Crisi ucraina: le ultime dal fronte

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Continuano incessanti i bombardamenti su Kiev. Mariupol stretta d’assedio sembra oramai prossima alla resa, Odessa si prepara. Intanto l’intervento di Volodymyr Zelensky alla Knsset, il parlamento israeliano, ha suscitato numerose polemiche in quanto gli israeliani non hanno accettato il fatto che il presidente ucraino abbia paragonato la guerra che sta vivendo il suo Paese alla Shoah. Domani ad attendere il numero uno di Kiev sarà invece il parlamento italiano.

Da segnalare anche il vertice tra Mario Draghi, Joe Biden ed altri importantissimi leader europei. Il presidente americano sarà, inoltre, in Polonia venerdì.

L’Ucraina ha rifiutato l’ultimatum russo di Mariupol. Il Cremlino avrebbe offerto un passaggio ai civili in caso di resa. Tuttavia, nonostante la città, al cui interno sono intrappolate 300mila persone, sia vicina alla capitolazione, Zelensky ha fermamente rifiutato la proposta russa. Stando alle fonti ucraine il 90% di Mariupol sarebbe oramai andato distrutto.

Non accennano a diminuire gli attacchi anche sulle altre città d’Ucraina. Forti esplosioni sono state registrate soprattutto nella capitale, dove le autorità hanno riferito che sono state bombardate numerose abitazioni e un intero centro commerciale. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, data la situazione, ha imposto un coprifuoco fino a mercoledì 23 marzo.

Ieri, durante il suo intervento alla Knesett, Zelensky ha fatto richieste molto specifiche alle autorità israeliane: l’imposizione di sanzioni economiche alla Russia e l’invio di armi per difendersi dall’invasione, citando il sistema di difesa anti-missile Iron Drone. “Avete il sistema di difesa anti-missile più potente al mondo. Sapete cosa significa ricevere una minaccia dal cielo e come difendere gli interessi dello Stato e dei cittadini”. Ed ha anche aggiunto che Israele dovrebbe compiere una scelta in quanto quello che Mosca vuole fare con gli ucraini è quello che i nazisti fecero agli ebrei durante la Shoah. Parole queste che dai media israeliani e dalla maggior parte dei deputati e ministri sono state considerate un paragone oltraggioso.

In ogni caso anche da Israele non giungono notizie positive sulle trattative in corso. Il primo ministro, Naftali Bennett, ha dichiarato infatti che nonostante ci siano stati progressi nei colloqui sul cessate il fuoco, tra Russia e Ucraina nel complessivo continuano ad esserci divari molto grandi. Tuttavia, Bennett ha anche aggiunto che farà tutto ciò che gli compete per cercare di colmare questo divario e porre fine alla guerra. Oggi vi è stata inoltre una videoconferenza tra Mario Draghi, Joe Biden, Emmanule Macron, Olaf Scholz e Borsi Johnson. Sul tavolo dell’incontro la preparazione dei prossimi vertici Nato, il G7 e il Consiglio Europeo

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