Rallentano i business del noleggio: freno burocratico e fiscale.

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La 21esima edizione del Rapporto ANIASA (Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici) ha segnalato un evidente rallentamento nel settore del noleggio a breve termine e dell’auto condivisa.

«La Pandemia, la crisi dei chip auto e il conflitto Ucraino hanno rallentato l’avanzata della mobilità a noleggio e in sharing nel nostro Paese. […] Per raggiungere gli obiettivi fissati dal FIT for 55, il nostro Paese non ha alternative ad allineare la fiscalità dell’auto aziendale alla media dei Paesi europei» questi i punti salienti del Rapporto, oltre alla segnalazione del calo delle immatricolazioni complessive del noleggio, che dal 2019 sono diminuite di oltre 100 mila unità nel 2021.

Il noleggio a breve termine ha risentito molto della sostanziale scomparsa del travelling nella prima parte del 2021 e in generale dalla quasi totale assenza di turismo internazionale. La stagione estiva ha registrato una lieve crescita rispetto l’anno precedente ma è evidente come, da inizio pandemia, il settore abbia visto dimezzarsi le attività del 51% e il ridursi di un terzo la flotta, i giorni di noleggio e il complessivo giro di affari ad aggravare la situazione si è aggiunta la crisi dei semiconduttori che ha reso molto difficile l’approvvigionamento di vetture nei periodi con maggior domanda.

La forte riduzione della mobilità cittadina e il ricorso al telelavoro in modo massiccio nella prima parte dello scorso anno ha caratterizzato l’andamento del car sharing che ha registrato una contrazione del 57% dei noleggi rispetto al 2019 e una riduzione di più di mille unità delle vetture.

Discorso diverso si può fare per il noleggio a lungo termine, forte della stabilità del business e della continua espansione nel settore dei privati, ha consolidato la sua crescita con un 12% in più rispetto al 2020.

Nel rapporto è stata stilata un’analisi sul mercato dei privati che hanno scelto di noleggiare un’auto rinunciando alla sua proprietà che tocca quota 100mila, con una crescita significativa del 55% rispetto a inizio 2020.

Il primo trimestre dell’anno in corso ha evidenziato una leggera ripresa del noleggio a breve termine, pur rimanendo in negativo tutti gli indicatori (fatturato, numero di noleggi, giorni di noleggio). Particolare preoccupazione desta anche il crollo delle immatricolazioni che certifica la crisi di prodotto in atto. Il noleggio a lungo termine è cresciuto anche grazie a un aumento della flotta pari al 7% pur con immatricolazioni ancora in calo.

Il car sharing registra una crescita incoraggiante, +50% che fa ben sperare per il prosieguo dell’anno.

Il Presidente dell’ANIASA, Viano, alla fine della presentazione ha espresso la sua opinione sulla scelta del governo di escludere le auto aziendali e il noleggio dagli incentivi e come tale decisione renda il settore perplesso, dato che il noleggio è il principale strumento in grado di accelerare il ricambio di veicoli inquinanti. L’esclusione a suo parere è strettamente connessa ad una concezione di proprietà del bene, ormai superata, che rischia di rallentare il passaggio del nostro paese verso una mobilità pay-per-use che avrà effetti positivi in termini di sostenibilità ambientale e sicurezza dei veicoli.

Ha aggiunto «alla beffa sugli incentivi se ne aggiunge una seconda, ormai inaccettabile per le imprese italiane che utilizzano le vetture aziendali: il livello di detraibilità dell’IVA per le imprese clienti è ancora bloccato al 40% dal 2007 e confermato almeno fino al prossimo 31 dicembre 2022».

Tale scelta, rinnovata di anno in anno con delle proroghe ha creato, per Viano, una forte disparità di trattamento fiscale sui costi di mobilità delle aziende italiane conclude con un invito per il governo a valutare questa situazione e a modificarla quanto prima rendendo così l’Italia allineata agli altri paesi europei.

 

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