Crisi Ucraina: le ultime dal fronte

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Nella giornata di oggi di rilievo l’adunata del popolo russo nello studio Luzhniki di Mosca durante la quale il Presidente Vladimir Putin ha dichiarato che il suo Paese farà di tutto per mettere la parola fine al genocidio del Donbass.  “Abbiamo fatto risorgere questi territori” della Crimea e “attueremo tutti i nostri piani (…) Sono gli abitanti della Crimea che hanno fatto la scelta giusta, hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo, che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio. Evitarlo è l’obiettivo della nostra operazione militare”.

Intanto la Russia resta ferma sulla posizione circa la quale si potrà iniziare a parlare di un possibile incontro tra i presidenti Putin e Zelensky solo dopo l’approvazione di un testo d’accordo tra Mosca e Kiev.  Lo ha rilevato il capo della delegazione russa, Vladimir Medinsky. “Dirò solo che prima di parlare dell’incontro tra i leader, è necessario che i negoziatori preparino e concordino il testo del trattato, che secondo le nostre proposte, dovrebbe essere siglato dai ministri degli Esteri. Poi il trattato sarà approvato dai governi e solo dopo avrà senso parlare di un vertice dei capi di stato”, queste le sue parole. Tuttavia, Medinsky ha anche aggiunto che le posizioni negoziali di Mosca e Kiev sullo “status di neutralità” dell’Ucraina alla Nato è uno dei punti chiave dei colloqui e che è quello dove le posizioni delle due parti si sono avvicinate maggiormente.

Di primaria importanza anche la chiamata, durata più di due ore, tra Il presidente della Repubblica Popolare cinese e quello degli Usa. Xi Jin Ping ha esortato gli Stati Uniti e la Nato al dialogo con la Russia per cercare di mettere la parola fine al conflitto in Ucraina. “Tutte le parti dovrebbero sostenere congiuntamente il dialogo e il negoziato tra Russia e Ucraina e negoziare i risultati e la pace”, ha dichiarato il leader del Partito Comunista cinese che ha, inoltre, aggiunto: “Gli Stati Uniti dovrebbero anche dialogare con la Russia per risolvere il nodo cruciale della crisi ucraina e risolvere i problemi di sicurezza sia della Russia che dell’Ucraina”.

Dall’ incontro di oggi, inoltre, i due presidenti si sono detti l’un l’altro che le relazioni tra i due Paese non possono e non devono arrivare ad uno scontro in quanto non sarebbe nell’interesse nessuno.

Sul “fronte” Unione europea si rileva che la prossima settimana i leader dei Paesi membri si riuniranno per iniziare a mettere nero su bianco la strategia sulla strutturazione della difesa comune europea. Il documento, frutto di un’elaborazione lunga più di due anni, verrà adottato nella riunione di lunedì dei ministri degli Esteri e della Difesa e poi verrà formalmente approvato dai Capi di Stato e di Governo di Bruxelles in un vertice che è previsto per il 24-25 marzo. Non si tratta di un documento di risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ma di un piano strategico di lungo periodo. Un alto funzionario dell’Unione ha a riguardo dichiarato: “Ovviamente la guerra in Ucraina è la prima minaccia per l’Unione ma non è l’unica. La strategia riguarda anche minacce all’interno e all’esterno, quali quelle che potrebbero arrivare dai Balcani occidentali, dal Sahel, dal Medio ed Estremo Oriente e dall’Indopacifico”. All’interno del suddetto documento sono state incluse anche le raccomandazioni sull’aumento della spesa per la Difesa.

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