GEOPOLITICA DEL MONDO MODERNO

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Roberta Ciampo - page 3

Roberta Ciampo has 27 articles published.

Roberta Ciampo è una giornalista freelance con un Master in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali ottenuto all’università di Roma La Sapienza. Ha conseguito un progetto di ricerca post-laurea in Cina in analisi e sviluppo delle politiche economiche volte alla sostenibilità, e ha collaborato con l’università di Aalborg, Danimarca, ad attività di analisi e monitoraggio delle pratiche di sviluppo nei paesi emergenti. Lavora a stretto contatto con diverse agenzie delle Nazioni Unite, Unione Europea, ONG e istituti di ricerca su temi di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario.

Il Myanmar ricade in una dittatura militare dopo cinque anni di tentativi verso la democrazia

ASIA PACIFICO di

Lunedì 1 febbraio i militari della Birmania con un colpo di stato hanno dichiarato lo stato di emergenza della durata di un anno, accusando irregolarità con le elezioni di novembre che avevano conferito alla Lega nazionale per la democrazia (NLD) una vittoria schiacciante con una quota di seggi parlamentari pari all’83%. L’esercito ha consegnato il potere al comandante in capo delle forze armate, il generale maggiore Min Aung Hlaing, il quale ha successivamente arrestato la leader del partito NLD, Suu Kyi, e altri leader e figure pro-democratiche. Continue reading “Il Myanmar ricade in una dittatura militare dopo cinque anni di tentativi verso la democrazia” »

Cooperazione rafforzata tra Arabia Saudita e Iraq

MEDIO ORIENTE di

Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e il primo ministro iracheno Mustafa Al-Kadhimi hanno discusso martedì 2 febbraio i lavori della quarta sessione del Consiglio di coordinamento saudita-iracheno.

Durante un incontro virtuale i leader hanno esaminato gli accordi sviluppati durante le tre sessioni precedenti con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente le relazioni tra i due paesi. I temi sui quali si è svolto l’incontro vanno dalla sicurezza, alla politica, e agli investimenti commerciali e energetici. Continue reading “Cooperazione rafforzata tra Arabia Saudita e Iraq” »

La Festa Nazionale in India diventa un’occasione di protesta contro le riforme agricole

ASIA PACIFICO di

Il 28 settembre il presidente dell’India ha promulgato tre progetti di legge a conclusione dell’iter legislativo di riforma delle politiche agricole, il quale però non ha preso in considerazione le richieste e necessità degli agricoltori.

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Bobi Wine libero dopo 11 giorni di arresti domiciliari

AFRICA di

 

Il 14 gennaio gli ugandesi si sono recati alle urne per votare il nuovo presidente dopo una campagna che è stata segnata dalla violenza.

Nonostante ci fossero almeno 10 candidati alle presidenziali, è tra i primi due che si è svolta fondamentalmente la campagna elettorale. Si tratta di Yoweri Museveni, ultrasettantenne in carica da 35 anni, e il giovane candidato Robert Kyagulanyi, un musicista meglio conosciuto con il suo nome d’arte Bobi Wine. Continue reading “Bobi Wine libero dopo 11 giorni di arresti domiciliari” »

Le Nazioni Unite lanciano un appello di $45 milioni per far fronte alla crisi umanitaria nelle Filippine

ASIA PACIFICO di

Nelle Filippine i disastri naturali non sono purtroppo un’eccezione, e quest’anno mai come prima a causa deldispiegarsi di una triplice crisi: COVID-19, Super Typhoon Goni (conosciuto localmente come Rolly) e Super Typhoon Vamco (nome locale Ulysses). Particolarmente propense ad inondazioni e terreni saturi d’acqua, leFilippine hanno una media di 25 tifoni all’anno, 21 vulcani attivi e regolari minacce di terremoti.

 

All’inizio di novembre, il Super Typhoon Rolly, il più potente ciclone tropicale finora nel 2020, ha colpito 1,9 milioni di persone in 8 delle 17 regioni del paese, lasciando circa 845.000 persone bisognose di assistenza.

Il tifone Rolly è stato presto seguito dalle tempeste tropicali Atsani ed Etau. Una settimana dopo, il tifone Vamco di categoria 4 ha attraversato l’isola di Luzon e ha colpito 4,2 milioni di persone. Il COVID-19 sta aggiungendo un ulteriore livello di complessità a quello che è già un anno difficile, con quasi 500.000 casi confermati di coronavirus e quasi 9.000 decessi.

Il tetto e le panche della chiesa di San Francesco d’Assisi nella città di Malinao sono danneggiati dai potenti venti del tifone Goni nella provincia di Albay, Filippine centrali, 3 novembre 2020.

Su invito del governo, oltre 80 partner umanitari nel paese – comprese le Nazioni Unite (ONU), organizzazioni non governative, il Movimento della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa e il settore privato – stanno attivando piani di aiuto a sostegno della risposta del Governo, sulla base di accordi di partenariato consolidati e rapporti rafforzati in anni di collaborazione.

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Korea del Nord, sulle sanzioni guerra fredda USA-Cina

ASIA PACIFICO di

Martedì 16 gennaio si è tenuto a Vancouver un Vertice tra venti Nazioni per discutere l’attivazione delle misure sanzionatorie nei confronti della Nord Corea. Canada e Stati Uniti hanno coordinato l’incontro affermando il loro impegno nell’assicurare che le sanzioni già approvate dalle Nazioni Unite vengano rispettate e che ad esse si aggiungano ulteriori sanzioni unilaterali e azioni diplomatiche da parte degli Stati al fine di costringere Pyongyang ad abbandonare i programmi missilistici e nucleari. Ciò che è sorprendente è stata l’esclusione di Russia e Cina al tavolo delle discussioni. La Cina ha infatti reagito denunciando i Vancouver Talks di farsi portatori di una mentalità da guerra fredda. Già da tempo il Presidente cinese Xi Jinping aveva collaborato con gli States affinché fosse aperto il dialogo con la Nord Corea e fossero previste azioni di denuclearizzazione, attraverso la riduzione delle esportazioni di greggio, anche a costo di far lievitare il costo della benzina in madrepatria. Pertanto la decisione di escludere la Cina e la Russia, peraltro due dei restanti partner commerciali della Nord Corea, è stata interpretata come il segno che gli Stati Uniti caldeggino ancora la possibilità di un attacco militare nella zona.

Durante l’incontro a Vancouver, il Segretario di Stato americano Rex Tillerson ha infatti avvertito Pyongyang di innescare una risposta militare se non accetta le negoziazioni. Questo metodo, secondo Lu Kang, portavoce del Ministro degli esteri cinese, potrebbe dividere la comunità internazionale e minare le occasioni di una soluzione pacifica nella penisola. “Solo attraverso il dialogo” continua il portavoce, “nonché affrontando le preoccupazioni di tutti i coinvolti, è possibile trovare la strada per una soluzione effettiva e pacifica”.

Secondo Wang Sheng, un ricercatore del Centro di “Co-Innovation for Korean Penincula”, il tempismo di questo incontro appare peraltro inappropriato, dal momento che la situazione nella penisola coreana era di recente stata contraddistinta da un grande avvicinamento tra le due Coree, ovvero dalla riapertura del canale intercoreano di comunicazione diretta. Ovviamente questo riavvicinamento, molto gradito a Cina e Russia, non può essere visto con grande ottimismo da Trump. Alla notizia dell’incontro tra i due leader coreani Trump aveva specificato di esserne in qualche modo soddisfatto, dando il merito di questo «passo» alle sanzioni e alle pressioni esercitate su Kim. Tuttavia, appare evidente che la penisola coreana riappacificata permetterebbe all’Asia di tornare a concentrarsi sul futuro delle relazioni commerciali ed economiche e ridurrebbe il peso americano in termini di vendita di armi e di «garante» della sicurezza nella regione. Seul aveva inoltre confermato la necessità di interrompere le esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti, ribadendo la volontà di trattare con Kim, anche a condizione di “dire dei no” – come aveva affermato il Presidente Moon in campagna elettorale – all’alleato americano.

Roberta Ciampo
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