Governo Castex al completo: la nomina di 11 Segretari di Stato

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“La squadra è completa” ha dichiarato il Primo Ministro francese Jean Castex. Con la nomina di 11 nuovi Segretari di Stato, salgono a 43 i membri dell’esecutivo: 21 uomini e 22 donne, di cui 16 Ministri, 14 Vice Ministri e 12 Segretari di Stato (di cui solo uno, Gabriel Attal, portavoce del governo, è stato nominato il 6 luglio), oltre al Primo Ministro. Si tratta del Governo francese più numeroso della storia politica recente. Gli ex Primi Ministri, François Hollande, Nicolas Sarkozy e lo stesso Primo Ministro uscente Edouard Philippe, non hanno, infatti, mai avuto così tanti ministri nel loro entourage. Dobbiamo tornare all’era di Alain Juppé, nel 1995, per trovare un governo così numeroso. I profili selezionati, che rappresentano le diverse forze politiche della maggioranza, dimostrano il desiderio di premiare alcuni deputati meritevoli, ma anche di concentrarsi sulla sfera sociale, poiché la crisi economica dovuta al Covid-19 occuperà l’agenda per i prossimi due anni.

Le conferme

Il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, nella formazione del nuovo Governo guidato da Castex era ansioso di trovare “il giusto equilibrio tra continuità e necessario rinnovamento”. Non a caso, tra gli 11 Segretari di Stato nominati domenica 26 luglio – 20 giorni dopo la nomina di Ministri e Vice Ministri – 5 sono stati riconfermati, o addirittura “rafforzati” all’interno dell’esecutivo: si tratta di Sophie Cluzel, Jean-Baptiste Lemoyne, Cédric O, Laurent Pietraszewski e Adrien Taquet. Quest’ultimo, che ha guidato la riforma delle pensioni dallo scorso dicembre, nel nuovo Governo sarà responsabile della realizzazione del fascicolo sospeso a causa della pandemia di Covid-19 e su cui Macron punta molto per perfezionare il suo percorso di presidente riformatore. Inoltre, la crisi sanitaria richiede a Pietraszewski di occuparsi del portafoglio relativo alla salute sul lavoro. Sophie Cluzel, riconfermata Segretario di Stato per la disabilità, ha dichiarato “È una grande gioia poter riprendere il mio lavoro” ed ha aggiunto di voler “accelerare le misure a favore delle persone con disabilità”. La sua relegazione a semplice Segretario di Stato non ha convinto tutte le principali parti interessate: “L’assenza di un ministero delegato all’handicap è un segnale molto negativo” aveva lamentato il Presidente del Consiglio consultivo nazionale delle persone disabili, Jérémie Boroy. Anche Jean-Baptiste Lemoyne, Segretario di Stato incaricato del turismo, dei francesi all’estero e della Francofonia, continuerà il suo lavoro in un contesto fortemente segnato dalla crisi sanitaria ed economica. Da marzo, in particolare, ha lavorato per riferire le preoccupazioni dei professionisti del settore turistico, presenziando ad un comitato settoriale settimanale ed organizzando il rimpatrio di 190.000 turisti francesi bloccati all’estero. Cédric O, è invece il Segretario di Stato incaricato per la transizione digitale e le comunicazioni elettroniche: responsabile della diffusione dell’applicazione per il tracciamento dei contagi, StopCovid, Cédric O lavora in particolare su un sistema di identità digitale fornito dallo Stato, in modo che gli utenti di Internet possano identificarsi online con un’affidabilità pari a quella offerta dalla carta identità nel mondo reale. Infine, Adrien Taquet è stato rinnovato nelle sue funzioni di Segretario di Stato per l’infanzia e le famiglie. In particolare, Taquet sarà impegnato nel proseguimento del lavoro sui “primi 1000 giorni” del bambino, le cui conclusioni sono attese per settembre. Tra le questioni attuali vi sono poi l’estensione del congedo di paternità, la remunerazione del congedo parentale e la riflessione sulle disposizioni in materia di assistenza all’infanzia.

I nuovi Segretari di Stato

Tra i nuovi Segretari di Stato figura Clément Beaune, responsabile degli affari, che succede a Amélie de Montchalin. Precedentemente consigliere per l’Europa di Emmanuel Macron, Beaune, 37 anni, è stato molto influente nel dare forma alla politica europea del Presidente, dai negoziati sulla Brexit alla riforma dell’area dell’euro. Olivia Grégoire è la nuova responsabile dell’economia sociale, solidale e responsabile: ex direttrice aziendale, era Vicepresidente del comitato finanziario dell’Assemblea Nazionale; fondatrice di una società di consulenza di strategia aziendale per le PMI e le start-up, impegnata da molto tempo con la destra liberale e la destra centrale, Grégoire ha lavorato presso gli uffici ministeriali di Jean-Pierre Raffarin e Xavier Bertrand. Joël Giraud, è invece il Segretario di Stato incaricato per la ruralità. Il deputato per le Hautes-Alpes, delle fila del Partito radicale di sinistra ed eletto con LREM, è stato relatore generale per il bilancio. Egli entra nel governo per occuparsi di un portafoglio inesistente nell’esecutivo di Edouard Philippe ma che fa eco all’arrivo a Matignon di Jean Castex presentatosi come un uomo dei “territori”. Giraud è stato notato nell’ambito dei lavori dell’Assemblea nazionale nel 2019 per aver richiesto una seconda deliberazione sul voto di un controverso emendamento su un vantaggio fiscale concesso all’olio di palma.  Sarah El Hairy, è la responsabile dei giovani e dell’impiego: prima della sua elezione in Assemblea, la giovane donna è stata responsabile delle vendite nella cooperativa del voucher del Groupe Up. Lo scorso giugno aveva presentato al governo un rapporto “Per la filantropia francese”. Presso lo stesso Ministero dell’istruzione nazionale, della gioventù e dello sport, Nathalie Elimas, è stata nominata responsabile dell’educazione primaria. Elimas era membro della Commissione Affari sociali dell’Assemblea nazionale ed è stata anche consigliere regionale. Infine, in virtù della svolta ambientalista che intende compiere l’esecutivo, Bérangère Abba, è la Segretaria di Stato responsabile della biodiversità presso il Ministero della transizione ecologica. Nel 2019, ha co-firmato una rubrica su Le Monde che afferma che “l’ecologia è al centro dell’Atto II del quinquennio” e un’altra, nel 2018, su Le Journal du Dimanche, promuovendo l’”efficienza energetica” e chiedendo la chiusura delle centrali a carbone e nucleari. In questo fascicolo, è stata criticata dal sito Reporterre dopo la sua nomina al consiglio di amministrazione di Andra-l’agenzia nazionale di gestione dei rifiuti radioattivi- responsabile della discarica di Bure contro la quale Bérangère Abba era attiva. È stata altresì criticata per la sua posizione sul divieto d’uso del glifosato, che ha difeso, mentre votava a settembre 2018 contro la sua inclusione nella legge.

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