L’’evoluzione del rapporto banca impresa e le linee guida EBA

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L’articolo di questa settimana vuole analizzare l’evoluzione del rapporto banca impresa anche alla luce delle nuove linee guida dell’Autorità bancaria europea (EBA) sulla concessione e monitoraggio dei prestiti.

Tali linee guida EBA sono state recepiti anche da Banca d’Italia con il 36° aggiornamento della Circolare n. 285 in data 21 luglio 2021 e quindi sono applicabili direttamente anche per il nostro paese.

Le linee guida di cui sopra sono parte dell’Action Plan europeo adottato dal Consiglio dell’Ue nel luglio 2017 per far fronte alla questione dei crediti deteriorati.

Quanto sopra è l’ennesima dimostrazione come le innovazioni virtuose per la nostra economia e sistema paese, caratterizzato da una storica avversione al cambiamento, intervengono quasi sempre per effetto dell’obbligo di adeguamento alle normative europee e sovranazionali.

Nell’ambito della più generale disciplina concessione e monitoraggio dei prestiti delle linee EBA, affronteremo in questo articolo in particolare l’ambito, che interessa più da vicino le imprese, ovvero quello che riguarda il rapporto banca impresa, in particolare nella fase del processo di concessione del credito, relativa all’ istruttoria e valutazione della richiesta di affidamento da parte della clientela delle banche.

Le linee guida in tal senso forniscono una dettagliata analisi e commento dei requisiti in merito alla raccolta e alla gestione della documentazione necessaria per la valutazione del merito creditizio della clientela delle banche.

Le linee guida Eba dettagliano e approfondiscono già quanto definito dalla normativa bancaria Basilea, che richiedono che il rapporto banca-impresa, che nel passato era prevalentemente basato su relazioni di tipo personale, si evolva verso relazioni fra banche e impresa per la concessione del credito, fondate su trasparenti e completi flussi informativi economici e finanziario verso la banca da parte dell’impresa richiedente l’affidamento.

Anzi sempre secondo Basilea la completezza, attendibilità e veridicità dell’informativa finanziaria fornita alla banca dall’impresa, rappresenta essa stessa un elemento di positiva valutazione dell’azienda ed è determinante per creare un clima di fiducia verso il richiedente il credito da parte della banca.

Tutto quanto sopra perché l’informativa finanziaria aiuta a superare per la banca la sua asimmetria informativa nei confronti dell’impresa richiedente il finanziamento e valutare con maggiore correttezza il rischio di credito (o rischio di insolvenza) ovvero il rischio che nell’ambito di un’operazione creditizia il debitore non assolva anche solo in parte ai suoi obblighi di rimborso del capitale e/o al pagamento degli interessi al suo creditore.

Documentazione e informativa finanziaria ed economica fornita dall’impresa che dovrà essere ovviamente essere necessariamente controllata da parte della banca, per analizzarne l’attendibilità, completezza e veridicità, come parte fondamentale del processo di istruttoria per la concessione del credito.

La novità principale sul piano metodologico e di principio posto dalle linee guida EBA è rappresentata dal fatto che l’istruttoria per la concessione del credito all’impresa, dovrà essere effettuata, con approccio forward-looking ovvero prospettico e rivolto a valutare non solo il passato (vedi bilanci e performance storiche), ma soprattutto il futuro andamento economico e finanziario dell’impresa.

Per raggiungere gli obiettivi di cui sopra le banche dovranno richiedere alla loro clientela imprese, ai fini dell’istruttoria per la concessione del credito, non solo come nel passato bilanci e performance storici, ma anche un business plan del progetto di sviluppo dell’impresa, con particolare riferimento alle strategie  e modello di business, al piano di investimento, ai bilanci previsionali, al cash flow prospettici e budget di tesoreria del cliente e in generale informazioni sulla sostenibilità economica finanziaria del business futuro dell’impresa.

Nel valutare il merito creditizio del cliente, le banche dovranno porre infatti l’enfasi e attenzione su una stima realistica e sostenibile del reddito e del flusso di cassa futuro dell’impresa cliente, e non più solo sulla garanzia reale disponibile.

Diventerà quindi centrale per effetto delle nuove linee guida EBA, al fine di essere preparati alla nuova filosofia e approccio nel rapporto banca impresa, effettuare un cambiamento culturale sia da parte delle banche eroganti i finanziamenti che da parte delle imprese richiedenti credito.

In tal senso le banche dovranno non solo evolvere e innovare i propri modelli, metodologie e processi di valutazione del merito creditizio della propria clientela verso come già ricordato un approccio di tipo prospettico (ovvero look forward), ma dovranno anche formare e innovare le competenze del proprio personale dei settori fidi verso questo nuova modalità di concessione del credito.

D’altro canto anche le imprese dovranno essere in grado di superare il gap storico di competenze finanziarie delle aziende italiane e acquisire quella cultura della pianificazione di business e dell’utilizzo dello strumento business plan, così necessario a stabilire un corretto flusso informativo verso le banche e un clima di fiducia nel rapporto banca impresa.

L’impresa e soprattutto le PMI dovranno essere in grado attraverso ben strutturati e veritieri business plan di dimostrare alle banche la propria capacità di sviluppare nel futuro il proprio business in modo sostenibile sia dal punto di vista economico che finanziario e conseguentemente la loro capacità di rimborsare i propri impegni finanziari.

In tal senso la centralità dei flussi di cassa prospettici non solo per le banche ma anche per le imprese, e quindi la loro capacità di pianificare il proprio business, va nella stessa direzione del novellato 2086 del Codice Civile che impone agli imprenditori di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili al fine di poter valutare l’andamento futuro dell’azienda onde rilevare tempestivamente segnali di crisi (vedi il nuovo codice delle crisi di impresa entrato recentemente in vigore).

Quindi la cultura della pianificazione di business è fondamentale per le imprese non solo in sede di richiesta credito alle banche, ma anche per un migliore conduzione e direzione delle imprese stesse e per la prevenzione e allerta degli stati di crisi.

Si tratta quindi di una vera rivoluzione culturale per il nostro paese, nella concessione del credito da parte delle banche alle imprese, che premierà sia le banche che sapranno innovare secondo le linee guida prontamente i propri processi di valutazione del merito creditizio e le competenze del proprio personale ma anche le imprese che sapranno dotarsi di quelle competenze finanziarie necessaria a dialogare con le banche secondo modelli informativi volti a dimostrare la sostenibilità dei propri flussi di cassa prospettici.

Saranno quindi sempre di più importanti per la concessione del credito, non più la storicità delle performance di bilancio o le garanzie offerte alle banche, ma la capacità di dimostrare da parte delle imprese la propria capacità imprenditoriale e competenza, la validità del proprio modello di business e la sostenibilità economica finanziaria.

Cambiamento culturale importante e fondamentale per la Banche e le imprese del nostro paese, nel quale avrà un ruolo decisivo e abilitante la leva della formazione e della consulenza a sostegno sia delle Banche che delle imprese con particolare riferimento alle PMI.

Guido Massimiano

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