La prospettiva strategica dell’UE nei confronti della Cina

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L’Unione europea e la Cina sono legate da relazioni durature e sono impegnate in un partenariato strategico globale, come espresso nel quadro dell’agenda strategica per la cooperazione: dopo gli Stati Uniti, la Cina è, infatti, il secondo partner commerciale dell’UE e l’UE è il principale partner della Cina. Si tratta di due delle tre maggiori economie mondiali.

La Cina è al contempo un partner di cooperazione con obiettivi allineati a quelli dell’UE, un partner di negoziato con cui vi è l’esigenza di trovare un equilibrio di interessi, un concorrente economico che mira alla leadership tecnologica, nonché un rivale che propone modelli alternativi.

Recentemente, in Europa, è sempre più diffusa la sensazione che l’equilibrio tra sfide ed opportunità associate alla Cina, sia mutato. La Cina risulta al centro delle preoccupazioni di molti a livello globale: in particolare Washington, come principale nemico di Pechino, ha avvertito che Huawei sarebbe in grado di introdurre meccanismi di sorveglianza degli Stati membri dell’UE tramite la tecnologia del 5G.

Negli ultimi anni il potere economico nonché l’influenza politica della Cina sono cresciuti in maniera esponenziale, con ritmi e dimensioni senza precedenti, nell’ambizione di divenire una potenza globale egemone. La sua crescente importanza dovrebbe essere proporzionale all’assunzione delle responsabilità nel sostenere un ordine internazionale fondato su regole, reciprocità, principio di non discriminazione ed apertura. Le ambizioni cinesi, dunque, dovrebbero tradursi in politiche ed azioni commisurate al suo ruolo.

La strategia del 2016 per la Cina rimane il quadro di riferimento dell’impegno dell’UE al fine di garantire relazioni eque, equilibrate e reciprocamente vantaggiose.

Gli obiettivi dell’Unione europea sono: approfondire il suo impegno con la Cina per promuovere interessi comuni a livello globale, sulla base di interessi e principi chiaramente definiti; ricercare condizioni più equilibrate e reciproche che regolino le relazioni economiche; infine, per mantenere la sua prosperità, i valori ed il modello sociale a lungo termine, alcune zone dell’UE devono adattarsi alle mutevoli realtà economiche e rafforzare le proprie politiche interne, nonché la base industriale.

Ciò presuppone un’intesa ed un’azione congiunta da parte degli Stati membri dell’UE.

Il 12 marzo, in virtù di tale crescente influenza della Cina, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, e la Commissione europea hanno esaminato le relazioni tra UE e Cina, le relative sfide ed opportunità ed hanno definito 10 azioni concrete che i capi di Stato e di Governo degli Stati membri dovranno discutere ed approvare al Consiglio europeo che si terrà il 21 e 22 marzo.

Le 10 azioni inserite nella comunicazione congiunta sono state definite nel quadro delle relazioni specifiche con la Cina, tuttavia, alcune di esse riguardano il più vasto ambito della competitività e della sicurezza globale dell’UE.

Nel dettaglio, è stata prevista l’intensificazione della cooperazione con la Cina al fine di adempiere alle responsabilità condivise relative ai tre pilastri delle Nazioni Unite: diritti umani, pace e sicurezza, sviluppo. Per lottare più efficacemente contro i cambiamenti climatici, l’UE invita la Cina a ridurre le emissioni entro il 2030, conformemente agli obiettivi delineati dall’accordo di Parigi. Prendendo spunto dalla cooperazione relativa al Piano d’Azione Congiunto Globale per l’Iran (PACG), l’UE pone le basi per un approfondimento del dialogo in materia di pace e sicurezza. Inoltre, con riguardo alla salvaguardia della stabilità, dello sviluppo economico sostenibile e della buona governance, l’UE intende applicare più rigorosamente gli accordi e gli strumenti finanziari bilaterali e collaborerà con la Cina per attuare principi condivisi nell’ambito della strategia per la connessione Europa-Asia. Perseguendo l’obiettivo di attuare relazioni economiche più equilibrate e reciproche, l’UE invita la Cina a portare a termine gli impegni congiunti, tra cui la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. Al fine di promuovere la reciprocità ed ampliare le opportunità di appalto in Cina, il Parlamento europeo ed il Consiglio dovrebbero adottare lo strumento per gli appalti internazionali entro la fine dell’anno. Quest’ultime termine è previsto altresì per la pubblicazione delle linee guida sulla partecipazione di beni ed offerenti stranieri al mercato degli appalti dell’UE da parte della Commissione, che dovrà anche individuare il modo di ovviare alle lacune esistenti nel diritto dell’Unione. Infine, per individuare i rischi che rappresentano gli investimenti esteri in termini di sicurezza e migliorare l’informazione a riguardo, gli Stati membri sono chiamati a garantire un’attuazione rapida, integrale ed effettiva del regolamento relativo al controllo sugli investimenti diretti.

Federica Mogherini, nell’esprimere soddisfazione per le azioni delineate, ha dichiarato: “La Cina è un partner strategico dell’Unione europea. Perseguiamo una stretta cooperazione bilaterale e multilaterale sui dossier nei quali abbiamo interessi comuni, come il commercio, la connettività, il PACG o i cambiamenti climatici. Siamo inoltre disposti a proseguire attivamente il dialogo sugli aspetti per i quali le nostre politiche sono diverse o in competizione. Questo è l’obiettivo delle 10 azioni da noi proposte per rafforzare le relazioni con la Cina, in uno spirito di rispetto reciproco”.

Il prossimo vertice bilaterale tra UE e Cina si terrà ad inizio aprile e sarà preceduto dalla visita del presidente Xi Jinping prima in Italia e poi in Francia. Nel frattempo, il partner asiatico risulta essere al centro di molti dibattiti, primo fra tutti quello relativo all’iniziativa “Belt and Road” o “nuova via della seta”, che vede l’Italia il primo, ed attualmente l’unico, Paese del G7 ad avere negoziato un accordo preliminare con Pechino. Ciò non toglie che altri Stati, come la Francia e la Germania, coltivino strettissime relazioni con il paese asiatico, le quali coinvolgono più settori, dalle automobili al nucleare. Inoltre, in vista delle elezioni europee di maggio, di primaria importanza è il tema delle minacce informatiche ed a tal proposito il 12 marzo è stato altresì adottato dal Parlamento in seduta plenaria un sistema di certificazione per la sicurezza informatica. In conclusione, dall’attuale stato delle relazioni tra UE e Cina, emerge la necessità di una strategia condivisa a livello europeo: la crescente influenza politica ed economica della Cina determinano l’insufficienza delle singole politiche nazionali.

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