Trump si gioca tutto: tra elezioni e Covid19 spunta il vaccino

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Vaccines are moving along fast and safely!, firmato @realDonaldTrump. Con un “tweet” pubblicato il 16 settembre, Donald J. Trumpha voluto dare una svolta alla campagna elettorale per le presidenziali. Alle prese ormai da mesi, sul fronte interno, con eventi che hanno rimesso tutto in discussione, il presidente in carica ed il fronte repubblicano hanno dunque deciso di giocarsi l’asso nella manica: il vaccino per il Covid 19.

Il caso Woodward

 Ma procediamo con ordine. Dopo essere stato accusato da parte dell’opinione pubblica e dei media di aver gestito con superficialità la pandemia di coronavirus, Trump ha dovuto fare i conti con l’accusa di aver mentito, proprio in tale circostanza, agli americani.

L’imputazione mediatica è seguita alla pubblicazione di alcune anticipazioni del libro “Rage” del premio Pulitzer Bob Woodward (che insieme al collega Carl Bernstein pubblicò per ilWashington Postl’inchiesta che diede il via allo scandalo Watergate), nelle quali il giornalista racconta di come lo stesso Presidente gli abbia confessato di essere stato informato già a fine gennaio della gravità del virus e di averlo volutamente minimizzato in pubblico.

Le parole del Presidente, registrate previo consenso da Woodwarddurante una serie di interviste concordate con la Casa Bianca e recentemente trasmesse dalla CNN, sono molto esplicite: ad inizio febbraio Trump confida al giornalista di essere stato informato già il 28 gennaio della gravità dell’epidemia di Covid-19, e di sapere quanto il virus fosse pericoloso, cinque volte “più mortale” dell’influenza, trasmissibile per via aerea e altamente contagioso. “Questa è roba mortale”, dice, letteralmente, Trump a Woodward. A marzo, invece, Trump confessa di aver voluto deliberatamente “minimizzare” la crisi sanitaria, e di voler continuare a sminuirla per non creare panico.

A tutela del Presidente si è però subito esposto il virologo Anthony Fauci, che ha negato mistificazioni da parte del magnate newyorkese, mentre la Casa Bianca, tramite una precisazione della portavoce Kayleigh McEnany, si è affrettata a difenderne l’operato nella gestione dell’emergenza, spiegando che Trump non avrebbe mentito ai cittadini, ma li avrebbe semplicemente tranquillizzati.

Trump risponde con il vaccino

 DonaldTrumpinvece, non potendo sconfessare le registrazioni, è potuto passare al contrattacco solamente nelle ultime ore, quando la possibilità di puntare tutto sulla carta del vaccino anti-Covidsi è trasformata da lontana chimera a reale possibilità.

Secondo quanto dichiarato alla stampa e via Twitter dall’attuale inquilino della Casa Bianca e dal suo entourage, infatti, gli USA sarebbero“più vicini di quanto si pensi” al raggiungimento del vaccino, la distribuzione dovrebbe iniziare“ad ottobre” ed “oltre 100 milioni di dosi saranno disponibili entro la fine dell’anno”.

Gà da settimane si vociferava sullintenzione da parte di The Donald” di giocarsi un clamoroso jolly” con il quale riuscire a recuperare punti nei sondaggi, ma quello del tycoon sembrava fino a pochi giorni fa un vero e proprio azzardo politico, soprattutto considerando e prevedendo le lunghe tempistiche di ricerca, test e produzione che di solito precedono la commercializzazione in sicurezza di un vaccino, come ha confermato anche il direttore dei Centers for Disease Control (Cdc) Robert Redfield.

Secondo Redfield, al centro di una polemica con Trump anche sull’efficacia dell’utilizzo della mascherina, ci vorranno infatti “dai sei ai nove mesi” per finire di sviluppare la cura preventiva e farla assumere a tutti gli americani.

A meno di due mesi dalle elezioni presidenziali, dunque, la battaglia per la Casa Bianca si gioca e si accende anche sul vaccino anti-Covid e sulle tempistiche della sua distribuzione.

Andrea DOttavi

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