luogo, rafforzare la cooperazione tra autorità di contrasto e autorità giudiziarie: il 65% dei gruppi criminali attivi nell’UE è composto da varie cittadinanze e questo rende necessario avere una cooperazione più efficace, disporre di uno scambio effettivo d’informazioni tra le varie autorità degli Stati membri e garantire una lotta europea e non più solo nazionale. A tal fine, è previsto l’ampliamento della piattaforma multidisciplinare europea di lotta alle minacce della criminalità aggiungendo anche lo scambio di informazioni su DNA, impronte digitali e immatricolazione dei veicoli. In aggiunta, la Commissione proporrà un codice europeo di cooperazione di polizia che sostituirà i numerosi codici attuali, con l’obiettivo di rendere interoperabili i sistemi per la gestione della sicurezza. In secondo luogo, la Commissione intende sostenere indagini più efficaci per smantellare le strutture della criminalità organizzata concentrandosi su reati specifici e prioritari. In questo periodo, dunque, la Commissione intende agire contro i reati ambientali, contro la contraffazione dei dispositivi medici e contro il commercio illecito di beni culturali. Tra le priorità rientra, inoltre, la tratta degli esseri umani: questione centrale che ha richiesto una strategia ad hoc. Poi, altro obiettivo della Commissione europea è assicurarsi che il crimine non paghi: basti pensare che nel 2019 i proventi da attività illecite nei principali mercati criminali rappresentavano l’1 % del PIL dell’UE, pari a 139 miliardi di euro. Si vuole riesaminare il quadro UE sulla confisca dei proventi di reato, sviluppare le norme antiriciclaggio dell’UE, velocizzare le indagini finanziarie e valutare la regolamentazione dell’anticorruzione dell’UE. Infine, un obiettivo fondamentale: garantire la prontezza per l’era digitale. Le prove digitali acquistano sempre maggior importanza nel panorama attuale, con comunicazioni online e un’alta componente digitale dei reati. È fondamentale riuscire a sfruttare le moderne tecnologie e gli strumenti a disposizione per contrastare la criminalità online.

Le dichiarazioni

Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Le organizzazioni criminali usano sempre più le nuove tecnologie e colgono ogni occasione utile per ampliare le loro attività illegali online o offline. La strategia presentata oggi aiuterà a colpire duramente i criminali smantellandone il modello operativo che approfitta della mancanza di coordinamento tra Stati”.

Ylva Johansson, Commissaria per gli Affari interni, ha aggiunto: “La nostra strategia è un programma quinquennale per rafforzare le attività di contrasto europee nell’ambiente fisico e digitale. Con le misure presentate oggi passeremo da una cooperazione di polizia occasionale a partenariati di polizia permanenti e seguiremo le tracce del denaro per identificare i criminali nelle indagini finanziarie”.

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