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MOSTRE

“RICREAZIONE” DEL FOTOGRAFO MARCO LANZA IN MOSTRA ALLA NOEMA GALLERY

NOEMA GALLERY – VIA BU MELIANA 4, ROMA DAL 26 GENNAIO AL 25 FEBBRAIO 2023

Noema Gallery a Roma dà il via alla stagione espositiva 2023 con la nuova mostra fotografica “Ricreazione” di Marco Lanza a cura di Chiara Dall’Olio, visitabile dal 26 gennaio al 25 febbraio.

Il progetto espositivo di Marco Lanza, nato dall’acquisto di migliaia di fotografie vernacolari sciolte, si è sviluppato con l’osservazione di ogni singola immagine. Dalle fotografie color seppia di una vacanza in montagna ai momenti millimetrici di padre e figlia, dagli scatti di una conferenza a eventi familiari o sportivi, questi materiali coprono un lungo periodo, dal 1920 al 1970 circa.

Seguendo le linee della nuova selezione, Lanza ha tagliato le fotografie attraverso una mascherina di plexiglas rettangolare o quadrata e ricomponendole, ha ricavato nuove opere, letteralmente estratte dagli originali.

Una rilettura che agisce sulla materia modificandola per sempre. Una ricreazione che si compie sia sulla parte selezionata che su quella che resta, apparente scarto che diviene un’opera aperta, dotata di infinite possibilità interpretative. Alcune stampe sono invece presentate integre, ma sovrapposte.

In questi quadri la stratificazione della materia fotografica rimanda alla storia con la “s” minuscola, alle storie famigliari, di cui si percepisce solo la superficie.

Ogni fotografia della mostra “Ricreazione” è quindi il segno di una storia, di un momento passato, che non sarà più e che si ammanta di una patina di nostalgia.

Come scrive la curatrice del progetto Chiara Dall’Olio “Le composizioni seguono i criteri e i passaggi che l’artista ha percorso: grandi tableau in cui i dettagli che hanno colpito il suo occhio, dopo essere stati ritagliati, sono stati mescolati e ricomposti, creando un’armonia visiva di grande equilibrio. Solo avvicinandosi si colgono i soggetti e ci si può perdere nella contemplazione delle piccole foto, immaginandosi storie o chiedendosi come sarebbe stata la fotografia completa.

Il taglio infatti, crea una pluralità di oggetti autonomi, dotati di una nuova estetica e di nuove possibilità interpretative che Lanza lascia esplorare all’osservatore”.

Marco Lanza ha partecipato all’ultima edizione di Paris Photo – una delle fiere fotografiche più importanti al mondo – dove tutte le sue opere sono state acquisite da collezionisti di settore, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, tanto da arrivare sulle pagine del noto quotidiano Le Monde che ha dedicato un lungo articolo al suo lavoro e alle gallerie che hanno portato in fiera lavori nati da immagini di cui non si conosce l’autore. Stampe ritrovate nei mercati delle pulci o negli scatoloni passati di mano in mano attraverso traslochi e eredità, fotografie acquistate per poco denaro e poi, una volta lavorate e
organizzate in un progetto organico, riproposte per l’occasione in fiera come oggetti da collezione, proprio come le opere originali di Marco Lanza. La fotografia vernacolare e la sua reinterpretazione stanno vivendo un nuovo revival tra collezionisti e galleristi, acquisendo un ruolo di primo piano nel
mercato dell’arte internazionale. A conferma di questo forte interesse a livello mondiale, Marco Lanza sarà, dopo la mostra alla Noema Gallery, uno degli artisti della fiera The Photography Show a New York (dal 30 marzo al 2 aprile 2023) organizzata da AIPAD, alla quale parteciperà con la galleria parigina SIT DOWN.

In mostra alla Noema Gallery il visitatore potrà ammirare un certo numero di “ricreazioni” originali, pezzi unici in varie dimensioni, incorniciati, in formato medio/grande e in altri formati più piccoli. Inoltre saranno presentate delle rielaborazioni digitali stampate in fineart in edizione limitata.

MARCO LANZA
Marco Lanza, fotografo, nasce a Firenze e intraprende gli studi universitari a Bologna, presso il DAMS. A partire dagli anni Ottanta svolge la sua attività in Italia e all’estero. La sua esperienza fotografica ha un forte sviluppo durante il soggiorno lavorativo in Australia, dove opera per un anno, collaborando con agenzie e redazioni internazionali. Da qui si aprono ulteriori opportunità professionali che lo portano a realizzare servizi fotografici in molti paesi.

Parallelamente coltiva l’attenzione per i linguaggi artistici ed espone le proprie opere in varie mostre fra cui Westzone Gallery-Londra 2001, Metropolitan Museum of Art-New York 2003, Galleria Zucchi-Milano 2005, Galerie im Einstein-Berlino 2007, Musèe Maillol-Parigi 2010, Macro-Roma 2013.

Alcuni suoi lavori sono pubblicati su The Sunday Times, Colors, Die Zeit, Harper’s, Creative Review. Nel 2005 fonda, assieme al fratello musicista Saverio Lanza, il gruppo artistico multimediale Pastis. A partire dal 2006 avvia il progetto “Depositi”, a cui si affianca la collaborazione con Luca Farulli. Ha pubblicato due libri: “The Living Dead. Inside the Palermo Crypt” (Westzone Publishing 2000), “Velature” (Greta Edizioni 2015).
www.marcolanza.it

NOEMA GALLERY
La galleria d’arte creata nel 2013 a Milano da Maria Cristina de Zuccato e Aldo Sardoni con l’intento di far conoscere e promuovere la cultura della fotografia contemporanea d’autore, traghettandola oltre il circuito di intenditori e appassionati, nel 2022 ha aperto la sua sede permanente nella Capitale, nello storico rione romano di Prati.

Una galleria-laboratorio con l’allure artigiana e informale della boutique artistica di quartiere – per un archivio di scatti raccolto in venti metri quadri incastonati nella Città Eterna, tra lo scenario sontuoso del Vaticano e l’anima popolare dei mercati rionali del Trionfale – che però rivolge e allunga lo sguardo verso il mondo. Uno spazio espositivo dalle linee essenziali – con le pareti dipinte di bianco assoluto e i pochi complementi d’arredo dallo stile minimalista – che è però pronto a rimodularsi di volta in volta, esposizione dopo esposizione, al servizio di immagini e progetti artistici firmati da una scuderia di diciotto fotografi di razza, fortemente diversi tra loro ma legati da una profonda matrice culturale comune.
www.noemagallery.com


INFORMAZIONI UTILI
TITOLO: Ricreazione
DI: Marco Lanza
A CURA DI: Chiara Dall’Olio
DOVE: Noema Gallery, Via Bu Meliana 4, Roma
OPENING: 26 gennaio 2023 ore 18.00
QUANDO: Dal 26 gennaio al 25 febbraio 2023
ORARI:
Lunedì 15:30 – 20:00
Dal martedì al venerdì 10:30 – 13:00 e 15:30 – 20.00
Sabato 10:30 – 13:00 e su appuntamento
INGRESSO LIBERO

CONTATTI:
SITO: https://www.noemagallery.com/
MAIL: noemagalleryroma@gmail.com
FACEBOOK: https://www.facebook.com/noemagallery
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/noemagallery/
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Si conclude Street Art for Rights, un museo a cielo aperto

A Roma 17 murales dedicati all’Agenda 2030 ONU diffondono la cultura della sostenibilità attraverso la street art

Con l’ultimo muro del noto street artist Fabio Petani da poco realizzato, si conclude ufficialmente la III edizione di Street Art For Rights a Roma, il festival che racconta e diffonde la cultura della sostenibilità attraverso la street art, nel segno dei 17 Sustainable Development Goals (SDGs) dell’Agenda ONU.

Street Art for Rights si è affermato come un punto di riferimento per la street art in Italia con oltre 30 opere realizzate a Roma nei quartieri periferici di Corviale e Settecamini e nel Lazio tra Cassino, Fiumicino e Latina. Un vero e proprio museo a cielo aperto che offre a tutti gli appassionati e non di conoscere una “Nuova Roma”, inedita e poco conosciuta. L’arte dona nuova vita allo spazio della periferia in un trionfo di colori che ha ridato vivacità al volto dei quartieri. Grazie a Street Art for Rights, lo spazio urbano diventa un luogo dove potersi esprimere liberamente, una galleria d’arte in cui le opere non restano confinate ad un pubblico d’elite ma raggiungono sempre più cittadini.

I MURI: IL PERCORSO, GLI ARTISTI E I LUOGHI IN DETTAGLIO

ATTOREP – Via Settecamini 108, Roma

Obiettivo 10 – Ridurre le diseguaglianze

Attorep, con i suoi ritratti romantici che conducono alla riflessione alle relazioni umane sempre più fragili, ha interpretato il Global Goal numero 10, ovvero Ridurre le diseguaglianze. L’opera muraria rappresenta due volti, posti uno di fronte all’altro, non identificabili per razza, etnia e sesso grazie all’astrazione del colore. Le due figure si guardano negli occhi, con uno sguardo di affetto, di amore e di inclusione.

Chi è Attorep? Un artista, street artist e curatore d’arte italiano, founder e art director del festival OSA Operazione Street Art. Inizia a farsi conoscere nelle periferie di Roma nel 2015, esponendo al MACRO e realizzando opere nella città. Nel 2018 è il vincitore del premio speciale Mario Moderni dedicato agli artisti emergenti dalla Fondazione Mario Moderni.

Davide Toffolo e Marqus – Via Settecamini 102, Roma

Obiettivo 11 – Città e comunità sostenibili

L’illustratore graffiante in stile gothic-punk Davide Toffolo ha tradotto insieme a Marqus il tema dell’inquinamento urbano attraverso la satira, raffigurando un enorme gorilla, come re di una città dai bordi e dall’estensione indefinita. Una critica diretta al consumismo contemporaneo, all’urbanizzazione massima e al non rispetto nei confronti dell’ambiente.

Chi è Davide Toffolo? Un fumettista, cantautore e chitarrista italiano, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Le sue opere grafiche riguardano sia i fumetti che le animazioni. Le sue opere grafiche riguardano sia i fumetti che le animazioni. Le sue due attività, fumettista e musicista, non sono separate, ma continuamente integrate da performance di disegno e musica, come le atmosfere musicali durante le sue mostre di fumetti o i videoclip dei singoli musicali.

Chi è Marqus? Marco Gortana, in arte Marqus, è uno street artist di Pordenone. Ha studiato all’Accademia di Belle arti di Brera: da lì ha deciso di indirizzare la sua arte verso il muralismo e i disegni in grande scala. Ha lavorato e viaggiato in giro per il mondo, e da artista giovane e originale, regala la sua visione immaginaria di città ideali.

foto di © Elenoire

Etnik- Via Settecamini 104, Roma

Obiettivo 12 – Consumo sostenibile

L’urban artist di fama internazionale Etnik, attivo da oltre 30 anni nella scena dell’arte urbana, per il suo murales si è ispirato al goal numero 12 con ‘’La Casa nella Casa’’, il titolo del suo lavoro che oltre ad essere una visione sulla vera e propria architettura abitativa dedicata ai temi ecologici e di riciclo è allo stesso tempo uno spunto a lavorare su sé stessi, sulle nostre abitudini quotidiane. Con le sue illustrazioni geometriche fatto di forme, volumi e cromatiche che talvolta portano a figure astratte, Etnik vuole rappresentare l’equilibrio precario dell’essere umano e l’incessante velocità del mondo contemporaneo. Etnik anche con questo muro porta avanti una personale ricerca artistica capace di veicolare un forte messaggio, il punto di vista dell’artista sulla città e le parti di cui si compone, e con esso sviluppare la sua peculiare poetica.

Chi è Etnik? Artista di origine svedese attualmente di stanza a Torino, è attivo nella scena graffiti writing sin dai primi anni ’90. È attualmente uno degli street artist più affermati al mondo grazie al suo inconfondibile stile. Durante la sua carriera ha ricercato sempre una nuova strada per superare i limiti classici della disciplina portando la pittura murale ad alti livelli, ideando e organizzando anche eventi che hanno messo in contatto i migliori artisti del panorama europeo. Dal 2001 il suo modo di dipingere comincia ad evolversi verso forme geometriche e architettoniche, partendo dal lettering che diviene la base su cui Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua ricerca artistica. Oggi lavora nel suo studio a Torino, viaggiando molto per realizzare wall painting di grandi dimensioni e partecipare ad esposizioni in galleria in tutto il mondo.

foto di © Elenoire

Fabio Petani – Via Settecamini 100, Roma

Obiettivo 13 – Lotta al cambiamento climatico

L’artista Fabio Petani ha interpretato il goal 13 rappresentando un ghiacciaio che si scoglie e che si trasforma in un deserto. Il tutto racchiuso all’interno di una clessidra astratta che sta a rappresentare il passare del tempo, prezioso per salvare il nostro ecosistema.

Chi è Fabio Petani? Fa parte dell’Associazione Il Cerchio E Le Gocce. I suoi lavori sono caratterizzati da una disordinata armonia di linee, forme e volumi che si integrano fra loro con colori tenui e armoniosi miscelati a elementi di rottura. La ricerca analizza l’aspetto chimico e molecolare degli oggetti da cui nasce un lungo lavoro di ricostruzione degli elementi della tavola periodica; una produzione sempre più ricca di particolari per far emerge una complessità organica in continua evoluzione. Ogni elemento chimico, come ogni pianta, ha in qualche modo una connessione con l’ambiente, lo spazio o il contesto dove il murale viene realizzato.

foto di © Elenoire

Barbara Oizmud – Metro B Ponte Mammolo, Roma

Obiettivo 14 – Vita sott’acqua

Barbara Oizmud ha realizzato una riflessione capillare sulla vita sott’acqua e sulla sempre più ampia diffusione di microplastiche all’interno dei mari. L’opera sulla parete della metropolitana di Ponte Mammolo si chiama “Polline”, ed è dedicata alla flora e fauna acquatica. L’artista ha ragionato sul 14esimo obiettivo dell’Agenda ONU 2030, che mira a “conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. Il risultato del lavoro di Oizmud è una creatura ibrida finita negli abissi, causa e al tempo stesso cura di una ferita collettiva generata dall’uomo. Polline è persona e animale, è oggetto e corallo. Polline è uno specchio della nostra società.

Chi è Barbara Oizmud? Fotografa e illustratrice, i suoi lavori sono pubblicati su riviste come Wired, Vanity Fair, Style, GQ, GQ Spagna, Rolling Stone, F Magazine, Financial Times, Cover Up, Shift Magazine, Topolino. Ha anche realizzato campagne fotografiche per clienti come Red Bull, Fox, Sky, Discovery, Fremantle Media, Universal, RomaEuropaFestival. Dal 2003 al 2006 ha lavorato come vignettista collaborando a progetti con la RAI, una delle principali emittenti televisive italiane. Nel 2016 Barbara sbarca a Los Angeles. È una dei cinque fotografi scelti dallo staff di David Lynch, provenienti da tutto il mondo, per realizzare un reportage fotografico del suo primo Music Festival “Festival of Disruption”.

foto di © Elenoire

Natalia Rak – Via Settecamini 108, Roma

Obiettivo 15 – Vita sulla terra

Il goal 15 è rappresentato dall’opera di Natalia Rak: un bambino, o forse una creatura dei boschi mentre seduto su un tronco, come nella tradizione fiabesca, suona il flauto, che attraverso la sua melodia dà vita ad una danza di piante, fiori e farfalle. La creatura è seduta su un tronco tagliato, simbolo di deforestazione e desertificazione e proprio su di esso suona, infondendo positività e speranza: non è troppo tardi per fermarsi e dare inizio a nuova vita.

Chi è Natalia Rak? Dal 2011 l’artista polacca Natalia Rak crea dipinti su larga scala, sotto forma di splendidi murales. La sua arte è stata esposta in tutta Europa in città come Düsseldorf (Germania), Barcellona (Spagna) e Strasburgo (Francia). Inoltre, è stata presente in molte mostre collettive e ha partecipato ad alcuni dei più prestigiosi eventi di street art, come POW! WOW! (USA), Art Scape (Svezia), Mural Festival di Montreal (Canada), Blink (USA), Memorie Urbane (Italia). Il suo lavoro di spicco per il festival Folk on the Street di Bialystok “Legend of the Giants” è stato incluso nella serie “Sztuka ulicy – Street Art” pubblicata dalle Poste polacche.

foto di © Elenoire

Manuela Merlo in arte HUMAN – Via di Settecamini 102, Roma

Obiettivo 16 – Pace, giustizia e istituzioni solide

L’artista ha rappresentato il goal 16 raffigurando una donna, simbolo della giustizia. Il volto della donna è impreziosito da due pendenti, che simboleggiano la bilancia della giustizia, mentre è intenta ad abbracciare e prendersi cura di una colomba bianca simbolo di pace. Quest’ultimo simbolo lo ritroviamo con nuova forma, attorno alla figura: due colombe-origami di carta che ci indicano la fragilità della pace.

Chi è Manuela Merlo? L’incontro con la StreetArt è dirompente per Manuela Merlo quando conosce i “Pittori Anonimi del Trullo” l’associazione culturale con i quali collabora in progetti sociali, operando sul territorio con numerosi di interventi di StreetArt in vari quartieri di Roma, in special modo nella borgata del Trullo.

NSN997 – Scuola Media Volterra, Via Vito Volterra 190, San Paolo, Roma

Obiettivo 17 – Partnership per gli obiettivi

L’ultimo punto dell’Agenda ONU 2030 è un riepilogo dei precedenti e dà la chiave per realizzarli tutti: alla base deve esserci la collaborazione tra paesi ed un’armonia economica e politica globale. NSN997 hanno realizzato un muro dal titolo “Cooperazione rappresentando l’unione di diverse discipline, saperi, culture, etnie e generazioni che compongono l’anello centrale, simbolo di una nuova visione del mondo, ecologica, egualitaria e sostenibile.

Chi è NSN997? È il nome di una crew nata nel 1997 da tre graffiti writer. Nel 2014 hanno iniziato a sviluppare un loro stile, coerente con l’evoluzione della street art nell’ultimo decennio. Messaggi positivi, linguaggio grafico e semplice, pochi colori e scritte per parlare del lato migliore della società. Dal 2016 fanno parte del collettivo elKeller presso il CSA laTabacalera di Madrid. In questi anni NSN997 ha realizzato opere e laboratori partecipativi in scuole ed eventi pubblici. Le loro opere sono presenti in Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Belgio e Romania.

foto di © Elenoire

Il progetto, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE e con il Patrocinio dei Municipi IV e VIII.

Street Art for RIGHTS fa parte delle attività sviluppate da MArteSocial, un incubatore   incentrato sulla risoluzione di problematiche sociali attraverso progetti artistico-culturali che possano generare un impatto positivo sugli abitanti dei quartieri meno sviluppati che vertono in condizioni di disagio ed emarginazione. MArteGallery è uno spazio virtuale dedicato all’esposizione di opere artistiche in ogni campo (fotografia, pittura, scultura, grafica, etc.), il cui obiettivo principale è dare spazio a giovani emergenti, dare supporto ad artisti e gallerie, diffondere l’accessibilità della cultura e dell’arte con possibilità di acquistare le opere esposte. Una vera e propria “etichetta dell’arte” dedicata agli emergenti e alle gallerie, che offre management e consulenze di comunicazione ma anche supporto, conoscenza e strumenti per operare nel mondo dell’arte contemporanea.

INFORMAZIONI UTILI

STREET ART FOR RIGHTS – III EDIZIONE

CONTATTI

Sito: www.streetartforrights.it 

Mail: info@streetartforrights.it – info@martegallery.it

Facebook: www.facebook.com/StreetArtForRights/ 

Instagram: www.instagram.com/streetartforrights_/ 

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Andy Warhol in mostra alla Vaccheria

La Vaccheria, nuovo spazio culturale, apre al pubblico con la mostra Flesh: Warhol & The Cow. Le opere di Andy Warhol alla Vaccheria.

La Vaccheria è un casale storico, uno spazio straordinario con una superficie complessiva di quasi 1.800 mq ristrutturato in forza al Programma Urbanistico Eur – Castellaccio e al relativo accordo di programma, come compensazione di due importanti aree dal punto di vista ambientale, naturalistico e archeologico: il Pratone delle Valli e il Parco Volusia.

In ragione di questo programma urbanistico il casale del Castellaccio è stato ceduto a Roma Capitale, completamente ristrutturato e trasformato in uno spazio culturale destinato a ospitare i reperti archeologici recuperati nell’area di Roma sud, gestito dal Municipio Roma IX.

Oggi è uno spazio composto da un corpo centrale, al tempo occupato dalle stalle, con teche in vetro e spazi comuni con funzione di supporto come la sala conferenze, l’area ristoro e il bookshop, un corpo a due piani destinato a uffici e direzione, e un corpo aggiunto con i laboratori e i servizi annessi oltre all’area tecnica in copertura.

La mostra dedicata a Andy Warhol

L’apertura al pubblico avviene con la mostra Flesh: Warhol & The Cow. Le opere di Andy Warhol alla Vaccheria. L’esposizione, curata da Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei, è un viaggio straordinario attraverso l’eclettismo del Re della Pop Art, che presenta oltre 80 opere e oggetti tra i più iconici della produzione artistica di Andy Warhol.

Al centro della mostra, che riproduce un significativo spaccato della produzione dell’artista con 80 opere esposte, si colloca Cow, opera dell’eccentrica serie che ha per soggetto una mucca riproposta nelle diverse tonalità di colore. Dalle mucche ai barattoli Campbell, da Liza Minelli a Marilyn, alle copertine di dischi e riviste, l’esposizione mette in evidenza il sapiente utilizzo dei colori, enfatizzati da un allestimento luminoso che si ispira ai tubi neon, molto in voga in quegli anni, che esalta le peculiarità della sala espositiva, sorta laddove un tempo sorgeva una stalla.

La mostra dedicata a Warhol è affiancata dall’esposizione Sacro o Profano…? che propone una selezione di opere realizzate da 16 artisti, professionisti e autodidatti. Queste opere testimoniano un forte legame con il territorio e con la sua storia, e gli artisti sono: Angela Caronna, Carlo Pantaleone, Fransisco Bertipaglia, Ilaria Bagaglia, Ivana Ligas, Luisa Laurelli, Manuela Scopigno, Marco De Rossi, Marisa Muzi, Miki Therese Pedro, Roberto Barberis, Rossella De Rossi, Rossella Di Donato, Salvatore Desiderio, Vanessa D’amato, Yuliya Hramyka.

L’apertura della Vaccheria e le due mostre sono realizzate a cura del Municipio IX di Roma Capitale con il supporto del Gabinetto del Sindaco, dell’Assessorato all’Urbanistica, dell’Assessorato alla Cultura, e con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura.

La mostra, visitabile gratuitamente fino al 6 gennaio 2023, è aperta:
Martedi, mercoledì, giovedì 9/13
Venerdì, sabato, domenica 9/19
Lunedì e festività infrasettimanali chiuso

Per maggiori informazioni consultare il sito www.comune.roma.it.

Articolo Zètema Progetto Cultura

Maddalena Live a Videocittà

Nell’ambito della manifestazione Videocittà, il Festival della Visione, abbiamo seguito il concerto di Maddalena.

Al momento ha pubblicato il singolo Anxiety is a modern cliché, metà in inglese e metà in italiano, ma l’esibizione live ha dimostrato che ha tutte le carte in regola per avere successo, “con la musica io ho imparato a domare l’ansia” ha raccontato in varie interviste. Di seguito la scaletta della serata:

  • Dr Jekyll and Mr Hyde
  • Suono buono che fa bene
  • Therefore I am (cover Billie Eillish)
  • FM
  • Seeking for l’aria
  • Bye bye (cover Oscar Anton)
  • Coraggio e paura
  • M tu come stai ?
  • Anxiety is a modern cliché
  • Reckoning Song (cover A. Avidan)

Maddalena è una giovane cantautrice con una grande passione per la musica. 

Inizia il suo percorso musicale con “Anxiety Is A Modern Cliché”, un brano che parla non solo della sua vita, ma di tutta la generazione di cui fa parte.  

Per Videocittà 2022, l’artista porterà alcuni dei suoi brani, attraverso i quali esprime la sua capacità di empatizzare con i suoi coetanei, cifra stilistica che meglio la rappresenta e che più la collega a questa edizione del festival.

Maddalena Morielli, in arte Maddalena, è una giovane artista romana, classe ’98. Ha frequentato il Saint Louis College of Music di Roma, il programma estivo di musica e movimento al Berklee College of Music di Boston e il corso per autori del CET di Toscolano fondato da Mogol. Si dedica alla scrittura parallelamente al corso di laurea triennale in Filosofia in cui, tra le altre cose, approfondisce il suo grande amore per il cinema.

Dal sito Videocittà.

Di seguito la Gallery Fotografica.

La manifestazione che si svolge all’interno del Gazometro, permette ai visitatori di interagire con le varie opere visuali e partecipare ai vari Talk nelle varie aree. Abbiamo seguito Andrea Moccia, Martelli ed il concerto di Sick Luke.

Da non perdere la LUNA SOMNIUM, la valorizzazione delle Architetture Monumentali, attraverso l’utilizzo di linguaggi audiovisivi contemporanei, è un aspetto caratterizzante delle azioni di Videocittà


L’architettura industriale del Gazometro accoglierà per 5 giorni una sfera sospesa al suo interno, proiettata su 360°, visibile gratuitamente da gran parte del territorio urbano, catturando l’attenzione del pubblico da ogni possibile punto di osservazione in tutto il contesto metropolitano.

Videocittà offrirà altresì la possibilità al pubblico di compiere una vera esperienza immersiva all’interno del reticolo metallico, completamente trasformato grazie ad un sound spazializzato che trasformerà l’opera in un percorso altamente emozionale.

L’installazione, dal titolo Luna Somnium, si ispira a quella che viene considerata la prima opera letteraria di fantascienza: un racconto scritto da Keplero in cui il lettore, insieme al protagonista, si ritrova sulla Luna e guarda la Terra con occhi diversi, grazie a un nuovo punto di vista sull’Universo. 

Luna Somnium è un’installazione site specific di fuse* prodotta per Videocittà 2022 da Eni.

Oggi è la quinta ed ultima giornata, ingresso 10€.

Di seguito la Gallery Fotografica.

Julius Evola e lo spirituale nell’arte

MOSTRE by

A un secolo dall’esperienza artistica, il pittore e pensatore romano viene celebrato in uno dei più  importanti musei d’Europa. 

Si profila un momento di grande rilievo storico per l’arte italiana con la mostra “Julius  Evola. Lo Spirituale nell’Arte” al MART di Rovereto, che ha aperto i suoi battenti al  pubblico il 15 maggio 2022.  

La mostra di Julius Evola (Roma 1898-1974) è la più vasta retrospettiva mai realizzata  sull’artista filosofo, ed entusiasma seguaci evoliani, addetti al settore e non, per le 55  opere che finalmente si possono ammirare per la prima volta tutte insieme nelle ampie  sale dell’avveniristico museo trentino. Una mostra ambiziosa, che nasce su un’idea di  Vittorio Sgarbi e curata da Beatrice Avanzi e Giorgio Calcara. Oltre alle opere pittoriche,  esposti molti documenti – scritti e pubblicazioni – così come alcune testimonianze,  provenienti da prestigiose collezioni private e museali.  

I curatori della mostra Giorgio Calcara e Beatrice Avanzi, e Guido Andrea Pautasso della Fondazione Julius Evola

L’importanza dell’artista Evola è stato per troppo tempo negata dal mondo culturale  predominante, che l’ha sempre voluto associare a sfere ideologiche del primo Novecento,  erroneamente, bisogna sottolineare, perché ignorano il fatto che il suo periodo artistico ha  preceduto l’avvento anche del Fascismo.Tanto è vero che l’esperienza di Julius Evola  nell’arte è tanto breve quanto intensissima e si svolge in un periodo che va dal 1915 al  1922 circa.  

La mostra è frutto di un approfondito lavoro di ricerca storica e scientifica che dura da  anni, motivata dalla necessità di riconoscere in Evola il più importante esponente dadaista  italiano, nonché il primo artista ad aprire la strada all’astrattismo in Italia.  

E’ il 2017 quando Giorgio Calcara, da sempre studioso di Evola, si reca a Berlino per  cercare negli archivi della “Staatsbibliothek” le testimonianze per le importanti  partecipazioni di Evola ad alcune mostre tenutesi alla galleria berlinese “Der Sturm” su  iniziativa dell’acclamato gallerista e impresario d’arte Herwarth Walden. Calcara trova nei  cataloghi che accompagnavano le mostre del 1921 i titoli di 44 opere con cui Evola  partecipò a tre esposizioni; in queste occasioni espose al fianco, tra gli altri, di Paul Klee,  Franz Marc, August Macke, Fernand Léger e dello stesso Kandinskij. Con Kandinskij  Julius Evola condivideva una visione metafisica del cosmo, anche se nella sua  speculazione teoretica all’astrattismo aggiungeva, spingendosi oltre: “evidentemente,  perché disinteressata, l’arte deve essere priva di ogni contenuto usuale: in quanto esprime  tutto, essa non deve significare nulla: non vi deve essere nulla da comprendere, nell’arte”. Il titolo della mostra di Rovereto rievoca quello del libro “Lo Spirituale nell’Arte” Vassilij  Kandinskij pubblicato nel 1912, uno dei saggi spartiacque per l’arte novecentesca e  precursore se non annunciatore dell’arte astratta, per l’appunto.  

Il fondatore del Blaue Reiter teorizzava che “La liberazione dalla rappresentazione  oggettiva porta alla liberazione dalla Materia…”, aprendo in questo modo le porte all’Era  dello Spirito anche nel mondo dell’arte. 

Giorgio Calcara e il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, presentano la mostra “Julius Evola. Lo spirituale nell’arte”

Il contributo di Evola alle mostre berlinesi forse sarà stato un punto di arrivo per la sua  arte, l’affermazione del suo “astrattismo mistico” che caratterizza la sua produzione dal  1918 al ’21 con il quale prende già le distanze dalle avanguardie, aggiungendo un nuovo  tassello nel mosaico dell’arte italiana.

Andando per ordine, l’esperienza di Evola artista, circoscritta in un lasso di tempo di circa  7 anni, comincia giovanissimo frequentando l’atelier di Giacomo Balla a Roma. Lì avviene  il primo approccio col Futurismo, l’unica corrente d’avanguardia italiana in senso vero e  proprio: culto per la velocità, dinamismo, il conflitto antitradizionale e antiborghese, e  quella “modernolatria” che ambiva a rappresentare un nuovo paradigma estetico.  Marinetti, Boccioni, Balla, Carrà, Depero, Soffici, Severini e molti altri, sono i chiassosi  alfieri di un movimento che rivoluzionerà radicalmente il modo di fare cultura, esaurendo il  campo delle manifestazioni artistiche: dalla pittura al teatro, dalla musica all’architettura,  dalla poesia, alla scultura, sino alla cinematografia. In pittura, ciò si traduce in forme  stilizzate dai colori sfavillanti, che generano nell’occhio dello spettatore paesaggi in  movimento. Julius Evola anima le serate futuriste tra cui la “Grande serata futurista”,  qualche volta vi rappresenta le sue composizioni poetiche, partecipa ad alcune mostre  importanti come alla “Grande Esposizione Nazionale Futurista” del 1919 alla Galleria  d’Arte Centrale di Milano esponendovi cinque dipinti.  

Nonostante Julius Evola fosse stato incluso nella schiera degli artisti futuristi, né  formalmente quantomeno idealmente vi aderisce mai. I quadri dipinti da Evola in questo  arco di tempo (1915-18), vengono da lui stesso definiti come ispirati da un Idealismo  Sensoriale in cui “il tema dell’arte è posto nella realtà pura dei sensi”, ma nel quale la  percezione sensibile coglie la realtà nel suo aspetto simbolico-rappresentativo. Così, Evola si discostava dal movimento futurista rifiutando quell’attitudine prepotente,  invadente e spontanea, poiché “rappresentava una sorta di dinamismo su base  essenzialmente sensoriale, una sorta di slancio vitale del tutto sprovvisto di una  dimensione interiore”. 

Invece, quella dimensione interiore “spiritualista”, intesa come accesso ad una dimensione  superiore attraverso l’evocazione di un caos primordiale Evola la trova alla conclusione del  primo conflitto mondiale, appena finito di leggere il Manifesto del Dadaismo di Tristan  Tzara nel 1918. Con il Manifesto, Tzara comunicava al mondo artistico il sovrano disgusto  che il movimento dadaista da lui fondato, nutriva nei confronti degli agonizzanti residui dei  canoni estetici e morali della cultura borghese. Evola afferma di sentirsi già profondamente  affine all’indole dada ancor prima di leggere il Manifesto, di averci aderito ancora prima di  conoscerlo.  

Per questo motivo si rivolge al poeta rumeno scrivendogli una lettera che sarà la prima di  un rapporto epistolare che si instaurerà tra loro e attraverso cui Evola fa l’elogio a questo  movimento artistico rivoluzionario e di rottura che cambierà sensibilmente i connotati  estetici dell’arte del Novecento. Qui l’arte raggiunge la sincope, percorrendo sentieri  immaginari, divorando anche sé stessa nella furia iconoclasta, a-logica, a-morale,  iperbolica. Manifesti, mostre, balletti, rappresentazioni teatrali, risse e ubriacature collettive  scandiscono i ritmi di una frenetica, incessante produzione che, al contrario dei costrutti  delle altre avanguardie, non è finalizzata alla ricerca di una soluzione definitiva. Evola in  Italia è affiancato da Fiozzi e Cantarelli, i redattori della rivista dadaista mantovana “Bleu”.  In questo orizzonte Julius Evola, poco più che ventenne, già studioso di testi di metafisica,  mistica ed esoterismo, quintessenza la sua pratica artistica, alternando l’attività pittorica  alle intense letture in ambito filosofico, di dottrine orientali e inerenti alla storia delle  antiche tradizioni religiose. Contemporaneamente, il giovane Evola pubblica le prime composizioni poetiche, una  brochure intitolata Arte Astratta (1920), e compone un poema a quattro voci, La parole  obscure du paysage interiéur, che verrà rappresentato alle “Grotte dell’Augusteo” a Roma,  accompagnato dalla musica dodecafonica di Schönberg, Satie e Bartok.  La raccolta delle dieci poesie Arte Astratta è stata recentemente per la prima volta (dopo  un secolo!)

Giorgio Calcara tra Gianfranco de Turris – presidente della Fondazione Julius Evola – e Giovanni Canonico – patron delle Edizioni Mediterranee.

recitata e musicata e resa disponibile per il pubblico in un catalogo con audio  cd dal titolo “L’arcaico raggio. L’arte astratta di Julius Evola”. 

Evola assurge al ruolo di organizzazione culturale, e soprattutto partecipa nel 1921 alle più  importanti esposizioni internazionali, come al Salon Dada alla Galerie Montaigne di Parigi  e alla Exposition Internationale d’Arte Moderne di Ginevra.  

Significative sono anche le mostre di Evola, tra personali e collettive, che si tengono  alla Casa d’Arte Bragaglia di Roma tra il 1920 e il ’21.  

Emergono gli elementi predominanti nella pittorica evoliana, metafore di un’esperienza che  si trasfigura in un dominio meta-artistico, in forza della quale l’autore può quindi maturare il  definitivo distacco da Dada, avendo egli direzionato il proprio ”impulso alla liberazione”. 

Opere estranee ai dettami esteriori e spogliate dalle connotazioni dello Zeitgeist, rese a temporali, e scavalcandolo esternano un qualcosa condotto dalla “necessità interiore” di  manifestarsi, covando già il seme e il “presentimento di un’arte nuova”. I quadri dell’ultimo periodo, perlopiù “Paesaggi Interiori” e “Composizioni”, testimoniano di  uno straordinario lavoro di autoperfezionamento. E’ questo il periodo in cui Evola,  disorientato dal labirinto dello spiritualismo più problematico, vive la propria “discesa agli  inferi”: quella fase di cupio dissolvi che conduce inevitabilmente alla follia o al suicidio, a  meno che non intervenga un deciso, repentino affiorare di energie insondabili e di risorse  spirituali tali da condurre ad un “autotrascendimento ascendente”. Giunto a quel momento  Julius Evola nel 1922 dichiara in un’altra lettera indirizzata all’amico Tzara che si sarebbe  tolto la vita, annuncio che si rivelerà il suicidio di Evola artista ma non della persona fisica.  Ormai l’incontro con il buddismo delle origini, con i Tantra (e con la tradizione magico ermetica, schiuderà ad Evola l’orizzonte lungo il quale si inoltra il sentiero della  liberazione. Da questo momento l’opera evoliana si arricchisce di contenuti sapienziali,  della simbologia della palingenesi alchemica, attraverso le tre fasi della Grande Opera,  che era già consapevolmente riflessa nei dipinti. 

Si avvia una ricca produzione di testi e trattati filosofici, numerose conferenze in tutta  Europa, forse tutte elaborazioni consequenziali e complementari di ciò che aveva già  potuto sperimentare nel suo fare artistico. 

Sul finire degli anni Cinquanta Evola viene riscoperto da Claudio Bruni, gallerista della  romana Medusa che riscopriva e rilanciava le avanguardie d’inizio secolo. A pieno diritto  Julius Evola, ormai maturo anche dell’esperienza di pensatore e filosofo, dopo aver  venduto tutti i quadri e con la casa “sguarnita” ormai, riprende tele, cartoncini e tavolozza e  ritorna a dipingere. Si sente onorato per il nuovo interesse che nasce nei confronti della  sua opera giovanile tanto da indurlo a realizzare delle repliche negli anni Sessanta di  alcuni suoi quadri risalenti agli anni 1918-20 e altre opere ex novo tra cui spiccano le tre  tele che raffigurano la donna ambientata in paesaggi simbolico-cosmico-alchemici.  

Il 1969 segnerà anche l’inizio della prolifera collaborazione con l’editore e amico Giovanni  Canonico, il quale stamperà poi negli anni tutta l’opera evoliana con le sue Edizioni  Mediterranee. Ultimo, in ordine di pubblicazione, la ristampa per conto di “Homo Faber –  Julius Evola tra Arte e Alchimia” di Elisabetta Valento studio pionieristico sull’iconologia  evoliana, attualizzato nel rinnovato interesse da un’appendice di Giorgio Calcara.  

Oggi, a 100 anni dalla fine del suo percorso artistico, Evola artista viene riconosciuto  sempre di più anche da un pubblico internazionale. 

La curiosità nei confronti dell’artista è testimoniata da passaggi in case d’asta italiane ed  estere, da un crescente interesse nella ricostruzione del tragitto biografico di colui che  emerge come l’unico vero esponente a rappresentare l’Italia nell’ambito dadaista  internazionale e per aver aperto la strada all’astrattismo in Italia.

Tuttavia, per riuscire a realizzare questa retrospettiva a Rovereto ci sono voluti anni di  ricerche intense, per fare chiarezza sull’esistenza di alcuni quadri e la loro collocazione, in  altri casi per verificare i titoli e attribuire le giuste datazioni, tenendo conto del fatto che il  Barone ha dipinto circa un centinaio di opere, e non una sessantina come si presumeva  fino a pochi anni fa. 

Oggi, passando per le sale della mostra e osservando le numerose tele, sembra che si  possa ancora udire l’eco delle poesie dadaiste, scorgere squarci in paesaggi interiori, farsi  avvolgere dagli intarsi di colori che appaiono come le note musicali di una composizione,  vedere esplosioni belliche che si trasformano in stelle e fiori, uccelli dipinti che diventano  aerei e che aprono la tela virtualmente per andare oltre. Come ha fatto Evola, quando  disse “esaurita l’esperienza andai oltre”. 

di Julie Kogler 

Link alla pagina della mostra al Mart 

https://www.mart.tn.it/mostre/julius-evola-lo-spirituale-nellarte-153256

Goya. I disastri della guerra

“Goya. I disastri della guerra”. La stagione artistica romana inizia a San Lorenzo

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Mercoledì 18 maggio 2022, alle ore 19, sarà inaugurata la mostra “Goya. I disastri della guerra”. L’esposizione, che si terrà presso la Galleria delle Arti, nell’emblematico quartiere di San Lorenzo, in Via dei Sabelli 2, sarà aperta fino al 5 giugno 2022, dal mercoledì alla domenica, tra le ore 18:00 e le ore 21:00 e avrà ingresso gratuito.

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“Dialoghi Contemporanei”nelle Sale del MaVI per la Giornata del Contemporaneo.

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L’undici dicembre 2021, alle ore 17,00, nel centro di Villapiana (Cosenza), in Via Umberto I°, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa dall’AMACI (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani), è stato presentato”Dialoghi Contemporanei”, l’allestimento permanente delle sale del MAVI (Museo Identitario di Villapiana) a cura del direttore Angelo Ventimiglia e dell’Associazione Villapiana Borgo Attivo.

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Prosegue a Roma la seconda edizione di Mirabilia of Music

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La Musica apre i Musei, il percorso emozionale tra arte e musica proposto dalla Direzione Musei Statali della Città di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, diretti da Mariastella Margozzi, e curato e organizzato da Anna Selvi della Direzione Musei Statali della Città di Roma. Domenica 19 dicembre al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (ore 20.00) arriva Mario Brunello, musicista intenso e affascinante tra i più completi e ricercati della sua generazione. Brunello, al violoncello piccolo, sarà accompagnato al cembalo e organo da Roberto Loreggian, e da Francesco Galligioni alla viola da gamba e violoncello, per un repertorio che attraverso autori come Valentini, Boccherini e Bach da fine Seicento si spinge fino agli inizi dell’Ottocento. Solista, direttore, musicista da camera e di pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, Mario Brunello è stato il primo musicista europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado. Nell’arco della sua lunga carriera, Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, per citarne alcune. Scrivono di lui: «Intenso e appassionato» (“The Strad”) / «Un grande spirito» (“Gramophone”) / «Il suono del violoncello piccolo, che oscilla tra quello del violino e del violoncello, viene fatto cantare da Mario Brunello con apparente leggerezza, con espressività e sempre con grande virtuosismo» (“Highresaudio”). L’ingresso è consentito ai visitatori fino ad esaurimento dei posti ed è incluso nel costo del biglietto dei Museo. Il biglietto per il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo + l’ingresso allo spettacolo (intero € 12; ridotto €2) può essere prenotato online sul sito https://www.gebart.it/musei o tramite call center Ticketone 06 32810 oppure acquistato anche direttamente al botteghino. PROGRAMMA Giuseppe Valentini (1651-1753), “Allettamento op. 8 n. 10” per violoncello piccolo e continuo (Grave, allegro, allegro, largo, allegro); Luigi Boccherini (1743-1805), “Sonata N. 25 in mi bemolle maggiore” per violoncello piccolo e continuo (Adagio, allegro, minuetto con variazioni); J.S. Bach, “Sonata in trio No. 3 in mi maggiore, BWV 1016” (17’) (Adagio, Allegro, Adagio ma non tanto, Allegro); J.S. Bach, “Ciaccona per violoncello piccolo dalla Seconda Partita in re minore BWV 1004”; J.S. “Sonata in trio No. 4 in do minore, BWV 1017” (17’) (Largo, Allegro, Adagio, Allegro) MARIO BRUNELLO | bio Mario Brunello è uno dei più affascinanti, completi e ricercati artisti della sua generazione. Solista, direttore, musicista da camera e di recente pioniere di nuove sonorità con il suo violoncello piccolo, è stato il primo Europeo a vincere il Concorso Čaikovskij a Mosca nel 1986. Il suo stile autentico e appassionato lo ha portato a collaborare con i più importanti direttori d’orchestra quali Antonio Pappano, Valery Gergiev, Myung-whung Chung, Yuri Temirkanov, Zubin Mehta, Ton Koopman, Manfred Honeck, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Seiji Ozawa, Riccardo Chailly e Claudio Abbado. Nell’arco della sua lunga carriera, Mario Brunello si è esibito con le più prestigiose orchestre del mondo tra cui la London Symphony e la London Philharmonic Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la San Francisco Symphony, la NHK Tokyo, l’Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestre Philharmonique de Radio France, la Filarmonica della Scala e la Filarmonica di Monaco, per citarne alcune. Brunello suona un prezioso Maggini dei primi del Seicento, al quale ha affiancato negli ultimi anni il violoncello piccolo a quattro corde. Questo strumento, molto usato in epoca Barocca, è costruito nella tipica accordatura violinistica (mi, la, re, sol), ma un’ottava più bassa, mantenendo quindi la profondità e le sfumature più scure tipiche del violoncello. Proprio queste peculiarità hanno spinto Brunello ad esplorare i capolavori musicali del repertorio per violino di Bach, Vivaldi, Tartini e contemporanei. L’integrale delle Sonate e Partite di JS Bach al violoncello piccolo è stata la prima rivelatoria incisione discografica di Mario Brunello per ARCANA, nel 2019, ed ha ricevuto il plauso della critica nazionale ed internazionale. Diverse esecuzioni del ciclo completo dei capolavori bachiani sono in programma nelle prossime stagioni in Italia e in Europa. Un secondo album, intitolato ‘Sonar in Ottava’ e pubblicato nel marzo 2020, è stato accolto con unanime entusiasmo da pubblico e critica (Best Concert Recording del 2020 da BBC Music Magazine). In questa incisione Mario Brunello e Giuliano Carmignola, rivisitano Doppi Concerti di Bach e Vivaldi con una nuova sonorità per violino e violoncello piccolo. Le potenzialità del violoncello piccolo vengono esplorate appieno nel terzo disco pubblicato a novembre 2020 e dedicato a Giuseppe Tartini per il 250esimo anniversario dalla sua morte. L’album, premiato con il DIAPASON d’OR, comprende Sonate e Concerti di Vandini, Meneghini e Tartini con l’Accademia dell’Annunciata. L’ultima uscita discografia è del settembre 2021 con le ‘Sei Suonate a cembalo certato e violino solo’ di JS Bach. Questo album è il secondo volume della Trilogia BRUNELLO BACH SERIES per Arcana/OUTHERE; il progetto discografico si concluderà nel 2022 con l’ultimo disco ‘Bach Transcriptions’, ingegnoso programma dedicato ai Concerti, dove Mario Brunello sarà nuovamente affiancato dall’Accademia dell’Annunciata. Dalla stretta collaborazione con la Kremerata Baltica e Gidon Kremer sono nate due registrazioni d’eccezione: ‘The Protecting Veil’ di Tavener registrato al Festival di Lockenhaus e ‘Searching for Ludwig’ (novembre 2020) – tributo a Beethoven, che vede due quartetti di Beethoven nella versione per orchestra d’archi dividersi la scena con brani contemporanei d’ispirazione beethoveniana di Léo Ferré e Giovanni Sollima. Mario Brunello è il Direttore Artistico dei Festival Arte Sella e dei Suoni delle Dolomiti. A ottobre 2020 è stato nominato Direttore Artistico del Festival di Stresa, succedendo a Gianandrea Noseda. ROBERTO LOREGGIAN | bio “The excellent Loreggian brings an attractive improvisatory to his playing…” (Gramophone) / “Loreggian riesce a sorprenderci ogni volta per la virtuosistica perizia tecnica unita ad una straordinaria inventiva e fantasia espressiva” (L’Arena) / “Loreggian possède indéniablement le sense de la coloration, du contraste et de l’ornamentation” (Diapason) Dopo aver conseguito, col massimo dei voti, il diploma in organo e in clavicembalo, si è perfezionato presso il Conservatorio di L’Aja (NL) sotto la guida di Ton Koopman. La sua attività lo ha portato ad esibirsi nelle sale più importanti: Parco della Musica – Roma, Sala Verdi – Milano, Hercules saal- Monaco (D), Teatro Colon- Buenos Aires, Kioi Hall –Tokyo, Sala del conservatorio di Mosca. E per i più importanti festival: MITO, Sagra Malatestiana, Festival Pergolesi Spontini, Festival dei due mondi Spoleto, Accademia di Santa Cecilia, Serate Musicali Milano. collaborando sia in veste di solista che di accompagnatore con numerosi solisti ed orchestre Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestra di Padova e del Veneto, L’arte dell’arco, I Solisti Veneti, I Barocchisti, Modo Antiquo. Ha registrato numerosi CD per case discografiche quali Chandos, Brilliant, Deutsche Harmonia Mundi, Erato, CPO, Glossa, Decca, Tactus, Arts, segnalati dalla critica internazionale. Ha registrato l’integrale della musica di G.Frescobaldi per l’etichetta Brilliant vincendo con il I volume il ‘Premio Nazionale del Disco Classico 2009’ e per la stessa etichetta l’integrale della musica per tastiera di Andrea e Giovanni Gabrieli, B.Pasquini, l’integrale dei concerti per clavicembalo e archi di B.Galuppi ed alcuni cd per clavicembalo dedicati a Haendel e Telemann. Le registrazioni dedicate alla musica per clavicembalo di B.Pasquini (Chandos-Chaconne) e di G.B.Ferrini (Tactus) sono stati segnalati dal ‘Preis der deutschen Schallplattenkritik’. Insegna presso il Conservatorio ‘C.Pollini’ di Padova FRANCESCO GALLIGIONI | bio Diplomato in violoncello al Conservatorio “C. Pollini” di Padova con il M° G. Chiampan; fin dal 1986 ha approfondito la conoscenza dello strumento seguendo corsi di perfezionamento in Italia e all’estero con M. Flaksman e T. Campagnaro. Ha successivamente proseguito gli studi con il M° Franco Maggio Ormezowski sia presso l’Accademia Nazionale di S. Cecilia in Roma, diplomandosi in soli due anni con borsa di studio, che presso la fondazione A. Toscanini di Parma nei corsi per “solisti e prime parti d’orchestra”. Ha poi partecipato a corsi di perfezionamento di violoncello barocco tenuti da W. Vestidello e G. Nasillo e collaborato con solisti e direttori di fama internazionale (Anner Bylsma, Giuliano Carmignola, Cecilia Bartoli, Max Emmanuel Cencic, Magdalena Kozena, Sergio Azzolini, Sara Mingardo, Victoria Mullova Angelika Kirschlagher, Andrea Marcon, Federico Guglielmo, Sir J. E. Gardiner, Diego Fasolis, Pedro Halffter, Bob Van Asperen, Michael Radulescu, Gustav Leonhardt, Christopher Hogwood,..) sia in veste concertistica che discografica. La passione per la musica antica lo ha naturalmente portato anche allo studio della viola da gamba con il M° Paolo Biordi presso il conservatorio di Firenze conseguendo nel 2004 il diploma in questo strumento con il massimo dei voti e nel 2007 il diploma accademico di secondo livello con 110 e lode. Membro fondatore dell’Accademia di S. Rocco e successivamente di Venice Baroque Orchestra, ha suonato in qualità di primo violoncello nelle più prestigiose sale, basti citare Royal Albert Hall e Barbican Hall (London), Lincoln Center e Carnegie Hall (New York), JFK Center for Performing Arts (Washington DC), Tonhalle (Zurigo), Konzerthaus (Berlino), Het Concertgebouw (Amsterdam), Musikverein e Konzerthaus (Vienna), Kyoi hall (Tokyo), Opera Berlioz (Montpellier), Theatre des Champs-Elysées (Parigi), W. Disney City Hall (Los Angeles), Gran Teatro La Fenice (Venezia). Ha effettuato registrazioni discografiche per ARCHIV (Deutsche Grammophon), Arts, ORF, Chandos, Brilliant, Naxos e per Sony Classical; con quest’ultima sia in qualità di primo violoncello-solista di VeniceBaroqueOrchstra che in formazioni cameristiche (trii con G. Carmignola e L. Kirtzof, sonate con A. Bylsma). Suoi concerti da solista sono stati trasmessi dalla WDR, ORF, dalla SWR2 e MDR (concerto per violino e cello di A. Vivaldi con G. Carmignola), dalla ABC, della NPR, dalla BBC3, dalla RDP e, in occasione di un tour in giappone, (settembre 2005) dalla TV nazionale di questo paese. Ha collaborato in qualità di prima parte, tra gli altri, con Tafelmusik (Toronto) Sonatori della Gioiosa Marca, Zefiro, Orchestra Barocca del Friuli Venezia Giulia “G.B.Tiepolo”, I Barocchisti, Oman Consort, L’Arte dell’Arco, Gambe di Legno Consort, i Virtuosi delle Muse, Opera Stravagante. E sempre come 1° vc. solista dall’ Orchestra Filarmonica di Gran Canaria e l’orchestra del Teatro Massimo di Palermo. Recente l’incisione da solista per l’etichetta olandese “Brilliant Classics” dell’integrale dei concerti per violoncello di A. Vivaldi (4 CD), delle sei sonate a stampa dello stesso autore, l’integrale (5CD) delle sonate a stampa di Salvatore Lanzetti e i capricci per violoncello solo di Joseph-Marie-Clément dall’Abaco. Di prossima pubblicazione le 12 sonate di G.B. Platti e per l’etichetta FraBernardo le Suite di J.S. Bach per violoncello solo. Suona un violoncello Paolo Antonio Testore del 1740 e una viola da gamba originale dei primi ‘700. Ha insegnato violoncello presso il Conservatorio “T. Schipa” di Lecce, “F. Cilea” di Reggio Calabria, “N. Paganini” di Genova, “A Buzzolla” di Adria e attualmente presso il Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto (TV); viola da gamba presso il conservatorio “J. Tomadini” di Udine. In collaborazione con la SIAE La rassegna si terrà nel rispetto delle norme anti Covid-19. 

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