Crisi ucraina: le ultime dal fronte

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Ieri si è chiusa un’altra giornata di guerra. Un’altra giornata, l’ennesima, tra bombe enegoziati senza reali prospettive di successo.

A Kiev i bombardamenti vanno avanti senza tregua e non accennano a diminuire. Nella capitale è stato attaccato un altro palazzo residenziale ed è stato indetto un coprifuoco di 36 ore.

Anche a Mariupol la situazione continua ad essere tragica.  Stando alle parole del suo sindaco, Vadim Bojenko, nella città le truppe russe starebbero tenendo in ostaggio 400 persone, compresi medici e pazienti, all’interno di un ospedale. Tuttavia, sempre da Mariupol, in queste ultime ore sarebbero riuscite a uscire almeno duemila auto anche se le persone che vorrebbero uscire dalla città e non vi riescono sarebbero circa 350.000.

Secondo “La Tass”, inoltre, l’esercito di Putin avrebbe preso il controllo della città portuale di Berdiansk, centro abitato di 100 abitanti sul Mar d’Azov.

Sul fronte diplomatico continuano a farsi sentire incessanti le parole di Volodymyr Zelensky, il quale durante un colloquio con i dirigenti della Joint Expeditionary Force (corpo di spedizione militare del Regno Unito) ha dichiarato che: <<E’ chiaro che l’Ucraina non è un membro della Nato. Lo capiamo. Per anni abbiamo sentito parlare della presunta porta aperta, ma abbiamo sentito dire che non dovremmo entrarvi. E’ vero. Va riconosciuto. Comprendiamo che non siamo nell’Alleanza>>.

Queste parole del Presidente ucraino insieme a quelle con le quali è tornato a chiedere la “no fly zone” saranno sicuramente dibattute la prossima settimana quando il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, sarà in Europa. Intanto a rispondere sulla questione Nato ci ha pensato il suo Segretario Generale, Jens Stoltenberg, che ha ribadito che un intervento militare dell’Alleanza Atlantico è previsto solo quando a subire un attacco è un suo Stato Membro.

Ieri sera a Kiev, inoltre, sono arrivati tre Primi Ministri dall’Est Europa: il polacco, Mateuz Morawieck, il ceco, Petr Fiala e lo sloveno. I tre si sono riuniti nella capitale ucraina per incontrare il Presidente Zelensky allo scopo di assicurare il loro sostegno e quello della Ue e presentare il pacchetto di iniziative adottato dall’Unione.

Intanto vanno avanti anche i negoziati tra Russia e Ucraina. Il vicecapo dell’ufficio del presidente ucraino al canale televisivo N24 ha chiarito che << Sono in corso i negoziati tra le delegazioni. Nei primi round la Russia non era pronta ad ascoltare la nostra posizione, ha posto degli ultimatum: che l’Ucraina deve arrendersi, deporre le armi, che il nostro presidente firmerà una resa. Ora, la Russia ha un tono un po’ diverso. La posizione ucraina è stata ascoltata, i negoziati sono diventati più costruttivi. Stiamo parlando di un accordo futuro, dopo la guerra>>.

Tuttavia, questo moderato ottimismo da parte della delegazione ucraina è stato prontamente stroncato da Putin che in una delle sue ultime dichiarazioni ha affermato che l’Ucraina non è seria nel voler trovare una soluzione mutualmente accettabile.

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