Anni mondiali, Messico ’86

Nella quarta puntata di Anni Mondiali, il passaggio della cometa di Halley pare determinare catastrofi e sofferenze a livello planetario (esplode il Voyager, esplode l’AIDS in Europa, esplode a Chernobyl un reattore nucleare), e privato (il protagonista affronta la prima dolorosa separazione affettiva).
Il Mundial del Messico 1986, terzo consecutivo in lingua latino americana, porterà all’attenzione una serie di comete che avranno breve durata: Unione Sovietica, Danimarca, Spagna.
 

L’Italia non darà gran prova di sé, mentre la Francia si fermerà nuovamente a due passi dal traguardo e stavolta la delusione sarà maggiore. Ancora una finale per la Germania Ovest, di nuovo sconfitta, in uno dei decenni per lei più significativi, e non solo a livello calcistico.
 
Il trionfo arriderà al più forte giocatore di quella manifestazione (e forse della storia) capace di condurre  una squadra onesta, ma non certo di eccelsa qualità, al titolo più importante: grazie alle sue immense giocate, alcune non convenzionali, e al più bel gol della storia del calcio.
 
Tutto questo in una partita che da sola, per motivi anche politici (la guerra delle Malvinas, cui i Dire Straits avevano appena dedicato il loro brano più bello, Brothers in arms) costituirà il manifesto assoluto del calcio e di tutte le sue contraddizioni (bellezza, ingiustizia, agonismo). Buon ascolto!!
 

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