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Stato di diritto: Polonia e Grecia al centro del dibattito in Commissione

La Commissione europea ha aperto un dibattito per rafforzare lo stato di diritto nell’Unione Europea: ha attuato una procedura di infrazione per la Polonia, ha adottato un aggiornamento della seconda relazione sulla sorveglianza rafforzata per la Grecia ed infine ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei in merito allo stato di diritto.

Nell’avviare il processo di riflessione sullo stato di diritto nell’UE, la Commissione ha voluto considerare le diverse possibilità di azioni future: la comunicazione presentata riguarda gli strumenti disponibili per monitorare, valutare e proteggere lo Stato di diritto nell’Unione. Fondamentale però, è ripercorre anche l’esperienza degli anni passati, la quale sottolinea la necessità di una migliore promozione dello stato di diritto, la prevenzione precoce dei rischi o le violazioni dello stato di diritto e una risposta efficace quando tali problemi si verificano nell’Unione.

Lo Stato di diritto è uno dei valori comuni su cui l’Unione Europea è fondata, è sancito nell’art. 2 del Trattato sull’Unione Europea ed è condiviso da tutti gli Stati membri. Tale principio è essenziale per il funzionamento dell’UE nel suo complesso e per tutto ciò che ne deriva, dal mercato interno alla cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni. La Commissione europea è responsabile nel garantire lo Stato di diritto quale valore fondamentale dell’Unione e per garantire che la legislazione, i valori e i principi dell’UE siano rispettati.

A tal proposito, la Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione inviando una lettera di avviso formale alla Polonia in merito al nuovo regime disciplinare per i giudici. Alla base della decisione vi è il fatto che il nuovo regime disciplinare mina l’indipendenza giudiziaria dei giudici polacchi, non offrendo garanzie necessarie per proteggerli dal controllo politico, come richiesto dalla Corte di giustizia dell’Unione europea. La Commissione ritiene che la Polonia non abbia adempiuto agli obblighi che riguardano il diritto ad un rimedio effettivo davanti a un tribunale indipendente e imparziale: la legge polacca consente di sottoporre i giudici ordinari alle indagini disciplinari, alle procedure e infine anche alle sanzioni, a causa del contenuto delle loro decisioni giudiziarie. Inoltre, non viene garantita l’indipendenza e l’imparzialità della Camera disciplinare della Corte suprema che rivede le decisioni prese nei procedimenti disciplinari contro i giudici. Infine, la Commissione ritiene che la Polonia non abbia adempiuto agli obblighi previsti dall’articolo 267 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che sancisce il diritto dei tribunali di chiedere una pronuncia pregiudiziale alla Corte di giustizia europea. Il governo polacco ha ora due mesi per rispondere alla lettera di avviso formale da parte dell’esecutivo comunitario.

Durante il dibattito, la Commissione ha poi adottato un aggiornamento della seconda relazione sulla sorveglianza rafforzata per la Grecia per ciò che riguarda i progressi nel completamento dell’attuazione degli impegni di riforma: la Grecia ha intrapreso le azioni necessarie per raggiungere tutti gli specifici obiettivi.

Infine, la Commissione ha deciso di registrare un’iniziativa dei cittadini europei – ritenuta legalmente ammissibile – intitolata “Rispetto dello Stato di diritto all’interno dell’Unione europea”, la quale ha l’obiettivo di creare “un meccanismo di valutazione obiettivo e imparziale per verificare l’applicazione dei valori dell’Unione europea da parte di tutti gli Stati membri”.

Negli ultimi anni, lo stato di diritto in Europa è stato sottoposto a crescenti pressioni. Sono state sollevate preoccupazioni comuni e concrete nei dibattiti all’interno dell’Unione, a livello internazionale e della società civile. È diventata necessaria da parte dell’UE una maggiore garanzia affinché che lo Stato di diritto sia difeso, rafforzato e sostenuto in tutta l’Unione.

In conclusione, dal dibattito sono emersi i tre pilastri necessari per rendere efficaci le applicazioni dello Stato di diritto: migliore promozione degli standard dello stato di diritto negli Stati; prevenzione preventiva da parte dell’UE al fine rafforzare la cooperazione e un dialogo regolare con gli Stati; risposte su misura rispetto alla varietà di sfide sullo stato di diritto richiede, con la Commissione che continuerà a garantire la corretta applicazione della normativa dell’UE tramite le procedure di infrazione.

“La capacità dell’Unione di sostenere lo stato di diritto è essenziale, ora più che mai” ha dichiarato il primo vicepresidente Frans Timmermans, poiché “è una questione di valori fondamentali, una questione di chi siamo” e “perché il funzionamento dell’intera UE dipende dallo stato di diritto in tutti gli Stati membri. È giunto il momento di riflettere insieme con tutte le istituzioni, gli Stati membri, le diverse autorità e le parti interessate su come difendere e rafforzare lo stato di diritto nell’Unione “.

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