Francia, un uomo ha accoltellato i passanti a Romans sur Isère

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In pieno confinamento per combattere il coronavirus e in una Francia troppe volte colpita dal terrore, sabato 4 aprile, a Romans-sur-Isère, un comune a sud di Lione, un uomo ha ucciso due passanti e ne ha feriti altri cinque al grido di “Allah Akbar”. Quattro feriti sono in gravi condizioni. Secondo quanto si è appreso, l’attentatore è Abdallah Ahmed-Osman, un uomo di 33 anni con status di rifugiato in Francia dal 2017.

Il tragico evento

La Francia è attualmente bloccata a causa della pandemia coronavirus e le persone sono autorizzate ad uscire solo per acquistare i generi di prima necessità o per l’esercizio fisico. D’altro canto, il Paese è in allerta dal 2015, quando Parigi è stata colpita da una serie di attacchi attribuiti allo Stato islamico.

Sabato mattina, a Romans-sur-Isère, un uomo è entrato con un coltello in una tabaccheria, colpendo il titolare e successivamente sua moglie, accorsa in sua difesa. L’uomo è poi entrato in una macelleria e, impadronendosi di un altro coltello, l’ha usato prima contro un cliente e poi ha attaccato altre persone in strada, tra cui alcune in fila per acquistare il pane in una boulangerie.

Il proprietario della macelleria, Ludovic Breyton, ha testimoniato: “Ha preso un coltello, è saltato sul bancone e ha pugnalato un cliente, poi è fuggito. Mia moglie ha cercato di aiutare la vittima, ma invano”.

All’arrivo della polizia l’uomo si è inginocchiato e si è fatto arrestare senza opporre resistenza: stava pregando e l’unica cosa chiesta agli agenti che lo hanno fermato è stata “Uccidetemi”.

“Un atto efferato che semina lutto in un momento in cui la Francia è già messa a dura prova”, ha twittato il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, promettendo piena luce sull’atto odioso.

Le indagini in corso

Secondo gli inquirenti l’uomo non risultava schedato o pregiudicato. Dopo poche ore dal tragico evento, è giunto sul posto il Ministro dell’interno, Christophe Castaner, il quale di primo impatto ha dichiarato: “quest’uomo ha avviato un percorso terrorista”. Successivamente il Ministro si è corretto spiegando che spetterà alla Procura antiterrorismo pronunciarsi sulla natura e sull’eventuale carattere terroristico.

Nessun dubbio sulla matrice dell’aggressione per Marine Le Pen, la quale ha parlato di “attentato islamista” prendendosela con il governo di Macron, che, a sua detta, deve “smetterla di svuotare le carceri e i centri di accoglienza”.

Oltre alla Polizia giudiziaria di Lione, la sous-direction anti-terroriste (SDAT) e la Direction générale de la sécurité intérieure (DGSI) sono state investite dell’indagine.

Il Parquet National Antiterroriste (PNAT), in un comunicato stampa, ha annunciato di aprire un’indagine per “omicidi connessi a un’organizzazione terroristica”. I primi elementi dell’indagine “hanno evidenziato un percorso omicida finalizzato a disturbare gravemente l’ordine pubblico attraverso l’intimidazione o il terrore”, ha dichiarato PNAT, aggiungendo che durante una perquisizione nella sua casa sono stati trovati “documenti scritti a mano con connotazioni religiose in cui l’autore si lamenta in particolare di vivere in un paese di miscredenti”. Le analisi dei suoi dispositivi telefonici ed informatici sono ancora in corso.

In totale, tre uomini di nazionalità sudanese sono attualmente in custodia di polizia: oltre all’ autore dell’attacco ed un secondo uomo presentato come “uno dei suoi conoscenti”, vi è “un giovane sudanese che viveva nella stessa casa”.

Polemiche e solidarietà

Il 6 aprile, sul canale televisivo TF1, Nicolas Canteloup, umorista e imitatore francese, ha provocato l’indignazione della sindaca di Romans-sur-Isère evocando l’attacco di due giorni prima: “È un dramma ma ciò ha permesso di far capire alla gente di Isère che non si dovrebbe uscire per strada e rimanere a casa …” ha dichiarato l’umorista. Marie-Hélène Thoraval ha, pertanto, reagito affermando: “Sono indignata per la città, per la sua popolazione, specialmente per le famiglie che sono in lutto, per le famiglie che hanno avuto vittime” aggiungendo che “Non possiamo ridere di tutto”.

Anche sui social network l’affermazione di Nicolas Canteloup è stata ampiamente criticata.

Oltre alle polemiche vi sono molteplici manifestazioni di solidarietà. Un’ iniziativa nella regione di Parigi ne è la prova: ogni sera, nel dipartimento di Hauts-de-Seine, viene proiettato un messaggio di supporto per gli operatori sanitari sulla facciata di un edificio. Lunedì sera, sono stati proiettati i volti di Julien Vinson e di Thierry Nivon, vittime dell’attacco a Romans-sur-Isère. L’autore è un residente di Clichy che vuole rimanere anonimo: ogni sera alle 20:00 prende parte, a modo suo, all’omaggio ed alla solidarietà della popolazione francese, proiettando dalla sua finestra con un videoproiettore da soggiorno. “Questi crimini riguardano tutti noi” queste le sue parole.

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