Complex Aviation Exercise 2018, l’Aviazione dell’Esercito verifica le capacità operative

La Complex Aviation Exercise è un’esercitazione che è stata preparata per addestrare tutte le componenti  dell’aviazione dell’esercito ad operare congiuntamente in  scenari complessi.

Nell’esercitazione sono coinvolti circa 600 tra Ufficiali, Sottufficiali e Graduati di truppa partecipanti che saranno dispiegati nel teatro operativo con   24 Elicotteri (8 AH-129, 8 UH-90, 3 UH-205, 2 HH-412, 1 HH-212, 4 CH-47),  1 Aereo (UC-228). L’azione sarà valutata anche grazie all’utilizzo dei  Sistemi ISTAR, di Comando e Controllo e di contro-interdizione con funzioni di partito contrapposto (opposing forces – OPFOR ) quali RAVEN, Safe Strike, e  Skyguard Aspide che permettono la raccolta di dati direttamente dal teatro per la visione in tempo reale del centro di comando e controllo. Tutti i reparti coinvolti saranno dotati di Sistemi di simulazione d’arma MILES e Simunition.

 

Questo tipo di esercitazioni vengono svolte per aumentare il grado di interoperabilità dei reparti e più in generale delle forze armate, con modelli operativi internazionali che permettono ad ogni reparto di poter agire al fianco delle Forze NATO o di coalizioni internazionali.

Dal punto di vista strettamente nazionale la capacità di attivazione di un sistema coplesso di unità terrestri e di volo garantisce all’Esercito quella prontezza operativa tante volte ammirata durante le emergenze nazionali dovute per esempio  a calamità naturali.

L’esercitazione

Nell’esercitazione sono previste componenti di  “opposing force”, ovvero forze opposte, che hanno il compito di interagire con compiti di interdizione creando cosi uno scenario  più realistico possibile affinchè le unità in campo possano provare schemi e modelli operativi che ritroveranno nei  vari teatri operativi.

L’esercitazione prevede uno scenario informativo e operativo che sono stati  forniti alle unità coinvolte per poter condurre l’esercitazione che, pur prevedendo diverse settimane di attività, è comunque organizzata in singoli moduli esercitativi.

L’attività che abbiamo seguito grazie all’ospitalità del comando dell’Aviazione dell’Esercito,  prevedeva lo sviluppo di uno scenario operativo simulato di una crisi in atto in una non meglio precisata regione dell’est Europeo durante la quale si è resa necessaria l’esfiltrazione del personale italiano del locale consolato, la messa in sicurezza di un sito di stoccaggio di materie pericolose minacciato da un gruppo terroristico e la cattura del locale leader delle forse insorgenti.

Tutta l’attività è stata coordinata da TOC – Tactical Operation Center – sito nella base AVES di Viterbo con l’incarico di coordinare sia le forze terrestri che il supporto tattico  della componente aerea sia per il trasporto sia per il supporto al combattimento.

Il primo obiettivo della missione è quello di catturare il leader delle forze di opposizione che è dislocato nel suo Head Quarter in una località dell’entroterra protetto da un manipolo di fedelissimi e protetto da una rete di punti di osservazione attorno alla base per evitare attacchi di sorpresa.

L’azione prevede l’intervento dei Mangusta A-129 per l’eliminazione dei punti di osservazione nei minuti precedenti all’elisbarco delle squadre di attacco che sono state portate nelle zone di atterraggio previste da 2 CH47. Le manovre si susseguono con una velocità e precisione quasi chirurgica permettendo di catturare il leader con il minimo delle perdite, la simulazione del ferimento di una unità e di un assetto K-9 permettono di testare la capacità di personal recovery e di MEDEVAC e VETEVAC delle unità in campo.

Sono gli HH-90 a svolgere questa funzione di soccorso grazie alla loro versatilità nell’impiego multiruolo, in questo caso di soccorso medico.

La seconda azione dell’esercitazione invece prevede il soccorso del personale del consolato Italiano che ha dovuto ritirarsi nell’ultima cerchia del sistema difensivo della struttura perché attaccato da un gruppo di terroristi armati, mentre alcuni dipendenti sono rimasti isolati sul tetto di un edificio adiacente e attendono i soccorsi.

 L’azione anche in questo caso è fulminea, gli elicotteri d’attacco con la loro potenza di fuoco costringono i terroristi a rifugiarsi al sicuro nella boscaglia o negli edifici liberando le Landing Zone per le unità di soccorso che possono sbarcare dai CH-47 che atterrano non lontano dagli edifici e in alcuni casi attuando la tecnica del Fast Rope dagli elicotteri HH-90 con l’obiettivo di accerchiare le unità di insorti.

Catturati o resi inoffensivi i terroristi, il personale del consolato viene imbarcato e rapidamente trasportato al sicuro.

“Il fine è quello di validare e certificare il “pronti all’impiego” delle task group che devono andare nei teatri operativi – ha dichiarato il Generale  di Brigata Paolo Ricco, comandante dell’Aviazione dell’Esercito ,”Con queste esercitazioni vediamo se sono in grado di pianificare le comuni operazioni sulla base di quello che programmiamo, attraverso la creazione di uno scenario operativo, che realizza il comando operativo e nel quale le unità vengono immersi”

Esercitazione CAEX

Tutte le esercitazioni  sono sia di addestramento degli staff , sia di condotta reale, quindi  LIVEX, in cui vengono realizzati degli inserimenti di scenario  per soddisfare tutti i requisiti addestrativi dei vari reparti, come  le ricognizioni, le scorte aeree, l’aviolancio dei paracadutisti e  il personal recovery che oggi è di fondamentale importanza nell’ambito della NATO.

Grazie a questo tipo di esercitazioni si mantiene alto o standard operativo dell’Esercito e in particolare la capacità di pianificazione di operazioni complesse del Comando dell’Aviazione dell’Esercito che in questo modo può intervenire in brevissimo tempo su tutto il territorio nazionale a supporto delle operazioni di SAR e di soccorso in casi di calamità naturale

giornalista, direttore ed editore delle testate European Affairs Magazine e Bookreporter. Si occupa di geopolitica, difesa e relazioni internazionali, ambiti nei quali ha maturato una lunga esperienza seguendo le missioni della Difesa italiana in Afghanistan, Libano, Kosovo e Iraq, realizzando reportage e documentari dalle principali aree di crisi. Appassionato di innovazione tecnologica ed esperto del settore delle telecomunicazioni, approfondisce i processi di trasformazione digitale e l’evoluzione tecnologica nei settori strategici della difesa, della sicurezza e della comunicazione.

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