Caso Navalny: Mosca accusa la Germania di aver inscenato tutto

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In questi giorni il caso Alexey Navalny è saltato nuovamente agli onori della cronaca. Dal 6 al 9 luglio 2021, infatti, si è tenuta la 97a sessione del Consiglio esecutivo dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), dove è stata presentata anche la bozza relativa al caso del blogger.

Un dettaglio del documento fornito dall’OPCW ha attirato l’attenzione dei legislatori russi secondo i quali la tempistica degli eventi confermerebbe un coinvolgimento diretto di Berlino in quanto accaduto.

Facendo fede al documento la Repubblica Federale Tedesca avrebbe richiesto assistenza al segretariato tecnico dell’OPCW, ai sensi del comma 38 dell’articolo VIII della Convenzione sulle Armi Chimiche, in relazione al presunto avvelenamento di Alexei Navalny, il 20 Agosto 2020, ovvero il giorno stesso in cui Navalny ha avuto il malore sul volo Tomsk-Mosca.

Chiamato a rispondere sul dettaglio tutt’altro che insignificante, il Ministero degli Esteri tedesco ha giustificato quello che ritiene un errore con una confusione di date durante la stesura della bozza, che è stata poi corretta riportando la data del 4 settembre 2020.

La reazione da parte russa non si è fatta attendere. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, sul suo canale personale ha subito evidenziato l’incongruenza di tale affermazione, giungendo alla conclusione che il caso Navalny sia stato montato ad hoc in chiave antirussa da parte dei servizi segreti occidentali. In effetti, come la stessa Zakharova sottolinea nella sua analisi, la preparazione da parte di uno stato aderente all’OPCW di una domanda con richiesta di assistenza in un’indagine sull’avvelenamento da armi chimiche richiederebbe molto tempo ed inoltre, per essere anche solo presa in considerazione, il paese richiedente dovrebbe disporre di una qualche prova preliminare, cosa che nel caso della Germania era impossibile nella data stessa in cui si era verificato il malore di Navalny. Per cui per avviare il procedimento e l’invio dei tecnici in data 20 agosto stesso si sarebbe dovuta presentare la domanda diverso tempo prima dell’incidente. Questa serie di considerazioni ha spinto la Federazione Russa ad accusare l’Occidente di aver costruito il caso con il chiaro proposito di colpire il paese, come confermato dalle dichiarazioni del presidente della Commissione della Duma di Stato russa sull’interferenza straniera negli affari interni della Russia, Vasily Piskarev, che considera le incongruenze temporali nella bozza di rapporto dell’OPCW sul presunto avvelenamento del blogger Alexey Navalny come prova del collegamento della Germania alla provocazione antirussa.

Ad avvalorare tale tesi ci sarebbe, secondo quanto dichiarato da Piskarev, il disinteresse tedesco a ‘stabilire la verità sul caso’, dimostrato da otto richieste dell’ufficio del procuratore generale russo per l’assistenza legale nel contenzioso con Navalny che rimangono ancora senza risposta. Il legislatore russo ha infatti sottolineato che la commissione della Duma di Stato aveva presentato una richiesta alla dirigenza del parlamento tedesco per fornire assistenza nello svolgimento delle indagini, richiesta che non ha ricevuto ad oggi alcuna risposta. In conclusione, la parte russa vede nell’intera questione una campagna diffamatoria al fine ultimo di giustificare le sanzioni imposte a Mosca e un tentativo diretto di interferenza nella politica interna del paese con l’intento di minare la credibilità a livello internazionale.

Altro elemento sospetto nella questione, riportato dalla portavoce del Ministero degli Affari Esteri con minuzia di dettagli, sarebbe stato il comportamento anomalo del Direttore Generale della segreteria tecnica dell’OPCW durante l’incontro in cui la bozza sul caso Navalny veniva presentata. Nell’accorgersi dell’incongruenza temporale i diplomatici russi presenti avrebbero chiesto al direttore spiegazioni a riguardo. Tale interrogazione avrebbe, secondo la Zakharova, messo in difficoltà il direttore, che non sapendo come giustificare l’accaduto sedeva in silenzio. In suo soccorso si sarebbe alzata il rappresentante permanente della Germania il quale, asserendo di ricordare il corretto corso degli eventi, ha confermato che il 20 agosto 2020 Angela Merkel aveva incontrato il presidente francese Emmanuel Macron in una conferenza stampa a Bregancon alle ore 18.30 nella quale avevano espresso la loro disponibilità a fornire assistenza medica a Navanly nello stesso momento in cui l’OPCW inviava i suoi tecnici su richiesta tedesca.

Già in passato le autorità russe avevano accusato Berlino di interferire nella politica interna della Federazione Russa e di supportare Navalny in chiave antirussa. Secondo il Cremlino, infatti, l’intero caso Navalny, blogger russo leader del partito La Russia del Futuro conosciuto per le sue idee xenofobe, razziste e politiche anti-migratorie, sarebbe stato creato per screditare la Russia, aumentare le sanzioni e fare leva geopolitica sul progetto Nord Stream 2, gasdotto che dovrebbe portare il gas naturale russo verso l’Europa. Le accuse che Mosca sta rivolgendo in questi giorni sull’operato dell’OPCW e sul ruolo preponderante che la Germania ha avuto nella redazione del report dell’organizzazione sottolineerebbero ancora una volta di più il ruolo tedesco nel caso Navalny e la volontà di Berlino, allineata a Washington e a Parigi, di osteggiare Mosca nel panorama europeo.

di Silvia Boltuc

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