Sicurezza e sostenibilità alimentare: a Codeway Expo protagoniste le imprese italiane

in SOCIETA' by

Sicurezza e sostenibilità alimentare: sono i due campanelli d’urgenza che suonano e ci ricordano la sfida di questo momento storico, ancora più ardua alla luce dell’ostacolo pandemico, della guerra in Ucraina e dei cambiamenti climatici.

Codeway – Cooperation Development Expo, la manifestazione di Fiera Roma dedicata alla cooperazione internazionale, è in prima posizione per raggiungere gli obiettivi di questa sfida in modo propositivo. Con il primo appuntamento del 18 maggio, ha posto sotto la concreta lente d’ingrandimento le azioni che, grazie alla promozione del sistema Italia e degli operatori privati, possono essere fondamentali per le imprese che giocano con ambizione nella strategia di proiezione internazionale dell’Italia.

“Per vincere la sfida della sicurezza alimentare e promuovere sistemi agroalimentari più sostenibili è necessario favorire la cooperazione tra tutti gli attori, istituzionali e non, in una prospettiva multilaterale e multi-attoriale che investa nella ricerca di sinergie, alleanze e partenariati di lungo periodo”. Queste le parole della Vice Ministra Marina Sereni, intervenuta in collegamento da Berlino. Le imprese giocano un ruolo centrale: la sicurezza e la sostenibilità alimentare rappresentano un settore centrale della nostra cooperazione internazionale.

L’impegno della rete delle imprese “nel promuovere lo sviluppo del settore agroalimentare a livello internazionale, in particolare in quei Paesi emergenti come la Tunisia e Kazakhstan” è stato il focus di Fabio Massimo Pallottini, Presidente di Italmercati. Per poter mettere a frutto le potenzialità dei mercati – ha spiegato Pallottini – ai Rappresentanti istituzionali e al MAECI si è fatta una richiesta: maggiore attenzione a queste realtà e aiuto nella scelta delle strategie, potenziando gli scambi commerciali per valorizzare il know how italiano. “Solo attraverso una costante sinergia tra istituzioni e operatori, riusciremo a esportare il Made in Italy”.

Ancora Angelo Riccaboni, Presidente Fondazione PRIMA, si è posto su questa linea. Oggi è maturata la consapevolezza delle imprese di poter essere un punto di partenza cruciale nelle questioni ambientali e sociali che dobbiamo affrontare. Questo può avvenire in due modi: “inducendo le imprese a migliorare la quantità e la qualità, compresa la sostenibilità, delle proprie produzioni e sfruttando al massimo il loro potenziale di cooperazione in ragione della loro partecipazione alle filiere globali”. In tale contesto, l’esperienza italiana è tra le prime posizioni d’importanza: “le filiere italiane sono costituite da aziende molto attente ai territori capaci di valorizzare, attraverso prodotti di qualità, l’elevato grado di biodiversità del nostro Paese, le differenti produzioni agroalimentari e le eterogenee culture locali del cibo”.

Accesso al cibo, benessere delle persone e futuro del Pianeta: tre elementi per cui elaborare soluzioni preziose tramite il modello agroalimentare italiano. Il tutto si basa sulla valorizzazione delle produzioni locali, sulle intense connessioni con il territorio e le comunità; sull’attenzione all’impatto ambientale e alla freschezza dei prodotti, cercando il giusto equilibrio fra tradizione e innovazione.

L’obiettivo è fare di Codeway uno strumento di supporto alle imprese italiane interessate ad iniziare o incrementare la propria presenza sui mercati internazionali. I punti di forza: “creatività” e “innovazione” per vincere le sfide dello Sviluppo Sostenibile lanciate dall’Agenda 2030.

Lo hanno ribadito Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive e Pari Opportunità, Roma Capitale, Paolo Orneli, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione Regione Lazio e Fabio Casasoli, Amministratore unico di Fiera Roma.

“Le ragioni che rendevano straordinaria l’idea alla base di Codeway prima della pandemia, oggi si sono rafforzate. Il Covid-19 ha messo fine a un modello di sviluppo sbagliato, le ragioni alla base della cooperazione allo sviluppo oggi sono tutte più forti”.

 

 

 

 
 
 
 

 

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*