Il futuro delle rinnovabili passa per il Piano Industriale di TERNA, 18 miliardi di investimenti in dieci anni

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Presentato l’aggiornamento del piano industriale di Terna alla luce della recente approvazione del nuovo obiettivo vincolante a -55% di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030, in questo contesto lo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili diventa un fattore fondamentale per il raggiungimento di questi obiettivi.

Una accelerazione rispetto a quegli obiettivi di penetrazione delle FER previsti nel Piano Nazionale per l’energia e il clima che dovranno passare dal 55% al 60% della produzione totale il che significa porsi il traguardo di installare 70 GW di potenza invece che i 40 previsti.

Questo si traduce, in particolare, in una forte crescita attesa per il 2030: dagli attuali 115 GW a 145 GW di capacità installata totale fornita quasi esclusivamente da fonti non programmabili, come eolico e fotovoltaico. Il solo fotovoltaico, per esempio, dovrebbe crescere dagli attuali 21 GW a 52 GW nel 2030 (+31 GW) e l’eolico di altri circa 9 GW.

Il settore delle rinnovabili dopo un boom di installazioni dovuti al sistema degli incentivi statali tra il 2008 e il 2013 ha avuto un forte rallentamento negli ultimi anni con un tasso di crescita attuale di circa 800 MW all’anno, un crescita insufficiente a raggiungere i nuovi obiettivi.

Questi dati relativi alla potenza installata si contrappongono ad un trend più positivo registrato dall’operatore della rete elettrica che vede il numero di impianti proposti dagli investitori per oltre 95.000 MW.

In questo contesto il Piano di Sviluppo Industriale di Terna è parte fondamentale del percorso che permetterà il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione prefissati, un piano decennale che prevede 18 mld di euro di investimenti tesi a rendere si sistema elettrico di trasporto adeguato a gestire il nuovo modello di produzione energetica, puntando su innovazione e digitalizzazione oltre che a prevedere alti standard di resilienza e sicurezza. . Grazie agli investimenti, si prevede una sempre maggiore efficienza per il sistema elettrico e benefici quali:

  • una maggiore potenza FER connettibile alla rete stimata in circa 40 GW al 2030;
  • la dismissione di infrastrutture obsolete per un valore pari a 4.600 km;
  • una diminuzione delle perdite di energia per circa 2.000 milioni di kWh all’anno;
  • una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera per circa 5,6 milioni di tonnellate/anno, per effetto del miglioramento del mix produttivo e delle minori perdite di rete.

Come viene descritto nella presentazione del Piano Industriale oltre il 95% degli investimenti sono per loro natura sostenibili e  la maggior parte degli interventi sono focalizzati al raggiungimento degli obiettivi del PNIEC e, in particolare, all’integrazione delle rinnovabili e alla riduzione di CO2.

Molto importante sarà anche lo sviluppo dei rapporti con gli altri TSO europei attraverso la partecipazione all’associazione  European Network of Transmission System Operators for Electricity (ENTSO-E) il cui scopo o scopo principale  è quello di promuovere il funzionamento affidabile, la gestione ottimale e lo sviluppo della rete di trasmissione dell’energia elettrica europea. Mai come in questo momento una concertazione comune sullo sviluppo del sistema Elettrico tra stati europei è stato più importante.

A questo si aggiunge  la strategia verso il bacino mediterraneo che viene realizzata attraverso l’adesione al La cooperazione fra Gestori di Rete del Mediterraneo (Med-TSO)

L’attività di cooperazione tra i TSO mediterranei sarà sviluppata grazie all’associazione Med-TSO, costituita nell’aprile 2012, con lo scopo di realizzare una piattaforma di cooperazione multilaterale tra i TSO per promuovere l’interazione e l’integrazione dei sistemi elettrici dei paesi del bacino del Mediterraneo. Tale attività è di grande rilevanza in un mondo che deve affrontare sfide economico-energetiche e climatiche sempre più cogenti.

Il Piano di investimenti

Nello specifico il piano  prevede investimenti per  9,5 miliardi di euro finalizzato a  sviluppare, ammodernare e rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale. Questi fondi saranno suddivisi in diversi capitoli:

 5,6 miliardi per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale (principalmente realizzando linee ad alta tensione in corrente continua);

2,6 miliardi per le attività di rinnovo ed efficienza degli asset (con la sostituzione, dove possibile, delle linee aeree con la posa di cavi interrati);

1,3 miliardi per il Piano di Sicurezza (migliorando la regolazione della tensione e la stabilità del sistema).

Saranno inoltre investiti  1,2 miliardi per la digitalizzazione e l’innovazione, concentrando gli sforzi sulle soluzioni più tecnologiche per il controllo da remoto delle stazioni elettriche e delle infrastrutture di trasmissione

«Questi investimenti saranno fondamentali per raggiungere i traguardi di decarbonizzazione che l’Italia e l’Europa si sono prefissati. Inoltre consentiranno di abilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi oltre a sempre più elevati livelli di qualità del servizio, al minor costo per cittadini e imprese» ha dichiarato  L’amministratore delegato di Terna Stefano Donnarumma

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