Mogherini al convegno IAI su Difesa Europea, “Finanziare, sostenere, agire”

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L’Istituto d’Affari Internazionali ha ospitato l’Alto Rappresentante Federica Mogherini ed il ministro della difesa Roberta Pinotti: un duetto femminile di cui l’Italia e l’Europea ne possono andare solo che fiere; dibattito moderato dall’inviato del Corriere della Sera Paolo Valentino. La protagonista è stata la difesa, argomento al giorno d’oggi al centro dei dibattiti politici e che nel processo d’integrazione europea ha spiccato per l’importanza attribuitale e le conseguenti misure adottate.

Innanzitutto perché affrontiamo la difesa europea e perché proprio oggi?

La prima a rispondere è Federica Mogherini che fa notare che la nuova strategia d’azione era stata presentata prima della Brexit, così come le misure sul lavoro sono state adottate nel settembre scorso, quando Trump ancora non era salito sulla scena, eventi questi che hanno senza dubbio sensibilizzato non solo gli attori istituzionali ma anche il pubblico da cui è partita la richiesta di una maggior difesa, spostando l’attenzione dalle misure economiche e politiche a quelle di difesa che non sono state quasi mai ai primi posti. È la minaccia a far risvegliare gli animi collaborativi, soprattutto quando gli strumenti nazionali non sono sufficienti. L’Alto Rappresentante continua con il tema della spesa, citando l’UE come l’organizzazione al secondo posto del bilancio economico, in cui l’Italia occupa una buona posizione.. allora il problema dove sorge? Bisogna analizzare il come questa spesa è distribuita, o meglio i singoli contributi dei paesi e da qui si noterà una forte frammentazione e disparità delle realtà economiche, dovuta anche all’assenza di efficaci economie di scala.

“Finanziare, sostenere, agire” sono questi i passi da seguire per condurre giuste linee politiche che cerchino di raggiungere obiettivi comuni, anche se a velocità diverse, date le differenze che accomunano ciascun membro. Secondo il ministro Pinotti, si può finalmente parlare di successo nel campo della difesa italiana ed europea: la collaborazione con la NATO, di cui promotrice principale la Mogherini stessa, i vertici straordinari organizzati proprio per la discussione di nuove misure da adottare, così come la nota espressione del ministro nell’agosto 2016 dello “Schengen della difesa” per la promozione di nuove collaborazioni e piani d’azioni di difesa fra gli Stati; non per ultimo l’incontro del Consiglio europeo per il progetto Pesco (cooperazione strutturata permanente),  ne sono la dimostrazione vivente. Viene poi citato l’innovativo piano strutturale di confronto e raccorto fra il bilancio europeo e quello nazione degli Stati membri, per raggiungere una maggiore coerenza e diminuire la frammentazione di cui sopra; “il libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa” è stato il punto di partenza ed ora il lavoro delle forze armate, sia a livello locale che non, è di gran lunga migliorato. Ciò nonostante la macchina europea per entrambe le ospiti non si può nè deve arrestarsi, ma può soltanto che aumentare di velocità ora che sembra aver preso la giusta direzione.

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